Superbonus 110% e nanocappotto: funziona davvero?

È stata svolta una inchiesta su un'azienda che produce nanoparticelle brevettate che sarebbero in grado di sostituire il voluminoso cappotto termico energetico.
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Superbonus 110 e nanocappotto: l'inchiesta di una nota trasmissione televisiva fa chiarezza


Uno degli argomenti di cui sempre più spesso si sente parlare è sicuramente quello del Superbonus 110%.
Tra modifiche della normativa, cessione del credito, sconto in fattura e slittamento delle varie scadenze, i motivi per i quali il Superbonus 110 è sempre un tema molto attuale sono tanti e di vario genere.

In questi giorni, si torna a parlare dell'ormai celebre bonus edilizio per una truffa portata a galla da una nota trasmissione televisiva. Nello specifico, è stata svolta una inchiesta circa la regolarità o meno di chi opera nel settore dell'efficienza energetica degli edifici legato al Superbonus 110%.

Superbonus 110 e nanocappotto: è davvero efficace?
La nota trasmissione avrebbe fatto emergere una falla sulle specifiche tecniche di un determinato prodotto, esposte da una particolare azienda. L'impresa produttrice sotto esame, infatti, produce nanoparticelle brevettate che – a detta della medesima azienda - sarebbero in grado di sostituire il voluminoso cappotto con cui gli edifici vengono rivestiti per la coibentazione termica ed energetica con soli pochi millimetri di materiale nanotecnologico.

In pratica, un nanocappotto spesso solo pochi millimetri potrebbe isolare un edificio esattamente come un cappotto di parecchi centimetri.

A fronte di una tale affermazione, la domanda (e il dubbio) sorgono spontanei e sono più che leciti: sarà effettivamente così?

Sul caso specifico, l'inviato della nota tasmissione ha interpellato alcuni laboratori che hanno effettuato i test su tale materiale.
Un laboratorio ha affermato di aver misurato un pannello isolante sottovuoto in cui il materiale nanocomposito veniva utilizzato soltanto per il sottile rivestimento. Altri laboratori interpellati hanno spiegato di aver fatto altre prove, ma di non essersi occupati nello specifico della questione in esame.

A questo punto, l'inviato ha quindi deciso di rivolgersi direttamente all'azienda in causa, ma la troupe televisiva è stata respinta.

Infine, l'inviato ha contattato il laboratorio di Vicenza al quale l'azienda sotto inchiesta, tempo fa, si sarebbe rivolta per far testare i propri prodotti. Anche il responsabile di aboratorio ha spiegato che l'azienda aveva fatto testare un pannello sottovuoto.
I dati eccezionali riguarderebbero un altro tipo di materiale, utilizzato per rasature e finiture.

Premesso ciò, è fondamentale conoscere e dichiarare i dati corretti e reali. In caso di errori, emersi durante controlli anche postumi, il contribuente verrebbe subito sanzionato con multe fino al 200%.

Inoltre, come ENEA ha puntalizzato, la resposabilità ricadrebbe poi sui tecnici che sono stati chiamati in fase preliminare a svolgere calcoli e progetti. Questi, infatti, hanno l'onere di predisporre i progetti eseguendo i calcoli giusti con dati reali alla mano.

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Superbonus 110 e nanocappotto: funziona oppure no?
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Alert Commenti
  • Mario
    Mario
    Martedì 19 Aprile 2022, alle ore 15:34
    La trasmissione è Striscia la Notizia, un servizio di Moreno Morello.
    rispondi al commento
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