Atto di donazione e sua revoca

NEWS DI Proprietà15 Giugno 2009 ore 17:19
La donazione è il contratto col quale una parte arricchisce l'altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un'obbligazione.
donazione , revoca donazione , atto di donazione
Archivio Lavorincasa.it

L'atto di donazione è un contratto consensuale che si perfeziona nel momento in cui si forma la volontà concorde delle parti. Esso rientra tra gli atti di affidamento condiviso del codice civile.

Atto di donazione e sua revocaIn base all' art. 769 C.C., Libro Secondo Delle Successioni, la donazione è il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l'altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un'obbligazione.

Ecco alcuni stralci del Codice Civile sull'argomento.

Il donante deve avere la piena capacità naturale. In base all' art.775 C.C., la donazione, fatta da persona che, sebbene non interdetta, si provi essere stata per qualsiasi causa, anche transitoria, incapace di intendere o di volere al momento in cui la donazione è stata fatta, può essere annullata su istanza del donante, dei suoi eredi o aventi causa.

L'azione si prescrive in cinque anni dal giorno in cui la donazione è stata fatta.

Non possono fare donazione coloro che non hanno la piena capacità di disporre dei propri beni (Art. 774). È tuttavia valida la donazione fatta dal minore e dall'inabilitato nel loro contratto di matrimonio a norma degli articoli 165 e 166.
Le disposizioni precedenti si applicano anche al minore emancipato autorizzato all'esercizio di una impresa commerciale.

Atto di donazione e sua revocaL'unica eccezione che la legge ammette e che si possano fare delle donazioni in occasione delle nozze (donazioni obnuziali) ai discendenti dell'interdetto o dell'inabilitato perché fatte con l'assistenza di persone che esercitano la potestà o la tutela o la curatela per poter essere effettiva (Art. 782) la donazione deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullità.

Se ha per oggetto cose mobili, essa non è valida che per quelle specificate con indicazione del loro valore nell'atto medesimo della donazione, ovvero in una nota a parte sottoscritta dal donante, dal donatario e dal notaio.

L'accettazione può essere fatta nell'atto stesso o con atto pubblico posteriore.

In questo caso la donazione non è perfetta se non dal momento in cui l'atto di accettazione è notificato al donante.
Prima che la donazione sia perfetta, tanto il donante quanto il donatario possono revocare la loro dichiarazione.


La donazione può essere fatta anche a favore di chi è soltanto concepito (Art. 784), ovvero a favore dei figli di una determinata persona vivente al tempo della donazione, benché non ancora concepiti. L'accettazione della donazione a favore di nascituri, benché non concepiti, è regolata dalle disposizioni degli articoli 320 e 321.

Salvo diversa disposizione del donante, l'amministrazione dei beni donati spetta al donante o ai suoi eredi, i quali possono essere obbligati a prestare idonea garanzia. I frutti maturati prima della nascita sono riservati al donatario se la donazione è fatta a favore di un nascituro già concepito. Se è fatta a favore di un non concepito, i frutti sono riservati al donante sino al momento della nascita del donatario.

L'argomento in questione è vasto, sottolineiamo solo alcuni campi da tener presente in caso in cui si voglia revocare una donazione.

La donazioneAtto di donazione e sua revoca può essere revocata per ingratitudine o per sopravvenienza di figli (Art. 800)

La domanda di revocazione per ingratitudine non può essere proposta che quando il donatario ha commesso uno dei fatti previsti dai numeri 1, 2 e 3 dell'articolo 463, ovvero si è reso colpevole d'ingiuria grave verso il donante o ha dolosamente arrecato grave pregiudizio al patrimonio di lui o gli ha rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti ai sensi degli articoli 433 435 e 436. (Art. 801).

La domanda di revocazione per causa d'ingratitudine deve essere proposta dal donante o dai suoi eredi, contro il donatario o i suoi eredi, entro l'anno dal giorno in cui il donante è venuto a conoscenza del fatto che consente la revocazione.

Se il donatario si è reso responsabile di omicidio volontario in persona del donante o gli ha dolosamente impedito di revocare la donazione, il termine per proporre l'azione è di un anno dal giorno in cui gli eredi hanno avuto notizia della causa di revocazione (Art. 802).


Le donazioni, fatte da chi non aveva o ignorava di avere figli o discendenti legittimi al tempo della donazione, possono essere revocate per la sopravvenienza o l'esistenza di un figlio o discendente legittimo del donante. Possono inoltre essere revocate per il riconoscimento di un figlio naturale, fatto entro due anni dalla donazione, salvo che si provi che al tempo della donazione il donante aveva notizia dell'esistenza del figlio. (1)
La revocazione può essere domandata anche se il figlio del donante era già concepito al tempo della donazione.
(1) La Corte Costituzionale con sentenza 3 luglio 2000, n. 250 ha dichiarato l'illegittimità del presente comma nella parte in cui prevede che in caso di sopravvenienza di un figlio naturale la donazione possa essere revocata solo se il riconoscimento del figlio sia intervenuto entro due anni dalla donazione. (Art. 803)

L'azione di revocazione per sopravvenienza di figli deve essere proposta entro cinque anni dal giorno della nascita dell'ultimo figlio o discendente legittimo ovvero della notizia dell'esistenza del figlio o discendente, ovvero dell'avvenuto riconoscimento del figlio naturale.
Il donante non può proporre o proseguire l'azione dopo la morte del figlio o del discendente. (Art. 804)

Donazione e rovocaNon possono revocarsi per causa d'ingratitudine, né per sopravvenienza di figli, le donazioni remuneratorie e quelle fatte in riguardo di un determinato matrimonio. (Art. 805)

Revocata la donazione per ingratitudine o sopravvenienza di figli, il donatario deve restituire i beni in natura, se essi esistono ancora, e i frutti relativi, a partire dal giorno della domanda.

Se il donatario ha alienato i beni, deve restituirne il valore, avuto riguardo al tempo della domanda, e i frutti relativi, a partire dal giorno della domanda stessa. (Art. 807)

La revocazione per ingratitudine o per sopravvenienza di figli non pregiudica i terzi che hanno acquistato diritti anteriormente alla domanda, salvi gli effetti della trascrizione di questa.
Il donatario, che prima della trascrizione della domanda di revocazione ha costituito sui beni donati diritti reali che ne diminuiscono il valore, deve indennizzare il donante della diminuzione di valore sofferta dai beni stessi. (Art. 808)

riproduzione riservata
Articolo: Atto di donazione e sua revoca
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  • Elisaamadei
    Elisaamadei
    Venerdì 29 Settembre 2017, alle ore 09:08
    Salve,volevo un informazione su un atto notarile di vendita con la clausola di prendersi cura di questa persona fino alla sua morte. Se questa clausola non viene rispettata e il donatore è ancora in vita capace di intendere e volere può sciogliere questo atto? Se si come si può fare?  
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Elisaamadei
      Domenica 1 Ottobre 2017, alle ore 13:15
      Sì. Essendo un contratto condizionato può essere invalidato in qualsiasi momento proponendo istanza di revoca al Tribunale civile di competenza territoriale. Cordiali saluti.i
      rispondi al commento
      • Elisaamadei
        Elisaamadei Pasquale
        Giovedì 5 Ottobre 2017, alle ore 14:15
        Salve volevo chiederle un altra informazione,mia nonna(ancora in vita) ha 2 figli. La prima figlia nell' ultimo anno "si è presa cura di mia nonna" facendo credere a tutti che non c era più con la testa e la teneva chiusa in casa senza farla mai uscire,gli ha portato via documenti medici libretto della pensione(di cui c era anche il nome della figlia) patente carta d identità ecc.. Poi un giorno mia nonna riesce a chiedere aiuto a suo figlio e da lì parte una denuncia per aggressione con tanto di certificato medico dell' ospedale  perché la figlia ha aggredito la madre ottantenne. Ora mia nonna sta bene ha fatto la difida per la figlia in modo che non si può più avvicinare a lei , ma mia nonna chiede e vuole che sia degradata dal testamento per tutto quello che gli ha fatto passare,aggressione , furto di documenti personali e medici, e l ha lasciata senza un soldo. Quindi la domanda è :può fare un testamento davanti al notaio che lascia tutto al figlio per questi motivi? E degradare la figlia con tutte queste prove a lei In possesso? (In piu ora a prendersi cura della nonna è il figlio )
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Elisaamadei
          Venerdì 6 Ottobre 2017, alle ore 18:45
          E' l'art. 463 del codice civile a regolare la materia nei casi di "Indegnità a succedere".  Tutto questo non si verifica automaticamente con la diffida o le denunce per maltrattamenti del De Cujus, ma è necessaria proporre la domanda di parte in Tribunale ed una sentenza, costitutiva, che la accerti. Cordiali saluti.
          rispondi al commento
  • Gianna
    Gianna
    Sabato 10 Dicembre 2016, alle ore 06:33
    Ho ereditato la casa di proprietà di mio padre, lui iniziava ad avere i primi problemi con l'alzheimer al momento della donazione ma aveva fatto regolare testamento olografo circa 4 anni prima.
    Può mia sorella alla morte di nostro padre impugnare tale donazione non essendo stata lesa assolutamente la sua quota?
    rispondi al commento
  • Yannay69
    Yannay69
    Martedì 22 Marzo 2016, alle ore 13:02
    Nel 2004 o donato la metà del mio appartamento a mio marito.Posso revocare e riprendere in dietro la mia metà?
    rispondi al commento
  • Annaritaantonacci
    Annaritaantonacci
    Mercoledì 16 Settembre 2015, alle ore 11:57
    Ho il medesimo problema di Calogero posso avere risposta ?
    rispondi al commento
  • Calogero2000
    Calogero2000
    Giovedì 29 Gennaio 2015, alle ore 08:35
    Buongiornoho ricevuto 10 anni fa in donazione da mia zia un immobile, volevo sapere se era possibile revocarla. Io e mia zia siamo d'accordo sull'annullamento della donazione. Come possiamo fare?Spero in una vostra risposta celere.Cordiali saluti.
    rispondi al commento
  • Lumomi
    Lumomi
    Venerdì 5 Dicembre 2014, alle ore 09:27
    Buongiorno.Mi trovo in questa situazione un anno fa muore mio papà senza testamento restiamo mia madre mio fratello e io si decide di lasciare alla madre credo con donazione dopo due mesi mi accorgo che mio fratello gestilsce i soldi di mamma e il resto avviso subito che l immobile che non era ancora terminata la procedurenonlo dono.posso chiede la revoca anche dei titoli e del contante ora su un conto corrente con le tre firme?
    rispondi al commento
  • Coolrunning
    Coolrunning
    Martedì 19 Agosto 2014, alle ore 07:13
    Buongiorno , vorrei un informazione , mio padre 6 mesi fa ha fatto una donazione verso i suoi fratelli di un terzo di cascinale e di un terzo di appartamento ( la parte ricevuta in eredità da mia nonna ) ora lui si è pentito di ciò che ha fatto , e vorrebbe far annullare la donazione , in quanto sua sorella vorrebbe entrare ad abitare nella zona del cascinale ove abito io ora . cosa può fare ?????? o cosa io posso fare ???grazie
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Coolrunning
      Giovedì 28 Agosto 2014, alle ore 16:16
      La legge disposne che la domanda di revoca può essere inoltrata per causa d'ingratitudine. Ne ha facoltà sia il donante o dai suoi eredi, contro il donatario o i suoi eredi, entro l'anno dal giorno in cui il donante è venuto a conoscenza del fatto che consente la revocazione. L'altra ipotesi è quella in cui Lei deve impugnare la donazione fatta da Suo padre contestandogli gli effetti legali. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Fabio Sampaolesi
    Fabio Sampaolesi
    Martedì 23 Luglio 2013, alle ore 08:05
    Per la revoca di una donazione serve il notaio?
    Grazie.
    rispondi al commento
    • Pasquale E.
      Pasquale E. Fabio Sampaolesi
      Mercoledì 24 Luglio 2013, alle ore 22:20
      Per Fabio Sampaolesi: La domanda di revoca della donazione, a seconda della forma, deve avvenire nei tempi stabiliti dalla legge e nelle opportune sedi.
      Solitamente l'impugnazione avviene in Tribunale motivando al giudice la causa di revoca.
      Raramente avviene con un atto notarile.
      rispondi al commento
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