Controsoffitti da recuperare

NEWS DI Tetti e coperture26 Maggio 2014 ore 10:19
Come intervenire per recuperare l'efficienza di un vecchio controsoffitto, costituito da stuoie di cannucce rifinito con intonaco di calce idrata, senza smontarlo.

Controsoffitti storici


Nelle vecchie abitazioni costruite nei secoli passati, era di frequente impiegata una tecnica costruttiva con la quale venivano realizzati a completamento della realizzazione delle strutture orizzontali costituite da solai in legno, dei veri e propri controsoffitti artistici, decorati anche in maniera prestigiosa.

Interno di abitazione con soffitto decoratoIl supporto su cui venivano realizzati tali affreschi, era costituito da stuoie di canne legate tra loro con del filo e ancorate alla struttura in legno soprastante, mediante dei chiodi quasi sempre di forma quadrata.

Sui pannelli di canne così realizzati, veniva steso un intonaco di calce naturale avente una consistenza piuttosto liquida, al fine di far penetrare lo stesso tra gli interstizi delle canne, realizzando così una sorta di struttura armata costituita da elementi naturali.

Chi abita in una casa costruita nel XVII o XVIII secolo, può verificare facilmente la presenza di una tale struttura, in molte regioni più diffusa di altre come la Liguria.

Un controsoffitto così composto, in cui le canne palustri costituiscono la struttura prevalente mentre l'intonaco ne costituisce il semplice rivestimento , risulta molto resistente e termicamente valido, ma come tutte le cose costruite, risente del passare degli anni, manifestando diversi stati di usura come distacchi, bucature, avvallamenti, ecc..


Controsoffitti e metodi di recupero


Le manifestazioni più frequenti che annunciano anomalie nel rivestimento in questione, vanno da piccoli avvallamenti localizzati, sfondamenti improvvisi in zone isolate, fino ad improvvisi distacchi di superfici anche di grosse dimensioni.

Controsoffitto con cannucce deterioratoI metodi d'intervento per agire con cognizione di causa, dipendono da diversi fattori, innanzitutto occorre verificare l'importanza del controsoffitto da trattare, infatti se esso riveste particolare importanza all'interno di un complesso architettonico, soggetto a vincoli, vanno impiegati dei metodi di indagine poco invasivi ma più sofisticati del solito, per stabilire lo stato di salute del controsoffitto e le cause che ne compromettono la tenuta, senza alterare lo stato dei luoghi.

A tal proposito, esistono delle metodiche come l'indagine termografica, ultrasonica, e topografica capaci di interpretare e individuare le cause di manifestazioni come distacchi di intonaco , deformazioni e avvallamenti su larga scala, consentendo così di predisporre un piano di intervento mirato e teso alla conservazione dell'elemento architettonico nel suo insieme.

Particolare stuoia in canne lacustriNei casi più semplici e più frequenti, capita di notare delle deformazioni che non hanno causato la rottura del rivestimento, ma ne hanno modificato solamente la giacitura a causa di un distacco di un supporto o del cedimento di parte della stuoia di canne a seguito del deterioramento di alcune di esse.

In questi casi, occorre cercare di riportare il controsoffitto nella sua posizione originaria, senza danneggiarlo, provvedendo in seguito a consolidarlo e ad ancorarlo alla struttura portante soprastante in maniera più idonea e durevole.

Per procedere nelle operazioni di riposizionamento della parte incannucciata, occorre disporre di idonei supporti verticali mobili, collegati tra loro da fasce piuttosto elastiche, capaci di deformarsi moderatamente, al fine di seguire la sagomatura del soffitto da trattare.

Un metodo pratico è quello che utilizza un reticolo di puntelli collegati tra loro con delle strisce di compensato di spessore massimo 10 mm e larghe circa 20 cm.

Una volta creata la struttura di supporto come descritto, occorre procedere con molta gradualità spingendo contemporaneamente la puntellatura in alto, in modo da riportare in assetto orizzontale o nella sagoma originaria la struttura incannucciata.

Personalmente, preferisco impiegare le fasce superiori in compensato, in quanto per alcuni soffitti, è necessario nelle parti laterali configurare delle sagomature leggermente curve cosa che riesce agevole grazie alla possibilità delle fasce di compensato di deformarsi adeguatamente.

A fine operazione di sollevamento, si può effettuare una verifica della buona riuscita del riposizionamento, misurando con livelli adeguati, il corretto stato di posa del controsoffitto.

Particolare del fissaggio all'estradosso  del solaio delle cannucceA questo punto, conviene ancorare attraverso viti per legno, le stuoie incannucciate all'orditura lignea sovrastante, evitando di procedere in alternativa con una chiodatura la quale provocando degli scuotimenti nel manto intonacato, ne può compromettere l'integrità.

Quando è possibile intervenire anche nella parte estradossale del solaio, si può ottimizzare la tenuta del controsoffitto, mediante delle fasciature costituite da garza di idonea resistenza, imbevuta in resina epossidica da accavallare all'orditura di ancoraggio del controsoffitto e prolungare sulle stuoie in modo tale da creare una rete di congiunzione molto più omogenea e sicura.

A completamento dell'opera, può capitare di dover riparare delle parti del controsoffitto, rovinate in seguito alle operazioni di sollevamento o per altre cause di vetustà, per fare ciò occorre procedere alla rimozione delle parti di cannucce deteriorate e sostituirle con idonea rete porta intonaco, fissata alla parte lignea soprastante.

Su tale rete, va infine realizzato lo stesso intonaco delle parti adiacenti, evitando di usare prodotti sintetici la cui natura chimica andrebbe in contrasto con quella dell'intonaco di calce preesistente.

L'intervento di riparazione descritto, rappresenta una metodica utile in quei casi in cui si ha motivo di ritenere che la struttura lignea principale sia in buono stato, altrimenti non avrebbe senso consolidare il controsoffitto per poi ancorarlo ad un solaio pericolante.

Circa i controlli da effettuare per la verifica dei solai in legno, invito il lettore a consultare un mio articolo che verrà pubblicato a breve intitolato Verificare i solai in legno.

riproduzione riservata
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