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Quando si ha a che fare con un'opera di consolidamento della muratura, il primo pensiero che può sorgere spontaneo è quello di ricorrere ad un intervento standard.
In realtà, trattandosi di un problema serio e con margini di gravità esponenziali, un intervento standard non è decisamente ciò che può essere utile alla causa.
Crepa su muro - iStock
Si dovrà infatti ricorrere all'adozione di un metodo efficace, possibilmente suddiviso in più passaggi, che preveda innanzitutto una fase di indagine geotecnica.
Grazie a questa prima analisi, ci si potrà rendere conto delle cause che hanno portato al cedimento del terreno.
Una volta giunti alle motivazioni che hanno portato alla comparsa di questo fenomeno, si potrà finalmente intervenire con le tante tecniche a disposizione.
Quando si effettua il consolidamento della muratura, si sta essenzialmente mettendo in atto un insieme di tecniche strutturali con un unico scopo.
Ovvero, quello di ripristinare o aumentare la capacità portante di una struttura soggetta a cedimento.
Il deterioramento graduale della stabilità di ogni edificio, nel corso del tempo può portare a delle problematiche precedute da segnali quali dislivelli e crepe nei muri.
Crepa su parete - iStock
Segnali che non possono essere ignorati, e che necessitano anzi di un intervento immediato.
Ciò può avvenire tramite l'utilizzo di varie tecniche.
Le tecniche in questione sono valide non solo per gli edifici storici, dove la stabilità degli stessi è esposta ad un rischio maggiore, ma anche per le strutture recenti.
Tra le varie tecniche di consolidamento, si può ricorrere all'iniezione di malta o di resine.
Questa tecnica viene utilizzata per colmare i vuoti interni nelle murature.
Un altro elemento utile al consolidamento è l'intonaco armato, il quale prevede l'applicazione di reti elettrosaldate su uno o entrambi i lati della muratura.
Intonaco armato - iStock
Si possono inoltre utilizzare tecniche dall'impostazione leggermente più tradizionale, come nel caso dello scuci-cuci.
La tecnica appena citata, consiste nella rimozione e sostituzione di porzioni di muratura degradata o lesionata con elementi quali mattoni o pietre.
Un'altra tecnica piuttosto efficace, prevede l'installazione di barre in acciaio per collegare pareti ortogonali o perimetrali tra loro.
Nonostante gli interventi di consolidamento siano numerosi, ognuno di essi non può essere adatto a qualsiasi esigenza.
Ad una condizione di cedimento, in base soprattutto al suo stato di avanzamento, corrisponde una tecnica di consolidamento specifica.
Ma quali sono i criteri di scelta?
Verifica in cantiere sulla fattibilità operativa - iStock
La scelta del metodo di consolidamento delle murature dipende da diversi fattori interconnessi.
Innanzitutto dalla tipologia e dallo stato di degrado della muratura.
Così come dalle cause del dissesto, dalla compatibilità chimica tra i materiali e dal il livello di miglioramento strutturale richiesto e dai vincoli normativi vigenti.
Determinanti sono anche la fattibilità operativa del cantiere, il rapporto costo-efficacia e la disponibilità di maestranze specializzate.
Tutto parte sempre da una diagnosi accurata e approfondita.
Nei casi di cedimento del terreno, la scelta dell'intervento di consolidamento dipende strettamente dalla natura e dall'entità del dissesto.
Per cedimenti differenziali localizzati si ricorre spesso a micropali o iniezioni di resine espandenti, capaci di consolidare il sottosuolo con minima invasività.
Crepa su muro esterno - iStock
In presenza di cedimenti generalizzati per terreni coesivi compressibili, si preferiscono invece tecniche di precompressione o drenaggio profondo.
Quando il dissesto è causato da erosione o sifonamento, risultano efficaci le iniezioni di malta cementizia o i jet grouting.
Nei contesti storici, si privilegiano sempre soluzioni reversibili e compatibili con le strutture esistenti, garantendo il minimo intervento sulla fabbrica muraria sovrastante.
Esistono dei segnali di cedimento che non possono essere ignorati per alcuna ragione.
Riconoscere tempestivamente i segnali di cedimento di una muratura è fondamentale per evitare che un problema minore si trasformi in un dissesto strutturale grave.
Tra i campanelli d'allarme più comuni troviamo le lesioni diagonali agli angoli delle finestre.
Crepa su muro esterno - iStock
Le crepe passanti che attraversano l'intero spessore del muro e i rigonfiamenti superficiali che indicano un distacco degli strati interni.
Anche le porte e le finestre che si chiudono con difficoltà, i pavimenti che presentano avvallamenti o i battiscopa che si staccano possono segnalare movimenti in atto.
In presenza di questi sintomi, è sempre consigliabile rivolgersi tempestivamente a un professionista qualificato per una valutazione strutturale approfondita.
In merito alle già citate normative da osservare, è doveroso tenere a mente che il consolidamento delle murature in Italia è regolato da un quadro normativo articolato.
Il riferimento principale sono le NTC 2018 (D.M. 17 gennaio 2018), che definiscono i criteri di intervento sugli edifici esistenti distinguendo tra riparazione, miglioramento e adeguamento sismico.
Normative di costruzione - iStock
A queste si affianca la Circolare n. 7/2019, che fornisce le istruzioni applicative.
Per gli edifici storici vincolati entra in gioco anche il Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004), che impone il rispetto dei principi di reversibilità e minimo intervento.
Affidarsi a professionisti aggiornati su questa normativa, è essenziale per garantire interventi corretti, sicuri e conformi alla legge.
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