Detrazione 50: tutte le novità per il 2019

NEWS DI Detrazioni e agevolazioni fiscali29 Dicembre 2018 ore 09:42
Detrazione 50: prorogati per il 2019 il bonus ristrutturazioni e il bonus mobili; Ecobonus riconfermato con l'obbligo dell'invio dati dell'intervento all'ENEA.

Detrazione 50: i bonus 2019


Il testo della Legge di Bilancio 2019, ormai vicinissima alla sua approvazione, riporta la conferma per tutto il 2019, delle agevolazioni fiscali per la casa. A breve, infatti, la Legge torna alla Camere per il via libera del testo così come votato al Senato, che prevede la riconferma per tutto il 2019, senza grandi cambiamenti, dei bonus casa in vigore nel 2018.



Detrazione per ristrutturazioni edili

Il bonus 50% confermato per il 2019 vale per:

- ristrutturazioni
: detrazione fiscale IRPEF del 50% delle spese sostenute, per un importo massimo di 96.000 euro per singola unità immobiliare, per lavori di manutenzione ordinaria (solo su parti comuni), manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, opere finalizzate al risparmio energetico, installazione di fonti rinnovabili;

- acquisto immobili ristrutturati: detrazione IVA del 50% per gli acquisti di fabbricati, a uso abitativo, ristrutturati;

- mobili: detrazione IRPEF del 50%, per un valore massimo di 10.000 euro, valida per l’acquisto di arredamento e grandi elettrodomestici, di classe non inferiore alla A+ finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione;

- sismabonus: così come previsto dalla Legge di Bilancio 2018, rimane confermato fino al 31.12.2021, e prevede una detrazione, variabile in base ala classe di rischio sismico raggiunta in seguito ai lavori, a partire dal 50% per le singole unità immobiliari sia residenziali sia produttive;

- ecobonus: la detrazione fiscale copre il 65% delle spese sostenute per lavori, destinati alle singole unità immobiliari, finalizzati alla riduzione del fabbisigno energetico, a migliorare l'isolamento termico, all'installazione di pannelli solari per produrre acqua calda.
Si conferma al 50% per gli interventi di sostituzione infissi, schermature solari, impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione almeno in classe A.


Detrazione 50% ristrutturazioni


Riportiamo di seguito l'elenco delle spese ammesse al Bonus ristrutturazione così come indicate nella guida dell'Agenzia delle Entrate:

  • Interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 per le parti comuni degli edifici residenziali ed elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 per le singole unità immobiliari residenziali a prescindere dalla categoria catastale cui appartengono;

  • interventi di ricostruzione o ripristino sull'immobile danneggiato a causa di calamità;

  • interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;

  • lavori finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche come ascensori o montacarichi e l'installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna di portatori di handicap gravi definiti tali in base alla legge 104;

  • interventi di prevenzione di atti illeciti: per cui sono ammesse le spese per l'acquisto di cancelli, porte blindate, videosorveglianza, ecc;

  • interventi per la cablatura degli edifici e al contenimento dell'inquinamento acustico;

  • lavori finalizzati al conseguimento di risparmio energetico;
  • adozione di misure antisismiche;

  • bonifica dall'amianto;

  • riparazione di impianti per la sicurezza domestica: riparazione prese, sostituzione del tubo del gas ecc;

  • installazione di apparecchi di rilevazione di gas;

  • vetri antinfortunio;

  • installazione del corrimano.

Oltre alle spese per l'esecuzione degli interventi ristrutturazione, sono detraibili anche:

  • spese di progettazione;

  • spese per prestazioni professionali;

  • spese per la messa in regola degli impianti elettrici e a metano;

  • spese per l’acquisto dei materiali;

  • spese per il rilascio della certificazione di conformità dei lavori;

  • spese per perizie e sopralluoghi;

  • IVA, bollo e i diritti: di concessioni, autorizzazioni e denuncia inizio lavori;

  • oneri di urbanizzazione;

  • costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi e agli adempimenti per fruire degli interventi agevolati.


Detrazione spese progettazione

Caratteristiche della detrazione 50%


L'agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell'anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa e che hanno diritto agli sgravi fiscali.
Nel caso in cui gli interventi abbiano avuto una durata superiore all'anno, si avrà diritto all'agevolazione del 50% solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione negli anni precedenti, non abbia superato il limite complessivo previsto.
Il limite di spesa a cui si può applicare la sgravio fiscale, attualmente fissato a 96.000 euro, è valido per ogni unità immobiliare.

Ciò significa che, se un contribuente è proprietario di diverse unità immobiliari, può usufruirne nella misura massima per ciascuna di esse.
Nell'ipotesi di interventi eseguiti sulle parti comuni dell’edificio, il beneficio spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, con riferimento all'anno di effettuazione del bonifico da parte dell'amministrazione del condominio.


Chi può usufruire della detrazione 50%?


Beneficiari della detrazione sono tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF che siano residenti o no in Italia, ovvero coloro che effettuano le spese per gli interventi, quindi non solo i proprietari dell'immobile oggetto di ristrutturazione, ma anche i titolari di altri diritti reali quanti pagano le spese, come:

  • familiare convivente: coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado;

  • il coniuge separato se assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;

  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi e non titolare di un contratto di comodato.

Hanno quindi diritto alla detrazione IRPEF:

  • proprietari, nudi proprietari o titolari di un diritto reale di godimento quale usufrutto, uso o superficie;

  • affittuari o comodatari;

  • soci di cooperative divise o indivise;

  • imprenditori individuali ma solo per immobili non strumentali o merce;

  • soggetti che producono redditi in forma associata quali società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice, imprese familiari alle stesse condizioni previste per l’imprenditore individuale;

  • coloro che eseguono da soli i lavori sull’immobile, relativamente alle spese di acquisto dei materiali edili;

  • il promittente acquirente che abbia già registrato il compromesso.


La Circolare Agenzia delle Entrate 24 aprile 2015, n. 17/E ha chiarito come la persona che effettua il bonifico possa essere anche diversa dal beneficiante, cioè colui che fruisce del beneficio fiscale. È importante, però, indicare correttamente i dati del beneficiante nel bonifico e, naturalmente, questi deve rientrare nelle categorie degli aventi diritto.

Se l'immobile è in comproprietà detrae chi sostiene le spese in misura proporzionale a quanto speso.

Per quali edifici si può usufruire della detrazione 50%?


Il beneficio si può applicare, come detto in precedenza, solo agli immobili a destinazione residenziale e alle loro pertinenze.

Fondamentale rimane che si tratti di interventi su edifici esistenti, quindi risultano esclusi nuove costruzioni e ampliamenti. In quest'ultimo caso si potrà detrarre solo la parte di spesa relativa alla ristrutturazione della porzione di edificio esistente.
Per provare che l'immobile sia esistente è necessario che risulti accatastato o che sia stata presentata domanda di accatastamento .


Detrazione 50% per atti notarili relativi a pertinenze


Tra gli interventi soggetti a detrazione 50% ci sono anche quelli di recupero a fini abitativi di sottotetti esistenti; essi rientrano a tutti gli effetti tra quelli di ristrutturazione o restauro e risanamento conservativo.
Naturalmente è necessario che la trasformazione in abitazione non comporti un aumento di volume.

Recupero sottotetti oggetto di ristrutturazione
Per questo tipo di interventi è necessaria la redazione di un atto notarile per definire il sottotetto come pertinenza dell'abitazione esistente. Questo atto è fondamentale per ottenere la riduzione degli oneri da corrispondere per il rilascio del permesso di costruire.
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito con la risoluzione n. 118/E del 30 dicembre 2014 che anche l'onorario da corrispondere per la sua redazione al notaio rientra tra i costi ammessi a detrazione 50%.
Ricordiamo invece che le spese notarili relative all'acquisto di immobili ristrutturati non sono ammesse a detrazione, pur essendo tali acquisti detraibili.


Come richiedere la detrazione 50%?


Per ottenere lo sconto IRPEF occorre, in sede di dichiarazione dei redditi, indicare i dati catastali dell'immobile oggetto dell'intervento.

È indispensabile, tuttavia, che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, a eccezione di quelli che non possono essere eseguiti con questa modalità, come il pagamento di oneri concessori, diritti di segreteria, bolli, ecc.
Nel bonifico devono essere indicati:

  • causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'articolo 16-bis del Dpr 917/1986;

  • il codice fiscale del beneficiario;

  • il codice fiscale o la partita IVA di chi esegue i lavori.

Se il bonifico riguarda lavori su parti comuni dei condomini:

  • causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'articolo 16-bis del Dpr 917/1986;

  • il codice fiscale del beneficiario;il codice fiscale o la partita IVA di chi esegue i lavori;

  • codice fiscale del condominio;codice fiscale dell’amministratore o del condomino che effettua il pagamento.


La maggior parte degli istituti di credito ha comunque predisposto una modulistica apposita per la richiesta della detrazione e una procedura analoga per i bonifici effettuati on line, già comprensive della causale specifica.
Nel caso in cui si commetta un errore nell'effettuare il bonifico è possibile evitare di perdere l'incentivo, facendosi restituire la somma versata e ripetendo il pagamento con la modalità corretta.


Novità in merito alla comunicazione all'ENEA


Nel testo della nuova Legge di Bilancio è specificato che chi usufruisce del bonus per le ristrutturazioni edilizie o del sismabonus, cioè cittadini, imprese e condomini, dovrà inviare all'ENEA per via telematica, alcune informazioni sugli interventi effettuati.

Così come avviene per l'ecobonus, le informazioni inviate serviranno all'Agenzia per effettuare un monitoraggio e valutare il risparmio energetico conseguito in seguito alla realizzazione degli interventi di ristrutturazione.
L'invio, che deve essere effettuato attraverso il sito http://www.acs.enea.it/ deve avvenire entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del callaudo. Solo per i lavori la cui data di fine o di callaudo è compresa tra il 01.01.2018 e il 21.11.2018 il termine decorre dal 21.11.2018.

La comunicazione deve essere compilata esclusivamente online, stampata e firmata, va conservata in modo da poterla mostrare in caso di controlli.
È opportuno, prima di procedere alla compilazione di disporre di tutti i dati utili, quali:

  • i dai del beneficiario;

  • informazioni relative all’immobile in oggetto;

  • tipologia di intervento


In caso di ritardo o omessa comunicazione sarà possibile sanare la violazione e in caso di comunicazione errata è possibile rettificare entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Quali documenti conservare per la detrazione 50%


Oltre alla copia di fatture e bonifici è importante conservare altri documenti da esibire in caso di controlli. Innanzitutto, bisogna essere in possesso del titolo autorizzativo necessario per eseguire i lavori (a seconda dell'entità dell'intervento si potrà trattare di Permesso di Costruire, DIA, SCIA o CILA).

Per i lavori di attività edilizia libera, per i quali non è previsto alcun titolo, è necessario predisporre un'autocertificazione in cui si indichi la data di inizio dei lavori e si dichiari che i lavori per i quali si chiede la detrazione siano tra quelli agevolabili.
Nel caso in cui intervenga più di una impresa, anche non contemporaneamente, deve essere inviata all'ASL competente, con raccomandata A.R., una comunicazione contenente i seguenti dati:

  • generalità del committente e ubicazione dei lavori;

  • descrizione dell'intervento da realizzare;

  • nominativo dell'impresa esecutrice con esplicita assunzione di responsabilità della stessa di rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione;

  • data di inizio dei lavori.


Detrazione IRPEF in 10 rate annuali

Altri documenti utili da conservare sono:

  • domanda di accatastamento, nel caso in cui l'immobile non sia ancora censito;

  • ricevute di pagamento ICI o IMU, se dovuta;

  • delibera assembleare di approvazione dei lavori per i lavori condominiali e tabella millesimale di ripartizione delle spese;

  • consenso del proprietario dell'immobile all'esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati da altri soggetti, diversi dai familiari conviventi.


Detrazione IVA di acquisto di fabbricati ristrutturati


É stata prorogata per un altro anno anche la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali Irpef del 50% per gli acquisti di fabbricati, a uso abitativo, ristrutturati.

L'agevolazione è prevista nel caso di interventi di ristrutturazione riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che, entro 18 mesi dalla data del termine dei lavori, alienano o assegnano l’immobile.

Bonus per fabbricati ristrutturati

Per fruire dell'agevolazione il contribuente deve essere in possesso dell'atto di acquisto, di assegnazione o del preliminare di vendita registrato, da cui risulti il rispetto dei termini sopra indicati.

Il viceministro all'Economia e Finanze, Luigi Casero, ha recentemente chiarito che per poter fruire della detrazione è necessario che:
- siano eseguiti interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia così come specificato alle lettere c) e d) del comma 1 dell'art. 3 del del DPR 380/2001, riguardanti l'intero fabbricato;
- i lavori siano finiti su tutto il fabbricato e che sia stata presentata al Comune, da parte dell'impresa, la Comunicazione di fine lavori.

Nella circolare 7/2017, l’Agenzia delle Entrate specifica che:

- è possibile fruire della detrazione anche se il rogito è stato stipulato prima della fine dei lavori riguardanti l’intero fabbricato, considerando l'anno di imposta quello in cui i lavori medesimi sono stati ultimati;

- ciascun acquirente, fermo restando che i lavori di ristrutturazione dell'intero edificio devono essere effettuati entro i termini previsti dalla norma, può beneficiare della detrazione in relazione al proprio acquisto o assegnazione a prescindere dal fatto che siano o meno cedute le altre unità immobiliari che compongono il fabbricato.

Cosa prevede la detrazione sull'IVA di acquisto?


Il calcolo della detrazione da parte dell'acquirente o assegnatario dell'immobile deve essere fatto, indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita, IVA compresa, o di assegnazione dell’abitazione.

La detrazione deve essere sempre ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
Il limite massimo di spesa ammissibile è relativo alla singola unità abitativa e non al numero di persone che partecipano alla spesa, quindi l'importo va suddiviso tra tutti i soggetti aventi diritto all'agevolazione.


Chi può usufruire della detrazione?


Possono usufruire della detrazione, oltre al proprietario, anche il nudo proprietario e il titolare di un diritto reale di godimento sull'immobile, quale uso, usufrutto, abitazione.

Nel caso di acquisto di nuda proprietà e di contestuale costituzione del diritto di usufrutto, occorre ripartire la detrazione in proporzione al valore dei due diritti reali.


Adempimenti e documenti richiesti


Per fruire dell'agevolazione, il contribuente deve essere in possesso dell'atto di acquisto, di assegnazione o del preliminare di vendita registrato, da cui risulti il rispetto dei termini sopra indicati.

Atto di acquista necessario per godere dell'agevolazione
Se dagli atti non risulta la data di ultimazione dei lavori e che l'immobile fa parte di un edificio interamente ristrutturato, è necessario chiedere all'impresa di costruzione o alla cooperativa edilizia una dichiarazione che attesti le condizioni richieste per usufruire dell'agevolazione.


Bonus Mobili


Il bonus arredi viene riconosciuto, nella misura del 50%, per le spese documentate e sostenute nel 2019, per un valore massimo di 10.000 euro, purché l'acquisto di mobili ed elettrodomestici sia destinato ad arredare un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione.



Info Progetto Gratuito ATTENZIONE !Può usufruire del bonus mobili solo chi ha usufruito anche del bonus ristrutturazioni.




Bonus per mobili e elettrodomestici

Le spese per l'acquisto di arredi sono computate indipendentemente dall'importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni del 50 per cento.

Nel Bonus Mobili 2019 sono comprese tutte quelle spese relative all’acquisto di:

  • mobili, armadi, letti, librerie, divani, poltrone, comodini, materassi, tavoli, scrivanie, sedie;

  • elettrodomestici (classe minima energetica A+);

  • illuminazione, considerata di completamento per l’arredamento;

  • arredo bagno;

  • spese di montaggio e di trasporto.

Non sono incluse, invece le spese per:

  • sostituzione di pavimenti o di infissi esterni;

  • l’utilizzo di tende;

  • la tinteggiatura di soffitti e pareti e il rifacimento di intonaci;

  • l’acquisto di porte.


Ecobonus riconfermato


Il bonus previsto per gli interventi di efficientamento energetico delle singole unità immobiliari è stato prorogato fino al 31 dicembre 2019 ma la percentuale di spesa da portare in detrazione, a varia dal 65 % al 50 % per alcuni interventi.

Le detrazioni, che vanno sempre ripartite in 10 rate annuali di pari importo, sono così suddivise:

- 55% delle spese sostenute fino al 5 giugno 2013;

- 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2019 per interventi sulle singole unità immobiliari.

Per le caldaie a condensazione si può continuare a usufruire della detrazione del 65% nel caso in cui, oltre ad essere almeno in classe A, siano dotate di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02 .

Per gli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, acquisto e posa in opera di schermature solari e sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili la detrazione relativamente alle spese sostenute dal 1º gennaio 2018 e per tutto il 2019, è pari al 50%.

- detrazione 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2021 per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per gli interventi che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.
La detrazione si riduce, diventando detrazione 50, anche per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali relativamente alle spese sostenute dal 1º gennaio 2018 riguardanti l’acquisto e la posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari, o la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

- 65% delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti purchè portino a un risparmio di energia primaria pari almeno al 20%, gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro e l’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Requisiti per accedere alla detrazione 50


L'edificio, appartenente a qualsiasi categoria catastale (abitazioni, uffici, negozi, attività produttive e artigianale) deve essere esistente e già dotato di impianto di riscaldamento.


In merito alla sostituzione dei serramenti è necessario che i serramenti da sostituire delimitino il volume riscaldato e quindi siano rivolti verso l'ambiente esterno o verso locali non riscaldati.

Rientrano in questa categoria anche i portoncini di ingresso, sempre a condizione che delimitino il volume riscaldato.

Ne deriva che non si può chiedere la detrazione in merito a serramenti presenti in locali privi dell'impianto di riscaldamento, come può accadere per scantinati o vani scala condominiali.

Per accedere all'agevolazione fiscale sul risparmio energetico è necessario che i serramenti e le porte abbiano valori inferiori o al massimo uguali a quelli definiti dal Decreto del Ministro dello Sviluppo economico dell'11 marzo 2008 e successivamente modificati dal Decreto 6 gennaio 2010.

Detrazione 50 e cessione del credito


Dal 2016 è possibile cedere il credito derivante dalla detrazione IRPEF spettante per gli interventi di riqualificazione energetica. Le regole per la cessione sono diverse a seconda dell’anno in cui sono stati effettuati gli interventi. Relativamente agli interventi di riqualificazione energetica sulle parti comuni il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti nel provvedimento del 28 agosto 2017.

La Legge di bilancio 2019, riconferma la possibilità di cedere la detrazione anche nel caso di interventi di riqualificazione energetica effettuati sulla singola unità immobiliare.

Per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, i condòmini che, nell’anno precedente a quello di sostenimento della spesa, si trovano nella condizione di incapienti, ovvero coloro che hanno un’imposta annua dovuta inferiore alle detrazioni spettanti, possono cedere un credito pari alla detrazione IRPEF spettante.

La cessione del credito da parte di incapienti, ovvero coloro che si trovano nella no tax area, può essere dunque effettuata a favore di:

- fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi;

-altri soggetti privati quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti;

- istituti di credito e intermediari finanziari.

La cessione del credito non può essere, invece, a favore delle amministrazioni pubbliche.
I soggetti che ricevono il credito possono, a loro volta, cederlo nuovamente.

Tutti gli altri soggetti, diversi dagli incapienti, per i lavori eseguiti dal 1° gennaio 2017 sulle parti comuni degli edifici condominiali, possono scegliere di cedere il credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi e ad altri soggetti privati quali persone fisiche, società ed enti, ma non a istituti di credito, intermediari finanziari e amministrazioni pubbliche.

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Articolo: Detrazione 50 novità
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Detrazione 50 novità: Commenti e opinioni


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Alert Commenti
  • Alex8
    Alex8
    Giovedì 7 Febbraio 2019, alle ore 02:18
    Grazie mille per la risposta. Ho verificato appunto ed effettivamente é possibile fare una dichiarazione integrativa entro il 30 novembre dell'anno successivo, per noi questo, quindi siamo nei tempi. Nel caso fosse passato più tempo, ad esempio fossimo nel 2020, pare avremmo cmq potuto inserire la spesa da portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi successiva perdendo però il primo dei dieci anni di rimborso. Grazie ancora  
    rispondi al commento
  • Davide861
    Davide861
    Mercoledì 6 Febbraio 2019, alle ore 00:21
    Vorrei capire se le spese per l'acquisto di materiale elettrico (nello specifico placchette e interruttori) è detraibile solo se associata ad una specifica ristrutturazione edilizia, o anche se la sostituzione di detti interruttori è l'unica operazione che intendo fare.
    rispondi al commento
  • Dinoruff
    Dinoruff
    Mercoledì 30 Gennaio 2019, alle ore 22:05
    Ho letto varie osservazioni riguardanti il bonus energetico e il bonus mobili.
    Vorrei per favore capire come mi devo comportare.
    Dobbiamo rifare la zona notte del nostro appartamento e dovremmo sostituire lo split del condizionatore della zona notte perché non funziona causa perdita di gas nella conduttura.
    Ora noi avremo pensato di sostituire lo split del condizionatore con dei ventilatori a pale per le due stanze della zona notte, ventilatori che potrebbero essere reversibili nel senso che si possono usare per far circolare aria fredda d'estate e utilizzare l'aria calda del soffitto d'inverno.
    Quindi ci sarà un intervento dell'elettricista per fare una traccia e per posizionare i lampadari con le ventole apposite.
    Ora chiediamo se dobbiamo fare una domanda di ristrutturazione con l'utilizzo di un tecnico al riguardo oppure fare una segnalazione al comune di intervento interno all'abitazione.
    Seconda cosa, la sostituzione dello split del condizionatore potrebbe rientrare nell'ordine del risparmio energetico?
    Terza cosa, possiamo rientrare nel bonus mobili se rifacciamo una parte del mobilio delle due camere?
    rispondi al commento
  • Alex8
    Alex8
    Sabato 26 Gennaio 2019, alle ore 20:52
    Nel 2017 abbiamo avviato una pratica di recupero sottotetto pagando al comune di Roma circa 10.000 euro (tutto tramite bonifici) tra:
    - D.I.A. (dichiarazione inizio lavori) + CCC (contributo costo di costruzione) + OUP (oneri di urbanizzazione primaria) + OUS (oneri di urbanizzazione secondaria) + TUM (tariffa unitaria di monetizzazione)- Istruttoria D.I.A.- Integrazione oneri concessori per recupero sottotetto.
    In quel momento abbiamo avviato la pratica e fatto qualche piccolo intervento tenendo però la D.I.A. aperta fino a novembre 2018, mese in cui l'architetto ha presentato la chiusura lavori per aprire una nuova pratica di ristrutturazione di tutta la casa. 
    Purtroppo per nostra ignoranza (non sapevamo che queste spese fossero ammesse alla detrazione) nella dichiarazione del 2018 non abbiamo inserito queste spese.
    Ad oggi cosa possiamo fare?
    È possibile inserirle nella prossima dichiarazione del 2019?
     Può aiutarci il fatto che la pratica in realtà è stata chiusa a novembre 2018 anche se il pagamento è avvenuto nel 2017?
    Consideri che ad oggi abbiamo ancora la nuova pratica aperta di ristrutturazione edilizia (non più recupero sottotetto) anche se non credo serva.
    rispondi al commento
    • Ing.girardi
      Ing.girardi Alex8
      Domenica 3 Febbraio 2019, alle ore 08:09
      Il D.L. 193/2016 convertito con Legge n.225/2016 ha ampliato significativamente i termini per poter integrare la dichiarazione dei redditi, anche a favore del contribuente.La dichiarazione dei redditi, può essere, dunque,  integrata per correggere errori od omissioni, compresi quelli che abbiano determinato l'indicazione di un maggiore o di un minore imponibile o, comunque, di un maggiore o di un minore debito d'imposta ovvero di un maggiore o di un minore credito, mediante successiva dichiarazione da presentare utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d'imposta cui si riferisce la dichiarazione, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.  Questo quanto previsto in linea generale, ma è sempre consigliabile, affrontare il caso specifico  direttamente con il proprio consulente o commercialista. 
      rispondi al commento
  • Veronica
    Veronica
    Mercoledì 16 Gennaio 2019, alle ore 16:22
    Articolo interessante, però siate precisi: la detrazione per la sostituzione degli infissi NON scende al 50%, era già stata ridotta al 50% a partire dal 1° gennaio 2018 con la vecchia manovra finanziaria.
    rispondi al commento
    • Ing.girardi
      Ing.girardi Veronica
      Domenica 3 Febbraio 2019, alle ore 07:58
      Ci scusiamo per l'imprecisione, abbiamo provveduto ad apportare le dovute modifiche.
      rispondi al commento
  • Enrico28
    Enrico28
    Martedì 15 Gennaio 2019, alle ore 11:35
    Devo affrontare dei lavori di ristrutturazione, potendo usufruire del sisma bonus in forma piena mi troverò sicuramente con un problema di incapienza visto che le detrazioni avvengono con rimborsi su 5 anni e non 10.
    Posso cedere il credito ad un suocero non convivente e non comproprietario dell'immobile su cui farò i lavori?
    rispondi al commento
    • Ing.girardi
      Ing.girardi Enrico28
      Mercoledì 16 Gennaio 2019, alle ore 10:58
      E’ stato precisato dall’Agenzia delle Entrate, dapprima con la CM 11/E/2018 (v. Allegato 6 – C.M. 11/E/2018) e successivamente con la CM 17/E/2018 (v. Allegato 7 – C.M. 17/E/2018)  che  la cessione può avvenire nei confronti di fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi o “altri soggetti privati” purché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.Tra i “soggetti collegati”, potenziali acquirenti dei bonus, rientrano: - a titolo esemplificativo, nel caso di interventi condominiali, gli altri condòmini, anch’essi titolari della detrazione spettante per i medesimi interventi condominiali oppure, più in generale, nel caso in cui i lavori vengano effettuati da società appartenenti ad un gruppo, nei confronti delle altre società del gruppo stesso;- in caso di lavori effettuati da un’impresa appartenente ad un Consorzio o ad una Rete, le altre società consorziate o retiste che non hanno realizzato direttamente gli interventi, oppure anche lo stesso Consorzio o la Rete. La cessione del Sismabonus non può comunque avvenire nei confronti di istituti di credito, intermediari finanziari o società finanziarie, anche se facenti parte del Consorzio o della Rete (e, quindi, anche se astrattamente considerabili come “soggetti collegati” con la detrazione originaria);-  i subappaltatori e i fornitori di cui si serve l’impresa per realizzare gli interventi agevolati; - i subappaltatori e i fornitori che realizzano lavori non inclusi nell’ambito operativo dei bonus, purché si tratti di interventi rientranti complessivamente nello stesso contratto d’appalto da cui originano le detrazioni medesime.
      rispondi al commento
  • Franca45
    Franca45
    Sabato 5 Gennaio 2019, alle ore 12:47
    Devo sostituire la vasca da bagno con una vasca ad incasso con porta.I lavori da eseguie sono i seguenti
    :- vasca ponte con porta sx, con miscelatore completa di pannello laterale.
    - opere idrauliche per allacciamento acqua calda e fredda e scarico vasca nello scarico esistente.
    - opere murarie per demolizione vasca esistente
    - rifacimento massetto e piastrellatura
    Tutto questo lo posso detrarre ?
    rispondi al commento
  • Silvia2904
    Silvia2904
    Mercoledì 12 Dicembre 2018, alle ore 12:45
    Buongiorno, devo cambiare una vecchia caldaia a gasolio con una a gas, il lavoro lo fa mio zio che è qualificato ma ovviamente il lavoro me lo fa gratis quindi dovrei comprare solo il materiale compreso di caldaia. ho chiesto alla mia banca e ad altre per la cessione del credito visto che non ho reddito e quindi non ho possibilità di usufruire delle detrazioni ma la risposta è sempre che non lo fanno perche non è conveniente per loro. Sapreste indicarmi eventualmete come muovermi, a chi rivolgermi e soprattutto mi conviene? non vorrei che sia più il lavoro burocratico che il risparmio effettivo. Grazie!
    rispondi al commento
  • Paolo6
    Paolo6
    Giovedì 6 Dicembre 2018, alle ore 07:28
    Buongiorno. Vorrei acquistare nel comune di Roma un monolocale senza agibilità su cui dovrò effettuare dei lavori di ristrutturazione nel 2019. Potrò eventualmente usufruire delle detrazioni? 
    rispondi al commento
    • Ing.girardi
      Ing.girardi Paolo6
      Lunedì 10 Dicembre 2018, alle ore 10:17
      L'Agenzia delle Entrate pone come condizione per poter usufruire della detrazione che l'immobile sia residenziale, di qualsiasi categoria catastale. Gli interventi per i quali spetta la detrazione sono  manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.Fino al 31.12.2018 la detrazione sarà riconosciuta nella misura del 50%. Salvo che non intervenga una nuova proroga, dal 1° gennaio 2019 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro.
      rispondi al commento
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