Abusi edilizi e criticità correlate

NEWS DI Leggi e Normative Tecniche17 Gennaio 2017 ore 13:00
Una breve panoramica sulle conseguenze degli abusi edilizi con riferimento alle normative vigenti, evidenziando responsabilità e criticità connesse al reato.

Abusivismo edilizio e sua attualità


Il tema dell’abusivismo edilizio è stato e resta tutt’ora uno degli argomenti sempre attuali nel panorama delle costruzioni, la complessità delle casistiche in relazione ai diversi regolamenti regionali, oltre alle normative vigenti sul territorio nazionale, impongono la necessità di fornire gli elementi essenziali per poterne comprendere le problematiche.

Abusi edilizi nel centro urbanoPer i motivi sopra esposti, non è possibile in poche righe trattare esaurientemente l’argomento, ma senz’altro utile può rivelarsi il tentativo di sintetizzarne gli aspetti principali,con riferimento alle normative vigenti, tenendo conto dei diversi gradi di abusi.

Per tal motivo, mi soffermerò maggiormente sulle novità più recenti in materia, ed in particolare sul Testo unico dell’edilizia n.380/02 innovato dal D.l.gs. 27.12.2002 n.301, oltre a rivolgere un breve sguardo ad alcuni provvedimenti di legge i quali danno una idea degli orientamenti giurisprudenziali più significativi in materia.

Cominciamo con il chiarire cosa s’intende per abuso edilizio, a tal proposito mi sembra utile citare quanto stabilito dalla sentenza di Cassazione n. 37713 del 01.10.2012, la quale ha stabilito che «Un intervento edilizio iniziato senza le prescritte autorizzazioni amministrative è un abuso edilizio ed è sanzionabile anche penalmente».


Abusi diversi e norme generali


A secondo del tipo di intervento da effettuare, la normativa vigente richiede una serie di atti ufficiali da produrre a cura del richiedente con precise modalità .

Nel panorama delle costruzioni edili, fanno eccezione gli interventi di ordinaria manutenzione, ossia quelli che riguardano principalmente opere volte alla riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, tali interventi vengono definiti liberi, ossia non bisognevoli di alcun titolo abilitativo.

Interventi edilizi, titolo abilitativo
Diversamente è disposto per tutti gli altri tipi di intervento, come quelli di manutenzione straordinaria, ossia quelli riguardanti le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso, che non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici, per tali interventi è necessario l'atto abilitativo secondo le norme vigenti.

Non è previsto alcun atto abilitativo per interventi riguardanti, l’apertura di porte interne, lo spostamento di pareti interne, e piccole modifiche interne, ma è comunque necessario produrre una comunicazione di inizio lavori accompagnata da una relazione tecnica a firma di tecnico abilitato.

Quando gli interventi riguardano parti strutturali, è necessario produrre la S.C.I.A (art. 22, c.1. T.U. D.P.R. 380/2001) fatta salva la facoltà di richiedere il permesso di costruire, art. 22, c.7.TU.

La parte di interventi più invasivi, comprendenti le ristrutturazioni parziali e totali, compresa la demolizione e rIcostruzione con la stessa volumetria di un edificio esistente, vengono regolati da una serie di provvedimenti quali SCIA, SUPER DIA e Permesso di costruire.

Per gli edifici storici, rientranti tra quelli tutelati dalle Soprintendenze competenti, oltre ai permessi citati, vanno richieste le autorizzazioni specifiche.



Abusi edilizi conseguenze e criticità


Come si può ben notare, la materia è abbastanza complessa e le casistiche lo sono altrettanto pertanto in questa sede, si vuol mettere principalmente in risalto in maniera sintetica, i principali aspetti e le relative conseguenze di un atto di abusivismo edilizio.

Generalmente si può dire che In caso di interventi edilizi abusivi, cioè nuove costruzioni, ampliamenti o ristrutturazioni realizzate senza permesso di costruire o senza SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), o in totale difformità da essi, la regola generale è che una volta accertato l'intervento (da parte dell’Ente competente) l'autore dell'abuso è obbligato a demolire entro 90 giorni le opere abusive o ripristinare lo stato dei luoghi.

Parte abusiva di fabbricato in fase di demolizione
In seguito a tali abusi edilizi, diverse sono le responsabilità e le conseguenze per ciascuno dei partecipanti al processo realizzativo delle opere abusive e ciò a secondo se essi riguardano opere di costruzione o in difformità o in contrasto con le prescrizioni urbanistiche o edilizie.

I soggetti chiamati a rispondere a diverso titolo dei reati commessi, sono principalmente il titolare della concessione, unitamente al committente, costruttore e direttore dei lavori.

Tali soggetti sono destinatari di misure amministrative pecuniarie se non provino la loro estraneità all’abuso, oltre alle relative incriminazioni di carattere penale.

In particolare il direttore dei lavori incorre in responsabilità ove non contesti tempestivamente a chi di dovere le violazioni riscontrate, rinunciando neI casi più gravi, ossia totale difformità o variazioni essenziali, al relativo incarico.

La conseguenze per una tale inadempienza possono costare al professionista la sospensione dall'albo professionale per un periodo variabile da 3 mesi a 2 anni.

Oltre ai soggetti citati, non bisogna dimenticare coloro i quali partecipano alla realizzazione dell’opera abusiva, prestando la propria opera o forniture di servizi di vario genere.



Abusivismo edilizio e indisponibilità dell'opera realizzata


Dopo aver indicato in maniera sommaria le principali conseguenze di un abuso edilizio, sotto l’aspetto giuridico, vediamo quali conseguenze comporta tale abuso sul valore di mercato del bene.

Un bene immobile realizzato in assenza o in difformità delle dovute autorizzazioni e prescrizioni di legge non può essere trasferito, così stabilisce l’art.46 del Testo Unico, mettendo in evidenza le ulteriori conseguenze, art.47, anche per i notai che dovessero procedere in difformità.

La legge infatti prevede che coloro che alienano i beni immobili, debbono produrre gli atti concessori del bene primario come permesso a costruire, o atti concessori in sanatoria , la mancanza dei quali comporta una serie di ostacoli al godimento del bene, rendendo l’impegno economico per realizzarlo non solo vano ma foriero di altre incombenze sotto il profilo economico, penale e amministrativo.

Danneggiamento ad un pilastro per passaggio abusivo di tubazione
A titolo di esempio di tali problematiche, cito l’impossibilità di poter allacciare il bene abusivo a tutte le reti di servizi pubblici, e ad ogni tipo di energetizzazione, a tal scopo occorre precisare che tale impedimento, è valido per tutti gli immobili privi di titolo concessorio iniziati dopo il 30 gennaio 1977 e per i quali non siano stati stipulati contratti di somministrazione anteriormente al 17 marzo 1985.

Da quanto sopraesposto, si evince come un abuso edilizio oltre a rappresentare un vero e proprio reato, comporti nel tempo una serie di conseguenze, molte volte non facilmente sanabili, per il sopravvenire di nuove disposizioni di legge le quali difficilmente risultano invocabili al fine di richiedere una autorizzazione in sanatoria.

Abuso edilizio: Intervento che necessita di autorizzazione
E qui richiamo l’attenzione del lettore, su alcuni atteggiamenti superficialfaciloni, tanto in uso nella nostra bella Italia, i quali ultimamente hanno contribuito non poco, unitamente alle sollecitazioni sismiche a tutti note degli ultimi mesi a far aumentare il numero di crolli di diversi edifici con le conseguenze che tutti conosciamo.

Un esempio valevole per tutti è l’irresponsabile abitudine di modificare dimensioni, posizione e materiali di strutture portanti interne alle proprie abitazioni.

Si fa riferimento a pareti, tramezzi con spessori oltre i 15 cm, eliminazione di pilastri isolati, aperture vani etc., non solo senza alcun titolo concessorio, ma addirittura senza neanche consultarsi con un tecnico esperto in materia al fine di valutarne la fattibilità in sicurezza.

Da quest’ultimo esempio si capisce come un abuso edilizio, possa riguardare non solo un ristretto numero di soggetti come i principali sopraindicati, ma purtroppo può compromettere l'esistenza di molte altre persone, senza che alcun procedimento in sanatoria possa restituirle alla vita.


Abuso edilizio e provvedimenti di legge recenti

Ultimamente sono stati emanati alcuni provvedimenti i quali mirano da un lato a inasprire le sanzioni nei confronti di chi non demolisce o ripristina entro i termini di legge le opere abusive, e dall’altro a semplificare alcune procedure al fine di sanare piccoli abusi.

Il decreto DL n.133/2014 Sblocca Italia, introducendo tre nuovi commi all'articolo 31 del Testo unico edilizia, ha introdotto pesanti sanzioni, da 2.000 a 20 mila euro, per coloro i quali non demoliscono o ripristinano lo stato ante operam nei termini di legge.

Sul versante delle possibili sanatorie per le diverse tipologie di abuso, l’art.36 del Testo Unico prevede i casi illustrati di seguito mediante alcuni esempi.

Se il proprietario di un immobile ha edificato in assenza di un progetto regolarmente assentito con le modalità previste dalle vigenti leggi in materia, o che comunque ha omesso di pagare gli oneri relativi all’Ente che ne ha rilasciato il permesso a costruire o altro provvedimento autorizzativo.

Abuso edilizio sanabile mediante ripristino stato dei luoghi
In questo caso ci troviamo chiaramente in presenza di un abuso edilizio, cosa si può fare per sanare l’illecito?

Ebbene se le opere realizzate sono comunque rispettose delle norme urbanistiche vigenti, l'autore dell'abuso, prima che vengano irrogate sanzioni, può chiedere all’Ente di competenza il permesso in sanatoria, previo pagamento di oneri di costruzione pari al doppio del normale.

Nel caso invece di opere di ristrutturazioni abusive o parzialmente abusive, per le quali il ripristino dello stato di fatto ante operam sia tecnicamente impossibile, dobbiamo distinguere due situazioni.

La prima riguarda le opere in assenza di permesso o in totale difformità da esso, aggravate dal fatto di non essere rispettose delle normative vigenti in materia urbanistica, per tale situazione, qualora sulla base di una verifica dell'ufficio tecnico del Comune si appuri che il ripristino dello stato dei luoghi non sia possibile, la sanzione, anziché l'obbligo di demolizione, consiste nel pagamento di una somma pari al doppio dell'ammontare dell'aumento del valore venale dell'immobile conseguito in seguito all'opera abusiva.

Abuso edilizio non demolibile
La regola generale per i casi in cui non è possibile ripristinare lo stato dei luoghi senza pregiudizio per la statica dell'intero edificio, per cui attraverso una corresponsione del doppio del valore del costruito può essere sanato, non vale in zona sismica nei casi in cui la parte edificata abbia creato di fatto un giunto non a norma con una costruzione limitrofa.

In questo caso specifico, la possibilità che tale struttura abusiva, possa creare danni a quella adiacente in seguito alle sollecitazioni sismiche, impone la demolizione delle opere abusive.

Per tutte quelle situazioni che contemplano piccole variazioni volumetriche, distanze, distacchi, congruenza tra le misure del costruito e quelle delle opere realizzate nel 2011 il D.L.n.70 ha stabilito che:

«non si considerano difformi dal titolo abilitativo le violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che non eccedano per singola unità immobiliare il
2 per cento delle misure progettuali»
.


Concludendo questa breve nota sul tema degli abusi edilizi, penso sia facilmente rilevabile come tale prassi sia assolutamente da evitare, non solo per tutte le conseguenze sopracitate, ma anche per la inevitabile serie di liti consequenziali derivanti dalla tutela del diritto dei terzi.

riproduzione riservata
Articolo: Abusi edilizi ed i loro effetti
Valutazione: 3.73 / 6 basato su 22 voti.
  • fs
  • fs
  • fs
  • fs

Abusi edilizi ed i loro effetti: Commenti e opinioni


Nome visualizzato nel commento

Indirizzo E-Mail da confermare
ACCEDI, anche con i Social
per inserire immagini
NON SARANNO PUBLICATE RICHIESTE DI CONSULENZA O QUESITI AGLI AUTORI
Alert Commenti
  • Ricca81
    Ricca81
    Giovedì 12 Luglio 2018, alle ore 14:53
    Salve,sono a scrivere per avere un parere, nel 1974 sono stati fatti dei manufatti sia in cemento che in legno e lamiera, senza richiesta di permesso in zona agrigola proprio a scopo di rimessa agricola, essendo all'epoca anche iscritti regolarmente come coltivatori diretti.
    Nel 1986 e' stato richiesto il codono per i manufatti, anche se tali opere risiedono nel "vincolo cimiteriale".
    In questi giorni ho ricevuto la raccomandata da parte del comune con il diniego di condono, anche perchè le opere sono superiori al 10% della volumetria originaria dell'intero edificio, e per vincolo di inedificabilità.
    E' scritto che devo rispondere entro 10 giorni, il tecnico che ha seguito a suo tempo il condono, dopo tutti questi anni deve riprendere in mano tutta la situazione, ma in 10 giorni è difficile prepare tutta una relazione tecnica.
    Mi sembra una cosa veramente inammissibile, che dopo 44 anni dal realizzo dell'opera e 32 anni di richiesta di condono, solo adesso viene negato, senza prima dare nessuna comunicazione.
    Come posso muovermi per non rischiare la demolizione? Posso chiedere di sanare il tutto pagando o almeno avere il 10% del volume della casa?
    Grazie
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Ricca81
      Sabato 14 Luglio 2018, alle ore 17:09
      Il nostro è un paese dove il diritto   è solo dei più forti. Le consiglio di rispondere punto per punto alle richieste del comune e, se non bastasse, fare ricorso al TAR. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Roby5
    Roby5
    Domenica 1 Luglio 2018, alle ore 14:01
    Siamo in trattativa per l'acquisto di una casa indipendente con terreno,
    Al momento del controllo della documentazione il tecnico si è accorto che sono presenti dei muri in cemento armato che non risultano sulle carte,
    I muri sono di sostegno alla casa.
    Cosa si può fare per sanare i muri ?
    Si può vendere una casa con dei muri in cemento armato non dichiarati?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Roby5
      Mercoledì 4 Luglio 2018, alle ore 12:32
      Le difformità riscontrate dal tecnico in sede di verifica della posizione urbanistico-catastale dell'immobile, possono essere sanate attraverso la presentazione al comune di una "Cila in Sanatoria" a nome del venditore e, a seguire, la relativa variazione catastale per "esatta rappresentazione grafica". Naturalmente i costi dell'operazione sono a totale carico della parte venditrice. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Monica2
    Monica2
    Mercoledì 30 Maggio 2018, alle ore 11:18
    Avrei anche io una domanda da fare.
    Prima, vi devo spiegare come stanno le cose.
    Abito in una villetta con 4 appartamenti: un appartamento con 2 piani da una parte,e d'altra, e in mezzo c'è un appartamento sopra,e uno sotto, dove abito io.
    Il nostro vicino che a comprato la casa da quasi 3 anni, e che abita dal lato sinistro e a la casa su 2 piani, non  finisce mai di rinnovare.
    La nostra vita e diventata un inferno, ogni 3-4 messi spacca un muro, mette su un altro e fa dei rumori insopportabili.
    Non si può vivere più, .non ci fa sapere mai quando comincia i lavori,e neanche quando gli finisce.
    Noi dobbiamo scappare di  casa, perché per colpa dei rumori, hai l'impressione che ti cade la casa.
    Non esiste una legge che ci difenda?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Monica2
      Giovedì 31 Maggio 2018, alle ore 08:43
      E' buona norma rendere edotti i vari condomini dei lavori che si intendono realizzare, fissando la data di inizio e di fine lavori, anche se il tipo di intervento non richiede alcuna autorizzazione comunale, apponendo una locandina nell'ingresso al fabbricato. Riguardo ai regolamenti, la legge in primis rimanda alle norme di convivenza civile contenute nel testo del regolamento di condominio. Se quest'ultimo non esiste si fa riferimento al regolamento edilizio comunale e/o di polizia urbana che varia da comune a comune. In linea generale dovrebbe prevalere il buonsenso ed il rispetto, ma se tutto ciò non rientra nella tolleranza ammessa, ha facoltà di richiedere l'intervento della Polizia Municipale, oltre alla diffida legale. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Wendy2
    Wendy2
    Giovedì 24 Maggio 2018, alle ore 11:24
    Abbiamo costruito una casa abusiva su un terreno agricolo.
    Il comune vuole demolire non sanabile e 20 mila euro da pagare.
    Ho buttiamo giù l'immobile o tra un anno devono demolire e dobbiamo pagare lo smaltimento.
    C'è qualche possibilità di sanare in qualche modo? 
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Wendy2
      Martedì 29 Maggio 2018, alle ore 08:15
      Quando si arriva all'atto estremo dell'ordinanza di demolizione è impossibile tornare indietro, vuol dire che tutte le norme vagliate si sono rese inapplicabili. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Giacomofeliciello
    Giacomofeliciello
    Sabato 7 Aprile 2018, alle ore 14:31
    Salve le espongo brevemente il mio quesito : Appartamento all asta. Il CTU riscontra una altezza interpiano di 20 cm in più 2,90 anziché 2,70 . Trattasi di un abuso non sanabile che compre l intero edificio. L ing ha decurtato circa 20mila euro sul valore di mercato Dell Appartamento. In caso di aggiudicazione posso ovviare a qst problema facendo una controsoffitta di 20 cm e presentando una pratica x ottenere l abitabilità? Oppure se non effettuo nessun intervento posso vendere l immobile senza problemi? La planimetria interna è conforme allo stato dei luoghi. 
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Giacomofeliciello
      Lunedì 9 Aprile 2018, alle ore 13:18
      La Sua è una ipotesi tecnicamente praticabile. E' necessario, però, accertare presso il Suo comune questa maggiore volumetria, se realizzando una controsoffittatura ad altezza regolare di mt. 2,70 può "passare" come volume tecnico, oppure rimanere nel limbo degli abusi insanabili per sempre. Prima di una eventuale aggiudicazione, vale la pena sincerarsi sulle reali possibilità di regolarizzare la posizione urbanistica dell'abitazione e sul nulla osta alla richiesta di agibilità/abitabilità che, allo stato, sembra piuttosto difficile creandoLe non pochi problemi per una futura vendita. Cordiali saluti.   
      rispondi al commento
  • Donna1
    Donna1
    Giovedì 22 Febbraio 2018, alle ore 20:37
    Ho perso la casa all'asta e non riesco a trovare casa in affitto (essendo un posto turistico dove affittano solo a settimane).
    Ho un terreno dove per metà è agricolo e metà r.p.a (in passato avevano dato 50 mq da costruire al vecchio proprietario, ma non sono stati costruiti avendo passato quei metri quadri su una casa abusiva per condonarla).
    Se io che ho famiglia e minori, mi tiro su una baracca per viverci, cosa succede?
    Faccio presente che non ho più nulla da perdere.
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Donna1
      Lunedì 26 Febbraio 2018, alle ore 23:23
      Capisco la Sua difficile posizione, ma qualsiasi tipologia costruttiva, compresa una baracca, rappresenta un abuso edilizio ed è perseguibile sia amministrativamente con una corposa sanzione pecuniaria che penalmente. Le consiglio di desistere da questa Sua idea e, magari, di trovare una soluzione ragionevole e alla Sua portata. Cordiali saluti.   
      rispondi al commento
    • Stefano
      Stefano Donna1
      Venerdì 13 Aprile 2018, alle ore 23:50
      Casa mobile: quando non è necessaria la concessione edilizia
      In base a quanto osservato, il permesso di costruire, relativamente a case mobili, camper e roulotte, non occorre soltanto se si verificano le seguenti condizioni: 
      – il manufatto prefabbricato deve essere collocato su ruote ed essere omologato al trasporto su strada, non essendo sufficiente la mera collocazione su un supporto mobile che non permetta il trasporto;
      – il manufatto deve soddisfare necessità puramente transitorie;
      – il manufatto può essere immediatamente rimosso e trasferito altrove (non deve dunque risultare ancorato).
      Tali condizioni sono soddisfatte, ad esempio, nell’ipotesi della casa mobile sistemata su telaio poggiante su ruote gommate, bilanciate da supporti di ferro (dunque deve trattarsi di un manufatto realmente trasportabile su strada), non allacciata alle reti della distribuzione della corrente elettrica e dell’acqua potabile.
      Ho letto infatti un commento del 01/03/2018 dove scritto: "ho installato una casa mobile omologata su strada su terreno agricolo una vicina mi manda i vigili sequestrata per 30 gg chiedo il dissequestro subito il giudice mi dissequestra la casa i vigili vengono a togliermi i sigilli mi dicono di rimuoverla entro 30 gg bene dopo 20 gg mi arriva dal tribunale di bari la notifica caso archiviato non c’era abusivismo edilizio incontrai i vigili e mi dissero che la posso tenere e non possono venire più a farmi nuovamente il sequestro." 
      rispondi al commento
  • Draco1
    Draco1
    Lunedì 15 Gennaio 2018, alle ore 00:43
    Ho eseguito un ampliamento di abitazione utilizzando il piano casa e relative deroghe dai confini, 2 anni fà.
    Al mio vicino non ho chiesto permesso di costruire, avvertito solo verbalmente e lui nessuna risposta. (dal rpg comunale prevede minimo 5 metri) io ho costruito a poco più di 2 metri dal confine.
    Lui non ha nessuna altra costruzione.
    Ora ho iniziato a vedere diverse sentenze che hanno perso per il discorso distanze.
    Secondo lei conviene farsi fare una firma o basta mandarli una raccomandata con ricevuta di ritorno e passati i 30 gg e tacito assenso ?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Draco1
      Lunedì 15 Gennaio 2018, alle ore 14:08
      Non è di facile soluzione. Il problema va analizzato sotto una duplice veste: urbanistico e civile. Il primo rimane, comunque, insanabile ed emergerà nella sua interezza nel caso di vendita, donazione, permute, ecc. per il mancato rilascio della conformità urbanistica.  Il secondo, che però è subordinato al precedente, è di "acquisire" il parere favorevole del Suo vicino attraverso il pagamento di una indennità a titolo di risarcimento o da una azione di usucapione per possesso ultraventennale. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Draco1
        Draco1 Pasquale
        Lunedì 15 Gennaio 2018, alle ore 18:12
        Intanto grazie per la risposta.  Quando sono stati fatti i lavori è stata aperta una scia e permessi annessi. Al fine dei lavori è stato aggiornato il mappale catastale  e il garage allungato per 2 posti auto è coerente alle misure reali dell'ampliamento. Solo che all'epoca con il piano casa il geometra mi ha detto che non servivano permessi dal vicino. Ora vedendo le sentenze dei Tar, non mi pare co@ì certo. Ecco il perché della mia domanda iniziale...meglio avere un permesso scritto o inoltrare una raccomandata e trascorsi i 30 gg, tacito assenso? Grazie
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Draco1
          Giovedì 18 Gennaio 2018, alle ore 13:19
          Nel campo civilistico, il Suo vicino ha tempo vent'anni per chiedere la distanza legale minima, che è di tre metri. Ritornando alla Sua domanda, sarebbe opportuno un accordo scritto e poi registrato alla Conservatoria dei Registri Immobiliari, in modo che se il confinante vende, chiunque viene a conoscenza dell'accordo. Alla raccomandata, a cui Lei fa riferimento, il vicino potrebbe anche non rispondere visti i tempi della prescrizione. Cordiali saluti. 
          rispondi al commento
          • Draco1
            Draco1 Pasquale
            Giovedì 8 Febbraio 2018, alle ore 15:00
            Chiedo scusa.. ma le distanze di 3 metri che fà riferimento sono dalla costruzione o dal confine ? Ho valiato dal art.850 in poi ,e nessuno di essi è stato infranto . L'unica codice/regolamento non rispettato è del PRG del comune dei 5 metri dal confine. Grazie
            rispondi al commento
            • Pasquale
              Pasquale Draco1
              Domenica 11 Febbraio 2018, alle ore 18:32
              La distanza minima dei tre metri, prevista dal codice civile quando sono assenti i regolamenti locali, va misurata dal limite del confine allo sporto o spigolo/parete della costruzione più vicina all'altra proprietà limitrofa. Cordiali saluti. 
              rispondi al commento
  • Leeee
    Leeee
    Mercoledì 27 Dicembre 2017, alle ore 01:31
    Il mio ingegnere mi a detto che il cambio destinazione d'uso non si può fare da C2 a A2 perche è al terzo piano e la struttura e prima del 1977 quindi deve rimanere a C2 lavanderia:Se costruisco la cucina che rischio?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Leeee
      Venerdì 29 Dicembre 2017, alle ore 17:55
      Non potrà avere la certificazione di agibilità/abitabilità. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Leeee
    Leeee
    Martedì 26 Dicembre 2017, alle ore 04:07
    Ho visto una casa che è formata da 3 piani il primo piano vi abita un signore, mentre il 2 e 3 (ultimo piano) lo dovrei comprare io, solo che al 2 piano e accatastato come A2 mentre al 3 piano e accatastato come c2 lavanderia.
    Il 2 piano e di 70mq e il 3 pure, se faccio nel 3 piano una cucina è un abbuso edilizio?
    Alla fine vado a dormire nel 2 piano, e nel 3 piano si può realizzare il bagno?
    Se realizzo la cucina al 3 piano cosa rischio?
    Ossia il mezzogiorno si va a mangiare al 3 si lavono i vestiti e si ritorna nel 2 piano.
    L'edificio e stato costruito prima del 1977-1978.
    Il proprietario mi a detto che non c'è bisogno dell'agibilita, cosa rischio in termini di sanzioni ? 
    E in termine di penale?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Leeee
      Martedì 26 Dicembre 2017, alle ore 19:22
      In prima istanza va accertata la conformità urbanistico-catastale dei due immobili posti al 2° e 3° piano prima di procedere all'acquisto. Se la costruzione è stata realizzata con regolare licenza edilizia o permesso a costruire, va presentata al comune una Scia per cambio di destinazione d'uso. L'agibilità/abitabilità è obbligatoria per legge. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
Torna Su Espandi Tutto
Notizie che trattano Abusi edilizi ed i loro effetti che potrebbero interessarti
Abuso edilizio: secondo la Cassazione è responsabile anche il progettista

Abuso edilizio: secondo la Cassazione è responsabile anche il progettista

In caso di abuso edilizio per l'opera realizzata senza permesso di costruire è responsabile anche il progettista dei lavori. È quanto affermato dalla Cassazione...
Il direttore lavori è responsabile degli abusi edilizi

Il direttore lavori è responsabile degli abusi edilizi

Una sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito le responsabilità del direttore dei lavori in caso di opere eseguite in difformità dal permesso di costruire.
Come denunciare un abuso edilizio

Come denunciare un abuso edilizio

Rispondiamo a molti utenti che ci hanno chiesto, a commento di vari articoli, come comportarsi per denunciare presunti abusi edilizi commessi dai propri vicini.
Veranda abusiva: l'inerzia del Comune non costituisce sanatoria automatica

Veranda abusiva: l'inerzia del Comune non costituisce sanatoria automatica

In caso di appartamento con veranda abusiva, il nuovo acquirente non può dirsi al sicuro. L'inerzia da parte del Comune non è costituisce sanatoria automatica.
Abuso della cosa comune in condominio

Abuso della cosa comune in condominio

L'esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose, allorquando tale condotta sia tenuta per evitare che l'abuso di altri condomini renda inutilizzabile il bene comune.
usr REGISTRATI COME UTENTE
292.294 Utenti Registrati
usr
REGISTRAZIONE AZIENDE
QUANTO COSTA, DOVE LO TROVO?
  • Tunnel solare VELUX
    Tunnel solare velux...
    408.70
  • Tapparella elettrica e solare VELUX INTEGRA
    Tapparella elettrica e solare...
    435.54
  • Tenda oscurante a rullo VELUX
    Tenda oscurante a rullo velux...
    85.00
  • Tenda alla veneziana VELUX
    Tenda alla veneziana velux...
    95.16
  • Zazzeri miscelatore doccia ad incasso pop a
    Zazzeri miscelatore doccia ad...
    210.00
  • Hafro vasca da bagno a libera installazione
    Hafro vasca da bagno a libera...
    3540.00
  • Edilkamin termostufa pellet stufa kw 14 idrosally
    Edilkamin termostufa pellet stufa...
    2600.00
  • Mitsubishi climatizzatore inverter dual 9000+9000 btu a++
    Mitsubishi climatizzatore inverter...
    1373.00
Cersaie
BACHECA: CONSIGLI DALLE AZIENDE
  • Officine Locati
  • Mansarda.it
  • Policarbonato online
  • Faidatebook
  • Black & Decker
  • Weber
  • Kone
MERCATINO DELL'USATO
€ 500.00
foto 2 geo Roma
Scade il 31 Agosto 2018
€ 350.00
foto 1 geo Gorizia
Scade il 03 Settembre 2018
€ 150.00
foto 1 geo Roma
Scade il 15 Settembre 2018
€ 28.00
foto 6 geo Frosinone
Scade il 31 Dicembre 2018
€ 900.00
foto 4 geo Monza e Brianza
Scade il 31 Dicembre 2018
€ 900.00
foto 2 geo Monza e Brianza
Scade il 31 Dicembre 2018
VENDI SUBITO IL TUO USATO DI CASA
Inserisci annuncio
SERVIZI SULLA CASA PER GLI UTENTI REGISTRATI
I NOSTRI VIDEO SU YOUTUBE
Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, Leggi l'informativa.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.