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Prima dell'arrivo dell'inverno è bene programmare alcuni interventi di manutenzione che aiutino ad affrontare correttamente i mali di stagione pronti a colpire la nostra casa.Nelle regioni italiane più interessate dalle precipitazioni nevose, l'incidenza dei tetti a falda sul panorama edilizio è di certo molto superiore che nelle altre, dove la copertura piana a terrazza è più diffusa e spesso ospita alcuni locali tecnici e di servizio, come lavatoi e stenditoi.
Il dimensionamento della struttura del tetto deve tenere in debito conto del carico di neve che viene stimato, attraverso determinati coefficienti, in base alla località, all'altitudine sopra il livello del mare e alla conformazione della zona, se riparata o esposta al vento, nella quale l'immobile si trova.
Il manto superiore in tegole può poi possedere diverse caratteristiche estetiche e tecnologiche, tra le quali è necessario scegliere a seconda delle specifiche prestazioni delle quali vogliamo dotare la nostra copertura.
Un'opzione interessante per i climi freddi è rappresentata dalle tegole paraneve, prodotto innovativo ideato e distribuito da Wierer, marchio altoatesino BMI Italia
Il principio su cui si basa il funzionamento di questo elemento di copertura è semplice e consiste nell'introduzione, nel suo profilo tradizionale a onda, di una piccola protuberanza in grado di frenare la caduta della coltre nevosa, trattenendola in sicurezza, ben compatta, sulla superficie del tetto.
In questo modo, eventuali pericolosi scivolamenti e cadute dall'alto della massa sono scongiurati.
Al contempo, però, è necessario che sia garantito un adeguato livello di sicurezza anche alla resistenza del tetto stesso, che non deve subire danni o deterioramenti dovuti allo stazionamento del carico di neve.
A questo proposito si possono fare delle considerazioni in merito alla conformazione geometrica della falda, elemento chiave nel determinare l'importanza dell'incidenza del carico nevoso.
La situazione più critica è associata a una pendenza inferiore ai 30° rispetto alla linea orizzontale d'imposta; in questo caso il tetto è pressoché assimilato a una terrazza, sulla cui superficie la neve tende ad accumularsi a più riprese, assecondando la successione delle precipitazioni.
Più frequentemente, invece, abbiamo a che fare con falde inclinate tra i 30° e i 60° ed è proprio qui che le tegole paraneve hanno motivo di essere impiegate.
L'ultimo caso, infine, riguarda tetti fortemente pendenti, oltre i 60°, nei quali il carico della neve viene trascurato perché non si ritiene possibile che il manto vi attecchisca.
In una tegola Wierer, dunque, la presenza del nasello paraneve, in cemento o alluminio, è sempre accompagnata da una garanzia di 30 anni sulle caratteristiche di resistenza al ciclo gelo/disgelo, al carico di rottura a flessione e alla penetrazione dell'acqua, qualità che ritroviamo, a prescindere dal colore e dalla finitura superficiale, in tutti i prodotti della gamma: Coppo di Borgo, Doppia Romana e Coppo di Grecia, solo per dirne alcuni.
La sicurezza di un adeguato riscontro in opera di tutte le prestazioni insite negli elementi del manto deriva da una loro corretta posa.
Questa è ottenibile seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate nelle schede tecniche, disponibili per il download sul sito aziendale; le segnalo e ne consiglio l'attenta lettura per approfondire l'argomento.
Frenare la caduta della neve è un compito che si prefiggono anche le tegole della ravennate Ceprano Coperture.
Portoghesi o marsigliesi, piatte e di ingombro ridotto, recano all'estradosso una protuberanza che frena l'avanzata e la caduta del manto verso il basso e ne consente, dopo il lento e naturale scioglimento, il deflusso come acqua attraverso il regolare sistema di gronde e pluviali.
Perché tutto funzioni come previsto, è necessario seguire quanto riportato nel fascicolo La corretta posa in opera dei manti di copertura in laterizio, redatto da ANDIL Assolaterizi e scaricabile liberamente dal sito della Ceprano Coperture.
Indispensabile per gli elementi fermaneve è la chiodatura ai listelli di supporto attraverso il foro già predisposto che va successivamente sigillato in modo accurato, per evitare che entrino acqua e aria indesiderate.
Nella stessa dispensa è possibile visionare alcuni schemi di posa ricorrenti, ai quali fare riferimento adeguandoli alla specifica circostanza di cantiere.
Nella gamma dei prodotti Pica, infine, segnalo la presenza della tegola fermaneve Olandese alto.
In sezione presenta la piacevole combinazione di una parte piana e di una convessa, meno arcuata rispetto a quella portoghese classica.
Il consueto nasello impedisce la caduta della massa nevosa e assolve a funzioni pratiche senza perderne in termini di qualità estetica.
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