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In molte abitazioni l'umidità non si distribuisce in modo omogeneo, ma tende a concentrarsi in alcune zone specifiche.
Questo fenomeno è spesso sottovalutato perché si manifesta in modo graduale e non sempre con segni evidenti.
Infatti, ci si accorge del problema solo quando compaiono muffe, odori persistenti o sensazioni di disagio localizzate.
Il ristagno di umidità genera la formazione di muffa pareti - Getty Images
La distribuzione irregolare dell'umidità è il risultato dell'interazione tra struttura dell'edificio, abitudini quotidiane e condizioni microclimatiche interne.
Capire perché alcune aree sono più umide di altre è il primo passo per intervenire in modo efficace.
Uno dei fattori principali che rende una casa umida è la ventilazione inadeguata.
Ambienti con scarso ricambio d'aria, come corridoi, bagni ciechi o stanze poco utilizzate, tendono ad accumulare vapore acqueo più facilmente.
Ma anche in case ben arieggiate, alcune zone ricevono meno flussi d'aria rispetto ad altre.
Questa differenza genera microclimi interni diversi, in cui l'umidità da condensa resta intrappolata più a lungo, aumentando il rischio di problemi nel tempo.
Le pareti perimetrali sono spesso più fredde rispetto a quelle interne, soprattutto negli edifici non perfettamente isolati.
Quando l'aria interna, carica di umidità, entra in contatto con queste superfici più fredde, il rischio di condensazione aumenta.
I punti critici per la formazione di umidità - Getty Images
Le zone vicino agli angoli esterni, alle finestre o ai pilastri sono particolarmente sensibili.
Bagni e cucine sono tra gli ambienti che producono più umidità.
Precisamente docce, cottura dei cibi e lavaggi generano grandi quantità di vapore acqueo che, se non adeguatamente smaltito, si diffonde nelle zone adiacenti.
Il vapore acqueo quale fonte di umidità soprattutto in un bagno cieco - Getty Images
Spesso l'umidità non resta confinata in questi ambienti, ma migra verso corridoi, camere o locali vicini, soprattutto se in questi punti della casa la ventilazione è insufficiente.
Le camere da letto vivono una realtà particolare, in quanto durante la notte la respirazione delle persone aumenta l'umidità interna, mentre il ricambio d'aria è generalmente ridotto.
Questo produce un accumulo di vapore che si deposita nelle zone più fredde della stanza.
Armadi addossati alle pareti esterne, angoli poco ventilati e spazi dietro i mobili sono tra i punti più esposti.
L'umidità può accumularsi senza essere percepita, manifestandosi solo dopo mesi sotto forma di odori o muffe localizzate.
Grandi arredi, librerie e armadi possono ostacolare la circolazione dell'aria, creando zone di ristagno.
Dietro questi elementi l'aria resta più umida e le superfici murarie si raffreddano maggiormente, favorendo l'accumulo di umidità.
Scoprire la presenza di muffa dietro ai mobili - Getty Images
Questo fenomeno è spesso sottovalutato, perché riguarda aree non immediatamente visibili.
Spostando un mobile dopo anni, ci si accorge talvolta di umidità o muffe presenti da tempo.
La posizione dell'abitazione influisce sulla distribuzione dell'umidità.
Al piano terra, il contatto con il suolo può favorire un maggiore apporto di umidità, soprattutto in edifici datati o privi di adeguato isolamento termico.
Ai piani alti, invece, l'umidità può concentrarsi in prossimità della copertura o delle pareti più esposte.
Ogni livello dell'edificio presenta criticità specifiche che influenzano la distribuzione del vapore acqueo.
I ponti termici sono zone in cui il flusso di calore è più intenso, causando superfici più fredde, pertanto diventano naturali attrattori di umidità, anche quando il resto dell'ambiente appare asciutto.
I ponti termici sono la circostanza ricorrente di ristagno di umidità - Getty Images
Individuare i ponti termici è fondamentale per comprendere perché l'umidità si concentra sempre negli stessi punti della casa.
Non sempre l'umidità si manifesta con macchie visibili.
Sono molti i segnali indiretti che riconducono alla presenza di umidità nell'ambiente:
Questi indizi aiutano a individuare le zone più umide della casa prima che il problema diventi evidente e consente di intervenire in modo preventivo.
L'uso di un igrometro portatile permette di misurare l'umidità in diversi punti della casa e di confrontare i valori.
Sarebbe consigliabile misurare l'umidità nei vari ambienti della casa - foto Getty Images
Spesso le differenze sorprendono, mostrando variazioni significative tra ambienti vicini.
È consigliabile effettuare queste misurazioni in momenti diversi della giornata per poter scoprire quando e dove l'umidità si accumula maggiormente.
Una volta individuate le zone più umide, è possibile intervenire migliorando la ventilazione locale.
Il tutto, ridistribuendo gli arredi o cambiando alcune abitudini quotidiane, come la gestione dell'ingresso di casa, soprattutto quando piove o c'è molta gente in casa.
In alcuni casi, invece, può essere necessario ricorrere a un intervento sull'isolamento o sui ponti termici, soprattutto se l'umidità è legata a superfici strutturalmente fredde.
Individuare le zone più umide della casa è un'azione preventiva fondamentale.
Questo vuol dire che agire prima che compaiano muffe o danni alle superfici consente di preservare materiali, comfort e salubrità degli ambienti.
L'umidità non uniforme è un segnale importante e interpretarlo correttamente permette di vivere l'abitazione in modo più consapevole, intervenendo in modo mirato e duraturo, soprattutto nei mesi invernali.
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