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Dia, Denuncia di inizio attività

News di Normative
La Dia (Denuncia di inizio attività), oggi sostituita dalla SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), è ancora richiesta in molti Comuni.
Dia, Denuncia di inizio attività
Arch. Andrea Denza

Cos'è la D.I.A.?


Architetto a studioLa Denuncia di inizio attività è un atto amministrativo molto utilizzato dai cittadini fino al Luglio 2010 per numerosi interventi edilizi, tra cui la ristrutturazione di appartamenti con modifica della distribuzione interna (rientrante nella manutenzione straordinaria).

Le origini della DIA risalgono al 1985 con la legge 47, famosa perchè introduceva il primo condono edilizio.

La legge, all'articolo 26, individuava uno strumento normativo utile a coloro che avessero voluto realizzare opere interne grazie alla presentazione al comune di una relazione asseverata da un tecnico abilitato.

Nel 2001, con l'emanazione del Testo Unico dell'Edilizia DPR 380/01, viene inserita la Denuncia di inizio Attività (DIA) negli articoli 22 e 23 che definiscono quali sono gli interventi permessi e qual è la procedura che la disciplina.

Oggi la DIA non è stata formalmente eliminata dal Testo Unico dell'Edilizia ma il suo utilizzo è molto limitato per l'emanazione di due  recenti provvedimenti:

- La Legge 30 luglio 2010, n. 122
con cui la D.I.A. è stata sostituita dalla S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
- Il Decreto Legge 70/2011 che modifica il Testo Unico dell'edilizia ed inserisce la manutenzione straordinaria nel campo dell'attività edilizia libera.

Nonostante l’entrata in vigore da più di un anno, però, c’è da registrare che molti comuni continuano a pretendere la D.I.A., anche se non si capisce per quale fondamento giuridico, denotando le difficoltà logistiche in cui versano molti uffici tecnici italiani.


Interventi soggetti a D.I.A.


Lavori edilizi
Il Testo unico dell'edilizia individua le opere realizzabili con DIA come quelle non realizzabili con il permesso di costruire (Art.10 Testo Unico) o con attività edilizia libera (Art.6 Testo Unico).

Ecco un elenco di lavori che si potevano effettuare con presentazione di D.I.A. ed ora con S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) o C.I.L. (Comunicazione Inizio Lavori):

• interventi di restauro e risanamento conservativo;

• interventi per l'eliminazione delle barriere architettoniche;

varianti al Permesso di costruire, che non comportino aumento di superfici e volumi o cambiamento della sagoma;

opere interne, come una diversa disposizione delle tramezzature, senza aumento di superfici e volumi;

• aree per l'attività sportiva, senza realizzazione di volumi (ad es. campetto da calcio senza spogliatoi e servizi igienici);

• realizzazione di tettoie aperte, gazebo o piccoli locali per gli attrezzi;

• opere per l'installazione di impianti tecnologici, come tutti i lavori necessari per l'installazione di pannelli solari o fotovoltaici.

La DIA ha anche il potere di sostituire il Permesso di Costruire se l'intervento è inserito in un piano particolareggiato.
Questo accade se il comune ha provveduto ad approvare un progetto attuativo che individua con una sufficiente definizione le caratteristiche volumetriche e dimensionali dell'edificio da costruire.

Prima di ogni intervento è consigliabile visionare, con il proprio tecnico di fiducia, il regolamento edilizio comunale per sapere quale strumento normativo utilizzare.


Come presentare la D.I.A.?


architetto con la pratica ediliziaCosì come per il Permesso di Costruire, per la SCIA o per la CIL è necessario rivolgersi ad un tecnico abilitato (architetto, ingegnere o geometra nei limiti delle competenze), che predisponga gli elaborati grafici di progetto e una relazione tecnica, che asseveri la conformità delle opere che si vanno a realizzare alla strumentazione urbanistica locale, il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie.
Generalmente gli elaborati e i documenti da presentare per una DIA sono simili a quelli che servono per una SCIA o una CIL.

La grande innovazione è la possibilità di iniziare i lavori sin dal giorno della presentazione al comune, mentre con la DIA era necessario attendere 30 giorni.
La mancanza di un controllo discrezionale del comune comporta una maggiore responsabilità sia civile che penale del tecnico.

La DIA si caratterizzava per il silenzio-assenso che prevedeva l'accettazione della pratica se l'ufficio tecnico non si fosse espresso nei 30 giorni successivi alla data di consegna.
Durante questo periodo, il Comune poteva sospendere i termini per richiedere ulteriore documentazione.

LA CIL e la SCIA sono strumenti che tendono a semplificare l'iter autorizzativo ma se l'edificio su cui si intende intervenire è vincolato, cioè presenta interesse storico o artistico, va richiesto un nulla osta preventivo agli enti preposti.

E' importante anche comunicare preventivamente il nominativo dell'impresa a cui si intendono affidare i lavori.


Accatastamento e collaudo


Al termine dei lavori, il tecnico dovrà presentare un certificato di collaudo finale che attesti la conformità delle opere eseguite al progetto presentato. Inoltre se i lavori eseguiti hanno comportato modifiche della consistenza catastale (ad esempio è cambiato il numero di vani di un appartamento), il tecnico dovrà presentare, contestualmente al certificato di collaudo finale, ricevuta della denuncia di variazione presentata all'Agenzia del Territorio (il Catasto).
Questa procedura permette di evitare problemi in sede di rogito perchè da Luglio 2010 (con il DL 78/2010) è obbligatorio verificare la conformità catastale prima di un trasferimento a titolo oneroso.
Per cui ogni piccola modifica in un immobile deve essere denunciata al catasto ed all'ufficio tecnico del proprio comune altrimenti le conseguenze possono essere particolarmente onerose prima di un'eventuale vendita.


D.U.R.C.


Operai al lavoro
E' il Documento Unico di Regolarità Contributiva, il certificato che attesta la regolarità contributiva di un'impresa.

Fino ad alcuni mesi fa era uno dei documenti da consegnare obbligatoriamente per degli interventi edilizi.

Dopo il Decreto Semplificazioni del Marzo 2012 è stato deciso che, nell'ambito dei lavori pubblici e privati dell'edilizia, le amministrazioni pubbliche devono acquisirlo autonomamente d'ufficio.


Cosa si paga per presentare una D.I.A.?


mani in un portafoglioLa maggior parte delle opere soggette a D.I.A. erano di tipo non oneroso, quindi era sufficiente pagare i soli diritti di segreteria previsti dal Comune.

Per determinati interventi, come la realizzazione di autorimesse pertinenziali, o realizzazioni dipendenti da piani particolareggiati, alcune normative consentono ancora che la D.I.A. sostituisca il Permesso di Costruire. In questi casi sono dovuti gli oneri concessori previsti.


D.I.A. in sanatoria


In caso di interventi realizzati senza aver richiesto la DIA (oggi SCIA O CIL) l'immobile ricade in uno stato di irregolarità. Esiste uno strumento chiamato Dia in Sanatoria che permette di sanare lo stato non regolare.
Per accedere ad una Dia in Sanatoria (definito accertamento di conformità nell'art. 36 del Testo Unico) bisogna pagare una sanzione amministrativa e dimostrare che gli interventi erano conformi alle normative nel momento della realizzazione e lo sono anche al momento della richiesta di sanatoria (concetto di doppia conformità).

Per quanto riguarda le spese tecniche, bisogna ricordare che la parcella del professionista sarà comprensiva di:

•  progettazione;

•  direzione lavori;

•  eventuale variazione catastale.

Per maggiori informazioni sulla DIA è possibile scrivere nello spazio dei commenti in basso o aprire una discussione sul Forum.

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Caratteri rimanenti
  • Kazzuga78
    Sabato 20 Settembre 2014, alle ore 03:05
    Salve, devo ristrutturale una casa che comprerò, rifacendo il bagno (tubature comprese), sostituzione di scaldabagno elettrico con quello a gas, rifacimento impianto elettrico per portarlo a norma e cambio infissi. Mi basta una semplice comunicazione oppure una scia (ci lavorerei io ad eccezione per l'impianto elettrico ovviamente che sarà fatto e certificato da un professionista).Senza scia si ha diritto alle detrazioni fiscali? Grazie
    rispondi al commento
  • Luigi40
    Martedì 10 Giugno 2014, alle ore 17:58
    Nel comune di napoli ho una casa su 2 livelli : p.t. 25 mq + 25 mq al p.1 e altri 25 terrazzo di copertura. da atti notarili la casa è gia esistente nel 1934. per accedere al 1° piano ho una scala esterna a circa 4 metri dalla porta di ingresso. Vorrei realizzare un vano scala adiacente uno dei muri portanti che mi permetta dall'interno di accedere ai vari piani e terrazzo di copertura. Potrei avete tale permesso presentano DIA o SCIA? Saluti
    rispondi al commento
  • Mariellcaruso
    Martedì 27 Maggio 2014, alle ore 15:16
    Buongiorno, sto avviando una pratica di mutuo per ristrutturazione. Premetto che la casa è già in fase di completamento delle opere tutte effettuate con permesso di costruire rilasciato dal comune.il permesso ad oggi però è scaduto. Pensa che la pratica di mutuo non possa essere avviata se il rinnovo della concessione non è ancora stato presentato?
    rispondi al commento
  • Alessandrozanellati
    Mercoledì 26 Marzo 2014, alle ore 13:05
    Buongiorno, sto eseguendo lavori di ristrutturazione interni con SCIA, ma abbiamo scoperto che la ditta a cui abbiamo affidato i lavori aveva il DURC scaduto all'inizio attività. Ora ho il cantiere sospeso.La ditta ha regolarizzato la posizione contributiva e a giorni avranno il DURC in regola ma in comune mi dicono che devo fare la sanatoria per i lavori fatti fino ad ora.Perdo il diritto alle detrazioni del 50%e65% su tutto l'immobile?
    rispondi al commento
    • Pasquale Alessandrozanellati
      Giovedì 27 Marzo 2014, alle ore 17:48
      No! Se le opere realizzate sono "sanabili", con il rilascio del nuovo provvedimento ha regolarizzato la posizione urbanistica e di conseguenza quella fiscale. Diversamente se le opere non sono condonabili, perde le agevolazioni di legge. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Iorio.lisa
    Giovedì 20 Marzo 2014, alle ore 16:17
    Salve dovrei alzare il sottotetto sull'abitazione dei m genitori e realizzare un nuovo appartamento...volevo sapere se è sufficiente chiedere una DIA oppure è necessaria una licenza. .e...poiché al momento il mio comune è sprovvisto di sindaco. .posso avere cmq l'autorizzazione? La ringrazio anticipatamente
    rispondi al commento
    • Pasquale Iorio.lisa
      Sabato 22 Marzo 2014, alle ore 23:00
      Nel Suo caso è necessaria una SuperDia in quanto trattasi di ampliamento in sopraelevazione. Sul rilascio del provvedimento non dovrebbe avere particolari problemi in quanto al posto del sindaco sarà stato nominato un commissario prefettizio, il quale avallerà quanto precedentemente licenziato dalla commissione edilizia comunale all'uopo predisposta. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Centroelis
    Martedì 11 Marzo 2014, alle ore 11:07
    Salve, ho una scia apera con un' impresa edile che stà aseguendo lavori in casa, vorrei sapere se modificandola poso far uscire l'impresa e far subentrare un artigiano sempre edile e poi far venire una ditta per la sostituzione degli infissi senza mettere il direttore dei lavori e fare il piano di sicurezza.Grazie
    rispondi al commento
    • Pasquale Centroelis
      Giovedì 13 Marzo 2014, alle ore 09:54
      Cambiare l'impresa esecutrice è nella Sua facoltà. Anche la figura del Direttore dei Lavori può essere sostituita con una nuova che risponde meglio alle Sue esigenze, ma non può essere "accantonata". Il piano di sicurezza, se è necessario, va redatto indipendentemente dai soggetti in campo. Le omissioni di responsabilità, sono di carattere penale. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Pasquale
    Lunedì 13 Gennaio 2014, alle ore 12:44
    Per i soli lavori di ammodernamento, va presentata al comune una comunicazione in carta semplice. In questo caso Suo zio può esserLe di aiuto. Per i nuovi impianti, mai esistiti prima, (riscaldamento) è invece necessaria una CILA che comporta l'ausilio di un professionista abilitato e la nomina di una ditta esecutrice. Cordiali saluti.
    rispondi al commento
  • Pasquale
    Sabato 4 Gennaio 2014, alle ore 12:03
    Un ringraziamento va Lei per la fiducia riposta in lavorincasa.it
    Cordiali saluti.
    rispondi al commento
  • Pasquale
    Sabato 4 Gennaio 2014, alle ore 11:40
    La conferma dell'inesistenza di vincoli è confortante.
    Per le detrazioni fiscali del 501% va bene l'autocertificazione per datare il periodo di esecuzione.
    Per il resto non faccia nulla perchè la comunicazione fatta a posteriori si configura come una "sanatoria" e può prendere altre strade.
    Cordiali saluti.
    rispondi al commento
  • Hartax
    Giovedì 2 Gennaio 2014, alle ore 15:55
    Salve Sig. Pasquale, l'addetto allo sportello edilizio del mio comune (Imola) ritiene (non molto convinto) che per eseguire i lavori di cui sopra sia necessaria la CILA redatta da un tecnico abilitato.
    Due imprese a cui ho chiesto un preventivo ritengono che, una, ci voglia la CILA, l'altra che sia necessaria solo la CIL.
    Cosa devo fare per non sbagliare?
    Grazie per la pazienza e la risposta che vorrà fornirmi.
    rispondi al commento
    • Pasquale Hartax
      Sabato 4 Gennaio 2014, alle ore 12:02
      La Cila va presentata nei seguenti casi:
      - demolizione e/o ricostruzione di nuovi tramezzi (nuova distribuzione degli spazi interni);
      - creazione di nuovi impianti (mai esistiti prima);
      - creazione di un doppio servizio (wc).
      Tutto il resto si cade nella semplice comunicazione.
      Per cui i lavori che intende eseguire sono da Cil.
      Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Sandra.brambilla2
    Martedì 31 Dicembre 2013, alle ore 15:44
    Acquistato casa in Valtellina sto facendo dei lavori per rendere abitabile il sottotetto, installata scala a chiocciola isolato tetto, perlinato pareti, rifatto pavimento con laminato a incastro, il geometra che mi ha seguito nell'acquisto mi ha fatto aprire la DIA.
    Quando i lavori saranno terminati devo pensarci io a comunicare la fine lavori?
    Entro quanto?
    L'accatastamento posso farlo in un secondo tempo?
    Per esempio in caso di vendita?
    rispondi al commento
    • Pasquale Sandra.brambilla2
      Sabato 4 Gennaio 2014, alle ore 11:27
      Entro tre anni dalla data di inizio lavori, sarà a cura del tecnico incaricato dichiarare ultimati i lavori.
      Riguardo all'accatastamento va presentato al comune al momento della richiesta di agibilità/abitabilità, che avviene solitamente entro 30-60gg. dall'ultimazione.
      Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Pasquale
    Venerdì 27 Dicembre 2013, alle ore 16:55
    Sono sviste che però accadono frequentemente.
    Comunque, considerato che è una "gaffe" dell'UTC e se lo stato dei luoghi non è stato modificato, si possono integrare alla pratica con una dichiarazione di conformità alla data della CILA.
    Cordiali saluti.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 25 Febbraio 2013, alle ore 10:10
    Per Irene De Pirene: No, deve presentare una C.I.L.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 11 Febbraio 2013, alle ore 10:13
    Per Orazio: no, non basta un contratto di locazione di alcun tipo, occorre anche l'assenso scritto del proprietario.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 14 Gennaio 2013, alle ore 10:05
    Per Gianluca: direi che un aumento di volumetria e una modifica in facciata rappresentano un abuso di una certa consistenza, che va ben al di là di modifiche interne, ma anche i lavori interni eseguiti in parziale o totale difformità sono perseguibili, anche se magari più facilmente sanabili.
    rispondi al commento
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