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Nei locali interrati e seminterrati uno dei punti nei quali le infiltrazioni diventano più facilmente visibili è la linea di incontro tra parete e pavimento.
Dopo piogge abbondanti può comparire una fascia umida, un piccolo rivolo oppure una vera fuoriuscita di acqua lungo il perimetro della stanza, spesso accompagnata da efflorescenze, distacco della pittura e deterioramento dell’intonaco.
Cantiere per impermeabilizzazione - Volteco Spa
La posizione del fenomeno porta facilmente a pensare che l’acqua provenga semplicemente dal pavimento.
In realtà il nodo parete-soletta è il punto nel quale possono convergere percorsi molto differenti.
L’acqua può arrivare lateralmente attraverso il terreno e trovare una discontinuità nel raccordo tra muro e soletta, può risalire attraverso il sottofondo, può essere spinta dalla pressione idrica contro le strutture interrate oppure raggiungere quella quota attraverso una impermeabilizzazione esterna interrotta o deteriorata.
Parete controterra e pavimento non vengono necessariamente realizzati nello stesso momento. In molte costruzioni esiste un vero giunto di ripresa tra la soletta orizzontale e la parete verticale.
Anche quando i due elementi sono in calcestruzzo, il passaggio non può essere considerato automaticamente impermeabile.
Una piccola discontinuità, un ritiro del materiale oppure un raccordo impermeabile incompleto possono creare una via preferenziale.
Quando all’esterno il terreno è asciutto il difetto può rimanere invisibile per mesi.
Dopo precipitazioni persistenti, però, l’acqua raggiunge il lato esterno della struttura e sfrutta proprio quella zona di minore resistenza.
Il risultato tipico è una linea di bagnamento molto precisa lungo il perimetro.
Nei casi più evidenti l’acqua può comparire quasi direttamente dalla fessura tra pavimento e parete.
Il terreno vicino a una struttura interrata non è sempre semplicemente umido.
Durante precipitazioni intense o prolungate può saturarsi e trattenere acqua.
Se l’acqua non riesce a defluire abbastanza rapidamente, esercita una pressione sulle pareti e, in determinate condizioni, anche sotto la soletta.
La situazione è molto diversa da quella di una semplice parete bagnata dalla pioggia.
Edificio impermeabilizzato - Volteco Spa
Quando esiste una pressione idrica, l’acqua tende a penetrare attraverso giunti, fessure e passaggi impiantistici con una forza maggiore.
Un piccolo difetto che durante l’estate produce soltanto un alone può trasformarsi, dopo giorni di pioggia, in una perdita evidente.
Per questo i trattamenti superficiali applicati all’interno possono funzionare male se non sono progettati per lavorare in controspinta.
Quando si vede acqua salire dal pavimento viene spesso chiamata in causa immediatamente la falda.
Può essere effettivamente una possibilità, ma non è l’unica.
Il livello dell’acqua nel terreno può aumentare temporaneamente per precipitazioni, cattiva capacità drenante del suolo, rotture di tubazioni, scarichi meteorici mal funzionanti o presenza di strati poco permeabili.
In un terreno argilloso, per esempio, l’acqua può permanere a lungo intorno all’edificio senza che esista una vera falda superficiale permanente.
Capire se il problema sia stagionale, occasionale o legato a un livello idrico stabile cambia profondamente l'intero progetto dell’intervento.
L’acqua non segue necessariamente una traiettoria orizzontale immediata.
Può attraversare una fessura più in alto, scendere dietro l’intonaco oppure lungo l’interfaccia tra materiali e comparire soltanto nel punto più basso.
Per questo una macchia concentrata vicino al pavimento non dimostra automaticamente che il difetto si trovi alla stessa quota.
Una impermeabilizzazione deteriorata a metà della parete, un passaggio impiantistico o una fessura possono introdurre acqua.
Acqia che percorre poi diversi centimetri o metri prima di emergere.
La diagnosi deve perciò comprendere l’intera parete posta controterra.
Nei locali interrati possono coesistere fenomeni differenti.
La risalita capillare avviene quando materiali porosi assorbono acqua e la trasportano verso l’alto.
Il fenomeno produce generalmente umidità diffusa, sali e degrado progressivo delle finiture.
Una infiltrazione attraverso il giunto parete-pavimento può invece essere molto più concentrata e strettamente collegata agli eventi meteorici.
Nei casi in pressione si può arrivare alla presenza di acqua libera.
Questa distinzione è importante perché un intonaco deumidificante, utile per gestire meglio evaporazione e sali in determinate murature, non può fermare una perdita attiva proveniente da un giunto sottoposto a pressione.
Un locale interrato ha spesso superfici fredde.
Durante i periodi caldi e umidi, aria esterna molto carica di vapore può entrare nel seminterrato e incontrare pareti e pavimenti a temperatura inferiore.
La condensazione può quindi formarsi sulle superfici e raccogliersi nei punti bassi. L’aspetto può ricordare una infiltrazione leggera.
Impermeabilizzazione di un piano interrato - Volteco Spa
Un elemento utile per distinguerla è il rapporto con il meteo: la condensa può comparire anche senza pioggia e dipende molto da temperatura e umidità dell’aria.
L’acqua proveniente dal terreno, invece, tende più spesso a intensificarsi dopo precipitazioni o innalzamenti del livello idrico.
Prima di intervenire dall’interno conviene osservare come viene gestita l’acqua attorno all’edificio.
Un cortile inclinato verso la facciata, un pluviale che perde, una canaletta intasata o un pozzetto che trabocca possono riversare grandi quantità d’acqua contro una parete interrata.
Lo stesso accade quando il terreno è stato rialzato nel tempo e arriva più in alto rispetto alla protezione originaria.
La presenza di una impermeabilizzazione esterna non giustifica il mantenimento di condizioni sfavorevoli.
Meno acqua raggiunge la struttura, minore è la sollecitazione sulla protezione.
Un tetto raccoglie grandi quantità d’acqua e le concentra in pochi punti.
Se un pluviale scarica vicino alla fondazione o la condotta interrata collegata perde, il terreno in quella zona può saturarsi rapidamente.
L’infiltrazione interna può quindi essere interpretata come problema della parete quando la vera sorgente è un impianto meteorico difettoso.
Particolare attenzione meritano le perdite interrate, perché non sempre lasciano segni visibili all’esterno.
Un tubo rotto può distribuire acqua direttamente accanto alla struttura.
Quando esiste un sistema drenante lungo le pareti interrate, il suo compito è intercettare l’acqua e allontanarla.
Per funzionare deve essere realizzato correttamente, protetto dall’ingresso di terreno fine e collegato a un punto di smaltimento adeguato.
Un tubo drenante intasato o privo di recapito può diventare poco utile.
In alcuni casi la zona drenante si riempie progressivamente e mantiene molta acqua proprio accanto alla parete.
Per questo non basta verificare che esista un tubo: bisogna capire se scarichi realmente.
Si può considerare una cantina che rimane asciutta per gran parte dell’anno.
Dopo due o tre giorni di pioggia compare un sottile rivolo lungo il giunto tra muro e pavimento.
Il proprietario applica una malta impermeabile soltanto sulla fessura.
Alla precipitazione successiva il tratto trattato rimane asciutto, ma l’acqua compare mezzo metro più avanti.
Impermeabilizzazione su ambiente interrato - Volteco Spa
La barriera locale ha chiuso un’uscita senza ridurre la pressione presente dietro la parete.
Un controllo esterno mostra che il terreno contro quella facciata riceve anche l’acqua di un pluviale con condotta interrata danneggiata.
Riparare la rete meteorica e ripristinare il sistema impermeabile del nodo permette di intervenire sulla sorgente anziché inseguire ogni nuovo punto di uscita.
In un seminterrato l’umidità compare inizialmente nel giunto perimetrale e successivamente attraverso alcune fessure nel pavimento.
Il fenomeno si manifesta soltanto dopo lunghi periodi piovosi e interessa più pareti.
In questo caso trattare soltanto verticalmente i muri sarebbe insufficiente.
La diagnosi deve considerare il livello dell’acqua sotto la soletta e la continuità dell’impermeabilizzazione orizzontale.
Una parete interrata mostra umidità soltanto dopo temporali molto intensi.
All’esterno esiste un marciapiede che pende verso il fabbricato e termina contro la parete con un giunto deteriorato.
Una canaletta poco distante risulta inoltre parzialmente ostruita.
Correggere il deflusso superficiale riduce drasticamente l’acqua che raggiunge la parete e permette di evitare un intervento molto più invasivo sulla struttura.
Questo tipo di situazione dimostra perché la ricerca della causa debba iniziare prima dei lavori di impermeabilizzazione.
È possibile osservare quando compare l’acqua e documentare le zone con fotografie.
All’esterno si possono controllare pendenze superficiali, pozzetti, grondaie e pluviali accessibili.
È utile verificare se esistano crepe visibili, tubazioni o attraversamenti in corrispondenza delle zone interessate.
Anche temperatura e umidità del locale possono essere registrate per distinguere meglio condensa e infiltrazioni.
Non è invece opportuno aprire scavi profondi accanto alle fondazioni, praticare fori strutturali o eseguire iniezioni senza una progettazione specifica.
L’intervento professionale è particolarmente importante quando l’acqua entra in quantità significativa, quando interessa più pareti, quando compare attraverso il pavimento oppure quando il locale è completamente interrato.
Serve inoltre quando devono essere scavate le fondazioni, modificati drenaggi o valutate condizioni di pressione idrica.
Se sono presenti crepe strutturali, deformazioni o altri segni non limitati alle sole finiture, la valutazione deve comprendere anche la struttura.
La presenza di acqua nel giunto non permette, da sola, di diagnosticare problemi di stabilità.
Quando il lato controterra è accessibile, fermare l’acqua prima che raggiunga la struttura rappresenta generalmente la condizione più favorevole.
Si possono correggere drenaggio, impermeabilizzazione e raccordi lavorando sul lato della pressione.
Quando questo non è possibile, si valutano sistemi in controspinta o soluzioni drenanti interne progettate per la situazione reale.
La scelta non dovrebbe dipendere soltanto dal costo immediato.
Un trattamento interno relativamente semplice può essere poco adatto se dietro la parete agisce una pressione significativa.
Allo stesso modo, uno scavo esteso non ha senso se la causa è una piccola perdita del pluviale facilmente riparabile.
Una muratura che è rimasta bagnata può richiedere tempo per asciugarsi.
La presenza di sali può continuare a produrre efflorescenze anche dopo l’eliminazione della causa.
Le parti di intonaco ormai prive di coesione devono essere rimosse e ricostruite con materiali compatibili con il supporto e con le condizioni residue di umidità.
Applicare immediatamente una pittura molto chiusa può ostacolare l’asciugatura o distaccarsi. Il ripristino estetico dovrebbe quindi essere l’ultima fase.
Una soluzione duratura deve ridurre contemporaneamente l’acqua che raggiunge la struttura e le vie attraverso le quali può attraversarla.
All’esterno questo significa gestire correttamente terreno, pavimentazioni, pluviali, pozzetti e drenaggi.
La protezione controterra deve essere continua e correttamente raccordata alla parte orizzontale.
All’interno, quando necessario, giunti e fessure vengono trattati con sistemi compatibili con la pressione presente, evitando semplici sigillature superficiali destinate a spostare la perdita.
Se l’acqua proviene anche da sotto la soletta, parete e pavimento devono essere considerati come un unico involucro.
Il punto nel quale il muro incontra il pavimento è spesso soltanto il luogo in cui l’infiltrazione diventa visibile.
Per risolverla occorre seguire il percorso nella direzione opposta, dal rivolo sul pavimento fino al terreno, al drenaggio o alla discontinuità attraverso cui l’acqua è riuscita a raggiungere l’interno.
In caso di umidità nei muri, è possibile servirsi di una vera e propria barriera chimica che possa arginare questo fenomeno.
La sua realizzazione consiste nella creazione di uno scudo resistente all'umidità in risalita.
Il metodo appena descritto, risulta particolarmente efficace non solo per le macchie d'umido, ma anche per muffe, indebolimento e deterioramento dell'area interessata.
Intervento di impermeabilizzazione - Volteco Spa
Aziende come Volteco Spa si servono di questo metodo per arginare quanto scritto sopra.
Vengono inoltre utilizzati prodotti appartenenti allo stesso catalogo dell'azienda quali l'intonaco di finitura X-Lime e l'intonaco impermeabile Bi Mortar Plaster Seal.
Per evitare danni a marciapiedi e sottofondi, si può ricorrere all'impermeabilizzazione non solo di locali interrati, ma anche di elementi come marciapiedi e sottofondi.
Volteco Spa applica questo metodo tramite l'applicazione di rivestimenti flessibili e impermeabili applicabili.
Ciò avviene tramite un ciclo rapido e pratico allo stesso tempo.
Lavoro di impermeabilizzazione in corso - Volteco Spa
Anche in questo caso, vengono utilizzati prodotti appartenenti al catalogo aziendale quali la malta impermeabile a presa rapida Spidy 15 e l'impermeabilizzante flessibile bicomponente Plastivo 180.
Per i locali interrati, risulta particolarmente efficace l'applicazione di una membrana idro-reattiva, la quale permette di realizzare un manufatto a tenuta stagna.
La soluzione in questione risulta particolarmente efficace in caso di acqua in pressione o per interventi di rifodera.
Il metodo ideato e sviluppato da Volteco Spa permette di gestire nella maniera corretta anche allagamenti e infiltrazioni d'acqua.
Seminterrato impermeabilizzato - Volteco Spa
I prodotti utilizzati in questo caso la rete in fibra di vetro Revomat e la membrana impermeabile Amphibia 3000 Grip.
Viene utilizzato inoltre il Bi Flex System, ovvero un nastro elastico a base di polimeri TPE.
Per l'impermeabilizzazione efficace e duratura dei locali interrati del vostro condominio, è consigliato affidarsi a specialisti del settore come Volteco che offre soluzioni efficaci con tecnologie di alta qualità per risolvere in modo definitivo il problema dell'impermeabilizzazione.
Il Team H2Out di Volteco è il network in cui sono iscritte le imprese specializzate in problemi di impermeabilizzazioni che hanno effettuato un percorso formativo ed esperienziale sulle tecnologie e sulle metodologie applicative dei prodotti Volteco e che possono proporre sul mercato la polizza Rimpiazzo Opere stipulata con Reale Mutua di Assicurazioni, come ulteriore garanzia della qualità dell'intervento.
VOLTECO punta a finalizzare il know how maturato nel campo dell'impermeabilizzazione e protezione, arrivando alla creazione di una vasta gamma di proposte tecniche concepite per la migliore soluzione ai problemi di impermeabilizzazione e contenimento dell'acqua, sia in strutture interrate che sopra il piano di campagna, attraverso una presenza tecnica e commerciale su tutto il territorio nazionale, gestita dalla sede di Treviso.
Offre un servizio tecnico di qualità, consigliando i propri clienti dal progetto all'esecuzione.