Detrazione 50: tutte le novità per il 2019

NEWS Detrazioni e agevolazioni fiscali14 Maggio 2019 ore 11:47
Detrazione 50: prorogati per il 2019 il bonus ristrutturazioni e il bonus mobili; Ecobonus riconfermato con l'obbligo dell'invio dati dell'intervento all'ENEA.

Detrazione 50: i bonus 2019


Il testo della Legge di Bilancio 2019, riconferma per tutto il 2019, senza grandi cambiamenti rispetto al 2018, le agevolazioni fiscali per i bonus casa.

Detrazione per ristrutturazioni edili

Il bonus 50% confermato per il 2019 vale per:

- ristrutturazioni
: detrazione fiscale IRPEF del 50% delle spese sostenute per lavori di ristrutturazione edilizia, per un importo massimo di 96.000 euro per singola unità immobiliare (48.000 euro detraibili), per lavori di manutenzione ordinaria (solo su parti comuni), manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, opere finalizzate al risparmio energetico, installazione di fonti rinnovabili;

- acquisto immobili ristrutturati: detrazione IVA del 50% per gli acquisti di fabbricati, a uso abitativo, ristrutturati;

- mobili: detrazione IRPEF del 50%, per un valore massimo di 10.000 euro, valida per l’acquisto di arredamento e grandi elettrodomestici, di classe non inferiore alla A+ finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione;

- sismabonus: così come previsto dalla Legge di Bilancio 2018, rimane confermato fino al 31.12.2021, e prevede una detrazione, variabile in base ala classe di rischio sismico raggiunta in seguito ai lavori, a partire dal 50% per le singole unità immobiliari sia residenziali sia produttive;

- ecobonus: la detrazione fiscale copre il 65% delle spese sostenute per lavori, destinati alle singole unità immobiliari, finalizzati alla riduzione del fabbisigno energetico, a migliorare l'isolamento termico, all'installazione di pannelli solari per produrre acqua calda.
Si conferma al 50% per gli interventi di sostituzione infissi, schermature solari, impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione almeno in classe A.

Per consentire un maggiore approfondimento di tutte le detrazioni riconfermate per il 2019 e per gli ulteriori aggiornamenti l'Agenzia delle Entrate ha provvedduto nel mese di febbraio 2019 ad aggiornare le guide “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico” e “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali” messe a disposizioni degli utenti sul portale.


Detrazione 50% ristrutturazioni


Riportiamo di seguito l'elenco delle spese ammesse al Bonus ristrutturazione per i lavori effettuati così come indicate nella guida dell'Agenzia delle Entrate:

  • Interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 per le parti comuni degli edifici residenziali ed elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 per le singole unità immobiliari residenziali a prescindere dalla categoria catastale cui appartengono;

  • interventi di ricostruzione o ripristino sull'immobile danneggiato a causa di calamità;

  • interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;

  • lavori finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche come ascensori o montacarichi e l'installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna di portatori di handicap gravi definiti tali in base alla legge 104;

  • interventi di prevenzione di atti illeciti: per cui sono ammesse le spese per l'acquisto di cancelli, porte blindate, videosorveglianza, ecc;

  • interventi per la cablatura degli edifici e al contenimento dell'inquinamento acustico;

  • lavori finalizzati al conseguimento di risparmio energetico;
  • adozione di misure antisismiche;

  • bonifica dall'amianto;

  • riparazione ed installazione di sistemi per la sicurezza domestica: riparazione prese, sostituzione del tubo del gas ecc;

  • installazione di apparecchi di rilevazione di gas;

  • vetri antinfortunio;

  • installazione del corrimano.

Oltre alle spese per l'esecuzione degli interventi ristrutturazione, sono detraibili anche:

  • spese di progettazione;

  • spese per prestazioni professionali;

  • spese per la messa in regola degli impianti elettrici e a metano;

  • spese per l’acquisto dei materiali;

  • spese per il rilascio della certificazione di conformità dei lavori;

  • spese per perizie e sopralluoghi;

  • IVA, bollo e i diritti: di concessioni, autorizzazioni e denuncia inizio lavori;

  • oneri di urbanizzazione;

  • costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi e agli adempimenti per fruire degli interventi agevolati.


Detrazione spese progettazione

Caratteristiche della detrazione 50%


L'agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell'anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa e che hanno diritto agli sgravi fiscali.
Nel caso in cui gli interventi abbiano avuto una durata superiore all'anno, si avrà diritto all'agevolazione del 50% solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione negli anni precedenti, non abbia superato il limite complessivo previsto.
Il limite di spesa a cui si può applicare la sgravio fiscale, attualmente fissato a 96.000 euro, è valido per ogni unità immobiliare.

Ciò significa che, se un contribuente è proprietario di diverse unità immobiliari, può usufruirne nella misura massima per ciascuna di esse.
Nell'ipotesi di interventi eseguiti sulle parti comuni dell’edificio, il beneficio spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, con riferimento all'anno di effettuazione del bonifico da parte dell'amministrazione del condominio.


Chi può usufruire della detrazione 50%?


Beneficiari della detrazione sono tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF che siano residenti o no in Italia, ovvero coloro che effettuano le spese per gli interventi, quindi non solo i proprietari dell'immobile oggetto di ristrutturazione, ma anche i titolari di altri diritti reali quanti pagano le spese, come:

  • familiare convivente: coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado;

  • il coniuge separato se assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;

  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi e non titolare di un contratto di comodato.

Hanno quindi diritto alla detrazione IRPEF:

  • proprietari, nudi proprietari o titolari di un diritto reale di godimento quale usufrutto, uso o superficie;

  • affittuari o comodatari;

  • soci di cooperative divise o indivise;

  • imprenditori individuali ma solo per immobili non strumentali o merce;

  • soggetti che producono redditi in forma associata quali società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice, imprese familiari alle stesse condizioni previste per l’imprenditore individuale;

  • coloro che eseguono da soli i lavori sull’immobile, relativamente alle spese di acquisto dei materiali edili;

  • il promittente acquirente che abbia già registrato il compromesso.


La Circolare Agenzia delle Entrate 24 aprile 2015, n. 17/E ha chiarito come la persona che effettua il bonifico possa essere anche diversa dal beneficiante, cioè colui che fruisce del beneficio fiscale. È importante, però, indicare correttamente i dati del beneficiante nel bonifico e, naturalmente, questi deve rientrare nelle categorie degli aventi diritto.

Se l'immobile è in comproprietà detrae chi sostiene le spese in misura proporzionale a quanto speso.

Per quali edifici si può usufruire della detrazione 50%?


Il beneficio si può applicare, come detto in precedenza, solo agli immobili a destinazione residenziale e alle loro pertinenze.

Fondamentale rimane che si tratti di interventi su edifici esistenti, quindi risultano esclusi nuove costruzioni e ampliamenti. In quest'ultimo caso si potrà detrarre solo la parte di spesa relativa alla ristrutturazione della porzione di edificio esistente.
Per provare che l'immobile sia esistente è necessario che risulti accatastato o che sia stata presentata domanda di accatastamento .


Detrazione 50% per atti notarili relativi a pertinenze


Tra gli interventi soggetti a detrazione 50% ci sono anche quelli di recupero a fini abitativi di sottotetti esistenti; essi rientrano a tutti gli effetti tra quelli di ristrutturazione o restauro e risanamento conservativo.
Naturalmente è necessario che la trasformazione in abitazione non comporti un aumento di volume.

Recupero sottotetti oggetto di ristrutturazione
Per questo tipo di interventi è necessaria la redazione di un atto notarile per definire il sottotetto come pertinenza dell'abitazione esistente. Questo atto è fondamentale per ottenere la riduzione degli oneri da corrispondere per il rilascio del permesso di costruire.
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito con la risoluzione n. 118/E del 30 dicembre 2014 che anche l'onorario da corrispondere per la sua redazione al notaio rientra tra i costi ammessi a detrazione 50%.
Ricordiamo invece che le spese notarili relative all'acquisto di immobili ristrutturati non sono ammesse a detrazione, pur essendo tali acquisti detraibili.


Come richiedere la detrazione 50%?


Per ottenere lo sconto IRPEF occorre, in sede di dichiarazione dei redditi, indicare i dati catastali dell'immobile oggetto dell'intervento.

È indispensabile, tuttavia, che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, a eccezione di quelli che non possono essere eseguiti con questa modalità, come il pagamento di oneri concessori, diritti di segreteria, bolli, ecc.
Nel bonifico devono essere indicati:

  • causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'articolo 16-bis del Dpr 917/1986;

  • il codice fiscale del beneficiario;

  • il codice fiscale o la partita IVA di chi esegue i lavori.

Se il bonifico riguarda lavori su parti comuni dei condomini:

  • causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'articolo 16-bis del Dpr 917/1986;

  • il codice fiscale del beneficiario;il codice fiscale o la partita IVA di chi esegue i lavori;

  • codice fiscale del condominio;codice fiscale dell’amministratore o del condomino che effettua il pagamento.


La maggior parte degli istituti di credito ha comunque predisposto una modulistica apposita per la richiesta della detrazione e una procedura analoga per i bonifici effettuati on line, già comprensive della causale specifica.
Nel caso in cui si commetta un errore nell'effettuare il bonifico è possibile evitare di perdere l'incentivo, facendosi restituire la somma versata e ripetendo il pagamento con la modalità corretta.


Novità in merito alla comunicazione all'ENEA


Nel testo della nuova Legge di Bilancio è specificato che chi usufruisce del bonus per le ristrutturazioni edilizie o del sismabonus, cioè cittadini, imprese e condomini, dovrà inviare all'ENEA per via telematica, alcune informazioni sugli interventi effettuati.

Così come avviene per l'ecobonus, le informazioni inviate serviranno all'Agenzia per effettuare un monitoraggio e valutare il risparmio energetico conseguito in seguito alla realizzazione degli interventi di ristrutturazione.
L'invio, che deve essere effettuato attraverso il sito http://www.acs.enea.it/ deve avvenire entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del callaudo. Solo per i lavori la cui data di fine o di callaudo è compresa tra il 01.01.2018 e il 21.11.2018 il termine decorre dal 01.04.2019, così come indicato sul sito ENEA.

La comunicazione deve essere compilata esclusivamente online, stampata e firmata, va conservata in modo da poterla mostrare in caso di controlli.
È opportuno, prima di procedere alla compilazione di disporre di tutti i dati utili, quali:

  • i dai del beneficiario;

  • informazioni relative all’immobile in oggetto;

  • tipologia di intervento


In caso di ritardo o omessa comunicazione sarà possibile sanare la violazione e in caso di comunicazione errata è possibile rettificare entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Quali documenti conservare per la detrazione 50%


Oltre alla copia di fatture e bonifici è importante conservare altri documenti da esibire in caso di controlli. Innanzitutto, bisogna essere in possesso del titolo autorizzativo necessario per eseguire i lavori (a seconda dell'entità dell'intervento si potrà trattare di Permesso di Costruire, DIA, SCIA o CILA).

Per i lavori di attività edilizia libera, per i quali non è previsto alcun titolo, è necessario predisporre un'autocertificazione in cui si indichi la data di inizio dei lavori e si dichiari che i lavori per i quali si chiede la detrazione siano tra quelli agevolabili.
Nel caso in cui intervenga più di una impresa, anche non contemporaneamente, deve essere inviata all'ASL competente, con raccomandata A.R., una comunicazione contenente i seguenti dati:

  • generalità del committente e ubicazione dei lavori;

  • descrizione dell'intervento da realizzare;

  • nominativo dell'impresa esecutrice con esplicita assunzione di responsabilità della stessa di rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione;

  • data di inizio dei lavori.


Detrazione IRPEF in 10 rate annuali

Altri documenti utili da conservare sono:

  • domanda di accatastamento, nel caso in cui l'immobile non sia ancora censito;

  • ricevute di pagamento ICI o IMU, se dovuta;

  • delibera assembleare di approvazione dei lavori per i lavori condominiali e tabella millesimale di ripartizione delle spese;

  • consenso del proprietario dell'immobile all'esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati da altri soggetti, diversi dai familiari conviventi.


Detrazione IVA di acquisto di fabbricati ristrutturati


É stata prorogata per un altro anno anche la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali Irpef del 50% per gli acquisti di fabbricati, a uso abitativo, ristrutturati.

L'agevolazione è prevista nel caso di interventi di ristrutturazione riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che, entro 18 mesi dalla data del termine dei lavori, alienano o assegnano l’immobile.

Bonus per fabbricati ristrutturati

Per fruire dell'agevolazione il contribuente deve essere in possesso dell'atto di acquisto, di assegnazione o del preliminare di vendita registrato, da cui risulti il rispetto dei termini sopra indicati.

Il viceministro all'Economia e Finanze, Luigi Casero, ha recentemente chiarito che per poter fruire della detrazione è necessario che:
- siano eseguiti interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia così come specificato alle lettere c) e d) del comma 1 dell'art. 3 del del DPR 380/2001, riguardanti l'intero fabbricato;
- i lavori siano finiti su tutto il fabbricato e che sia stata presentata al Comune, da parte dell'impresa, la Comunicazione di fine lavori.

Nella circolare 7/2017, l’Agenzia delle Entrate specifica che:

- è possibile fruire della detrazione anche se il rogito è stato stipulato prima della fine dei lavori riguardanti l’intero fabbricato, considerando l'anno di imposta quello in cui i lavori medesimi sono stati ultimati;

- ciascun acquirente, fermo restando che i lavori di ristrutturazione dell'intero edificio devono essere effettuati entro i termini previsti dalla norma, può beneficiare della detrazione in relazione al proprio acquisto o assegnazione a prescindere dal fatto che siano o meno cedute le altre unità immobiliari che compongono il fabbricato.

Cosa prevede la detrazione sull'IVA di acquisto?


Il calcolo della detrazione da parte dell'acquirente o assegnatario dell'immobile deve essere fatto, indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita, IVA compresa, o di assegnazione dell’abitazione.

La detrazione deve essere sempre ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
Il limite massimo di spesa ammissibile è relativo alla singola unità abitativa e non al numero di persone che partecipano alla spesa, quindi l'importo va suddiviso tra tutti i soggetti aventi diritto all'agevolazione.


Chi può usufruire della detrazione?


Possono usufruire della detrazione, oltre al proprietario, anche il nudo proprietario e il titolare di un diritto reale di godimento sull'immobile, quale uso, usufrutto, abitazione.

Nel caso di acquisto di nuda proprietà e di contestuale costituzione del diritto di usufrutto, occorre ripartire la detrazione in proporzione al valore dei due diritti reali.


Adempimenti e documenti richiesti


Per fruire dell'agevolazione, il contribuente deve essere in possesso dell'atto di acquisto, di assegnazione o del preliminare di vendita registrato, da cui risulti il rispetto dei termini sopra indicati.

Atto di acquista necessario per godere dell'agevolazione
Se dagli atti non risulta la data di ultimazione dei lavori e che l'immobile fa parte di un edificio interamente ristrutturato, è necessario chiedere all'impresa di costruzione o alla cooperativa edilizia una dichiarazione che attesti le condizioni richieste per usufruire dell'agevolazione.


Bonus Mobili


Il bonus arredi viene riconosciuto, nella misura del 50%, per le spese documentate e sostenute nel 2019, per un valore massimo di 10.000 euro, purché l'acquisto di mobili ed elettrodomestici sia destinato ad arredare un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione.



Info Progetto Gratuito ATTENZIONE !Può usufruire del bonus mobili solo chi ha usufruito anche del bonus ristrutturazioni.




Bonus per mobili e elettrodomestici

Le spese per l'acquisto di arredi sono computate indipendentemente dall'importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni del 50 per cento.

Nel Bonus Mobili 2019 sono comprese tutte quelle spese relative all’acquisto di:

  • mobili, armadi, letti, librerie, divani, poltrone, comodini, materassi, tavoli, scrivanie, sedie;

  • elettrodomestici (classe minima energetica A+);

  • illuminazione, considerata di completamento per l’arredamento;

  • arredo bagno;

  • spese di montaggio e di trasporto.

Non sono incluse, invece le spese per:

  • sostituzione di pavimenti o di infissi esterni;

  • l’utilizzo di tende;

  • la tinteggiatura di soffitti e pareti e il rifacimento di intonaci;

  • l’acquisto di porte.


Ecobonus riconfermato


Il bonus previsto per gli interventi di efficientamento energetico delle singole unità immobiliari è stato prorogato fino al 31 dicembre 2019 ma la percentuale di spesa da portare in detrazione, a varia dal 65 % al 50 % per alcuni interventi.

Le detrazioni, che vanno sempre ripartite in 10 rate annuali di pari importo, sono così suddivise:

- 55% delle spese sostenute fino al 5 giugno 2013;

- 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2019 per interventi sulle singole unità immobiliari.

Per le caldaie a condensazione si può continuare a usufruire della detrazione del 65% nel caso in cui, oltre ad essere almeno in classe A, siano dotate di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02 .

Per gli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, acquisto e posa in opera di schermature solari e sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili la detrazione relativamente alle spese sostenute dal 1º gennaio 2018 e per tutto il 2019, è pari al 50%.

- detrazione 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2021 per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per gli interventi che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.

La detrazione si riduce, diventando detrazione 50, anche per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali relativamente alle spese sostenute dal 1º gennaio 2018 riguardanti l’acquisto e la posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari, o la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

- 65% delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti purchè portino a un risparmio di energia primaria pari almeno al 20%, gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro e l’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Requisiti per accedere alla detrazione 50


L'edificio, appartenente a qualsiasi categoria catastale (abitazioni, uffici, negozi, attività produttive e artigianale) deve essere esistente e già dotato di impianto di riscaldamento.


In merito alla sostituzione dei serramenti è necessario che i serramenti da sostituire delimitino il volume riscaldato e quindi siano rivolti verso l'ambiente esterno o verso locali non riscaldati.

Rientrano in questa categoria anche i portoncini di ingresso, sempre a condizione che delimitino il volume riscaldato.

Ne deriva che non si può chiedere la detrazione in merito a serramenti presenti in locali privi dell'impianto di riscaldamento, come può accadere per scantinati o vani scala condominiali.

Per accedere all'agevolazione fiscale sul risparmio energetico è necessario che i serramenti e le porte abbiano valori inferiori o al massimo uguali a quelli definiti dal Decreto del Ministro dello Sviluppo economico dell'11 marzo 2008 e successivamente modificati dal Decreto 6 gennaio 2010.

Detrazione 50 e cessione del credito


Dal 2016 è possibile cedere il credito derivante dalla detrazione IRPEF spettante per gli interventi di riqualificazione energetica. Le regole per la cessione sono diverse a seconda dell’anno in cui sono stati effettuati gli interventi. Relativamente agli interventi di riqualificazione energetica sulle parti comuni il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti nel provvedimento del 28 agosto 2017.

La Legge di bilancio 2019, riconferma la possibilità di cedere la detrazione anche nel caso di interventi di riqualificazione energetica effettuati sulla singola unità immobiliare.

Per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, i condòmini che, nell’anno precedente a quello di sostenimento della spesa, si trovano nella condizione di incapienti, ovvero coloro che hanno un’imposta annua dovuta inferiore alle detrazioni spettanti, possono cedere un credito pari alla detrazione IRPEF spettante.

La cessione del credito da parte di incapienti, ovvero coloro che si trovano nella no tax area, può essere dunque effettuata a favore di:

- fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi;

-altri soggetti privati quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti;

- istituti di credito e intermediari finanziari.

La cessione del credito non può essere, invece, a favore delle amministrazioni pubbliche.
I soggetti che ricevono il credito possono, a loro volta, cederlo nuovamente.

Tutti gli altri soggetti, diversi dagli incapienti, per i lavori eseguiti dal 1° gennaio 2017 sulle parti comuni degli edifici condominiali, possono scegliere di cedere il credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi e ad altri soggetti privati quali persone fisiche, società ed enti, ma non a istituti di credito, intermediari finanziari e amministrazioni pubbliche.


Detrazione fiscale e novità introdotte dal Decreto Crescita


Il Decreto Crescita ha introdotto alcune novità in merito alle detrazioni fiscali legate alla casa .
Le principali novità sono essenzialmente due:

  • l’estensione del sismabonus alle zone 2 e 3

  • possibilità per Ecobonus e sismabonus di trasferimento del credito al fornitore tramite uno sconto immediato per il soggetto che sostiene le spese per gli interventi
     

Estensione del Sismabonus alle zone sismiche 2 e 3

 
In particolare per il Sismabonus è prevista l'estensione delle detrazioni per l’acquisto di case antisismiche anche per gli immobili situati nelle zone a rischio sismico 2 e 3 (finora era applicabile solo per le zone 1). Nello specifico, se si acquista un’unità immobiliare in un edificio demolito e ricostruito, rispettando la normativa antisismica, anche se rientra nelle zone 2 o 3 potrà ottenere una detrazione, su un ammontare massimo di spesa non superiore a 96.000 euro, pari al:

  • 75% del prezzo di acquisto della singola unità immobiliare, se dagli interventi deriva il passaggio a una classe di rischio inferiore;

  • 85% del prezzo della singola unità immobiliare, se gli interventi comportano il passaggio a due classi di rischio inferiori.


Alla riduzione di una classe di rischio corrisponde una detrazione massima di 72.000 euro.

Alla riduzione di due classe di rischio corrisponde una detrazione massima di 81.600 euro.

Incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico


Relativamente a questa tipologia di interventi il dl introduce la possibilità di trasferimento del credito al fornitore tramite uno sconto per il soggetto che sostiene le spese per gli interventi di efficientamento energetico (Ecobonus) e messa in sicurezza dal rischio sismico (Sismabonus).

In particolare, il soggetto avente diritto alle detrazioni può decidere o di utilizzare direttamente la detrazione o di usufruire di uno sconto sul corrispettivo dovuto, di pari ammontare, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi; tale sconto sarà rimborsato al fornitore sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in 5 quote annuali di pari importo.
Per queste nuove disposizioni, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del dl 34/2019, sarà emanato il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate in cui sono definite le modalità attuative.

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Articolo: Detrazione 50 novità
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Detrazione 50 novità: Commenti e opinioni


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  • Matteo15
    Matteo15
    Giovedì 20 Giugno 2019, alle ore 00:00
    Buonasera, ho ristrutturato il mio alloggio affidandomi ad una ditta e seguendo tutte le procedure per poi usufruire delle detrazioni previste dalla legge vigente.
    Ora però alla compilazione del 730 mi accorgo che la data di protocollo della CILA è posteriore a tutti i bonifici da me effettuati alla ditta.
    Detto questo posso usufruire delle detrazioni?
    C'è un modo per sistemare l'errore? (fatto da parte del geometra che ha guidato i lavori).
    Grazie
    rispondi al commento
  • Luigicaccamo
    Luigicaccamo
    Mercoledì 19 Giugno 2019, alle ore 15:23
    Buon giorno, devo partire con una ristrutturazione sia per le parti interne che esterne. Per la parte esterna è necessaria un'autorizzazione paesaggistica che presumibilmente necessiterà di più di 3 mesi per ottenere l'autorizzazione. L'intenzione è di iniziare la ristrutturazione interna con la comunicazione in comune per manutenzione straordinaria ed eseguire poi l'esterno con CILA ad iter autorizzativo concluso. La domanda per quanto riguarda le detrazioni come mi devo comportare? Le fatture devono essere riferite alla singola procedura o posso integrare facendo riferimento ad una sola pratica? conviene forse aspettare in modo da ottenere una sola auorizzazione e non creare problemi?? spero di essere stato sufficientemente chiaro, ringrazio in anticipo per la cortese risposta. Saluti Luigi
    rispondi al commento
  • Luigicaccamo
    Luigicaccamo
    Mercoledì 19 Giugno 2019, alle ore 15:22
    Buon giorno, devo partire con una ristrutturazione sia per le parti interne che esterne. Per la parte esterna è necessaria un'autorizzazione paesaggistica che presumibilmente necessiterà di più di 3 mesi per ottenere l'autorizzazione. L'intenzione è di iniziare la ristrutturazione interna con la comunicazione in comune per manutenzione straordinaria ed eseguire poi l'esterno con CILA ad iter autorizzativo concluso. La domanda per quanto riguarda le detrazioni come mi devo comportare? Le fatture devono essere riferite alla singola procedura o posso integrare facendo riferimento ad una sola pratica? conviene forse aspettare in modo da ottenere una sola auorizzazione e non creare problemi?? spero di essere stato sufficientemente chiaro, ringrazio in anticipo per la cortese risposta. Saluti Luigi
    rispondi al commento
  • Vaglios
    Vaglios
    Lunedì 10 Giugno 2019, alle ore 08:13
    Buongiorno, vorrei sapere se è possibile modificare la richiesta di detrazione IRPEF  2019 dal 65% al 50% (bonifici effettuati con la dicitura 65%) per un intervento presunto di Riqualificazione energetica (isolamento delle pareti esterne dall'interno), poichè a chiusura lavori si è verificato che i valori di trasmittanza calcolati non rispettano i limiti attualmente previsti per gli Interventi di Riqualificazione Energetica. Pertanto - fermo restando le Fatture e i bonifici emessi - anzichè inviare la Pratica ENEA per l'ECOBONUS si può procedere con la richiesta della Detrazione 50% senza fare alcuna comunicazione all'ENEA o AdE, ma solo presentando al CAF i documenti richiesti per la Dichiarazone dei redditi? Grazie per tutti i chiarimenti del caso
    rispondi al commento
  • Fubomusica
    Fubomusica
    Sabato 18 Maggio 2019, alle ore 12:07
    Sapete quanto può durare una ristrutturazione, esistono dei tempi tecnici obbligatori per la chiusura della pratica ?
    rispondi al commento
  • Barbara 2
    Barbara 2
    Venerdì 17 Maggio 2019, alle ore 22:14
    Ho acquistato una caldaia 10 anni fa e ho già usufruito delle detrazioni fiscali del 50.%
    Ora si è rotta e devo sostituirla.
    Posso ancora avere detrazioni fiscali?
    La caldaia è già in classe A ed è a condensazione.
    rispondi al commento
  • Antonyde rosa
    Antonyde rosa
    Venerdì 10 Maggio 2019, alle ore 11:09
    Buondì,semplice domanda sul rimborso decennale er la ristrutturazione...Il rimborso del 50% spalmato sui 10 anni è da considerarsi un onere deducibile (con decurtazione in base all'aliquota a cui si è soggetti) o un vero e proprio rimborso' Es. 30.000 euro 50% 15.000 in 10 anni... Io ricevero un romborso al netto di 1500 euro all'anno?grazie per la vs risposta
    rispondi al commento
  • Skywalker67
    Skywalker67
    Domenica 7 Aprile 2019, alle ore 22:07
    Mia sorella non proprietaria di casa, vive con mia madre ed ha intenzione di ristrutturare l'appartamento che un giorno sarà suo.
    Dal momento che pagherà lei, può intestarsi tutte le fatture ed effettuare il bonifico anche non avendo la proprietà?
    E sul bonifico deve essere indicato anche il nome del reale proprietario dell'immobile?
    Sul sito della banca, alla sezione bonifici, non è presente un campo dove indicare questa info.
    Sergio
    rispondi al commento
    • Ing.girardi
      Ing.girardi Skywalker67
      Venerdì 12 Aprile 2019, alle ore 09:45
       Il diritto a fruire del bonus ristrutturazione nel 2019 è per tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF o all’IRES che siano residenti o no, in Italia. La detrazione del 50% sull’Irpef o Ires, spetta però non solo al proprietario dell’immobile ma anche al titolare del diritto di godimento e da quanti pagano le spese, per cui anche al:- familiare convivente: il coniuge, il componente dell’unione civile, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.- il coniuge separato qualora assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;- il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato.Per  i lavori edili sul bonifico va indicata la seguente norma: articolo 16-bis del Dpr 917/1986; codice fiscale del beneficiario; codice fiscale o Partita Iva di chi esegue i lavori.
      rispondi al commento
  • Da82
    Da82
    Giovedì 4 Aprile 2019, alle ore 10:30
    Nel caso di sostituzione di porte blindate e volendo usufruire del bonus difesa 2019 o bonus ristrutturazione, occorre avere qualche comunicazione in Comune (CIL/ CILA / SCIA )?
    rispondi al commento
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