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L'intonaco di cocciopesto: caratteristiche e applicazioni

L'intonaco di cocciopesto è una malta tradizionale antichissima formata da calce idraulica o aerea, sabbia di fiume e frammenti di laterizi finemente macinati.
Pubblicato il

Il cocciopesto, un intonaco antico


Il cocciopesto è un intonaco antico, anzi antichissimo, perché fu inventato dagli antichi Romani più di duemila anni fa come soluzione vincente contro l'umidità.
Veniva infatti utilizzato soprattutto per intonacare cisterne, fontane, piscine e acquedotti; oppure come pavimento in battuto (il cosiddetto opus signunum) soprattutto per i locali di servizio, in quanto più economico, resistente e veloce da realizzare dei più tradizionali mosaici.

L'intonaco di cocciopesto è rimasto in uso anche nei secoli successivi, proprio per la sua eccezionale resistenza all'umidità.

Il cocciopesto, by La Banca della CalceIl cocciopesto, by La Banca della Calce

Nell'architettura tradizionale di Venezia viene ad esempio utilizzato per intonacare muri esterni, come arriccio intonaco (cioè per il sottofondo) dei preziosi intonaci a marmorino, e infine sotto forma di intonaco liscio per interni con la stessa lavorazione del marmorino.

Non mancano anche i cosiddetti terrazzi o pastelloni, due tipi di pavimento in cocciopesto molto simili al cocciopesto alla romana.

Nella tradizione emiliana e in particolare bolognese nel XVIII secolo si diffonde invece la cosiddetta sagramatura settecentesca, una finitura esterna costituita da un sottilissimo intonachino rosa e semitrasparente a base di cocciopesto.


Alcune ricette per la malta di cocciopesto


La restistenza all'umidità dell'intonaco cocciopesto deriva dalla sua idraulicità, una particolare caratteristica che consente alle malte di fare presa anche in presenza di molta umidità o perfino sott'acqua.

I componenti del cocciopesto di tipo romano, by La Banca della CalceI componenti del cocciopesto di tipo romano, by La Banca della Calce

Questo effetto si può ottenere in due modi: usando una calce idraulica o aggiungendo un particolare additivo a un intonaco civile in grassello di calce aerea.

Il coccio pesto, costituito da laterizi o frammenti di terracotta macinati finemente, è proprio uno di questi additivi.

Esistono due tipi principali di intonaci di cocciopesto.
Il primo, il cocciopesto romano, secondo Vitruvio era formato da una parte di grassello di calce aerea, due parti di sabbia di fiume ben lavata e una di cocciopesto.

Preparazione tradizionale dell'intonaco di cocciopesto, by La Banca della CalcePreparazione tradizionale dell'intonaco di cocciopesto, by La Banca della Calce

Un'altra ricetta, tipicamente veneziana, prevede invece l'uso del cocciopesto sia come additivo, sia come inerte o aggregato: questa malta è infatti formata soltanto da grassello di calce aerea stagionato per almeno un anno, e cocciopesto selezionato.

Essendo pigmentato in pasta, un intonaco di cocciopesto si riconosce facilmente per il suo colore: rosa chiaro nel cocciopesto alla romana, rosa intenso o color mattone secondo la ricetta veneziana.

Esiste anche un intonaco giallo a base di cocciopesto ottenuto macinando laterizi poco cotti (appunto di colore giallo) e/o a base di un argilla di questo colore.



Il cosiddetto cocciopesto bianco, propriamente detto malta porcellana, tipico dell'architettura tradizionale genovese, consiste invece di una malta di calce aerea, un inerte di pietra bianca macinata e caolino (una particolare argilla bianca utilizzata per la produzione delle stoviglie macinate) cotto macinato.


Tipi di malta per intonaci di cocciopesto


Attualmente gli intonaci civili di cocciopesto possono essere confezionati in cantiere, aggiungendo il cocciopesto alla malta di calce; oppure usando prodotti già premiscelati.

Preparazione in cantiere della malta di cocciopesto, by La Banca della CalcePreparazione in cantiere della malta di cocciopesto, by La Banca della Calce

La Banca della Calce rende possibile entrambe le soluzioni.

Il suo catalogo comprende infatti sia un ottimo cocciopesto già pronto e selezionato, sia alcuni prodotti premiscelati o predosati.

Tra questi risulta particolarmente interessante una tonachina per interni dalla finitura liscia molto simile al marmorino, ideale ad esempio per impermeabilizzare i lavelli e i top delle cucine in muratura o per rivestire bagni moderni e minimali.

Intonachino liscio a cocciopesto simile al marmorino de La Banca della CalceIntonachino liscio a cocciopesto simile al marmorino de La Banca della Calce

Il Tonachino Cocciopesto della Calchera San Giorgio è invece un intonachino, cioè quello più superficiale (di finitura) tra gli strati intonaco.

La ricetta si differenzia leggermente dalle classiche dosi per intonaco tradizionale, perché il legante è costituito dalla Calce Pozzolanica Pantheon della stessa Calchèra, ottenuta miscelando a freddo calce aerea spenta e pozzolane naturali.

Edificio tradizionale rivestito con il Tonachino Cocciopesto della Calchera San GiorgioEdificio tradizionale rivestito con il Tonachino Cocciopesto della Calchera San Giorgio

Il Cocciopesto Rinzaffo Antisale è invece un intonaco rustico per esterni da usare come sottofondo per gli intonaci civili a calce o finiture più pregiate come il marmorino.

Appositamente studiata come malta da rinzaffo per il risanamento delle murature umide, risulta particolarmente adatto per gli edifici tradizionali con importanti fenomeni di risalita capillare o un lato controterra.

Grana del Rinzaffo Cocciopesto Antisale della Calchera SangiorgioGrana del Rinzaffo Cocciopesto Antisale della Calchera Sangiorgio

La Malta da Intonaco Cocciopesto di Calceforte è invece una malta bastarda (cioè con due leganti) premiscelata idonea per pareti intonacate interne o esterne, costituita da calce idraulica naturale ottenuta dalla calcinazione di calcari marnosi, calce aerea idrata, un aggregato di polvere di marmo e il cocciopesto con funzioni di additivo.


Come intonacare una parete con il cocciopesto


Intonacare un muro con la malta di cocciopesto è uguale alla stesura di qualsiasi altro intonaco tradizionale.

I periodi migliori per un muro intonacato a regola d'arte sono la primavera avanzata e l'inizio dell'autunno, perché un freddo eccessivo fa gelare o ristagnare l'acqua della malta all'interno della muratura, mentre un clima troppo caldo provoca un'asciugatura troppo rapida.

Finitura a frattazzo di un intonaco di cocciopesto, by Calchèra San GiorgioFinitura a frattazzo di un intonaco di cocciopesto, by Calchèra San Giorgio

Per prima cosa si prepara la superficie con un'energica spazzolatura per eliminare i depositi pulverulenti che potrebbero compromettere l'aderenza dell'intonaco, e quindi la si bagna abbondantemente per evitare l'assorbimento dell'acqua contenuta nella malta ancora fresca.

L'intonaco si applica schizzando la malta sulla muratura con la cazzuola e lisciando col frattazzo, oppure per mezzo della staggia, un lungo listello in legno o metallo che, rimuovendo la malta in eccesso, velocizza notevolmente la lavorazione.

Applicazione dell'intonaco di cocciopesto a staggia, by Calchèra San GiorgioApplicazione dell'intonaco di cocciopesto a staggia, by Calchèra San Giorgio

Per intonaci di spessore predeterminato si usano anche altri due listelli della misura più adeguata, su cui la staggia scorre su un binario.

Naturalmente, una volta completata l'applicazione, occorre rimuovere queste guide rifinendo la superficie a frattazzo o cazzuola.

Per evitare spessori troppo elevati, che causano facilmente le cosiddette fessure o cretti da ritiro, un intonaco civile prevede la sovrapposizione di più strati: il rinzaffo a diretto contatto con la muratura, l'arriccio e un eventuale finitura superficiale più sottile, detta velo, intonachino o colletta.

Grana del Rinzaffo Cocciopesto Antisale della Calchera SangiorgioGrana del Rinzaffo Cocciopesto Antisale della Calchera Sangiorgio

L'arriccio e il velo si possono applicare quando il rinzaffo è completamente asciutto, oppure a fresco su fresco, cioè subito dopo il completamento dello strato precedente: in questo modo l'adesione tra gli strati risulta perfetta, l'intonaco è più resistente e la lavorazione è decisamente più veloce, con ovvio risparmio di tempo e costi.

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Cocciopesto, tecnica antica per intonaco pareti
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  • Architetto-
    Architetto-
    Lunedì 14 Aprile 2014, alle ore 23:17
    Per una corretta posa del cocciopesto il concetto e' quello di far uscire l'aria e acqua nella stesura del materiale.Per cui bisogna con un tampone di legno duro(radica) BATTERE l'intonachino appena steso.Questa e' detta "veneziana".
    rispondi al commento
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Salve,secondo la vostra esperienza è meglio il cocciopesto o la calce (marmorino, grassello) ?intendo per salubrità, traspirabilità, odori.Presumo che il...
nicolatenente2 18 Agosto 2017 ore 16:46 4