|
Quando in una vecchia abitazione si scopre della ruggine sulle putrelle, la prima domanda che sorge spontanea riguarda la tenuta dell'intero solaio.
Si tratta di una situazione che si presenta spesso negli edifici costruiti tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, quando i solai in ferro e tavelloni erano la soluzione più diffusa per le abitazioni.
Putrelle di un solaio arrugginite - Gemini
Il metallo, con il passare dei decenni, può però subire un degrado progressivo, soprattutto in presenza di umidità.
Capire quando l'ossidazione è soltanto estetica e quando intacca la sezione resistente dell'acciaio è il vero punto di partenza per intervenire con la giusta tempestività.
Le putrelle in acciaio sono state a lungo utilizzate come travi portanti, annegate tra i tavelloni e protette soltanto da un sottile strato di intonaco.
Quando l'acqua riesce a raggiungerle, il processo di ossidazione ha inizio e non si arresta più da solo.
Le infiltrazioni dal tetto, le perdite degli impianti idrici e la condensa nei locali poco ventilati sono i responsabili più frequenti.
Anche i bagni e le cucine, dove l'umidità è costante, rappresentano ambienti particolarmente a rischio.
Un ruolo importante lo giocano poi gli ambienti marini, dove la salsedine accelera sensibilmente la corrosione dell'acciaio nel corso degli anni.
L'età dell'edificio incide in modo determinante sul modo in cui la corrosione influisce sulla sicurezza.
Le strutture realizzate nel dopoguerra venivano calcolate con criteri meno prudenti di quelli attuali e con margini di sicurezza spesso ridotti.
Se a questo si aggiunge la perdita di sezione dovuta all'ossidazione, il margine rimasto può diventare davvero esiguo.
Putrella di un solaio arrugginita - Gemini
Contano anche gli interventi eseguiti nel tempo: massetti più spessi, nuovi pavimenti in gres o tramezzi aggiunti hanno incrementato i carichi originari.
Una struttura nata per sostenere un determinato peso si ritrova così a portarne uno maggiore, con un acciaio ormai meno efficiente di un tempo.
Il primo indizio è quasi sempre visibile a occhio nudo, osservando con attenzione il soffitto del locale sottostante.
Le macchie color ruggine, che spesso seguono un andamento lineare, indicano la posizione esatta della trave metallica nascosta.
Questo accade perché l'ossido migra attraverso l'intonaco e lo macchia dall'interno.
Altri segnali sono le scrostature della pittura, le bolle sulla superficie e le piccole fessure parallele all'asse della trave.
Si tratta di manifestazioni che non vanno mai sottovalutate, anche quando sembrano di lieve entità.
Un controllo periodico, magari dopo ogni stagione piovosa, permette di cogliere eventuali variazioni nel tempo e di intervenire subito.
Nei solai in laterizio, uno dei fenomeni più temuti è lo sfondellamento.
Consiste nel distacco della parte inferiore dei tavelloni, che cade improvvisamente sotto forma di frammenti di varie dimensioni.
Quando la corrosione dell'acciaio genera ossido, il volume del metallo aumenta e spinge contro il laterizio circostante.
Questa pressione, a lungo andare, fa cedere la parte più sottile del laterizio, il cosiddetto fondello.
Sfondellamento putrella arrugginita - Gemini
Il rischio principale è per l'incolumità delle persone, perché i frammenti possono staccarsi senza alcun preavviso.
Per questo motivo, se si notano rigonfiamenti o distacchi dell'intonaco, è bene non sostare sotto la zona interessata fino a verifica.
Non tutte le ossidazioni hanno lo stesso peso sulla sicurezza dell'edificio.
Una patina superficiale di colore rossastro, che si rimuove con una spazzola metallica, non compromette di per sé la capacità portante.
Diverso è il caso della corrosione per vaiolatura o a strati, in cui il metallo si sfalda e perde progressivamente spessore.
In questa situazione la sezione resistente si riduce, e con essa si riduce anche la capacità della trave di sostenere i carichi.
Un segnale preoccupante è la presenza di scaglie spesse, che si staccano a lamelle lasciando il ferro assottigliato e butterato.
Solo un'ispezione diretta può chiarirlo.
Quando l'acciaio perde resistenza, il solaio può iniziare a deformarsi in maniera visibile.
Un primo campanello d'allarme è l'inflessione al centro della campata, cioè la cosiddetta freccia.
Si può verificare con un semplice filo teso o con una livella laser, confrontando il soffitto con una linea perfettamente orizzontale.
Crepa su putrella arrugginita - Gemini
Anche le crepe ai muri vicini, soprattutto se oblique o in prossimità degli appoggi delle travi, meritano la massima attenzione.
Altri indizi sono porte e finestre che non chiudono più bene e pavimenti che sembrano avere perso la planarità originaria.
Più sintomi compaiono insieme, più è probabile che il problema sia serio.
Se il solaio presenta una controsoffittatura, l'ispezione diretta delle travi richiede di rimuovere alcuni pannelli o di aprire dei piccoli varchi.
Prima di farlo occorre accertarsi che l'area sottostante sia libera da persone e da arredi di valore.
Con una torcia e uno specchietto da ispezione si può osservare lo stato dell'ala inferiore, che è la parte più esposta.
Un cacciavite o un martelletto leggero possono servire per un primo test: un suono sordo o uno sfaldamento del materiale indicano un degrado avanzato.
Si tratta comunque di una verifica sommaria, che non può sostituire il parere di un tecnico esperto.
Per quantificare con precisione il danno esistono diverse indagini non distruttive, scelte dal tecnico in base al caso.
La misura degli spessori con strumenti a ultrasuoni consente di sapere quanto metallo è rimasto nella sezione della trave.
In alternativa si eseguono dei saggi diretti, ovvero piccole aperture nell'intonaco e nei laterizi per osservare l'acciaio da vicino.
Prova diagnostica su putrella - Gemini
La prova di carico permette poi di verificare il comportamento reale del solaio sotto sforzo.
I dati raccolti vengono confrontati con i valori di progetto, così da stabilire se la struttura possieda ancora davvero un margine di sicurezza adeguato rispetto alle attuali norme tecniche.
Di fronte a un sospetto indebolimento strutturale, la figura di riferimento è l'ingegnere strutturista.
Sarà lui a stabilire il piano delle indagini, a redigere una relazione tecnica e a indicare gli interventi più adatti.
Nei condomini la segnalazione deve essere comunicata all'amministratore, poiché le travi portanti rientrano tra le parti comuni dell'edificio.
Nelle abitazioni vincolate o di interesse storico, può essere necessario coinvolgere anche la Soprintendenza.
Affidarsi a operatori improvvisati rischia di produrre danni peggiori del problema iniziale, con costi che a quel punto lievitano parecchio.
Una diagnosi accurata, al contrario, permette di calibrare l'intervento sulle reali necessità dell'intero edificio.
Quando la corrosione è limitata, si procede con la pulizia dell'acciaio tramite sabbiatura o spazzolatura meccanica.
Successivamente si applicano un convertitore di ruggine e una vernice protettiva anticorrosione, in grado di sigillare il metallo.
Se la sezione risulta invece ridotta, è possibile rinforzare le putrelle saldando piatti o profilati d'acciaio di integrazione.
Intervento di ripristino su putrella - Gemini
Un'alternativa moderna è l'impiego di lamine in fibra di carbonio, leggere e poco invasive, da incollare con resine epossidiche.
Nei casi più gravi si ricorre alla sostituzione della trave o alla realizzazione di una soletta collaborante con connettori, che ridistribuisce i carichi.
Parallelamente si risanano le cause dell'umidità.
Finché la situazione non è stata valutata, è prudente evitare di aggiungere carichi sul piano di calpestio.
Librerie stracolme, casseforti, vasche idromassaggio o macchinari pesanti non dovrebbero essere collocati nella stanza interessata.
È opportuno inoltre non effettuare di propria iniziativa tagli, forature o demolizioni nei pressi delle travi.
Se si nota un distacco di intonaco, conviene recintare o transennare l'area e chiamare subito un tecnico.
Non va dimenticato che un solaio d'epoca, anche con qualche macchia di ruggine, può essere ancora perfettamente affidabile.
A fare la differenza è sempre la verifica puntuale delle condizioni reali dell'acciai in questione, mai la semplice impressione.
|
|