Questo sito utilizza cookie tecnici per annunci non profilati sulla tua esperienza di navigazione e cookie di terze parti per mostrarti invece annunci personalizzati in linea con le tue preferenze di navigazione.

Per conoscere quali annunci di terze parti sono visibili sulle nostre pagine leggi l'informativa.
Per negare il consenso dei soli cookie relativi alla profilazione clicca qui.

Puoi invece acconsentire all'utilizzo dei cookie personalizzati accettando questa informativa.

ACCETTA

Segnalazione Certificata di Agibilità: che cos'è e a cosa serve

Un documento tra più sconosciuti dell'iter amministrativo edilizio è la Segnalazione Certificata di Agibilità. In cosa consiste e quando risulta obbligatoria?
15 Novembre 2019 ore 15:55 - NEWS Leggi e Normative Tecniche

Certificato di agibilità: di cosa parliamo?


Il certificato di agibilità è un documento che attesta l'esistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici e degli impianti, in conformità alle normative in materia vigenti sul territorio nazionale.


L'iter amministrativo per realizzare interventi sugli edifici termina con la S.C.A.

L'iter amministrativo per realizzare interventi sugli edifici termina con la S.C.A.

L'iter amministrativo per realizzare interventi sugli edifici termina con la S.C.A.
La Segnalazione Certificata di Agibilità viene presentata per via telematica

La Segnalazione Certificata di Agibilità viene presentata per via telematica

La Segnalazione Certificata di Agibilità viene presentata per via telematica
Il certificato di agibilità attesta l'esistenza di condizioni di igiene nell'immobile

Il certificato di agibilità attesta l'esistenza di condizioni di igiene nell'immobile

Il certificato di agibilità attesta l'esistenza di condizioni di igiene nell'immobile
Il risparmio energetico viene attestato dal certificato di agibilità

Il risparmio energetico viene attestato dal certificato di agibilità

Il risparmio energetico viene attestato dal certificato di agibilità
Per l'agibilità bisogna avere le certificazioni di conformità degli impianti

Per l'agibilità bisogna avere le certificazioni di conformità degli impianti

Per l'agibilità bisogna avere le certificazioni di conformità degli impianti

Una prima confusione che si fa è quella tra agibilità e abitabilità.

Tale confusione nasce dal fatto che in passato i due termini si riferivano a cose simili ma distinte, in quanto l'abitabilità veniva rilasciata per immobili residenziali mentre l'agibilità veniva rilasciata per gli immobili di altra destinazione.


Attestazione agibilità decreto del fare


Il certificato di agibilità è stato introdotto dal D.P.R. n.380 del 2001, noto come Testo Unico dell'Edilizia.

Successivamente, con il Decreto del Fare, n.69/2013 sono state apportate varie modifiche a questo documento.

Innanzitutto, non c'è più la differenza tra agibilità e abitabilità, ma usare l'uno o l'altro termine sta ad indicare la stessa cosa. In secondo luogo, cosa importante, il decreto ha introdotto la possibilità di richiedere il certificato anche per:

  • singoli edifici o singole porzioni della costruzione, purchè funzionalmente autonomi qualora siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria relative all'intero intervento edilizio e siano state completate e collaudate le parti strutturali connesse, nonché collaudati e certificati gli impianti relativi alle parti comuni;

  • singole unità immobiliari, purché siano completate e collaudate le opere strutturali connesse, siano certificati gli impianti e siano completate le parti comuni e le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali rispetto all'edificio oggetto di agibilità parziale.

In questo caso si parla dunque di agibilità parziale di un edificio.


La Segnalazione Certificata di Agibilità


Ultimo provvedimento in materia in ordine cronologico è la legge n.222 del 2016, che ha sostituito il certificato di agibilità con una Segnalazione Certificata di Agibilità, detta brevemente S.C.A., da presentare a completamento dell'iter amministrativo a seguito di rilascio di Permesso di Costruire o di altro titolo edilizio, al fine di poter abitare l'immobile su cui si è intervenuti o poterlo alienare.

Il certificato di agibilità nella contrattazione immobiliare


Veniamo, dunque, ad un tema caldo: il rapporto tra l'alienazione di un immobile e la certificazione della sua agibilità.

Nel caso di compravendita, se l'immobile in oggetto è privo di agibilità, la normativa vigente non ritiene tale fatto un reato, ma può essere un motivo di risoluzione del contratto per chi acquista, se il venditore ha dichiarato la agibilità o si sia preventivamente impegnato ad ottenerla, salvo poi non mantenere l'impegno.

Se parliamo di locazione, affittare un immobile che non abbia l'agibilità non costituisce illecito, ma a patto che l'inquilino sia a conoscenza della cosa e l'abbia consapevolmente accettata.


Quando è obbligatoria la Segnalazione Certificata di Agibilità


La S.C.A. va presentata ogni qualvolta vengano realizzati i seguenti interventi:

  • nuove costruzioni

  • ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali

  • interventi sugli edifici esistenti che possono influire sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati.


Relativamente all'ultimo punto, esso riguarda anche interventi che possono essere ritenuti minori, come la sostituzione degli impianti o una diversa distribuzione interna che modifichi ad esempio i bagni, la sostituzione degli infissi e quanto altro possa incidere sui parametri suindicati.


Come si ottiene il certificato di agibilità


Entro 15 giorni dalla ultimazione dei lavori di finitura dell'intervento, il soggetto che ha ottenuto l'autorizzazione ad eseguire i lavori, che non necessariamente è il proprietario, ma potrebbe essere anche un affittuario o altri, fa istanza per la S.C.A. al Comune in cui si trova l'immobile.

Con la digitalizzazione di tutte le procedure anche in ambito edilizio, nella maggior parte dei Comuni sul territorio nazionale, anche questa istanza va presentata telematicamente mediante compilazione della modulistica unificata presente sui siti dei singoli Comuni.

Modulistica unificata per la S.C.A.
La presentazione per via telematica viene in genere fatta da un tecnico, dopo aver ricevuto opportuna procura dal titolare del permesso.

Alla segnalazione va obbligatoriamente allegato:

  • Asseverazione delle condizioni di sicurezza, sottoscritta dal Direttore dei Lavori o da altro professionista abilitato;

  • Certificato di collaudo statico o di idoneità statica o certificato di regolare esecuzione firmata sempre dal Direttore dei lavori;

  • Dichiarazione del rispetto delle normative in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche;

  • Documentazione catastale;

  • Certificazione di conformità degli impianti.


A seconda del tipo di intervento poi ogni Ufficio Tecnico potrà chiedere altra documentazione a corredo dell'istanza.

Segnalazione certificata di agibilità silenzio assenso


Una volta presentata l'istanza, il Comune interessato ha 30 giorni di tempo per rispondere, dopo aver verificato opportunamente tutta la documentazione.

La procedura si conclude con un provvedimento di Conferma del Certificato di Agibilità, Sospensione del Certificato di Agibilità o revoca dello stesso.

Trascorsi i 30 giorni, l'agibilità si ritiene rilasciata per silenzio assenso, nel caso in cui sia stato rilasciato il parere dell'ASL, mentre in caso di autodichiarazione i termini per il silenzio assenso passano a 60 giorni.

L'agibilità attestata ha validità illimitata, fintanto che non ci siano variazioni sull'immobile o sui dati dell'intestatario.


Certificato di agibilità ante 1967



Il certificato di agibilità è stato introdotto nel 1934 con Regio Decreto n.1265.

Dalla data del Regio Decreto al 1967, anno della emanazione della Legge n.765, l'agibilità veniva inizialmente rilasciata dal podestà (fino al 1945).

Dal 1967 in poi fu introdotta la dichiarazione di abitabilità o di agibilità.

Tenendo conto di queste leggi e delle date in cui sono state emanate, molto spesso capita che gli immobili costruiti prima di quelle date siano sprovvisti del certificato di agibilità.

Per questo tipo di immobili si ha la possibilità di mantenere la condizione pregressa.

Alcuni Regolamenti Comunali, infatti, consentono deroghe ai valori minimi previsti, per le altezze ad esempio, per interventi di recupero degli edifici esistenti, con determinate riserve, come ad esempio, che tali interventi non peggiorino le condizioni igienico-sanitarie dell'immobile stesso.


Mancanza del certificato di agibilità sanzioni e conseguenze


Nel caso in cui non vengano rispettati i termini per la presentazione della richiesta di agibilità si rischia l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria che può variare da 77 a 464 euro, a seconda dei giorni intercorsi tra la fine dei lavori e quello della richiesta.

Oltre alle sanzioni previste dalla legge , un'altra conseguenza fastidiosa per mancata presentazione di istanza di agibilità potrebbe essere la perdita delle agevolazioni fiscali ottenute per effetto di un titolo abilitativo edilizio precedente.

La legge, infatti, prevede che, per avere accesso alle detrazioni fiscali, deve poter essere dimostrato che è stato seguito tutto l'iter amministrativo previsto dalla legge.
Qualora mancasse la S.C.A. a conclusione di tale iter, in caso di controlli, si perderanno i benefici ottenuti.


Certificato di agibilità costo


Per poter presentare una Segnalazione Certificata di Agibilità è necessario pagare i diritti di segreteria il cui importo varia a seconda del Comune in cui si trova l'immobile.

Quanto costa il certificato di agibilità
A tali costi vanno aggiunti quelli del tecnico abilitato che redigerà la documentazione e la presenterà effettivamente, ma in genere sono assorbiti all'interno dei più ampi costi di apertura e chiusura del titolo edilizio.

riproduzione riservata
Articolo: Certificato di agibilità
Valutazione: 5.34 / 6 basato su 244 voti.

Certificato di agibilità: Commenti e opinioni


Nome visualizzato nel commento

Indirizzo E-Mail da confermare
ACCEDI, anche con i Social
per inserire immagini
NON SARANNO PUBLICATE RICHIESTE DI CONSULENZA O QUESITI AGLI AUTORI
Alert Commenti
  • Lorenzonobili
    Lorenzonobili
    5 giorni fa
    Sono all'ultimo piano e voglio demolire il controsoffitto per aumentare la bellezza dell'appartamento e le altezze, ( capriate a vista). Al di sopra del soffitto c'e' un sottotetto non utilizzabile in nessun modo visto che l'altezza media è 7080 cm, fatto negli anni 60 per isolare termicamente la casa. Il controsoffitto non è strutturale, anzi, sta su con lo sputo. Che pratica edilizia bisogna presentare? La CILA? o  è edilizia libera?
    rispondi al commento
    • Caterina_78
      Caterina_78 Lorenzonobili
      5 giorni fa
      Buongiorno. Per risponderLe avrei bisogno di maggiori dettagli. Può contattarmi direttamente: arch.scamardella@lavorincasa.it
      rispondi al commento
      • Lorenzonobili
        Lorenzonobili Caterina_78
        3 giorni fa
        Grazie architetto le ho inviato una mail. Ma comunque, io voglio capire al di là di tutto che pratica bisogna fare per demolire i controsoffitti e avere, come nel mio caso le capriate a vista, cioè se alzo il soffitto demolendo una struttura non abitabile come un sottotetto per avere maggiori altezze, che devo fare? Cerco OVUNQUE su internet e non si trova, pare che sia solo io che ho aumentato le altezze,,, bo.
        rispondi al commento
  • Etta
    Etta
    5 giorni fa
    Sono un consulente immobiliare che ha in portafoglio una casa costruita nel '72 e senza abitabilità.
    I proprietari l'avevano acquistata sapendolo, ma si sono dimenticati di dirmelo e non l'ho scoperto finchè non ho controllato l'atto di provenienza.
    Siccome credo nella trasparenza, vorrei dire agli acquirenti cosa questo comporta in termini di agevolazioni (o sull'assenza di esse) sugli eventuali lavori ma non riesco proprio a capirlo (ho chiesto a geometri ingegneri ditte di ristrutturazione e altri agenti, ognuno mi dice una cosa diversa).
    Mi dicono che non sono obbligata legalmente a dirlo ma non sono d'accordo.
    Qualcuno sa darmi qualche delucidazione in merito?
    rispondi al commento
  • Davide
    Davide
    Martedì 24 Novembre 2020, alle ore 22:44
    Dovrei vendere una casa.
    Sapendo che non sono obbligato a fornire il certificato di agibilità essendo che la fine dei lavori sono antecedente al 2003, mi chiedevo, visto che la sanatoria e del 2006, vale la fine dei lavori o la sanatoria?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Davide
      6 giorni fa
       La sentenza n. 622/19 del 14/01/2019 la Cassazione ha confermato, ancora una volta, che in caso di compravendita di un immobile ad uso residenziale il certificato di agibilità costituisce requisito giuridico "essenziale," dell'oggetto di trasferimento della proprietà. Nel Suo caso, se la mancata esibizione di codesta certificazione è stata oggetto di trattazione con la parte acquirente, è bene riportare nell'atto definitivo di compravendita che sarà la nuova proprietà a farsene carico, in caso contrario è motivo di risoluzione del contratto con ristoro dei danni arrecati. Riguardo alla dichiarazione di ultimazione lavori vale quella del 2003 in quanto Le ha aperto le porte alla sanatoria edilizia anche se nel rogito saranno citati gli estremi della stessa concessione. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Babolat70
    Babolat70
    Domenica 15 Novembre 2020, alle ore 17:11
    Ho firmato un preliminare di una casa costruita ante 1967 ma che nel 2011 ha fatto dei lavori al tetto, cappotto termico sul 30% della superficie e cambio della caldaia ( pellet), L'Ape è ora D.
    Al momento del rogito ho chiesto l'attestato di agibilità, ma non è stato mostrato e nemmeno una certificazione degli impianti.
    Ho rifiutato di rogitare e ho chiesto l'annullamento del contratto.
    Per completezza, nel contratto preliminare non c'è scritto nulla sui certificati o attestati presenti o mancanti.
    Secondo voi ho il diritto di riavere la caparra ?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Babolat70
      Lunedì 16 Novembre 2020, alle ore 13:00
       L'art. 19 della legge n. 122 del 30 luglio 2010 di conversione del decreto legge n. 78/2010, ha imposto la conformità urbanistico-catastale rispetto allo stato dei luoghi, pena la causa di nullità testuale relativamente agli atti traslativi, costitutivi, modificativi di diritti reali sugli immobili.  Questo è quanto dispone la legge. All'atto pratico doveva essere prodotta una relazione tecnica redatta da un professionista abilitato incaricato dalla proprietà, nella quale si evidenziavano tutti i provvedimenti autorizzativi e non che avevano riguardato l'immobile compreso l'agibilità/abitabilità e le certificazioni impiantistiche. Anche il notaio poteva fare richiesta in tal senso. Le consiglio di consultare un Suo tecnico di fiducia per certificare l'inosservanza delle regole. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Babolat70
        Babolat70 Pasquale
        Martedì 17 Novembre 2020, alle ore 13:10
        Gentile Sig.Pasquale, grazie della precisa e professionale risposta.
        Sinceri Saluti
        rispondi al commento
  • Barbye
    Barbye
    Giovedì 5 Novembre 2020, alle ore 23:48
    Sono proprietario di una casa indipendente che non ha ancora l'abitabilità e vivo in un appartamento in affitto dove ho la residenza.
    Per poter risparmiare denaro sto pensando di lasciare la casa in affitto e andare nell'immobile di mia proprietà in cui mettere ovviamente la residenza.
    Le domando se è possibile eseguire questa procedura provvisoria finchè non eseguo il certificato di abitabilità e se è si la Sua risposta, entro quanto tempo, dal momento in cui metterò la residenza nella mia proprietà dovrò fare la SCA ?
    rispondi al commento
    • Caterina_78
      Caterina_78 Barbye
      Venerdì 6 Novembre 2020, alle ore 09:35
      Buongiorno, La SCA deve presentarla entro 15 giorni dalla chiusura dei lavori. Per quanto riguarda la residenza, per esperienza diretta di due casi risolti in modo completamente opposto, Le dico di rivolgersi direttamente agli uffici comunali. E' capitato a me personalmente di prendere la residenza prima di finire i lavori, mentre ad un cliente non hanno concesso la residenza fino a quando non abbiamo richiesto l'agibilità. Buona giornata.
      rispondi al commento
  • Davide94
    Davide94
    Giovedì 29 Ottobre 2020, alle ore 12:47
    Sto acquistando un immobile porzionato in tre sub di cui un sottotetto abusivo con condono in fase di accettazione e sanatoria per uso abilitativo.
    L'immobile in questione non rispetta minimamente l'altezza minima in nessuna stanza.
    L'immobile sarebbe venduto senza abitabilità poiché ha bisogno del allaccio alle fogne che ora sono abusive (pozzo nero) ed è esente d'impianto del gas ed altro.
    Dato per certo che con il condono venga sanata l'altezza e tutte le abusività urbanistiche e strutturali mi domando una questione:
    L'abitabilità e automatica al condono?
    Nel senso ne è conseguenza una volta fatto le fogne a norma e gli impianti collaudati più tutte le altre normative richieste.
    O ad esempio l'ASL potrebbe vietarmi l'abitabilità poiché l'altezza minima non e rispettata quindi non rientro nelle norme igienico sanitarie?
    Altezza soggiorno cucina e bagno 1.70 minima 2.90 massima
    Una camera minima 1.10 matrimoniale 1.40 è la massima non supera i 2.40
    rispondi al commento
    • Caterina_78
      Caterina_78 Davide94
      Giovedì 29 Ottobre 2020, alle ore 16:00
      Buongiorno. Dovrà aspettare l'esito della sanatoria e vedere bene che tipo di prescrizioni saranno date con questa.
      rispondi al commento
  • Mariella
    Mariella
    Mercoledì 28 Ottobre 2020, alle ore 17:30
    Sto per concludere la vendita di un fondo commerciale di costruzione 1947 di cui ho una certificazione di abitabilità firmata dal sindaco nel 1955.
    Nel 2017 abbiamo presentato una variazione al catasto in quanto sulla piantina originale del 1947 compariva un muretto che ora non c'è più senza sapere come e quando è stato eliminato.
    Senza fare nessun tipo di ristrutturazione.
    È obbligatorio una nuova agilità?
    Il geometra dice di no in quanto non sono stati modificati gli impianti esistenti ma solo eliminato un muretto come ampliamento senza modificare nessun impianto.
    Potrebbe essere un impedimento alla vendita?
    rispondi al commento
    • Caterina_78
      Caterina_78 Mariella
      Giovedì 29 Ottobre 2020, alle ore 09:53
      Buongiorno. Come Le ha detto il Suo geometra, l'entità dei lavori effettuati e comunque dichiarati non incide sull'agibilità, per cui non occorre ripresentare la pratica.Buona giornata
      rispondi al commento
  • Ivan
    Ivan
    Martedì 27 Ottobre 2020, alle ore 14:55
    Ho acquistato una villetta a schiera costruita nel 2010 da completare al momento.
    La muratura esterna è completata mentre all'interno vanno realizzati gli impianti e tutto.
    Va fatto un aggiornamento della Legge 10, se non faccio il cappotto termico, visto che fuori è già finita, possono vietarmi la residenza e viverci?
    rispondi al commento
    • Caterina_78
      Caterina_78 Ivan
      Martedì 27 Ottobre 2020, alle ore 16:53
      Da quello che leggo "il tutto" si deve ancora completare. Mi sembra di capire che al momento c'è solo la struttura. Per ottenere l'agibilità deve aver completato gli impianti e gli ambienti devono avere caratteristiche di salubrità, sicurezza e igiene, senza le quali non sono nemmeno vivibili.
      rispondi al commento
      • Ivan
        Ivan Caterina_78
        Martedì 17 Novembre 2020, alle ore 22:37
        Ok grazie, invece per quanto riguarda l' IVA sul completamento dei lavori è al 22 o 10?
        rispondi al commento
  • Aryary
    Aryary
    Martedì 20 Ottobre 2020, alle ore 19:04
    Dopo 13 anni che abito in una villetta bifamiliare scopro casualmente che non ho l'abitabilità (Pratica ferma in comune per discrepanza nei disegni depositati dall'architetto nelle misure del garage).
    Nessuno ci ha mai informato.
    Ora vogliamo sistemare la situazione ma purtroppo all'epoca l'immobile era stato costruito con un soppalco non dichiarato (dai disegni risulta una soletta) ora l'architetto ci risponde che non è più possibile fare nulla, se non assumerci la responsabilità della realizzazione del soppalco per ottenere l'agilità, dopo di che se vorremo vendere l'immobile dovremo solettare..
    Che fare adesso?
    rispondi al commento
    • Caterina_78
      Caterina_78 Aryary
      Mercoledì 21 Ottobre 2020, alle ore 09:16
      Buongiorno. Se volete vendere necessariamente dovete prima di tutto regolarizzare l'immobile da un punto di vista urbanistico ed edilizio, risolvendo prima la questione del soppalco, che, se non fattibile, andrà demolito, per poi richiedere nuovamente l'agibilità.
      rispondi al commento
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
  • espandi
Torna Su Espandi Tutto
Sostieni Lavorincasa
REGISTRATI COME UTENTE
320.646 Utenti Registrati
REGISTRAZIONE AZIENDE
Notizie che trattano Certificato di agibilità che potrebbero interessarti


Agibilità parziale di un edificio

Leggi e Normative Tecniche - Il certificato di agibilità parziale, introdotto dal Decreto del Fare, può essere richiesto per singoli edifici, porzioni di edificio o unità immobiliari.

Agibilità anche con difformità dal progetto approvato

Leggi e Normative Tecniche - Per il Consiglio di Stato il certifcato di agibilità è un provvedimento scollegato dal titolo abilitativo e può essere concesso anche in difformità da quest'ultimo.

Vivere in una casa senza agibilità: quali sono le conseguenze?

Comprare casa - Vivere in un immobile privo di agibilità perché non in possesso di requisiti igienico sanitari e di sicurezza è un rischio, anche in caso di vendita o affitto.

Agibilità degli edifici: cosa è cambiato con l'introduzione della segnalazione certificata

Leggi e Normative Tecniche - La segnalazione certificata di agibilità: cos'è, come funziona, chi deve effettuarla, requisiti necessari, le problematiche normative e pratiche ad essa legate.

Compravendita: quali sono le tutele dell'acquirente se manca l'agibilità dell'immobile

Comprare casa - Cosa può fare il compratore quando si accorge che manca l'agibilità dell'immobile acquistato? Quali sono le azioni che può esercitare contro la parte venditrice?

Agibilità della costruzione e conformità della strada al progetto

Leggi e Normative Tecniche - Il Consiglio di Stato dice no all'agibilità di una costruzione se la strada realizzata dall'impresa costruttrice non ha i requisiti indicati nel progetto approvato.

Anagrafica condominiale e dati relativi alle condizioni di sicurezza

Tabelle millesimali - La riforma del condominio, in vigore dal 18 giugno 2013, ha introdotto l'obbligo di tenuta dell'anagrafe condominiale e dei dati sulle condizioni di sicurezza.

Certificato conformità impianti

Leggi e Normative Tecniche - Vediamo che cos'è il certificato o dichiarazione di conformità di un impianto, chi è tenuto a rilasciarlo e in quali casi tale documentazione è obbligatoria.

Il collaudo

Normative - Il collaudo è uno strumento indispensabile per la verifica dei requisiti richiesti ad una struttura, e necessario al rilascio del certificato di agibilità.