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Quando sotto un terrazzo compaiono aloni, efflorescenze, intonaco gonfio o gocce lungo il frontalino, è naturale concentrare l'attenzione sul punto nel quale l'acqua diventa visibile.
In realtà il percorso può iniziare molto più lontano.
Il bordo del terrazzo è una zona particolarmente delicata perché qui terminano o cambiano direzione molti strati: pavimentazione, massetto, impermeabilizzazione, eventuale isolamento, soletta, parapetto e rivestimento della facciata.
Cortile esterno impermeabilizzato - Volteco Spa
Una piccola discontinuità nel raccordo tra impermeabilizzazione e parapetto può far entrare acqua sotto le piastrelle.
Da lì il liquido può muoversi nel massetto, raggiungere il bordo della soletta e comparire sul frontalino diversi metri più avanti rispetto al punto d'ingresso.
Per questo l'infiltrazione dal bordo del terrazzo deve essere affrontata come un problema di sistema.
Rifare soltanto l'intonaco deteriorato o sigillare il punto nel quale gocciola raramente permette di stabilire se la causa sia stata realmente eliminata.
Il primo controllo riguarda il modo in cui l'acqua si muove sulla superficie del terrazzo.
La pavimentazione deve accompagnarla verso gli scarichi previsti senza creare ristagni persistenti lungo parapetti, soglie e bordi.
Una contropendenza apparentemente modesta può concentrare una grande quantità di acqua contro il perimetro durante un temporale, dove fughe, sigillature e raccordi rimangono immersi più a lungo rispetto alle condizioni per le quali erano stati pensati.
È quindi utile osservare il terrazzo durante una pioggia, individuando le zone nelle quali l'acqua rimane ferma.
Il problema può trovarsi anche negli scarichi: foglie, terra e depositi riducono la capacità di bocchettoni e canalette, e l'acqua sale di livello raggiungendo parti del bordo normalmente poco sollecitate.
Una delle interpretazioni più frequenti consiste nell'attribuire l'infiltrazione alle fughe deteriorate e nel rifarle pensando di avere risolto il problema.
Fughe aperte o degradate meritano manutenzione, perché consentono all'acqua di raggiungere più facilmente gli strati sottostanti.
Tuttavia la pavimentazione ceramica e la stuccatura non costituiscono normalmente l'unico sistema deputato alla tenuta del terrazzo.
Sotto il rivestimento dovrebbe esistere una stratigrafia capace di gestire l'acqua anche quando una certa quantità supera le fughe.
Se il sistema impermeabile è discontinuo, il rifacimento delle sole fughe può ridurre temporaneamente l'ingresso ma lascia intatto il punto debole.
La presenza di piastrelle staccate, efflorescenze nelle fughe o zone che rimangono umide molto a lungo può suggerire che acqua sia già presente nel sottofondo.
Prima di sovrapporre nuove sigillature conviene quindi capire lo stato degli strati inferiori.
Una impermeabilizzazione efficace non dovrebbe terminare semplicemente contro la base del parapetto.
Il passaggio dal piano orizzontale alla superficie verticale deve essere progettato affinché l'acqua non possa raggiungere la muratura attraverso il raccordo.
Questa zona è sottoposta anche a movimenti differenti: soletta, massetto, parapetto e pavimentazione possono deformarsi in modo non perfettamente identico, e un raccordo troppo rigido può fessurarsi proprio nell'angolo.
Impermeabilizzazione su tetto - Volteco Spa
Nei terrazzi esistenti il difetto può rimanere nascosto sotto battiscopa o rivestimenti verticali, e una sigillatura superficiale deteriorata non permette di sapere automaticamente in quali condizioni si trovi l'impermeabilizzazione dietro.
Particolare attenzione meritano i punti nei quali il parapetto cambia direzione, incontra un pilastro o si collega alla facciata: sono nodi tridimensionali nei quali una membrana posata senza adeguati raccordi può risultare più vulnerabile.
Il parapetto viene spesso considerato soltanto una protezione laterale, ma dal punto di vista delle infiltrazioni è una parte della superficie esposta alle intemperie.
L'acqua che raggiunge la sommità deve essere allontanata attraverso una copertina correttamente realizzata.
Giunti aperti, elementi fessurati o pendenze sfavorevoli possono consentire alla pioggia di entrare nella muratura, scendere all'interno del parapetto e raggiungere la soletta: il danno appare quindi sul frontalino, pur avendo origine diversi centimetri più in alto.
La copertina deve inoltre impedire che l'acqua ritorni sulle facce verticali: il bordo sporgente e il relativo gocciolatoio servono a interrompere il percorso della goccia.
Quando il distacco non funziona, la pioggia scorre continuamente sulla superficie esterna, lasciando colature e aumentando la bagnatura dell'intonaco.
Un gocciolatoio esistente può perdere efficacia anche dopo lavori di facciata: rasature, pitture o nuovi rivestimenti possono ridurre o riempire la scanalatura che originariamente separava l'acqua dalla parete.
Le ringhiere fissate sopra il parapetto o sul piano del terrazzo introducono punti di ancoraggio che devono essere progettati con particolare attenzione.
Quando i montanti attraversano la pavimentazione e raggiungono la struttura sottostante, ogni fissaggio rappresenta una potenziale discontinuità.
Prodotti applicati su tetto - Volteco Spa
Una sigillatura esterna applicata attorno alla piastra può deteriorarsi con i movimenti, l'esposizione solare e l'invecchiamento.
Se sotto non esiste un dettaglio di impermeabilizzazione coerente, l'acqua può seguire bulloni e fori verso gli strati inferiori.
Negli edifici esistenti, aloni localizzati proprio sotto un montante meritano un controllo mirato: non significa che il fissaggio sia certamente la causa, ma la coincidenza è significativa.
Intervenire sugli ancoraggi di una ringhiera riguarda anche la sicurezza dell'elemento e non dovrebbe essere affidato a riparazioni improvvisate con solo sigillante.
Il punto in cui il terrazzo incontra una portafinestra concentra diverse esigenze difficili da conciliare: continuità tra interno ed esterno, tenuta alla pioggia, isolamento termico e corretta evacuazione dell'acqua.
Una soglia molto bassa riduce il margine tra pavimentazione esterna e serramento: se la pendenza convoglia acqua verso la porta oppure uno scarico si ostruisce, il nodo viene rapidamente sollecitato.
L'impermeabilizzazione del terrazzo deve raccordarsi al sistema della soglia in modo continuo.
Non è sufficiente accostare le piastrelle al telaio e riempire la fuga con silicone.
Il sigillante visibile può svolgere una funzione importante, ma rimane un elemento soggetto a manutenzione e non dovrebbe costituire la protezione principale.
Quando l'infiltrazione compare negli angoli inferiori di una portafinestra, bisogna controllare anche pendenza esterna, scarichi e impermeabilizzazione laterale.
Quando l'intonaco sul bordo verticale del terrazzo si gonfia o cade, si tende a pensare che il frontalino sia permeabile alla pioggia.
Può accadere, ma molto spesso l'acqua arriva dall'alto.
L'umidità presente nel massetto o nella soletta raggiunge il bordo e trova nell'intonaco esterno una superficie attraverso la quale evaporare.
Efflorescenze e distacchi diventano così visibili proprio sulla fascia verticale.
Rifare il frontalino con una pittura più impermeabile può addirittura ridurre la possibilità di asciugatura senza eliminare l'acqua interna: il controllo deve partire dalla superficie calpestabile, dal raccordo perimetrale e dalle copertine.
Se il terrazzo è realizzato in calcestruzzo armato e il distacco ha esposto ferri ossidati, il problema non è più soltanto estetico: la corrosione delle armature e il ripristino del copriferro devono essere valutati tecnicamente.
Anche con una impermeabilizzazione integra, il bordo deve gestire correttamente l'acqua che scorre sulla superficie esterna.
Quando la goccia raggiunge il margine del terrazzo deve staccarsi prima di arrivare all'intradosso.
Una scanalatura insufficiente, un profilo deteriorato o una geometria arrotondata possono consentire all'acqua di seguire per adesione la faccia inferiore: compaiono così colature scure, muschi e degrado dell'intonaco lungo il bordo.
Tetto impermeabilizzato - Volteco Spa
Questo fenomeno è differente da una infiltrazione attraverso la soletta, anche se i due problemi possono coesistere.
Una osservazione durante la pioggia aiuta molto.
Se si vede l'acqua girare fisicamente sotto il bordo, il gocciolatoio deve essere controllato.
Se invece l'intradosso si bagna dall'interno senza un percorso superficiale evidente, bisogna indagare la stratigrafia.
Un terrazzo non è una superficie perfettamente monolitica.
Esistono giunti, raccordi con pareti, cambi di materiale e spesso riparazioni realizzate in momenti differenti: queste discontinuità devono permettere i movimenti previsti senza aprire vie d'acqua.
Un giunto elastico deteriorato può separarsi dai bordi e creare una fessura sottile ma continua, attraverso la quale la pioggia raggiunge rapidamente gli strati inferiori.
Il problema è particolarmente importante lungo il perimetro, dove la pavimentazione incontra parapetti e facciata.
La manutenzione dei giunti va considerata parte normale della vita del terrazzo.
Applicare nuovo sigillante sopra quello ormai distaccato difficilmente produce una riparazione affidabile: il supporto deve essere preparato e il giunto ricostruito con un materiale compatibile con la funzione richiesta.
La cronologia dell'infiltrazione è uno degli strumenti diagnostici più efficaci.
Se l'alone compare quasi immediatamente durante una pioggia, il percorso può essere relativamente diretto: una fessura, una soglia o un raccordo molto vicino.
Se diventa evidente diverse ore dopo la fine del temporale, l'acqua può avere saturato il massetto e percorso lentamente la stratigrafia; un danno che si manifesta soltanto dopo giorni di precipitazioni suggerisce invece accumulo progressivo.
Anche la direzione del vento conta: una infiltrazione che compare soltanto con pioggia proveniente da un determinato lato indirizza l'attenzione verso parapetti, giunti e serramenti di quel prospetto.
Conviene documentare il fenomeno prima che la superficie si asciughi, con fotografie e riferimenti sulla posizione della macchia.
Bagnare contemporaneamente tutta la superficie con un tubo difficilmente consente di capire dove sia il difetto.
Quando una prova d'acqua è necessaria, va organizzata per zone, partendo da un raccordo specifico e ampliando progressivamente l'area, lasciando il tempo necessario per osservare l'eventuale risposta nella parte sottostante.
La procedura deve evitare pressioni irrealistiche: un getto diretto contro soglie e giunti può forzare acqua dove una normale pioggia non arriverebbe.
Lo scopo non è dimostrare che con abbastanza acqua qualsiasi punto può perdere, ma ricostruire il percorso reale dell'infiltrazione.
Una infiltrazione può diffondersi sotto la pavimentazione molto oltre l'alone visibile: gli strumenti di misura possono aiutare a mappare le aree più umide.
Se il difetto è realmente circoscritto e il resto dell'impermeabilizzazione è in buone condizioni, può essere possibile intervenire localmente: un raccordo laterale deteriorato, una soglia eseguita male o un singolo attraversamento possono essere aperti e ricostruiti, a patto di avere sufficiente certezza che la causa sia effettivamente localizzata.
Quando invece l'acqua compare in più zone, le piastrelle mostrano numerosi distacchi, il massetto è diffusamente umido o l'impermeabilizzazione è arrivata al termine della propria funzionalità, una successione di piccole riparazioni può diventare poco razionale.
L'intervento deve allora considerare l'intera stratigrafia: rifare soltanto la pavimentazione senza verificare ciò che si trova sotto significa perdere l'occasione di risolvere il problema alla radice.
Si può considerare un terrazzo nel quale il frontalino presenta un distacco localizzato vicino a un angolo.
La pavimentazione superiore è integra e non mostra fughe deteriorate: per questo viene riparato l'intonaco del bordo, ma dopo alcuni mesi la macchia ricompare.
Durante una pioggia si nota che il giunto tra due elementi della copertina del parapetto rimane pieno d'acqua: una piccola discontinuità permette alla pioggia di entrare nella muratura, scendere fino alla soletta e raggiungere il frontalino nel punto più favorevole all'evaporazione.
Impermeabilizzare soltanto il bordo inferiore non avrebbe potuto risolvere il fenomeno: il percorso doveva essere seguito verso l'alto fino alla sua origine.
Un comportamento analogo può avvenire in corrispondenza di un montante della ringhiera o dell'angolo di una soglia: il punto che gocciola indica dove l'acqua esce, non necessariamente dove è entrata.
Un primo esame può essere svolto senza opere invasive osservando il terrazzo dopo la pioggia.
È utile verificare dove ristagni l'acqua, se gli scarichi siano liberi, se le copertine presentino giunti aperti e se il gocciolatoio riesca a separare l'acqua dal bordo.
Si possono controllare visivamente le sigillature intorno a soglie e ringhiere e osservare se esistano piastrelle fessurate o fughe molto deteriorate.
Lavori su terrazzo - Volteco Spa
Queste operazioni non richiedono la rimozione casuale delle piastrelle.
Quando invece è necessario verificare l'impermeabilizzazione, le condizioni della soletta o i fissaggi del parapetto, l'indagine deve essere affidata a personale competente: anche l'accesso ai bordi esterni di terrazzi posti in quota richiede adeguate misure di sicurezza.
L'intervento dovrebbe partire dal punto attraverso il quale l'acqua raggiunge la stratigrafia, non dalla superficie sulla quale compare l'alone.
Per eseguire una corretta impermeabilizzazione di un terrazzo, è necessario trovare una soluzione che sia in grado di fornire la massima impermeabilità possibile. Questo, poichè gli agenti atmosferici possono mettere a dura prova certi elementi.
Utilizzare questa soluzione, permetterà di predisporre una superficie adeguata a garantire il deflusso dell'acqua senza infiltrazioni nei locali sottostanti.
L'azienda Volteco Spa si occupa, a questo proposito, di perseguirà la soluzione indicata tramite prodotti interni al proprio catalogo quali l'impermeabile bicomponente Aquascud System 430, la banda coprigiunto Garvo e la banda coprifilo targata Aquascud Join Bt.
Il processo di impermeabilizzazione di un balcone risulta essere piuttosto simile a quanto scritto sopra. Infatti, un balcone può essere impermeabilizzato grazie a dei rivestimenti flessibili e con capacità di fare ponte sulle fessure.
Terrazzo impermeabilizzato - Volteco Spa
Grazie a questi due presupposti, sarà possibile intervenire in maniera efficace su questa problematica.
A questo proposito, aziende come Volteco Spa offrono tra i loro prodotti soluzioni come il rivestimento protettivo Sanofer e il premiscelato cementizio FIBROeRASO.
Trovare la causa di un'infiltrazione nel bordo terrazzo, è possibile tramite alcune operazioni preliminari. Innanzitutto, tramite un'accurata ispezione visiva che permetta di individuare crepe nell'intonaco esterno, e molto altro ancora.
Si possono poi effettuare alcune prove con dei liquidi traccianti, i quali possono poi presentare l'entità della macchia comparsa in precedenza.
Terrazzo - Volteco Spa
Una volta applicati questi metodi di valutazione, si possono adottare le soluzioni proposte da aziende come Volteco per impermeabilizzare un terrazzo, un balcone e molti altri elementi ancora.
Per impermeabilizzare in modo efficace e duraturo i terrazzi e i balconi delle vostre abitazioni, bisogna affidarsi a specialisti del settore come Volteco, che offre soluzioni efficaci con prodotti di alta qualità.
In questo modo sarà possibile risolvere in modo definitivo il problema dell'impermeabilizzazione, va specificato che tutti gli interventi possono anche essere dotati di polizza assicurativa postuma.
Gli installatori che fanno parte del Team H2Out, il network in cui sono iscritte le imprese specializzate che hanno effettuato un percorso formativo ed esperienziale sulle tecnologie e sulle metodologie applicative dei prodotti Volteco, possono proporre sul mercato la polizza Rimpiazzo Opere stipulata con Reale Mutua di Assicurazioni.
Volteco punta a finalizzare il know how maturato nel campo dell'impermeabilizzazione e protezione, arrivando alla creazione di una vasta gamma di prodotti, concepiti per la migliore soluzione ai problemi di impermeabilizzazione e contenimento dell'acqua.
Le soluzioni proposte da Volteco sono studiate sia per strutture interrate che per strutture in superficie e sono facilmente attuabili grazie alla una presenza tecnica e commerciale su tutto il territorio nazionale, gestita dalla sede di Treviso.
Offre un servizio tecnico di qualità, consigliando i propri clienti dal progetto all'esecuzione.