Come stendere l'intonaco, tecniche e consigli

NEWS DI Facciate e pareti
Intonacare una parete non è altro che l'applicazione di vari strati di malta, con il fine di rendere la sua superficie esteticamente gradevole e di proteggerla.
14 Settembre 2017 ore 15:01
Enzo D'Amato

Intonaco: composizione e impiego


Quando si realizzano dei lavori di ristrutturazione che interessano pareti e soffitti, oppure si costruiscono dei nuovi muri, in questi casi si rende necessaria l'applicazione dell'intonaco.

Intonacare un muro, una parete o un'altra superficie similare, non è altro che l'applicazione di diversi strati di malta, con il fine di coprire i mattoni, travi e pilastri con la finalità di protezione e di finitura superficiale liscia, facilitando così l'applicazione di pittura o di altri materiali.

Come stendere l'intonaco
Solitamente, gli strati di intonaco che ricoprono i muri sono tre: strato di ancoraggio, strato di livellamento, finitura.

Lo strato di ancoraggio, chiamato anche rinzaffo, abbozzo o intonaco di fondo. È il primo strato di intonaco a essere eseguito, formato da aggregati a granulometria grossa, viene finito ruvido per facilitare la presa del secondo strato. Lo spessore dello strato di ancoraggio dipende dalla regolarità della parete.

Lo strato di livellamento, detto anche arriccio, tirato in piano con regolo e frattazzo, è lo strato intermedio, viene lasciato anch'esso con superficie ruvida per agevolare la finitura.

Lo strato di finitura, definito anche stabilitura, intonachino o intonaco civile, eseguito con malta fine, lisciato con frattazzo o alla pezza con una superficie liscia e uniforme. Lo spessore intonaco finale si aggira intorno ai 3 mm. La finalità di quest'ultimo strato di intonaco eseguito con malta fine, è quello di rendere la superficie esteticamente gradevole e di proteggere i muri dagli agenti atmosferici come il vento, il gelo, pioggia, umidità, e da quant'altro possa arrecare danni all'intonaco, limitando, in piccola parte, anche l'escursione termica e fungendo nello stesso tempo anche da superficie sacrificale.

Sul mercato sono presenti anche intonaci di finitura linea Bio, come IM 560 prodotto da FASSA BORTOLO, un intonaco interno decorativo con finitura extra bianco a base di calce.
Questo intonaco bianco, presente nella Fassa Bortolo prodotti, è realizzato con pregiate sabbie e additivi di origine vegetale per migliorare l'adesione, la lavorabilità e la traspirazione della parete.

Bio intonaco di finitura decorativo IM 560 di Fassa Bortolo
Quando si applica l'intonaco per esterni, si può optare per una finitura leggermente grezza, tale da permettere all'acqua piovana un deflusso uniforme, al fine di evitare il rischio di penetrare come accadrebbe con una finitura troppo liscia.
Per realizzare un intonaco resistente all'umidità, è possibile realizzare l'intonaco cocciopesto, realizzato a base di calce e polvere di laterizio, una tecnica naturale e molto antica, dove la polvere di laterizio dona all'intonaco delle ottime proprietà idrauliche.

Intonacare una parete permette di coprire tutte le imperfezioni, crepe e sbeccamenti prodotti durante la realizzazione della parete e occultare il sistema murario sottostante.
Elimina tutti gli spazi esistenti tra i vari blocchi con cui è realizzata la parete e sopprime le asperità esistenti. Regolarizza la superficie rendendo uniforme anche supporti diversi.

L'intonaco è formato dalla miscela di leganti e inerti che lo rendono un materiale traspirante e permeabile, proteggendo la superficie al di sotto dello stesso.

L''intonaco non presenta problemi di aggrappaggio ed è possibile rivestire qualsiasi tipo di muratura: laterizi, siporex, mattoni comuni, tufo, gesso, blocchi in cemento, etc.
Per locali non abitati come box, piccoli depositi, cantine, o muretti di recinzione, può realizzarsi un intonaco rustico con una finitura superficiale ruvida e grezza.

Tale intonaco grezzo permette di risparmiare sui tempi e i costi di realizzazione, donando uno stile rustico all'ambiente che proprio per la finitura non perfetta è considerato un intonaco fai da te.
Per ottenere una finitura ruvida, specialmente per gli ambienti esterni, è possibile realizzare un intonaco strollato, ottenuto con malta di cemento, con inerti calcarei di granulometria fine.


Intonaco effetto pietra Plam Stone di Isoplam

Intonaco effetto pietra Plam Stone di Isoplam

Intonaco effetto pietra Plam Stone di Isoplam
Intonaco ruvido

Intonaco ruvido

Intonaco ruvido
Cazzuola per applicare e stendere l'intonaco

Cazzuola per applicare e stendere l'intonaco

Cazzuola per applicare e stendere l'intonaco
Decoro parete cucina con intonaco stampato Plam Stone di Isoplam

Decoro parete cucina con intonaco stampato Plam Stone di Isoplam

Decoro parete cucina con intonaco stampato Plam Stone di Isoplam
Attrezzatura per stendere l'intonaco

Attrezzatura per stendere l'intonaco

Attrezzatura per stendere l'intonaco
Imitazione pietre naturali con intonaco stampato Plam Stone di Isoplam

Imitazione pietre naturali con intonaco stampato Plam Stone di Isoplam

Imitazione pietre naturali con intonaco stampato Plam Stone di Isoplam
Particolare intonaco graffiato

Particolare intonaco graffiato

Particolare intonaco graffiato

Per evitare che si formino sulla superficie dell'intonaco le fastidiosissime crepe, causate dal ritiro del materiale nel tempo, si consiglia l'applicazione di una rete porta intonaco.
Questa rete stampata è realizzata in materiale sintetico, il più delle volte in polipropilene, a maglia quadrata o rettangolare, che esercita una significativa azione antiritiro e antifessurazione, conferendo grande duttilità e sopportando elevate deformazioni.

La rete garantisce una maggiore resistenza agli intonaci che subiscono movimenti più o meno importanti ed è chimicamente inattaccabile da qualsiasi tipo di miscele, anche in ambienti chimicamente aggressivi. È leggera e veloce da posare: basta annegarla nell'intonaco, che deve avere uno spessore compreso da 1 a 3 cm.


Meglio un intonaco tradizionale o premiscelato?


L'intonacatura può essere realizzata con intonaco tradizionale o premiscelato

Intonaco tradizionale


È preparato direttamente sul posto di lavoro. Per grandi quantità si utilizza la molazza, una macchina impastatrice costituita da due o tre macine cilindriche che ruotano nella vasca, oppure altre attrezzature per quantità minori. La sua lavorazione è impegnativa, bisogna reperire le materie prime, trasportarle e miscelarle nelle giuste quantità, lavorando nei tempi corretti.

È utilizzato quando sono richieste caratteristiche del tipo fonoassorbente, termoisolante e ignifugo, anche se negli ultimi anni sono disponibili sul mercato intonaci premiscelati con tali caratteristiche.

Intonaco premiscelato


Il premiscelato è prodotto a livello industriale da impianti meccanici programmati, affinché i dosaggi dei materiali siano sempre gli stessi, presentando alla fine una granulometria omogenea. La malta pronta è veloce ed economica rispetto al metodo tradizionale, in quanto, non vi è il reperimento delle materie prime, il trasporto, gli eventuali scarti e la manodopera occorrente per la preparazione.

Usando un intonaco pronto della stessa marca, il risultato finale sarà quello di una superficie che avrà lo stesso aspetto e proprietà in tutti gli ambienti, cosa non realizzabile con l'intonaco preparato in maniera tradizionale.


La bellezza dell'intonaco a stucco


L'intonaco a stucco
, rispetto a quello tradizionale, ha un aspetto lucido e corposo, un intonaco che risalta per la sua bellezza. Stiamo parlando di un intonaco pregiato, nato nell'antichità per decorare le pareti in modo particolare generando vari effetti.

Oggi, sul mercato, sono disponibili anche intonaci a stucco premiscelato a base minerale o sintetica, applicabili su intonaco tradizionale, riuscendo a simulare perfettamente i vecchi intonaci a stucco.

Particolare intonaco a stucco decorato
Quindi, è a tutti gli effetti un prodotto di finitura assimilabile alla più usata combinazione di strato di rasante per muri e pittura. Il ruolo principale dell'intonaco a stucco è quello di decorare le pareti, renderle vive e piene di colore. Vi sono varie tipologie di questo materiale di finitura che variano a seconda delle caratteristiche estetiche e compositive.

Intonaco a stucco normale


Questo tipo di iFinitura bianca liscia per intonaci interni Weber Rz di Weberntonaco usa come legante la scagliola, un gesso macinato finemente che per le sue caratteristiche lo rende adatto solo per ambienti interni, a causa della sua scarsa resistenza all'umidità.

Questo intonaco per interni è realizzato con colla polivinilica e la stesura può avvenire direttamente su una superficie di intonaco a base di calce aerea, tipo di posa che favorisce la traspirabilità delle pareti, particolare importante che rende gli ambienti gradevoli.

Per quanto riguarda gli spessori di applicazione, questi dipendono dall'effetto estetico che si vuole ottenere negli ambienti.

Weber Rz è un rasante per interni a base di gesso e calce idrata, applicabile quando viene richiesta una finitura liscia. È applicabile su supporti di tipo tradizionale o premiscelato a base calce-cemento, su fondo a base di gesso o anidrite, su pannelli di gesso o latero gesso e su blocchi in cemento cellulare previo trattamento con Weber.prim RS12-A.

Stucco decorativo


Quando bisogna realizzare delle decorazioni in rilievo o procedere al rifacimento di parti ammalorate di figure tridimensionali, si usa lo stucco, decisamente più corposo e resistente.
Molto diffuso negli anni 50 per la realizzazione di rosoni e modanature, allora create a mano da maestri artigiani.
Attualmente, invece, li possiamo trovare in commercio tranquillamente nei grandi negozi del fai da te, molto spesso rimpiazzati dai più economici e leggeri elementi di polistirolo.

Intonaco a stucco: cornice in gesso per illuminazione Led indiretta di Rossi Stucchi
Però, rimane il fascino di avere in casa ancora una cornice, un rosone o dei capitelli in gesso, quel materiale tanto usato negli anni addietro.

ROSSI Stucchi Snc è un'azienda che produce stucchi, elementi decorativi, capitelli, cornici e rosoni in gesso. Con una esperienza alle spalle di oltre 40 anni, realizza un prodotto di alta qualità e resistente, grazie all'uso sapiente di moderne tecniche di lavorazione e tradizione artigianale. La Rossi Stucchi produce anche cornici in gesso per illuminazione diffusa o indiretta a led, per personalizzare e creare giochi di luce negli ambienti.

Intonaco a stucco lucido


Questa è la tipologia più di pregio, realizzato con la polvere di marmo e determinate sostanze saponose che donano un aspetto denso e lustro, assumendo nomi diversi a seconda del luogo: veneziano, marmorino e palladiano.

Viene rifinito a freddo e può essere arricchito con vari effetti cromatici, oppure imitando il marmo con l'aggiunta di gesso e polvere di marmo nell'ultimo strato prima della lucidatura finale.


L'intonaco stampato per imitare le pietre naturali


Mediante l'utilizzo delle pietre naturali è possibile realizzare il rivestimento di qualsiasi tipo di superficie, da semplici pareti, alle travi, pilastri, etc.
L'impiego delle pietre naturali come rivestimento è adottato specialmente quando si vuole creare un opera di grande effetto, durevole nel tempo e di valore architettonico.
Utilizzate sia per rivestimenti interni che esterni, le pietre necessitano di manodopera altamente specializzata per la loro posa, specialmente in ambienti curvi e di forme particolari.

Decoro parete con effetto pietra realizzato con intonaco Plam Stone di Isoplam
Quando, per vari motivi, non è possibile utilizzare tali pietre naturali come rivestimento, è possibile imitare il loro particolare effetto tramite l'impiego di un intonaco specifico.
Usato anche come intonaco esterno, tale strato di malta, comunemente chiamato intonaco stampato o intonaco di pietra, è realizzato da una miscela costituita da grassello di calce e materiale vario, come il tufo, carparo o altri tipi di pietre, finemente macinato.

Le modifiche nelle combinazioni e nelle proporzioni dei componenti della miscela, conferiscono all'intonaco un colore e un aspetto caratteristico. L'impasto ottenuto è facilmente applicabile su qualsiasi supporto, proprio come un intonaco tradizionale, creando uno strato particolarmente suggestivo che viene suddiviso da una listatura che dona alla superficie trattata l'effetto del paramento a faccia vista.



Mediante questa tecnica è possibile abbattere notevolmente i tempi tecnici di realizzazione e al contempo ottenere un cospicuo risparmio economico rispetto all'impiego dei materiali tradizionali.

Altro vantaggio è la texture omogenea che si va a realizzare: grazie alla tecnica di impasto con materie prime derivanti proprio da pietre naturali, a volte provenienti da scarti di lavorazione macinate per ottenere una sabbia fine, con un risultato finale talmente reale da non riuscire a distinguere se si tratta di un rivestimento realizzato con pietre vere o con intonaco.
Intonaco stampato Plam Stone di Isoplam per imitare le pietre naturali
Uno dei prodotti per creare l'effetto delle pietre naturali, del legno, del marmo e dei mattoni è Plam Stone prodotto da Isoplam. La malta viene applicata alle superfici da decorare e viene impressa con i kit attrezzi e gli stampi in gomma, successivamente si colora con cere naturali o con colori specifici e protetta con resine trasparenti.


Intonaco ecocompatibile prodotto con materie naturali


Da alcuni anni si stanno incrementando notevolmente le costruzioni intelligenti che utilizzano materiali naturali non contaminanti, basandosi principalmente sull'utilizzo delle risorse naturali, in maniera sostenibile ed efficiente, per aiutare la natura a rigenerare quello che stiamo sfruttando.

Proprio questa consapevolezza sull'importanza di proteggere l'ambiente ha innescato un maggior impegno da parte degli esperti del settore architettura-edilizia nell'ambito della ricerca di nuove tecniche di edificazione che aiutino a creare il minor impatto sulla natura.

Anche gli intonaci sono creati con materiali naturali o riciclati a basso impatto ambientale, prodotti con basse emissioni di inquinanti per la tutela dell'ambiente.

Intonaco eco-compatibile Biocalce Intonaco di KerakollBiocalce® Intonaco
di Kerakoll è un intonaco eco-compatibile naturale certificato Bio 5, composto di pura calce idraulica naturale, materie prime naturali e minerali riciclati, ideale per realizzare intonaci interni ed intonaci per esterni altamente traspiranti, fungistatico e batteriostatico classificato B+ e F+, può essere riciclato tranquillamente come inerte a fine vita.

Si applica su murature di tamponamento e muri portanti, tufo, pietre, mattoni, laterizi, indicato per intonacature nel restauro storico, proteggendo e mantenendo le murature sane nel tempo.

Altro prodotto realizzato con pura calce naturale è Geocalce® Intonaco, un intonaco civile di finitura ad altissima traspirabilità per muri interni ed esterni, specifico per il restauro di murature in pietrame, mattoni, tufo e miste.


Intonaco macroporoso deumidificante per murature umide


Alcune volte ci può essere la presenza di acqua nelle murature, determinata da diverse cause:

• residuo di acqua negli elementi impiegati nella realizzazione dell'opera;
• problemi di impermeabilizzazione di murature e solai esposti alle intemperie;
• umidità ascendente attraverso risalita capillare;
• pioggia battente;
• fenomeno di umidità di condensa.

L'umidità, nel tempo, può causare un deterioramento della costruzione che potrebbe essere più o meno grave, con conseguente degrado delle condizioni ambientali a causa della proliferazione di funghi e muffe, particolarmente dannose per la salute degli abitanti.
L'uso di un intonaco macroporoso, in abbinamento ad altre tecniche per risolvere la problematica dell'umidità nelle murature, agevola la velocità di evaporazione dei residui dell'acqua presente nelle pareti.

Tale intonaco traspirante ottenuto tramite la miscelazione di malte a base di calce idraulica naturale e inerti leggeri, additivato con materiali porogeni che creano una forte porosità, può essere impiegato sia all'interno che all'esterno e su tutti i tipi di murature.

I vuoti che si formeranno all'interno dello strato permetteranno di aumentare notevolmente la superficie di evaporazione e di limitare la creazione di sali cristallizzati che deteriorano l'intonaco.


Intonaco macroporoso: fasi di lavorazione


Vediamo ora nel dettaglio come intonacare una parete usando un intonaco macroporoso.

Spicconatura


Per prima cosa va spicconato tutto l'intonaco ammalorato, andando ben oltre la zona interessata dall'umidità, raschiando accuratamente i giunti tra i mattoni per eliminare le eventuali muffe o altri elementi contaminanti.

Preparazione della muratura


La muratura va lavata con un getto d'acqua a bassa pressione deionizzata, pulita con idonee spazzole al fine di eliminare le parti mobili.

Stuccatura dei giunti e applicazione del primer


Si passa alla stuccatura dei giunti e successivamente all'applicazione di un primer inibitore delle salinità. Tale operazione va eseguita dall'alto verso il basso, in vari strati, fino alla completa saturazione della muratura, mantenendo la zona trattata protetta dalle intemperie fino a completa essiccazione.

Strato di rinzaffo


Si applica uno strato di rinzaffo avente uno spessore di circa 20-30 mm, previa bagnatura della muratura con acqua pulita.


Applicazione intonaco macroporoso


Una volta che il rinzaffo intonaco comincerà a rapprendersi, circa 24-48 ore, dopo aver bagnato la superficie si passerà ad applicare l'intonaco macroporoso in due o tre strati, a distanza di circa 24 ore l'uno dall'altro, seguendo attentamente le istruzioni del produttore dell'intonaco.

Buona norma è inserire una rete porta intonaco al fine di evitare piccole fessurazioni.
Passati circa 20 giorni, si procederà con la rasatura intonaco superficiale.


Esempi di intonaco macroporoso


Intonaco traspirante AdesanUn intonaco premiscelato deumidificante alleggerito per il risanamento delle murature umido è Adesan Traspirante prodotto da Adesital.

È composto da una malta premiscelata macroporosa con leganti scelti a reazione pozzolanica, additivi speciali e inerti leggeri.
In questo modo si ottiene un intonaco con forte potere drenante dell'umidità e il blocco della fuoriuscita dei sali dalla muratura.

Idoneo per vecchie e nuove murature, per risanare murature e pietre porose, interventi su murature interessate da umidità di risalita e il recupero di murature attaccate da efflorescenze saline, ha una ottima lavorabilità sia a mano che a macchina.



Quali attrezzi utilizzare per stendere l'intonaco?


L'applicazione dell'intonaco avviene utilizzando la cazzuola, attrezzo formato da una lama di acciaio semirigida, di forma triangolare a punta arrotondata e dotata di un manico di legno.
Con la cazzuola si lancia la malta sulla parete con movimento veloce dal basso verso l'alto e dando una prima lisciata con la cazzuola stessa.

A seconda del suo utilizzo, esistono cazzuole dalla punta ad angolo quadro, piatto o acuto. Anche le dimensioni sono variabili, infatti, la più piccola è detta cucchiarotto o cazzuolino, ed è impiegata per lavorare con precisione negli angoli.

Fasce intonaco e staggia per livellare
Per livellare la malta stesa precedentemente si adopera un asse di legno o una staggia metallica, con movimenti sempre dal basso verso l'alto fino a conseguire una stesura uniforme, riempiendo con ulteriore malta per intonaco le zone non livellate.

Per pareti di grandi dimensioni bisogna realizzare delle fasce di intonaco verticali di 10-15 cm, poste a una distanza l'una dall'altra di circa un metro, eseguite a tutt'altezza, perfettamente a piombo e lisce, che serviranno come base di appoggio per la staggia.

Una volta asciutte, si procede con l'intonacatura della zona compresa tra le due strisce verticali, facendo scivolare la staggia sulle fasce in modo da livellare perfettamente il tratto in questione.

Lisciatura dell'intonaco con frattazzo
Per lisciare ancora di più il materiale si utilizza il frattazzo, una tavoletta rettangolare in lama di acciaio o legno duro, dotata di impugnatura e adoperata con dei movimenti circolari.
Va ricordato che prima di stendere l'intonaco la parete deve essere bagnata, per evitare che il muro assorba l'acqua dell'impasto delle malte.


Velocità di realizzazione dell'intonaco con la stesura robotizzata


Quando si deve realizzare una intonacatura a perfetta regola d'arte, ci si rivolge ad artigiani o personale altamente qualificato, con costi da sostenere molto alti, giustificati dai tempi tecnici delle varie fasi lavorative. Oggi, per raggiungere una stesura dell'intonaco perfetta e ottimizzare i tempi di posa per abbattere i costi finali, è possibile adoperare speciali apparecchiature robotizzate per l'applicazione dell'intonaco.

Apparecchiatura robotizzata per stesura intonaco di Edilrobotica AZ ItaliaTali macchine permettono l'intonacatura, la posa di sottofondi e anche la costruzione di nuove murature, il tutto in modo automatico e veloce.

Grazie alle loro dimensioni minime, riescono ad attraversare agevolmente i vani interni delle abitazioni, con la possibilità di essere impiegate in tutti i tipi di fabbricati, compreso quelli condominiali.

Le macchine robotizzate riescono a posare l'intonaco sia sulle pareti che sui soffitti di ogni tipo, rendendo obsolete la spruzzatura manuale con lancia intonacatrice, la realizzazione di guide per intonaco, la staggiatura manuale, in quanto, sono apparecchiature strutturate per eseguire le lavorazioni perfettamente a piombo.

Queste macchine robotizzate sono alimentate da normalissime pompe intonacatrici, attive nella fase di spruzzatura con il getto del materiale premiscelato per intonaco e successivamente messe in stand by durante la staggiatura, che avviene in due fasi: la prima inclinata e la seconda orizzontale, con una resa di circa 6 mq in circa 8 minuti.

L'uso di queste apparecchiature robotizzate permette una stesura dell'intonaco omogenea su tutte le superfici, riducendo i tempi di lavorazione e i costi del personale per realizzare la manodopera.


Quali sono le cause dei difetti dell'intonaco?


Gli intonaci realizzati con calce idraulica, col passare del tempo possono manifestare degli inconvenienti causati principalmente dalla composizione stessa dell'intonaco e dalle sollecitazioni a cui è sottoposto, ad esempio il  vento, la pioggia, l'esposizione solare o le gelate.

Fessurazione intonaco
Quando l'intonaco a calce presenta un deterioramento diffuso o localizzato sulla sua superficie, bisogna analizzare attentamente il tipo di danneggiamento: la presenza di fessurazioni o cavillature, possono essere causate da un ritiro eccessivo del legante, una asciugatura troppo veloce del materiale, l'alternarsi di cicli termici abbastanza ravvicinati nel tempo, oppure scatenate da forti sollecitazioni come violente piogge battenti, laddove non vi sia la protezione di cornici, sbalzi, balconi, etc.

Intonaco attaccato da efflorescenza
Ma i danneggiamenti dell'intonaco possono originarsi anche dall'alterazione del legante utilizzato nella malta o per l'efflorescenza causata dalla presenza del salnitro che polverizza parte dell'intonaco. Altra origine dei dani all'intonaco può essere l'errata preparazione del sottofondo, come il mancato lavaggio con acqua pulita della muratura al fine di rimuovere efflorescenze esistenti ed eliminare i sali solubili.

Altra causa può derivare dal mancato rispetto degli avvisi importanti forniti dal produttore nella scheda tecnica del materiale. Infine, anche una non corretta preparazione dell'impasto, con dosaggi non esatti, può provocare una adesione non perfetta alla muratura, con conseguente scollamento e caduta di intonaco.


Quanto costa intonacare una parete?


Vari fattori incidono sul prezzo al mq dell'intonaco: dai tipi di intonaco, se tradizionale o premiscelato, dalla sua composizione, dagli additivi utilizzati, se viene eseguito all'interno o all'esterno, l'altezza della superficie da intonacare, dagli strati e dallo spessore da realizzare, dal tipo di finitura, se resistente al fuoco, termoisolante, fonoassorbente, idrorepellente, fibrorinforzato, etc.

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Articolo: Stendere l'intonaco
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Stendere l'intonaco: Commenti e opinioni


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  • Marieromiti
    Marieromiti
    Martedì 15 Settembre 2015, alle ore 14:02
    Buongiorno,Ho ristrutturato una casetta al bordo di una laguna e a lavori finiti è saltata fuori un umidità di risalita tremenda. Dopo interventi molto costosi: iniezoni di resina su tutto il perimetro delle mura e applicazione di intonaco macroporoso dopo lavaggio e applicazione antisale sulle pareti esterne. Intervento fatto 6 mesi fa. Tuttora Le pareti interne buttano fuori sale. Dovremo applicare l'intonaco macroporoso internamente?
    rispondi al commento
  • Matteoalbanese
    Matteoalbanese
    Mercoledì 9 Luglio 2014, alle ore 10:33
    Salve ho una piccola casa che presenta dei grossi problemi di umidità. non è possibile dato le piccole dimensioni dell'immobile fare una controparete in ctgs .percuiò stavo pensando a della biocalce ma i muratori consigliano intonaco macroporoso quale è la sostanziale differenza?
    rispondi al commento
  • Giovanni
    Giovanni
    Giovedì 17 Ottobre 2013, alle ore 13:57
    Gentilmente, visto che voglio fare la mia facciata e renderla in tufo anticato, ma essendo particolarmente tortuosa la cosa è molto difficile.
    Mi sapresti consigliare il marchio di intonaco da utilizzare per ottenere quello che voglio?
    Per essere più preciso, l'effetto che vorrei ottenere è quello di una casa fatta in tufo stile centro storico.
    Grazie.
    rispondi al commento
  • Lodi Giovanni Via San Cristoforo 179/g San Giovanni In Persiceto- Bo
    Lodi Giovanni Via San Cristoforo 179/g San Giovanni In Persiceto- Bo
    Martedì 8 Ottobre 2013, alle ore 15:48
    Egr. Architetto, da tempo cerco simile prodotto già miscelato presso aziende del settore che mi propongono intonaci stampati ma da colorare successivamente.
    Nella mia casa in Sicilia, ho rivestito alcuni pilastrini con tale prodotto:"intonaco premiscelati, per esterni, con effetto pietra antica".
    Di colore bianco calcare.
    Dove posso trovare questo o il prodotto da lei descritto in un rivenditore della provincia di Bologna o Ferrara?
    Grazie.
    rispondi al commento
  • Marco-filachim
    Marco-filachim
    Martedì 27 Novembre 2012, alle ore 17:15
    Ciao, io lavoro per Fila Industria Chimica e vorrei consigliare il nostro sistema antimuffa che permette di eliminare completamente la muffa (detergente FILAACTIVE1), sanificando l'ambiente, e proteggere la parete affinchè la muffa non si riformi (FILAACTIVE2)!
    rispondi al commento
  • Davide
    Davide
    Giovedì 8 Novembre 2012, alle ore 08:37
    Salve, ho una casa in campagna e ho dovuto affrontare anch'io il problema dell'umidità di risalita.
    Si è rivelato efficace il trattamento con barriera di resine impermeabilizzanti, che ho eseguito dopo aver rimosso l'intonaco vecchio fino ad un'altezza di 80 cm.
    Prima di tale trattamento era sufficiente una giornata di pioggia a far comparire l'umidità.
    Dopo il trattamento questa risalita non si vede più e i muri, su cui non ho ancora applicato il nuovo intonaco, si stanno progressivamente asciugando, nonostante le piogge incessanti dei giorni scorsi.
    A questo punto mi chiedo se sia necessario integrare il trattamento con barriera chimica ad un intonaco macroporoso o se sia invece sufficiente rifare il vecchio intonaco con premiscelati, dello stesso spessore del precedente.
    Questo mi eviterebbe l'antiestetico "dentino" che si verrebbe a creare tra l'intonaco esistente (sopra gli 80 cm) e quello macroporoso nella parte bassa dal momento che dovrebbe invece avere uno spessore maggiore.
    Cosa mi consigliate di fare?
    Grazie! DAVIDE
    rispondi al commento
    • Immacolataguarino
      Immacolataguarino Davide
      Giovedì 15 Novembre 2012, alle ore 13:54
      Per Davide: È preferibile in genere, completare il procedimento di deumidificazione che prevede la creazione di una barriera di resine impermeabilizzanti, con l'applicazione di un idoneo intonaco macroporoso, è possibile poi ottenere un carattere uniforme tra il vecchio e il nuovo intonaco con l'applicazione di finiture traspiranti.
      rispondi al commento
      • Davide
        Davide Immacolataguarino
        Martedì 22 Ottobre 2013, alle ore 08:51
        Grazie!
        Alla fine il "dentino" è venuto bene e non mi dispiace!
        Per la pittura su intonaco macroporoso, quale tipologia dovrei utilizzare secondo lei?
        rispondi al commento
        • Immacolataguarino
          Immacolataguarino Davide
          Lunedì 4 Novembre 2013, alle ore 17:34
          Salve, sarebbe opportuno utilizzare una coloritura traspirante, applicando ad esempio pitture a calce o ai silicati.
          rispondi al commento
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