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Isolamento a cappotto in murature di edifici storici

La valutazione della stratigrafia di una muratura esterna di un edificio storico è di fondamentale importanza per un corretto progetto di riqualificazione energetica.
24 Febbraio 2012 ore 23:36 - NEWS Isolamento termico

edificio storico con facciata rivestita ad intonacoLa riqualificazione energetica degli edifici esistenti non si limita agli interventi di ristrutturazione di immobili di recente realizzazione, ma può avere interessanti risvolti applicativi anche nel restauro di fabbricati storici in cui è necessario garantire il mantenimento dei caratteri estetici e formali caratterizzanti.

Un'attenta valutazione della stratigrafia delle murature presenti nell'oggetto architettonico da riqualificare energeticamente tramite ad esempio saggi sull'esistente è di fondamentale importanza per una corretta gestione del progetto architettonico.

Un valido aiuto in fase preliminare può essere fornito inoltre dalle norme Uni, ed in particolar modo dalla norma UNI/TS 11300, che fornisce un abaco delle strutture murarie utilizzate in Italia in edifici esistenti che possono diventare una valida indicazione per individuare la corretta stratigrafia delle pareti esterne esistenti.


Valutando gli schemi delle stratigrafie ricorrenti e la loro diffusione attraverso l'evoluzione delle strutture murarie nel panorama edilizio nazionale, è possibile notare che la tipologia di parete a cassa vuota con intercapedine d'aria semplice o debolmente isolata dello spessore dai 6 ai 12 cm si sia diffusa in buona parte del territorio nazionale dagli anni Cinquanta in poi.

Precedentemente le tipologie più diffuse invece prevedevano in genere una muratura in mattoni pieni o mista in pietra e mattoni con spessori variabili da 15 cm a 80 cm e oltre con un decremento degli spessori negli edifici multipiano verso i piani più alti.
Questo tipo di muratura risulta prevalentemente intonacata sulle due facce con intonaco a base di calce e gesso.

Una volta quindi analizzata la tipologia parete esterna come è possibile intervenire per la riqualificazione energetica sugli edifici esistenti?

In presenza di pareti a cassa vuota con intercapedini non ancora isolate è possibile intervenire attraverso l'insufflaggio di elementi isolanti prevalentemente in fibre all'interno dell'intercapedine.

Nella pratica questa tecnica prevede che siano praticati nella parete fori calcolati in base alla superficie della muratura da isolare in cui viene fissato il bocchettone della macchina da insufflaggio.

Questi fori possono essere successivamente stuccati o chiusi con particolari tappi in Pvc nel caso in cui il rivestimento interno a parete non può essere rimosso prima delle lavorazioni.

A questo punto viene insufflato il materiale isolante fino al riempimento dell'intercapedine d'aria ed i fori vengono opportunamente sigillati.

Come intervenire invece in murature piene senza intercapedini, tipiche dei primi decenni del Novecento nel panorama architettonico italiano?

posa di cappotto termico in facciata
In questo caso la tecnica dell'insufflaggio non è di fatto applicabile, trattandosi di murature piene, ed il rivestimento esterno con strato isolante a cappotto termico è di complessa valutazione perché è assolutamente necessario mantenere le caratteristiche formali di facciata, quali le cornici, cornicioni e gli elementi come lesene e decorazioni esistenti.

Una possibilità da valutare con estrema attenzione può essere l'applicazione di un cappotto termico di ridotto spessore che possa diminuire la trasmittanza complessiva della parete limitando fortemente l'alterazione delle caratteristiche estetiche del manufatto architettonico.

In caso di rifacimento di facciata, infatti, l'inserimento di pannelli isolanti in polistirene dello spessore di soli 2 o 3 cm possono dare notevoli risultati di limitazione delle dispersioni termiche.

Analizzando infatti con strumenti di calcolo il comportamento di una parete piena in mattoni in laterizio e uno strato interno ed uno esterno di intonaco in calce e gesso dello spessore complessivo di 39 cm, è possibile valutare come la relativa Trasmittanza si attesti attorno a valori di circa 1,5 W/m²K.

pannelli in polistirene per isolamento termicoApplicando sul lato rivolto verso l'esterno uno strato di soli 2 cm di un isolante come il polistirene, la Trasmittanza passa a valori notevolmente inferiori pari a circa 0,78 W/m²K.

Con uno strato dello stesso isolante di 3 cm di spessore, la Trasmittanza invece passa prevedibilmente a 0.63 W/m²K.

Naturalmente queste analisi devono essere considerate come stime di massima e devono essere accuratamente verificate in fase di progetto esecutivo.
Possono dare tuttavia un'indicazione dell'importanza di interventi anche di ridotta entità su edifici privi di ogni riguardo progettuale di tipo energetico.

In genere in questi casi è possibile stimare tempi di ritorno dell'investimento di spesa relativamente di breve entità.

riproduzione riservata
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