Guida al bonus mobili

NEWS DI Detrazioni e agevolazioni fiscali
La circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 17/E, ha espresso chiarimenti sulla trasferibilità del bonus mobili agli eredi, per lavori effettuati dal de cuius.
24 Maggio 2017 ore 15:10

Legge n.90 del 3/8/2013: introduzione del Bonus Mobili


Il decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013, con la successiva conversione in legge n. 90 del 3 agosto 2013, che ha prorogato per la prima volta le detrazioni del 50% per ristrutturazioni di immobili residenziali, ha introdotto anche il Bonus Mobili, un'importante novità relativa all'acquisto di mobili da utilizzare per l'arredo degli immobili oggetto di tali ristrutturazioni.

Bonus Mobili: acquisto mobiliIn aggiunta al tetto di spesa detraibile per gli interventi edilizi, pari a 96.000 euro, è stato introdotto un ulteriore tetto di 10.000 euro detraibili in 10 rate annuali di pari importo, da spendere per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Tali mobili, come detto, devono essere acquistati esclusivamente per l'arredo degli immobili in ristrutturazione e quindi non tutti possono richiedere il bonus, ma solo coloro che hanno chiesto o intendono richiedere la detrazione 50% per lavori edili.

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Si tratta, in sostanza, di una detrazione simile a quella introdotta qualche anno prima, pari però solo al 20% della spesa effettuata.
Tuttavia il Decreto Legge 5/2009, convertito in legge 33/2009, pur avendo un'aliquota inferiore, estendeva il beneficio non solo all'acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica A+, ma anche a televisori e personal computer, in questo caso invece non compresi.

La Legge di Stabilità per il 2016 ha prorogato le detrazioni fiscali, tra cui anche quelle per i mobili, di un altro anno, fino al 31 dicembre 2017.


Chi può beneficiare del bonus mobili?


Beneficiari del bonus possono essere quindi tutti coloro che abbiano acquistato arredi, nell'ambito di una ristrutturazione edilizia, a partire dal 1 gennaio 2017.
Infatti, poiché i provvedimenti legislativi non sono retroattivi, il bonus non può essere valido per acquisti effettuati prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto, quindi prima di tale data.

Le spese per gli interventi edilizi devono essere state sostenute a partire dal 1 gennaio 2017.
I mobili devono essere acquistati dopo l'inizio dei lavori; i pagamenti, invece, possono anche essere precedenti a quelli per gli interventi edilizi.
Non è indicata una scadenza per l'acquisto dei mobili dopo il termine dei lavori.

La circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 17/E del 24 aprile 2015, ha espresso un chiarimento in merito alla trasferibilità agli eredi di questo diritto nei trasferimenti di immobili a causa di morte.

Infatti, la legge istitutiva della detrazione per gli interventi di recupero edilizio stabilisce che, in caso di decesso, il diritto a usufruire della detrazione si trasferisce agli eredi che detengono gli immobili, per questo alcuni contribuenti avevano ritenuto che si potesse estendere anche il beneficio relativo all’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

L’Agenzia ha invece precisato che ciò non è possibile, in quanto rispetto al bonus del 50% si tratta di una detrazione da questa autonoma, con proprie norme sul limite di spesa e sulla ripartizione in dieci rate della detrazione stessa, che non prevedono il trasferimento della detrazione (affermazione a mio avviso discutibile).


Limiti di spesa per il bonus fiscale mobili


Confusione normativa per bonus mobiliLunga e travagliata, dal punto di vista normativo, è stata la definizione del limite di spesa per il bonus mobili , che ha vissuto varie vicissitudini.

Come detto, la spesa massima detraibile è di 10.000 euro.




A quali interventi è legato il bonus mobili?


Come detto il bonus può essere richiesto solo da chi ha in corso lavori di ristrutturazione. Ma a quali lavori è legato?

Anche in questo caso si è generata un po' di confusione, poiché la detrazione 50% è legata anche ad alcuni interventi, come la sostituzione di un tubo del gas o l'apposizione di un corrimano a una ringhiera, che non sono di manutenzione straordinaria, ma l'Agenzia delle Entrate considera ugualmente agevolabili.

Gli stessi interventi non sono però legati al bonus mobili, come la stessa Agenzia ha chiarito con la miniguida Bonus mobili ed elettrodomestici, dove sono elencati così gli interventi ammessi:
- manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (su singole unità immobiliari residenziali e su parti comuni di edifici residenziali);
- manutenzione ordinaria su parti comuni di edifici residenziali;
- ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
- lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro sei mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l'immobile.


È possibile chiedere il bonus mobili elettrodomestici per aver installato un impianto d'allarme?


impianto d'allarmeMa veniamo adesso alla questione impianto d'allarme. Molti utenti ci hanno chiesto se è possibile usufruire del bonus mobili avendo richiesto la detrazione 50% per l'installazione di un impianto d'allarme, di videosorveglianza, ecc..

Ho già spiegato nei commenti come la penso a riguardo ma, per maggiore precisione ho deciso di contattare direttamente l'Agenzia delle Entrate.

Il quesito da me posto è stato il seguente:
In base all'articolo 3 del Testo Unico dell'Edilizia, l'installazione di un impianto d'allarme o di qualunque impianto ex novo, dovrebbe essere manutenzione straordinaria, se non ristrutturazione edilizia. Perché l'AdE la considera manutenzione ordinaria, non concedendo la possibilità ai contribuenti di chiedere il bonus mobili per tale intervento?

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Questa è stata la risposta dell'Agenzia delle Entrate:
Gentile Redazione, l'art. 16 del decreto 63/2013 riconosce il bonus mobili ai contribuenti che fruiscono della detrazione per la ristrutturazione edilizia prevista dall'art. 16 bis, comma 1, del T.U. 917/1986.
Qui vi rientrano tutti gli interventi per i quali si può godere dell'agevolazione del 50% (a regime sarà 36 %) (...). Invece, la circolare n. 29 del 2013, interpretando in misura restrittiva la norma, collega più specificatamente la detrazione mobili solo ad alcuni interventi, e più specificamente a quelli indicati alle lettere a), b), c) e d) dell'art. 3 del DPR n. 380 del 2001 (…).
Nella circolare, quindi, come presupposto per il riconoscimento del bonus mobili, non vengono richiamati gli interventi relativi all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (lettera f dell'art 16 bis del T.U. 917/1986).
Secondo la circolare, quindi, per tali spese è possibile fruire della detrazione del 50% ma non del bonus mobili.
Vista l'incertezza, se lo ritiene opportuno, per avere un orientamento più certo potrà proporre interpello alla Direzione Regionale di competenza (…).


Sinceramente non ritengo tale risposta soddisfacente.
L'Agenzia si è soffermata sull'impianto d'allarme valutandolo solo sotto l'aspetto di intervento relativo all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, alla stregua dell'installazione di un'inferriata o di una porta blindata.

Non lo ha invece valutato sotto l'aspetto impiantistico, considerando che il mio quesito era più generico, tanto che parlava anche di qualunque impianto ex novo, intendendo estendere l'eventuale risposta anche ad altri interventi citati dagli utenti, come l'installazione di un condizionatore a pompa di calore.

Insomma, a questo punto penso che gli utenti interessati, per avere una risposta definitiva, possano soltanto presentare un'istanza di interpello.

Con la circolare 10/E/2014 l'Agenzia delle Entrate ha poi chiarito che è possibile richiedere il bonus mobili per l'installazione di un antifurto, se per l'intervento sono stati necessari lavori edili.
Quindi, ad esempio, per l'installazione di quegli impianti d'allarme wi fi che non richiedono opere murarie, non sarà possibile accedere al bonus.


Per quali mobili è possibile richiedere il bonus?


Non c'è alcuna distinzione merceologica relativa al tipo di mobili il cui acquisto è incentivabile, a differenza di quanto si era pensato in un primo tempo dopo l'approvazione del decreto legge.

Infatti, si era parlato inizialmente solo di arredi fissi, come cucine in muratura e armadi a muro, mentre l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che sono agevolabili, oltre le cucine di tutti i tipi, anche letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché materassi e apparecchi di illuminazione, purché nuovi.
Restano esclusi tende, tendaggi e complementi d'arredo.

Sono agevolabili non solo i mobili di produzione industriale, ma anche quelli realizzati su misura da artigiani.

I mobili in questione non devono essere necessariamente legati all'intervento effettuato.
Ad esempio, se si ristruttura il bagno, si può detrarre anche l'acquisto della nuova cucina, se si realizza un nuovo tramezzo nell'ingresso si potrà detrarre anche l'acquisto di mobili per arredare il soggiorno, e così via.

Se invece si usufruisce della detrazione 50% per lavori su parti comuni di edifici condominiali è possibile fruire del bonus mobili solo per l'acquisto di beni finalizzati all'arredo di tali parti comuni, come guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi, ecc..
Sono agevolabili anche le spese per il trasporto e il montaggio.


Bonus esteso anche agli elettrodomestici


A seguito di una serie di emendamenti approvati dalla Commissione Industria e Finanze del Senato, il bonus mobili è stato poi esteso anche agli elettrodomestici.

Tali emendamenti, arrivati come chiarimento alle richieste e ai dubbi formulati da molti contribuenti, estendono quindi il bonus ai grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica.
Pertanto, da tale definizione non appare il limite di riferimento a elettrodomestici a incasso e sembrano essere compresi anche quelli cosiddetti free standing o a libera installazione.

L'Agenzia delle Entrate ha chiarito, inoltre, che si può usufruire del bonus anche per quegli elettrodomestici per i quali non è previsto attualmente l'obbligo di etichetta energetica.


Come richiedere il bonus mobili?


Ricapitolando, il bonus è costituito da una detrazione Irpef del 50% su un tetto massimo di 10.000 euro, da ripartire, tra gli aventi diritto, in 10 rate annuali;dunque, si potrà godere di un risparmio fino a 5.000 euro.

Bonus MobiliIn analogia a quanto previsto dalla normativa per le ristrutturazioni, il bonus può essere richiesto per ogni singola unità immobiliare oggetto di intervento.
Quindi, un contribuente che effettui più interventi di ristrutturazione su diverse unità immobiliari, potrà usufruire per ciascuna di esse del tetto massimo di spesa di 10.000 euro.

Per richiedere la detrazione fiscale mobili ed elettrodomestici, è necessario seguire la procedura già prevista per la detrazione 50%.

Non sarà necessario, quindi, inviare alcuna comunicazione preventiva al Centro Operativo di Pescara, ma basterà indicare gli estremi catastali dell'immobile in sede di dichiarazione dei redditi.

Fondamentale è poi conservare la documentazione fiscale relativa alle spese:
- copia delle fatture;
- copia dei bonifici o delle ricevute di pagamento.

Se gli interventi di ristrutturazione di cui è interessato l'immobile richiedono uno specifico titolo abilitativo, è necessario esserne in possesso; per gli interventi di attività edilizia libera è sufficiente un'autocertificazione.


Come effettuare i pagamenti per il bonus mobili


I bonifici devono essere correttamente eseguiti, indicando il codice fiscale di chi effettua la spesa, la partita Iva o il codice fiscale della ditta beneficiaria del pagamento e la stessa causale attualmente utilizzata per gli interventi di ristrutturazione.
Al bonifico effettuato verrà applicata dalle banche una ritenuta d'acconto dell'8% sulla somma spettante al beneficiario, con un aumento rispetto al 4% in vigore lo scorso anno.

Per l'acquisto di mobili o elettrodomestici è ammesso anche il pagamento con bancomat o carta di credito, per i quali farà fede la data in cui è avvenuta la transazione e non quella di addebito in conto corrente.
Non sono ammessi, invece, pagamenti con assegni o contanti.

Un caso particolare è quello in cui chi acquista i mobili si avvale di un finanziamento a rate.

Anche in questo caso è possibile usufruire del bonus mobili, purchè la società erogatrice del finanziamento effettui il pagamento dei mobili mediante un bonifico riportante tutti i dati richiesti dalla normativa, vale a dire:
- causale del versamento, con indicazione degli estremi della norma di riferimento (art.16 bis D.P.R. 917/1986);
- codice fiscale del soggetto per conto del quale è eseguito il pagamento;
- numero di partita IVA o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

È possibile ottenere il bonus anche per mobili acquistati all'estero, purchè si rispettino tutti i requisiti richiesti.

Nel caso in cui il soggetto beneficiario del pagamento non residente in Italia abbia però un conto corrente in Italia, dovrà essere operata la ritenuta d'acconto prevista.

Se invece il soggetto beneficiario del pagamento non residente in Italia non dispone di un conto corrente italiano, bisognerà effettuare un bonifico internazionale in cui dovrà esserci, oltre al codice fiscale del richiedente e alla causale specifica, il codice identificativo analogo alla partita IVA previsto dal Paese estero in questione.


Aiuti per il bonus mobili


Tutta la questione delle detrazioni fiscali è materia spesso complessa e di difficile interpretazione, non solo per i contribuenti, ma spesso anche per gli stessi addetti ai lavori.
Fortunatamente, si possono trovare diversi aiuti anche in Rete.


Oltre alla miniguida sopra linkata, l'Agenzia delle Entrate ha provveduto a pubblicare sul proprio canale YouTube un video informativo che, in soli 4 minuti riassume gli aspetti più importanti del bonus mobili, e fa luce su come richiederli, quali scadenze rispettare, come effettuare i pagamenti e quali documenti conservare.

Invece, FederlegnoArredo, in collaborazione con Federmobili (negozi di mobili) e Angaisa (distributori idro-termosanitari) ha elaborato un vademecum operativo per semplificare a tutti l'utilizzo del Bonus Mobili.

riproduzione riservata
Articolo: Bonus mobili
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Bonus mobili: Commenti e opinioni


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  • Lisa1
    Lisa1
    3 giorni fa
    Informazioni bonus mobili, ad aprile ho fatto una ristrutturazione straordinaria nel mio appartamento e a fine lavori abbiamo chiuso le pratiche.
    Ora per necessità dovrei comprare i mobili ma posso detrarli anche se ho chiuso le pratiche? 
    rispondi al commento
  • Magdy
    Magdy
    Venerdì 15 Settembre 2017, alle ore 15:36
    Buongiorno, sto acquistando un'immobile frutto di ristrutturazione, vorrei sapere come usufruire del bonus mobili e se devo aprire qualche pratica o richiedere qualcosa al costruttore.L'appartamento è in fase di ultimazione. 
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Magdy
      6 giorni fa
      L’Agenzia delle Entrate con la circolare del 13 giugno 2016 la n. 27/E, ha precisato che il diritto al bonus mobili spetta anche a chi acquista una casa ristrutturata da imprese di costruzioni purchè entro 6 mesi provvedono a vendere l’immobile. Riguarda alla pratica non deve fare nulla in quanto è il rogito che certifica la tempistica ed il tipo di provvedimento autorizzativo che ha dato luogo ai lavori di ristrutturazione. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Magdy
    Magdy
    Venerdì 15 Settembre 2017, alle ore 15:30
    Buongiorno,
    sto acquistando un'immobile frutto di una ristrutturazione, vorrei sapere in quale modo potrò avvalermi del bonus mobili e cosa richiedere al costruttore o quali pratiche aprire. 
    Grazie.
    rispondi al commento
  • Chiaranicc
    Chiaranicc
    Mercoledì 14 Giugno 2017, alle ore 13:23
    La sostituzione degli infissi interni ed esterni con nuovi (da legno a pvc/alluminio) consente la detrazione dei mobili?
    Se sì, qual'è la documentazione da conservare per eventuale accertamento oltre i bonifici e fatture?
    C'è bisogno di comunicazione CILA?
    Va dichiarata la ditta che mi vende gli infissi o la ditta edile che provvedere al montaggio?
    Nella circolare sembrerebbe che rientra la sostituzione di infissi esterni per tipologia o materiale, ma non fa chiarezza circa la comunicazione da fare.             
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Chiaranicc
      Lunedì 19 Giugno 2017, alle ore 18:32
      Solo la sostituzione degli infissi esterni Le permette di detrarre la spesa nella misura del 50% e di accedere al bonus mobili. Riguardo al tipo di provvedimento autorizzativo, dipende dall'ubicazione dell'immobile e dagli eventuali vincoli esistenti, es.: centro storico, vincoli paesaggistico-ambientali,  condominiali, ecc. Se è "l'abitazione è libera", basta una semplice comunicazione in carta libera al comune. Infine, se la ditta è la stessa sia per la fornitura che la posa in opera, non deve fare alcuna comunicazione all'Asl. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Emanuele
    Emanuele
    Martedì 4 Aprile 2017, alle ore 11:17
    Buongiorno, 
    dovrei fare per la mia abitazione dei piccoli lavori di ristrutturazione quali installazione corrimano su scala esterna, installazione grondaia e forse posizionamento di una piccola "recinzione" tra due proprietà-mi sa dire se e quale di questi lavori mi permetterebbe di accedere al bonus mobili? Per questi lavori sarebbe necessaria una pratica presso il comune o semplicemente il bonifico alla ditta? 
    grazie mille 
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Emanuele
      Mercoledì 5 Aprile 2017, alle ore 11:22
      L'unica lavorazione che Le permette di accedere alle detrazioni fiscali ed al bonus mobili è l'installazione della grondaia. Infatti la Guida dell'AdE, ed. febbraio 2017, a pag. 31 scrive: "Grondaie: Nuova installazione o sostituzione con modifiche della situazione preesistente". Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Nicola
    Nicola
    Sabato 18 Marzo 2017, alle ore 10:35
    Sto realizzando un intervento di restauro e risanamento conservativo su immobile in centro storico.
    I lavori come da Permesso di costriire sono iniziati nel 2014 e sono ora nella fase conclusiva.
    Anno per anno sono stati portati in detrazione gli acconti pagati con bonifico alle varie imprese esecutrici nonché, quale bonus mobili, taluni importi corrisposti all'ebanista per arredi appositamente realizzati.
    Si tratta ora, appena completati i lavori, di provvedere all'arredamento di cucina e soggiorno.
    Potrò ricorre per tali spese (o parte di esse) al bonus mobili o la formula attualmente adottata per la proroga 2017 di tale beneficio ("lavori iniziati non prima del 1° gennaio 2016") me lo impedisce? 
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Nicola
      Domenica 19 Marzo 2017, alle ore 22:59
      La limitazione non riguarda i lavori che Lei sta eseguendo e che sono tutt'ora in corso.  Può usufruire del bonus mobili ed acquistare il resto dei mobili. Le rammento, però, che il tetto massimo di spesa ammesso è di complessivi €. 10.000,00 da non superare tra quelli già ordinati e quelli futuri tra la cucina ed il soggiorno. Cordiali saluti. 
      rispondi al commento
      • Nicola
        Nicola Pasquale
        Sabato 25 Marzo 2017, alle ore 12:44
        La ringrazio per la risposta.
        Desidero tuttavia significarle che ad abundantiam mi sono recato presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate per capire se anche da parte lo si perviene alle stesse conclusioni.
        Purtroppo ho dovuto riscontrare che la loro interpretazione pare essere strettamente letterale per cui attualmente a loro avviso il bonus mobili risulta connesso solo a lavori effettuati a partire dal 1° gennaio 2016. Resterebbe escluso ogni beneficio connesso a lavori iniziati prima di quella data ancorchè ancora in corso.
        Lei ha qualche elemento in più a supporto della sua tesi?
        Come lei capisce sarei felice se così fosse in quanto mi spiacerebbe resare escluso dai benefici ai quali pensavo legittimamente di poter accedere. 
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Nicola
          Martedì 28 Marzo 2017, alle ore 12:36
          Non è la prima volta che le regole vengono cambiate a partita iniziata, l'esempio più lampante che mi viene in mente è quello degli "esodati" del governo Monti che, poi, ci siamo accollati il mantenimento fino alla pensione. Nella fattispecie si stimano in oltre 130.000 che si trovano nella Sua stessa condizione, che per motivi diversi legati soprattutto all'approvazione di varianti in corso d'opera o veti posti dagli enti preposti ai vincoli per il rilascio del parere favorevole, si arriva ai tre anni canonici ed oltre. Comunque le associazioni di categoria hanno già presentato vari emendamenti in discussione in Commissione Bilancio per allargare le maglie della burocrazia e rendere il percorso regolare, rispetto ai tagli lineari fatti dal precedente goverso Renzi. Penso che alla fine si arriverà ad un risultato positivo come lo è stato in altre occasioni meno eclatanti rispetto a questa incresiosa situazione, con la solita circolare esplicativa dell'AdE. Cordiali saluti.
          rispondi al commento
  • Andreadonati
    Andreadonati
    Sabato 7 Gennaio 2017, alle ore 15:42
    Salve a tutti!
    Non mi è chiaro un aspetto della nuova Finanziaria. Mi spiego meglio: a breve rogitiamo per casa e inizieremo penso a febbraio lavori di ristrutturazione straordinaria. Oltre alla detrazione del 50% in tal senso mi chiedo se sarà possibile usufruire quella del 50% (fino a max 10.000 euro) riguardo l'acquisto di elettrodomestici e mobili. La nuova Finanziaria parla di detrazione in riferimento a lavori eseguiti nel 2016 ovvero iniziati nel 2016 e proseguiti nel 2017. L'intenzione del legislatore penso sia quella di mettere freno a chi ancora acquistava arredi ed elettrodomestici in riferimento a ristrutturazioni successive al 6 giugno 2013 (l'inizio della finestra diciamo). Ma ha senso penalizzare chi ristruttura e acquista mobili e arredi tutto nell'unico anno del 2017?
    rispondi al commento
  • Attilio
    Attilio
    Lunedì 5 Dicembre 2016, alle ore 16:03
    Ho una domanda in merito all'installazione di impianto di allarme.
    Ho eseguito dei lavori in casa per l'installazione dell'allarme, che prevedeva anche il passaggio di cavi e la creazione di apposite canaline nelle pareti per l'installazione dei sensori.
    Questi lavori mi danno accesso alla ristrutturazione edilizia ?
    Sulla fattura oltre al materiale installato, è necessario specificare in qualche modo che sono stati eseguiti dei lavori in muratura per il passaggio dei cavi ?
    Ho accesso in questo modo al bonus mobili ?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Attilio
      Mercoledì 7 Dicembre 2016, alle ore 08:46
      L'installazione dell'impianto di allarme, se accompagnato da opere edilizie, è ammesso ai benefici fiscali delle detrazioni del 50%, con la possibilità di accedere al bonus mobili, indipendentemente dal tipo d'intervento edilizio. La fattura deve chiaramente indicare il lavori eseguiti, compresi quelli edili. Cordiali saluti. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Attilio Viscido
        Attilio Viscido Pasquale
        Mercoledì 14 Dicembre 2016, alle ore 11:57
        Grazie Pasquale,nel mio caso l'elettricista mi ha eseguito la traccia nei muri con il passaggio dei corrugati e dei cavi, e quindi il ripristino delle pareti dopo l'installazione del mio tecnico di fiducia dell'impianto di allarme.
        Devo indicare questo in fattura ?
        La semplice creazione delle tracce mi da diritto ?
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Attilio Viscido
          Giovedì 15 Dicembre 2016, alle ore 10:22
          La fattura, oltre alle caratteristiche tecniche dell'allarme, deve indicare "... previa apertura di tracce, forature in muratura di ... e successiva chiusura con malta cementizia, compreso la tinteggiatura delle soffitte e pareti interessate dagll'intervento". L'AdE ha chiarito che l'installazione delle sole apparecchiature non dà diritto alle detrazioni. Cordiali saluti.
          rispondi al commento
  • Fblepri
    Fblepri
    Martedì 1 Novembre 2016, alle ore 17:27
    Salve, volevo innanzitutto fare un saluto a tutta la comunità prima della mia domanda.Sto girando in lungo e in largo il web per capire in maniera inequivocabile quali siano gli interventi che dando diritto alla detrazione ristrutturazioni del 50% e anche del bonus mobili, NON richiedono uno specifico titolo abilitativo o permesso?Ringrazio tutti coloro che avranno la bontà di rispondere.
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Fblepri
      Giovedì 3 Novembre 2016, alle ore 09:39
      Tutti gli interventi ammessi alle detrazioni fiscali del 50% li trova elencati nella Guida dell'AdE, aggiornamento Marzo 2016, alle pagg. 26, 27, 28 e 29. Fatta eccezione per la demolizione o lo spostamento di tramezzi interni e tutto quello che ricade sui lavori esterni (nuovi vani finestre, portafinestre,infissi, modifiche alle facciate, colori, ecc.) dove è richiesta la presentazione di una Cila, tutto il resto rientra tra gli interventi di "edilizia libera". Cordiali saluti.
      rispondi al commento
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