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Guida al bonus mobili 2020

NEWS Detrazioni e agevolazioni fiscali27 Dicembre 2019 ore 09:38
Bonus mobili ed elettrodomestici 2020: informazioni utili per fruire dell'agevolazione fiscale per mobili ed elettrodomestici; come funziona, requisiti e limiti

Bonus Mobili 2020


Il bonus mobili ed elettrodomestici ci sarà anche nel 2020. Tra le agevolazioni fiscali prorogate dalla Legge di Bilancio 2020 figura la detrazione acquisto mobili del 50%, a favore dei contribuenti che acquistano mobili e grandi elettrodomestici in immobili ristrutturati.

Il bonus per gli arredi continuerà anche per il prossimo anno ad essere legato a lavori di recupero del patrimonio edilizio; resta invariata la disciplina in merito a spese ammesse e limiti da applicare.

Bonus mobili 2020
Uno dei requisiti fondamentali da rispettare, anche per le spese sostenute dal 1° gennaio 2020 è che i mobili e i grandi elettrodomestici servano per arredare un immobile nel quale sono stati realizzati lavori di ristrutturazione edilizia.

La detrazione in sede di dichiarazione dei redditi, è concessa nella misura del 50% delle spese debitamente documentate, entro un limite massimo di spesa complessiva pari a 10.000 euro.
Il limite dei 10.000 euro riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune del fabbricato edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio fiscale.
L’importo rimborsato dovrà essere ripartito in 10 quote annuali di pari importi.

Per ciascuna unità immobiliare si potrà considerare un tetto massimo di spesa di 96.000 euro in riferimento alle opere di ristrutturazione al quale si potrà aggiungere una spesa di 10.000 euro per i mobili e gli elettrodomestici.

Anche se connesso a lavori di ristrutturazione, il bonus mobili è comunque autonomo e gode di una disciplina a parte, come evidenzia l'apposita guida dell’Agenzia delle Entrate.

Una delle novità introdotte negli ultimi anni, che varrà anche per il prossimo anno, riguarda l’obbligo di comunicazione dei dati e delle spese effettuate all’Enea; si tratta di un adempimento opportuno ma non vincolante per poter accedere al bonus.


Quali interventi edilizi sono presupposto per il bonus mobili?


Si può fruire delle detrazioni mobili sono in alcuni casi. Non tutti i lavori che consentono di beneficiare del bonus ristrutturazioni permettono di accedere al bonus mobili. Come riportato nella Guida al bonus mobili pubblicata dall’Agenzia delle Entrate il maggio 2019, gli interventi edilizi necessari per avere la detrazione sono:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus;

  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;

  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;

  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.


Per quali beni si può beneficiare del bonus mobili?


La detrazione fiscale riconosciuta con il Bonus mobili riguarda l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica A+ (A per i forni), sulla base di quanto si può rilevare dall’etichetta energetica. L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l’obbligo.
Invece non possono accedere all’incentivo fiscale i beni usati, mentre possono beneficiare del bonus i mobili realizzati su misura da artigiani.

Bonus mobili e grandi elettrodomestici
A titolo esemplificativo, rientrano nel bonus mobili i seguenti acquisti:
letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione che costituiscano un necessario complemento d'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. Non sono invece ammesse porte interne, pavimentazioni (ad esempio parquet), tende e tendaggi e tutti gli altri complementi d'arredo.

Per quanto concerne il bonus elettrodomestici possiamo citare: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Segnaliamo che le spese per l’acquisto di mobili o grandi elettrodomestici possono essere detratte anche qualora tali arredi siano destinati ad ambienti differenti rispetto a quelli nei quali siano stati eseguiti i lavori edili. Tra le spese da portare in detrazione si possono considerare anche quelle necessarie per il trasporto e il montaggio dei beni acquistati.


Quando vanno pagate le spese di mobili ed elettrodomestici ai fini del bonus?


Le spese per acquistare i mobili e i grandi elettrodomestici devono essere sostenute successivamente alla data di inizio dei lavori di ristrutturazione. Non è necessario che detti lavori siano già stati pagati.

Questo momento può essere identificato dalla presenza di titoli amministrativi o comunicazioni, in base alla diversa tipologia di lavoro effettuato. Nel caso non siano necessarie autorizzazioni o comunicazioni si potrà far riferimento alla data riportata sulla comunicazione all’Asl, ove necessaria.


Periodo di validità per richiedere il bonus mobili


Vista l'approvazione della Legge di Bilancio nella notte tra il 22 e il 23 dicembre, si è dunque regolarmente concluso l'iter della manovra economica 2020. Si potrà dunque fruire del bonus mobili del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici su immobili oggetto di ristrutturazioni a partire dal 1° gennaio 2019.


Adempimenti e modalità di pagamento per il bonus mobili


Per poter accedere al bonus mobili il soggetto interessato sarà tenuto ad effettuare alcuni adempimenti.
In primo luogo si dovrà riportare, nella dichiarazione dei redditi, gli estremi catastali dell’unità immobiliare nonché le spese che si intendono portare in detrazione.

Detrazioni 50% per arredi
È fondamentale, inoltre, conservare l’apposita documentazione da esibire in caso di controlli all’Agenzia delle Entrate.
Non dimenticate, dubque, id mettere a parte:

  • ricevuta del bonifico;

  •  ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);

  •  documentazione di addebito sul conto corrente;

  •  fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

I pagamenti devono essere effettuati mediante bonifico bancario o postale, carta di debito o carta di credito. La data del pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta, così come risulta dalla ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare. Non comportano detrazione fiscale i pagamenti effettuati con assegni, contanti o altre modalità di pagamento.

Ultimo adempimento è la comunicazione dei dati da inviare all'Enea che esiste da un paio d'anni.
Inizialmente previsto solo per fruire dell'Ecobonus, a partire dal 2018 è stato esteso anche ai lavori di ristrutturazione che implicano un risparmio energetico e ai grandi elettrodomestici.
I dati dovranno essere trasmessi all'Enea entro 90 giorni dal termine dei lavori.


Bonus mobili pagamenti con finanziamento


Si può beneficiare del bonus mobili anche pagando a rate con finanziamento. La società di finanziamento deve effettuare il pagamento dei mobili con bonifico bancario o postale apposito per le detrazioni fiscali, il quale conterrà tutti i dati previsti dalla norma: codice fiscale del beneficiario del bonus mobili, numero di partita IVA o codice fiscale del soggetto fornitore dei mobili, indicazione del tipo di detrazione di cui si intende beneficiare.


Mobili acquistati all’estero


È possibile godere del bonus mobili anche per arredi ed elettrodomestici acquistati all’estero.
Se il soggetto venditore non è residente in Italia ma è titolare di un conto corrente nel nostro Paese, la ritenuta di acconto sui bonifici per detrazioni va comunque applicata. Il soggetto potrà scomputare la ritenuta subita dall’imposta eventualmente dovuta per redditi prodotti in Italia o recuperare il prelievo mediante istanza di rimborso ai sensi dell’art.38 del DPR n.602 del 1973.

Se invece il soggetto non residente in Italia non dispone di un conto nel nostro Paese, il pagamento sarà eseguito mediante un ordinario bonifico internazionale e dovrà riportare il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la causale del versamento.
Il codice fiscale o partita IVA del beneficiario del bonifico potranno essere sostituiti dall’analogo codice identificativo attribuito dal Paese estero.
La ricevuta del bonifico sarà conservata unitamente agli altri documenti previsti per il bonus mobili.


Cosa succede al bonus mobili in caso di successione?


In caso di morte del soggetto cui spetta l'agevolazione fiscale per acquisto di arredi ed elettrodomestici, le rate del bonus mobili non utilizzate, in tutto o in parte, non sono trasferibili agli eredi per i rimanenti periodi di imposta. Il chiarimento è stato effettuato con circolare dell’Agenzia delle Entrate n.17/E del 2015.


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Articolo: Guida al bonus mobili
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Guida al bonus mobili: Commenti e opinioni


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  • Cristiao
    Cristiao
    Martedì 4 Febbraio 2020, alle ore 22:46
    Chiedo gentilmente supporto per sapere se posso accedere al BONUS Mobili 2020 pur avendo aperto una CILA in data 06/2017.
    Pongo la domanda perchè se è vero che la CILA ha validità 3 anni ed il bonus mobili è stato sempre prorogato dal 2017, io non so se l'acquisto deve rientrare in uno specifico anno rispetto all'apertura della CILA stessa?
    Cristiano.
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Cristiao
      Venerdì 7 Febbraio 2020, alle ore 09:19
      Negli ultimi anni le varie leggi di Bilancio hanno ristretto il periodo temporale per usufruire del bonus mobili. L'ultima proroga dà la possibilità a coloro che hanno iniziato i lavori di manutenzione straordinaria dal 1° gennaio 2019. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Lleleo71
    Lleleo71
    Domenica 5 Gennaio 2020, alle ore 12:45
    Ho aperto Cila a dIcembre 2016 e nel cosro del 2017 e 2018 e 2019 ho acquistato mobili per 8400 regolarmente registrati, poichè la cila scadeva il 17-12-2019, ma a seguito modifiche al disegno in origine depositato, il mio geometra ha depositato nuova cila ossia una prosecuzione pagando nuovamente i contributi comunali. Domanda a seguifo della situazione sopra descritta prima che la cila venga chiusa in modo definitivo posso procedere all'acquisto di un mobile per 1600 e beneficiare del bonus mobili  andando a completare il tetto dei 10000 ? Tenenete conto che nel 2019 ho avuto fatture edili per 7500 per completamento lavori riferiti alla cila iniziale e sui quali ovviamente ho fatto bonifico parlante oltre a 4000 per materiale edile.Grazie mille Leo
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Lleleo71
      Giovedì 9 Gennaio 2020, alle ore 18:16
      Sì. I nuovi lavori sono scaturiti da un nuovo provvedimento autorizzativo o da una variante, non previsti dalla precedente Cila. In virtù dell'esecuzione di queste ulteriori opere, realizzate successivamente al 1° gennaio 2019 (termine stabilito dalla nuova legge di Bilancio per l'anno 2020), Le permettono di accedere alla residua quota del bonus mobili di €. 1.600,00. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Gecko
    Gecko
    Venerdì 8 Novembre 2019, alle ore 17:21
    Volevo sapere come viene calcolata la potenza di un frigorifero sui sito dell'ENEA in quanto la scheda tecnica del produttore dà come valore i kWh/anno mentre il sito dell'enea richiede i kW.
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Gecko
      Giovedì 14 Novembre 2019, alle ore 10:40
      Al quadro "Grandi Elettrodomestici", nel sito dell'Enea, deve essere riportata la potenza elettrica assorbita e la classe energetica. Nelle caratteristiche o nella scheda tecnicha dell'apparecchio troverà indicati i dati di assorbimento. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • ..ale..
    ..ale..
    Domenica 8 Settembre 2019, alle ore 16:01
    Salve, devo sostituire la pavimentazione esterna dell'abitazione (cambiando superifici e materiali): per il Comune tale opera, essendo inferiore ai 200mq, rientra tra le opere di manutenzione ordinaria e, pertanto, devo solo presentare un atto di notorietà ma per l'AdE è comunque un intervento agevolabile come descritto nela guida, corretto?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale ..ale..
      Mercoledì 11 Settembre 2019, alle ore 11:57
      Ha inteso perfettamente. Ad ulteriore conferma della tesi vi è riportata nella Guida dell'AdE, aggiornamento del mese di maggio 2019, a pag. 33. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Luca16
    Luca16
    Martedì 26 Marzo 2019, alle ore 11:29
    Per quanto concerne gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi e per cui è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (edilizia libera) volevo chiedere se detta dichiarazione deve avere “data certa”.
    La normativa infatti prevede che l’acquisto dei mobili debba essere successiva alla data di inizio lavori.
    Come si fa a comprovare detta anteriorità?
    Alcuni sostengono che detto atto notorio debba avere “data certa” (altrimenti l’autocertificazione può essere fatta anche a posteriori antidatata).
    Sig. Pasquale, Lei che ne pensa?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Luca16
      Mercoledì 27 Marzo 2019, alle ore 10:49
      La Sua osservazione è pertinente. La legge n. 449/97 sugli incentivi sulle detrazioni fiscali ha più di 20 anni ed è stata concepita prima dell'entrata in vigore del Testo Unico dell'Edilizia il DPR 380/2001 dove tutto "passava" per gli Enti Locali. Nel corso degli anni i vari governi ha avuto apportato una serie di modifiche, anche sostanziali, volte a snellire le procedure edilizie contorte e poco rispettose del cittadino. Naturalmente l'impianto base è rimasto e quindi le difficoltà oggettive di interpretazione delle norme. Nella fattispecie che richiede il caso, per evitare problematiche in caso di accertamenti da parte dell'AdE, è consigliabile fare una autocertificazione appena iniziati i lavori, oppure dare un acconto regolarmente fatturato dall'impresa per avere una data certa. In ogni caso l'autocertificazione va fatta anche a posteriori, indicando la data di inizio lavori, la tipologia delle opere eseguite e la data di ultimazione. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Lucald
        Lucald Pasquale
        Giovedì 28 Marzo 2019, alle ore 12:10
        La ringrazio del gentile riscontro e condivido con lei che il risultato del vario sovrapporsi delle norme ha generato una situazione alquanto complessa.
        Tornando al mio caso farei tutto in autonomia, quindi non avvalendomi di alcuna impresa, non potrei versare acconti. Inoltre, considerata la sua professionalità, avrei alcuni punti che ancora non mi sono chiari.
        Il mio intento è quello di procedere esclusivamente con interventi in edilizia libera onde evitare la presentazione della CILA.
        Nel mio caso gli interventi sarebbero:- sostituzione caldaia termosanitaria (nel mio comune è ediliza libera; acquisto in autonomia ed installazione da parte di professionista abilitato) - rifacimento cucina- sostituzione box doccia e mobile lavabo (no rifacimento tubature)- arredamento camera letto e soggiorno.
        Tutti i questi interventi rientrerebbero nel bonus mobili tramite autocertificazione?
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Lucald
          Venerdì 5 Luglio 2019, alle ore 13:14
          La chiave di accesso al bonus mobili è la sostituzione della vecchia caldaia e la rifazione della cucina (compreso gli impianti, senza non può detrarre queste opere). Quindi, ne ha facoltà di accedere alle detrazioni fiscali, nella misura del 50%, ed al bonus mobili. Cordiali saluti.
          rispondi al commento
  • Sebastian2
    Sebastian2
    Lunedì 18 Marzo 2019, alle ore 16:29
    Avrei due domande da porvi:
    1) Ho usufruito del Bonus Mobili nel 2015. Posso usufruirne una seconda volta a distanza di 4 anni sul medesimo appartamento?
    2) Se effettuo una ristrutturazione sulla casa di mia madre, pur non essendo intestata a me, posso usufruire del Bonus Mobili?
    3) Un intervento di sostituzione delle tubature degli scarichi del bagno è riconducibile alla detrazione per ristrutturazione edilizia con annesso Bonus Mobili?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Sebastian2
      Martedì 19 Marzo 2019, alle ore 11:57
      Il bonus mobili segue i lavori di ristrutturazione eseguiti sulla singola unità immobiliare e si può beneficiare una sola volta nei limiti previsti dalla legge. Ulteriori interventi edilizi non devono rappresentare la mera prosecuzione dei precedenti, anzi Lei ha facoltà di aderire ad altri tipi di bonus come quello sismico, efficientamento energetico, ecc. che, però, non Le danno il diritto al bonus mobili. Riguardo ai lavori da farsi sulla casa di Sua madre, ne ha facoltà se sostiene le relative spese, quindi, con fatture e bonifici per ristrutturazioni a Lei intestati. La rifazione completa degli scarichi del bagno è un intervento di manutenzione straordinaria che apre le porte al bonus mobili.  Cordiali saluti.  
      rispondi al commento
  • Valtmart57
    Valtmart57
    Giovedì 14 Marzo 2019, alle ore 13:13
    Sto ristrutturando con CILA mi è stato detto che lo scaldabagno a gas in sostituzione del vecchio non rientra nella detraibilità.
    Ciò risponde al vero?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Valtmart57
      Martedì 19 Marzo 2019, alle ore 11:34
      Sì, la semplice sostituzione dello scaldacqua a gas non è detraibile. Per esserlo deve apportare un consistente risparmio energetico rispetto a quello esistente. Esempio pratico: la vecchia caldaia sostituita con una a condensazione beneficia delle detrazioni fiscali. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Gianki1
    Gianki1
    Mercoledì 13 Marzo 2019, alle ore 00:26
    Sto eseguendo una ristrutturazione su una mia seconda casa nella quale non ho e mai avrò la residenza
    . Mi risulta che oltre alle agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni avrò diritto anche al bonus mobili.
    Le intestazioni delle fatture (sia per lavori che per mobili) devono essere a me intestate presso la mia residenza?
    Sulle fatture è bene indicare che i lavori e i mobili sono destinati alla mia abitazione sita in .....?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Gianki1
      Giovedì 14 Marzo 2019, alle ore 12:10
      Ha inteso tutto perfettamente. Riguardo all'indirizzo di residenza o della seconda casa da riportare in fattura è irrilevante ai fini delle detrazioni fiscali. L'importante che sia corretto l'indirizzo dove si andranno ad eseguire i lavori ed il Suo codice fiscale. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • ..ale..
    ..ale..
    Lunedì 4 Marzo 2019, alle ore 09:17
    Salve, per l'instalazione di un climatizzatore, è possibile usufruire delle detrazioni? Serve qualche comunicazione prima o è sufficiente l'acquisto ed il relativo pagamento con bonifico parlante?.Grazie
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale ..ale..
      Martedì 5 Marzo 2019, alle ore 12:56
      Sì, è possibile. La cosa importante è che la nuova apperecchiatura deve integrare o sostituire anche in parte, l'impianto di riscaldamento o di condizionamento esistente. Il climatizzatore deve essere a pompa di calore di classe minima A+ e, al termine della posa in opera, è necessaria la certificazione di conformità e la redazione di una autodichiarazione sul tipo di intervento ed il periodo di esecuzione. Riguardo alle autorizzazioni comunali, se non ci sono vincoli di natura paessaggistico-ambientali, non deve fare nulla. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
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