Tecniche di recupero di un rudere

NEWS DI Ristrutturazione11 Febbraio 2012 ore 20:24
Recuperare un rudere per abitarlo o integrarlo in un nuovo organismo edilizio rappresenta una possibile soluzione per chi vuole godersi storia e natura.
restauro , restauri , rudere , ruderi

La pietra, assieme al legno, è uno dei più antichi, se non il più antico materiale presente nella storia degli uomini.

Con essa si è costruito i primi rifugi, pensiamo alle tholos, e le prime case nelle quali l'uomo si riparava.


Nonostante l'evoluzione dei sistemi costruttivi tutt'ora molti edifici vengono costruiti in pietra, soprattutto nelle zone rurali e di montagna. La pietra, infatti, presenta diversi pregi che se integrati con le nuove tecniche di costruzione, costituisce un perfetto materiale da costruzione: è resistente, durevole, rispondente alle sollecitazioni.


In virtù di questo, comperare un vecchio rudere e restaurarlo a proprio piacimento è un sogno che quasi tutti abbiamo, perchè significherebbe vivere in stretto contatto con la natura abitando uno spazio ricco di storia, modificandolo però a nostro piacimento e migliorandone le prestazioni con le tecnologie a disposizione.
Insomma integrare antico e moderno, vivendone entrambi i privilegi.


Ed ecco che ci si rivolge a figure professionali in grado di fornire pareri tecnici riguardo al possibile recupero dello stabile.
Le operazioni di restauro sono molto delicate ed è necessario affidarle ad esperti del settore che siano in grado di agire sulla struttura senza comprometterla. Molti sono i rischi derivanti dalla negligenza o dalla mancata conoscenza delle tecniche base del restauro.


A seconda delle condizioni del rudere stesso, gli interventi sono vari.
Il più banale è legato all'asportazione della vegetazione infestante, tramite azioni di tipo meccaniche, con spatole o sfalci manuali, o azioni di tipo chimico con l'applicazione di diserbanti.
Si procede in seguito alla pulitura delle murature perimetrali dai materiali incoerenti che con gli anni si sono accumulati tramite, ad esempio, idrolavaggio.
Infine si pensa alle vernici trasparenti da applicare sulle superfici murarie per proteggerle dalla corrosione del tempo e degli agenti atmosferici.


Dopo queste prime fasi di rinnovamento superficiale, se presenti delle lesioni non attive, in seguito a opportuno controllo dei moduli elastici, si procede al consolidamento della struttura.

Questa operazione può essere effettuata in una molteplicità di modi, il più semplice dei quali è legato all'iniezione di resine o malte di calce.
Qualora le porzioni di muratura prossime al terreno presentino fenomeni legati ad umidità di risalita, si deve pensare ad un sistema di drenaggio.


Insomma queste costituiscono operazioni basilari per il recupero di un semplice manufatto, che non sia caratterizzato da elementi di importanza storico-artistica; in tal caso, infatti, sarà competenza di tecnici e della sovrintendenza il recupero dello stesso.


Altre volte, invece, le condizioni di degrado ed incuria portano la struttura muraria ad uno stato talmente avanzato di degenerazione che non è più conveniente recuperarlo, piuttosto è opportuno demolirlo con un eventuale e successivo recupero della materia prima, che, seppure non di rilevanza sotto il profilo artistico costituisce comunque memoria storica.


Tra la demolizione e il totale recupero della struttura, vi è però una terza possibilità che pochi progettisti tengono in considerazione ma dal notevole risultato dal punto di vista estetico.
Il rudere infatti può essere inglobato nella nuova struttura dandogli una nuova funzione che non sia quella di una struttura portante bensì di un elemento decorativo, o in grado di ospitare spazi limitati all'interno della nuova abitazione.


Ci sono diversi esempi degni di nota di architettura contemporanea che potrebbero essere di esempio a chi vuole cimentarsi nella realizzazione di un edificio sintesi tra il passato e la modernità.
Un primo esempio è dato dal progetto di una villa nei pressi di Vilnius in Lituania dello studio Architectural Bureau G.Natkevicius & Partners.
Il sito di progetto ospita un rudere con forti caratteri storici, ma impossibile da riportare alla sua originaria funzione.

Per questo motivo lo si è inglobato all'interno della nuova struttura che è risultata così essere una sorta di contenitore, di teca che ospita al suo interno la struttura muraria.
Dall'esterno, attraverso le grandi vetrate, è possibile quindi ammirarla nella sua semplicità, valorizzata anche da un corretto sistema di illuminazione.
Insomma un edificio sintesi di contemporaneità e valorizzazione del passato.


Un secondo esempio riguarda invece il parziale coinvolgimento della struttura preesistente in quella di nuova progettazione.

Trattasi del progetto di Cabrela House ad opera dello studio sudamericano Organica Arquitectura.

Il rudere è stato parzialmente inglobato nella struttura e, lasciato grezzo nelle finiture, utilizzato come recinzione, come muro divisorio tra interno ed esterno.

L'accostamento di un volume totalmente bianco, l'uso di infissi scuri, le semplici grate e la giusta illuminazione contribuiscono a rendere Cabrela House un progetto estremamente elegante e innovativo.


Info: www.natkevicius.lt
organica-arq.com

riproduzione riservata
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