Decreto Sblocca Italia

NEWS DI Detrazioni e agevolazioni fiscali06 Novembre 2014 ore 16:20
Sgravi fiscali per chi acquista casa per affittarla a canone concordato e misure per i lavori in casa, previsti nel Decreto Sblocca Italia approvato ieri in Senato.

Decreto Sblocca Italia e agevolazioni fiscali per la casa


Ieri sera in Senato è stata approvata con voto di fiducia la legge di conversione del decreto Sblocca Italia, che ora attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
La legge contiene alcune misure fiscali a favore della casa ed altre per una maggiore semplificazione delle procedure in edilizia.

agevolazioni per acquisto casaIl provvedimento più innovativo prevista dal decreto Sblocca Italia riguarda uno sconto fiscale a cui potranno accedere coloro che acquisteranno casa per affittarla.
Esso consiste in una deduzione Irpef del 20% della spesa sostenuta, quindi una sottrazione dal reddito complessivo imponibile, fino ad un massimo di 300 mila euro.
In particolare dovrà trattarsi di immobili nuovi in classe energetica A o B, o di edifici esistenti ristrutturati, acquistati direttamente dai costruttori, e dovrà essere stipulato un contratto a canone concordato, cioè non superiore a quello convenzionato definito dagli accordi tra le associazioni di proprietari e quelle di inquilini, per almeno otto anni.
La misura riguarderà gli immobili acquistati tra il primo gennaio 2014 e il 31 dicembre 2017.

Si tratta di un sistema mutuato dalla Francia, dove già da diversi anni ha riscosso un discreto successo, avente l'obiettivo di togliere dal mercato molti immobili di proprietà di costruttori, rimasti invenduti, immettendo allo stesso tempo in circolazione un certo numero di case a canone calmierato.

La legge comprende anche una serie di norme miranti ad un riordino del sistema detto del rent to buy, una forma di compravendita che prevede una fase preparatoria all'entrata in possesso vera e propria, mediante un periodo in cui l'acquirente paga una sorta di canone di locazione.


Decreto Sblocca Italia e lavori in casa


La parte più importante del decreto Sblocca Italia riguarda le semplificazioni in edilizia ed è piuttosto consistente.
In particolare, con l'articolo 17, si apporta una modifica importante al Testo Unico dell'Edilizia, d.pr. 380/2001.
Infatti non sarà più necessaria la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), ma basterà una semplice Cil (Comunicazione di Inizio Lavori), per interventi di accorpamento e frazionamento di unità immobiliari.

Sblocca Italia ed ediliziaSarà però necessario che:
- non si aumenti la volumetria dell'edificio;
- non ci siano interventi sulle parti strutturali;
- non si modifichi l'originaria destinazione d'uso.
Ciò vuol dire che, ad esempio, si potranno unire o frazionare due appartamenti, due negozi, due uffici, ecc., ma non si potrà unire un locale commerciale ad un appartamento per ampliarlo.

Attenzione, quindi. A differenza di quanto sbandierato da alcuni politici al momento della presentazione del decreto, non solo per fare dei lavori in casa sarà ancora necessaria una comunicazione (la Cil), ma continuerà ad essere indispensabile la figura del professionista.
Infatti il tecnico (architetto, ingegnere o geometra), dovrà asseverare che l'intervento da realizzare è conforme ai regolamenti urbanistici, alla normativa antisismica e alle leggi in materia energetica, e presentare tutti i necessari elaborati progettuali.
La sanzione per mancata presentazione di Cil sale inoltre da 258 a 1.000 euro.

Con la Cil l'aggiornamento catastale sarà automatico: sarà infatti il Comune a comunicare all'Agenzia del Territorio l'avvenuta variazione, ma solo se il proprietario presenterà la comunicazione di fine lavori.

Per gli interventi di manutenzione straordinaria, quali saranno ora anche i frazionamenti ed accorpamenti, non saranno dovuti il costo di costruzione e gli oneri di urbanizzazione.

Vengono semplificate anche le procedure per il cambio di destinazione d'uso introducendo il concetto di mutamento d'uso urbanisticamente rilevante. Con questo assunto si indicano i cambi d'uso senza opere compiuti all'interno della stessa categoria funzionale, dove le categorie funzionali sono le seguenti: residenziale, turistico-ricettiva, produttiva e direzionale, commerciale, rurale.

Altre misure importanti riguardano la banda ultralarga: ci sarà infatti l'obbligo di predisporre alla connessione ad alta velocità in fibra ottica tutti gli edifici costruiti o ristrutturati dopo il primo luglio 2015.


Decreto Sblocca Italia e Regolamento Edilizio Unico


Il Regolamento Edilizio Unico, che sarà messo a punto da Governo, Regioni ed autonomie locali in Conferenza Unificata, dovrà sostituire gli oltre 8mila presenti in Italia.
Naturalmente ogni comune avrà poi la possibilità di conformarlo alle proprie specificità, ma l'impianto generale resterà uguale, semplificando in tal modo di molto la vita ai professionisti.

L'idea di un regolamento standard, volto a superare la frammentazione normativa che si riscontra tra comune e comune, è nata da una proposta del Consiglio Nazionale degli Architetti. In particolare la bozza diffusa dal CNA conteneva al suo interno anche delle importanti prescrizioni di carattere igienico ed ambientale, tanto che era stata ribattezzata Regolamento Edilizio Sostenibile.

Ma i contenuti di questo tipo di regolamento saranno numerosi ed avranno come obiettivo principale quello di portare ad una riduzione del consumo di suolo e al recupero del patrimonio edilizio esistente.
Pertanto, in essi saranno contenute prescrizioni relative agli incentivi per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, alle misure di riqualificazione energetica, alle modalità di installazione di impianti da fonti rinnovabili, alle pratiche di bioedilizia e alla conservazione della qualità architettonica nei centri storici.

Una volta emanato il Regolamento Unico con decreto ministeriale, i comuni avranno 180 giorni di tempo per adottarlo, dopodiché potrà intervenire la Regione entro i successivi 90 giorni.

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