Questo sito utilizza cookie tecnici per annunci non profilati sulla tua esperienza di navigazione e cookie di terze parti per mostrarti invece annunci personalizzati in linea con le tue preferenze di navigazione.

Per conoscere quali annunci di terze parti sono visibili sulle nostre pagine leggi l'informativa.
Per negare il consenso dei soli cookie relativi alla profilazione clicca qui.

Puoi invece acconsentire all'utilizzo dei cookie personalizzati accettando questa informativa.

ACCETTA
madex

Cosa fare se l'assegnazione della casa è revocata e l'ex non va via?

Cosa fare se l'assegnazione della casa coniugale è revocata e l'ex non libera la casa spontaneamente? Anche la revoca dell'assegnazione è un titolo esecutivo.
- NEWS Proprietà

La revoca dell'assegnazione della casa coniugale è un titolo esecutivo


La revoca dell'assegnazione della casa coniugale è un titolo esecutivo.

Ciò significa che nel caso in cui il giudice revochi il provvedimento con cui ha assegnato l'abitazione ad uno dei due coniugi, se questo poi non la libera spontaneamente, il coniuge rimasto fuori casa può ricorrere all'azione di rilascio, cioè ad una procedura giudiziale che consente di ottenere la liberazione dell'immobile per via coattiva.

Revoca provvedimento di assegnazione casa coniugale
Delimitato il tema cui si dedica l'articolo, entriamo ora nel dettaglio, spiegando in breve cos'è la revoca dell'assegnazione della casa coniugale e cosa ha statuito la giurisprudenza in proposito alla esecutività del provvedimento.


Assegnazione casa coniugale, la revoca


La revoca dell'assegnazione della casa coniugale è il provvedimento adottato dal giudice per revocare, appunto, l'assegnazione precedentemente statuita.

Normalmente l'assegnazione è data nei confronti del coniuge cui sono affidati i figli.

Infatti, per quanto le norme (e cioè gli artt. 337 sexies c.c. e 6, L. n. 898/1970) creino qualche dubbio interpretativo, secondo la giurisprudenza maggioritaria il provvedimento può essere emanato solo quando con il genitore vivano figli minori o maggiorenni non indipendenti economicamente, avendo la detta decisione la funzione precipua di assicurare alla prole quella stabilità e quella continuità che in parte si perdono con la separazione coniugale.

Condizioni di separazione e divorzio

La casa familiare rappresenta infatti il luogo in cui la vita familiare fino a quel momento si è svolta e assume dunque un valore, non semplicemente materiale, ma anche psicologico per i figli.

Ove sopraggiungano nuovi elementi, il provvedimento riguardante l'assegnazione della casa familiare può essere modificato o revocato: ad es. ciò può succedere se i figli divengono maggiorenni e indipendenti economicamente, venendo così meno la ragione per cui la casa è stata assegnata al coniuge con cui i figli hanno convissuto.

Il principio della centralità dei figli e dunque della possibilità di revoca dell'assegnazione al mutare delle condizioni dei figli è ribadito ad es. dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 772 del 2018, la quale ricorda che il diritto di abitazione in parola si estingue soltanto per il venir meno dei presupposti che hanno portato all'assegnazione (e, cioè, la morte del beneficiario dell'assegnazione, il conseguimento, da parte dei figli, della maggiore età o dell'indipendenza economica, il trasferimento altrove dell'abitazione) ovvero a seguito dell'accertamento delle circostanze (oggi codificate dall'art. 337 sexies c.c.) che legittimano una revoca giudiziale, come il passaggio a nuove nozze, oppure la convivenza del genitore assegnatario ovvero la mancata utilizzazione da parte dell'ex assegnatario, sempre previa valutazione dell'interesse prioritario dei figli.

Si veda anche – per quanto riguarda la modificabilità in ogni tempo delle condizioni di separazione/divorzio riguardanti l'assegnazione della casa e della centralità dei figli - quanto statuito dalla sentenza della Cassazione n. 15367/2015 (per quanto con riferimento all'art. 155 quater c.c., preesistente all'art.337 sexies c.c. che lo ha sostituito.

La modifica del provvedimento di assegnazione dell'abitazione può avvenire in ogni momento: dal procedimento di separazione in poi. Con l'espressione in poi intendiamo anche dopo il divorzio.


Revoca dell'assegnazione come titolo esecutivo


Cosa può fare a quel punto il coniuge rimasto con il cerino in mano, diciamo così, cioè fuori casa in attesa che l'altro si decida ad uscire o, comunque, si decida a consentire anche all'altro di usare l'immobile?

Sappiamo che nella maggior parte dei casi le cose si risolvono bonariamente, ma non in tutti.

I casi che a questo punto giungono nuovamente in tribunale non sono pochi, ahimé.

Separazione e assegnazione della casa
Purtroppo i rapporti possono inasprirsi e incancrenirsi ben oltre la sentenza di divorzio a tal punto che, per tornare a utilizzare l'immobile, si debba ricorrere nella pratica allo strumento previsto dalla legge, che è appunto l'azione di rilascio.

Abbiamo già visto in un precedente articolo che il provvedimento di assegnazione è un titolo esecutivo.

Ciò è previsto dall'art. disp. 189 disp. att. e trans. c.p.c.

Ebbene, l'esecutività vale anche per il provvedimento contrario, quello che successivamente (ed eventualmente) predispone la revoca dell'assegnazione precedentemente prevista.

Il principio, per quanto non espressamente previsto dalla legge, è da questa ricavabile ed stato affermato dalla giurisprudenza.

D'altronde, non potrebbe avere senso che una previsione che rafforza un provvedimento assunto in via sommaria (all'inizio del procedimento di separazione ex art. 708 c.p.c.) non valga con riferimento a provvedimenti assunti dopo il procedimento di cognizione, a posizioni invertite, successivamente, quando il procedimento di separazione è ancora in corso, oppure ben oltre, anche anni dopo.


Revoca dell'assegnazione come titolo esecutivo, un'importante sentenza



Tale principio è stato affermato in particolare, con riferimento alla separazione, dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 1367 del 2012, secondo cui la sentenza che definisce il giudizio di separazione, con la quale si dispone la revoca del provvedimento di assegnazione della casa coniugale senza un esplicito ordine di rilascio dell'immobile da parte dell'ex assegnatario, costituisce titolo esecutivo per il rilascio dell'immobile.

La sentenza evidenzia che se questo vale già per un provvedimento emesso in via sommaria, cioè quello ex art.708 c.p.c., a maggior ragione deve valere per quello emesso successivamente, dopo l'esperimento completo del giudizio di cognizione.

Spiega la Corte in conclusione che la specialità del diritto di abitazione della casa familiare, che non può esistere senza allontanamento dalla casa familiare di chi non è titolare dello stesso, fa sì che, quando detto diritto cessa di esistere in seguito al provvedimento di revoca, si determini una situazione eguale e contraria in capo a chi lo ha perduto; ne consegue la necessità di allontanamento dall'abitazione dell'ex titolare del diritto; ciò consente che il provvedimento/sentenza possa essere eseguito per adeguare la realtà al decisum, anche laddove alla condanna al rilascio non sia esplicitata, in quanto la condanna è implicita, perché connaturale al diritto, sia quando lo stesso viene attribuito, sia quando viene revocato.

L'azione di rilascio è esperibile anche con riferimento alla revoca dei provvedimenti assunti con il divorzio.

riproduzione riservata
Articolo: Assegnazione casa coniugale revocata: cosa fare
Valutazione: 6.00 / 6 basato su 3 voti.

Assegnazione casa coniugale revocata: cosa fare: Commenti e opinioni



ACCEDI, anche con i Social
per inserire immagini
NON SARANNO PUBLICATE RICHIESTE DI CONSULENZA O QUESITI AGLI AUTORI
Alert Commenti
  • Steve
    Steve
    Giovedì 22 Aprile 2021, alle ore 14:40
    Vorrei sapere un opinione e come va gestita , è stata revocata la casa dopo il ricorso ad una donna che ne è legittima proprietaria e gli è stato fatto titolo esecutivo, adesso lei dovrebbe uscire e lasciarla al marito anche se ne è proprietaria?
    Cosa dovrebbe fare?
    rispondi al commento
    • Svevavolo
      Svevavolo Steve
      Venerdì 28 Maggio 2021, alle ore 18:27
      Buonasera, bisognerebbe vedere come sono andate le cose; in generale, è possibile che il giudice ordini l’assegnazione della casa ad uno dei due, anche se l’altro proprietario. Dovrebbe parlarne con un legale.
      rispondi al commento
  • Darklady
    Darklady
    Sabato 19 Settembre 2020, alle ore 04:43
    Ho letto tutto l'articolo ma vorrei sapere cosa fare se il marito per anni stressa e minaccia il figlio, poi diventato maggiorenne, convincendo ad andare ad abitare da lui per buttare fuori di casa la moglie, che tra l'altro non ha la possibilità economica di prendere un'altra casa in affitto?
    rispondi al commento
    • Svevavolo
      Svevavolo Darklady
      Martedì 29 Settembre 2020, alle ore 18:04
      Buonasera, come saprà, secondo la prevalente giurisprudenza più recente è alquanto improbabile che l’abitazione rimanga assegnata all’ex se il figlio non vive con lui… dovrebbe rivolgersi ad un legale perché valuti la sua situazione e le dica quali margini di tutela ci sono nel suo caso specifico.
      rispondi al commento
Torna Su Espandi Tutto
dona
Sostieni Lavorincasa.it Lavorincasa.it sulle Google News Sostieni Lavorincasa.it Lavorincasa.it sulle Google News Sostieni Lavorincasa.it Lavorincasa.it sulle Google News
REGISTRATI COME UTENTE
332.348 Utenti Registrati
REGISTRAZIONE AZIENDE
Notizie che trattano Assegnazione casa coniugale revocata: cosa fare che potrebbero interessarti


L'assegnazione della casa familiare è titolo esecutivo per il rilascio dell'immobile

Proprietà - L'assegnazione della casa coniugale consente al beneficiario di ricorrere all'azione di rilascio se l'ex non esegue spontaneamente la liberazione dell'immobile.

A chi spetta la casa coniugale in caso di separazione

Proprietà - In caso di separazione a quale dei coniugi viene assegnata la casa familiare? Vediamo le regole in base alle quale il Giudice riconosce il diritto di abitazione

Vendita casa assegnata a un coniuge in caso di separazione

Comprare casa - Cosa succede se la casa coniugale assegnata con provvedimento del Giudice al coniuge affidatario della prole viene venduta? Vediamo cosa dice la Corte di Cassazione

Fine del matrimonio o della convivenza, casa coniugale e IMU

Fisco casa - Soggetto passivo dell'IMU in caso di assegnazione della casa coniugale, è il coniuge assegnatario. Dal 2014, però, l'imposta non si applica alle case coniugali.

Assegnazione casa familiare in caso di separazione: chi paga le spese?

Proprietà - In caso di assegnazione della casa familiare durante il procedimento di separazione dei coniugi, a chi spetta il pagamento delle spese per l'utilizzo della casa?

Casa resta all'ex se il figlio maggiorenne convive nel week end

Proprietà - Se il figlio maggiorenne e non economicamente autosufficiente torna a casa nel week end, la casa familiare resta al coniuge assegnatario: la convivenza rileva.

Risarcimento del danno per spossessamento dell'ex casa coniugale

Proprietà - Se l'ex coniuge non reintegra l'altro nel possesso dell'immobile precedentemente destinato a casa coniugale, può essere condannato al risarcimento del danno.

Casa coniugale e separazione: chi paga TASI e TARI?

Fisco casa - Chi paga TARI e TASI della casa coniugale in caso di separazione? Colui che è il proprietario o il detentore? Entrambi o nessuno? Lo vediamo in questo articolo.

Aspetti dell'assegnazione della casa familiare

Leggi e Normative Tecniche - In caso di separazione e divorzio tra coniugi, un posto a sè occupa l'assegnazione della casa familiare: vediamo alcuni importanti aspetti relativi all'argomento