|
Una camera utilizzata soltanto per dormire non viene sollecitata nello stesso modo di un ambiente in cui una o più persone trascorrono parecchie ore al giorno.
Lo stesso vale per una cucina-soggiorno o una stanza destinata stabilmente al lavoro da casa.
Più aumenta il tempo di permanenza, più diventano importanti:
La respirazione aumenta la concentrazione di anidride carbonica e contribuisce alla produzione di umidità; attività quotidiane, materiali, arredi e prodotti utilizzati negli ambienti possono inoltre rilasciare altre sostanze.
Tutto questo genera l'inquinamento indoor.
Quantità di persone e numero di ore di permanenza nella stanza senza ricambio d'aria - Unsplash
Se il ricambio d’aria è insufficiente, la stanza può diventare progressivamente più chiusa e meno confortevole senza che il problema sia immediatamente visibile.
L'altro fattore determinante è la luce naturale.
Una postazione collocata lontano dalla finestra può risultare poco illuminata anche in una stanza dotata di un’apertura formalmente adeguata.
Una grande finestra esposta al sole può invece fornire molta luce ma creare abbagliamento e surriscaldamento se non viene schermata.
La progettazione dovrebbe quindi considerare contemporaneamente quantità d’aria rinnovata, distribuzione della luce e utilizzo della stanza.
La qualità dell'aria è un must have per il comfort domestico.
La sensazione di aria pesante dipende spesso dalla combinazione tra volume della stanza e numero di occupanti.
Anche l’altezza interna determina il volume complessivo disponibile.
Una stanza alta e ampia tende ad accumulare più lentamente anidride carbonica rispetto a un piccolo locale basso, anche se questo non elimina la necessità di ventilazione.
Una persona seduta al computer produce condizioni differenti rispetto a più persone che svolgono attività fisica.
Anche le sorgenti di umidità hanno peso diverso: una camera-studio produce prevalentemente umidità attraverso la presenza delle persone; una cucina o un ambiente collegato a un bagno può ricevere quantità molto maggiori di vapore.
Quando l’occupazione è prolungata, è meglio evitare grandi variazioni tra lunghi periodi senza ventilazione e brevi aperture molto intense.
Una qualità dell’aria più stabile risulta generalmente più facile da ottenere con un ricambio distribuito nel tempo.
La ventilazione naturale rimane il sistema più semplice per rinnovare l’aria.
Lasciare una finestra socchiusa per molte ore non produce necessariamente un ricambio migliore di un’apertura più ampia per un periodo più breve.
La portata d’aria dipende da vento, differenza di temperatura tra interno ed esterno, dimensione effettiva dell’apertura e possibilità dell’aria di attraversare l’ambiente.
Aprire le finestre per la ventilazione naturale - Getty Images
Quando esistono finestre su lati opposti o comunque aperture capaci di creare un percorso, la ventilazione incrociata può accelerare notevolmente il ricambio.
Le porte interne partecipano al comportamento della ventilazione: aprire la finestra dello studio mantenendo la porta completamente chiusa limita il percorso disponibile; lasciare temporaneamente aperto anche un collegamento verso un altro ambiente può favorire lo spostamento dell’aria.
Nelle stanze occupate per molte ore la ventilazione meccanica controllata può essere utile quando non è pratico affidarsi esclusivamente all’apertura manuale delle finestre.
Il vantaggio principale è la continuità.
Questa è la soluzione migliore, ad esempio, per gli utenti della Indoor Generation, così definiti coloro i quali trascorrono circa il 90% del loro tempo in spazi chiusi.
Grazie a questa tecnologia, infatti, l’aria può essere rinnovata a prescindere dalla condizioni metereologiche esterne che possono rendere poco confortevole aprire frequentemente le finestre.
Esistono sistemi centralizzati, che servono più ambienti mediante canalizzazioni, e unità decentralizzate installate direttamente sulle pareti esterne dei singoli locali.
L'installazione di una VMC richiede la valutazione attenta di diversi aspetti:
Nei sistemi con recupero di calore una parte dell’energia dell’aria espulsa viene trasferita all’aria in ingresso, riducendo le dispersioni legate alla ventilazione rispetto a un ricambio naturale prolungato con finestre aperte.
Per un buon rendimento è necessario eseguire una corretta manutenzione: filtri sporchi, bocchette ostruite possono ridurre significativamente il ricambio.
La qualità dell’aria non può essere valutata completamente con un unico sensore, ma alcuni parametri possono essere utili per comprendere come si comporti la stanza.
La concentrazione di anidride carbonica aumenta con la presenza delle persone ed è quindi un buon indicatore del rapporto tra occupazione e ventilazione.
Esempio pratico: se in uno studio la CO2 aumenta progressivamente ogni volta che la stanza viene utilizzata a lungo e diminuisce rapidamente quando si aprono le finestre, il comportamento mostra chiaramente che il ricambio durante l’occupazione è insufficiente.
Una ventilazione insufficiente può provocare la comparsa di muffa - Getty Images
Anche l’umidità fornisce informazioni importanti: valori elevati per lunghi periodi, soprattutto in presenza di pareti fredde, possono favorire condensa superficiale e muffa.
I sensori domestici possono aiutare a osservare le variazioni durante la giornata, ma non dovrebbero essere utilizzati come strumenti diagnostici assoluti, inoltre, la loro efficacia dipende dalla posizione in cui sono collocati.
La quantità di luce naturale percepita non dipende soltanto dalla superficie vetrata totale: conta soprattutto il rapporto tra finestra e posizione delle attività.
Una scrivania collocata a un metro da una grande apertura riceve condizioni molto diverse dalla stessa postazione posizionata in fondo a una stanza profonda.
Per questo, nelle stanze occupate molte ore, conviene destinare le zone più vicine alle aperture alle attività che richiedono maggiore attenzione visiva.
Come scegliere la collocazione dell'angolo studio-lavoro rispetto alla finestra - Velux
Un tavolo da lavoro può essere disposto lateralmente rispetto alla finestra, in modo da ricevere luce senza avere il sole direttamente davanti al monitor.
Anche l’altezza della finestra conta: una porzione vetrata alta porta luce più in profondità rispetto a una superficie della stessa area sviluppata prevalentemente vicino al pavimento.
Una volta entrata nella stanza, la luce viene riflessa da soffitto, pareti, pavimento e mobili.
Superfici chiare tendono a rimandare una quantità maggiore di luce nell’ambiente, mentre finiture molto scure la assorbono maggiormente.
Il consiglio, dunque, non è obbligatoriamente total white, ma valutare dove collocare colori intensi e superfici opache.
Una parete scura posta proprio di fronte alla principale sorgente di luce può ridurre la quantità di luce riflessa verso il resto dell’ambiente; la stessa nuance utilizzata su una parete laterale può produrre un effetto differente.
Anche le spallette della finestra incidono: se sono molto chiuse e scure, una parte della luce viene assorbita prima di raggiungere la stanza.
Lo stesso vale per gli arredi: mobili alti, come una libreria o un armadio, posizionati molto vicino alla finestra possono creare ombre e limitare l’apertura dell’anta, riducendo contemporaneamente luce e ventilazione.
Nelle stanze utilizzate molte ore, abbagliamento e surriscaldamento possono rendere inutilizzabile una postazione che sulla carta dispone di molta luce.
Il problema è particolarmente evidente negli studi con monitor.
Una finestra direttamente davanti allo schermo può creare forti differenze di luminanza tra il display e lo sfondo. Se invece si trova alle spalle, il sole può riflettersi sul monitor e rendere difficile la lettura.
A prescindere dalla disposizione, occorre valutare schermature adeguate.
Velux offre soluzioni efficaci per ogni esigenza.
Tende interne a rullo - foto Velux
Le tende interne possono controllare la luce visibile e ridurre l’abbagliamento.
Le schermature esterne, quindi persiane, tapparelle, frangisole, sono invece l'ideale per limitare l’ingresso di calore e il conseguente surriscaldamento della stanza.
Aprire una finestra migliora il ricambio d’aria ma può introdurre altri problemi; i più ricorrenti in un contesto urbano sono il rumore del traffico, polveri e altri inquinanti.
In estate può entrare aria molto calda e in inverno l’apertura prolungata può raffreddare eccessivamente l'ambiente.
In un ambiente rumoroso una VMC può permettere di mantenere i serramenti chiusi per periodi più lunghi senza rinunciare al ricambio continuo.
I filtri, in funzione del sistema, possono inoltre contribuire a trattenere parte del materiale particolato presente nell’aria esterna.
È fondamentale però valutare filtrazione, portata, manutenzione e rumore della macchina.
Anche l'ingresso di molta luce naturale può entrare in conflitto con il comfort termico, in quanto una vetrata molto ampia migliora la luminosità ma, se non adeguatamente schermata, può aumentare il carico estivo e costringere a utilizzare più intensamente l'impianto di climatizzazione.
L'obiettivo deve essere raggiungere un equilibrio tra i diversi parametri.
Spesso basta ripianificare la distribuzione degli arredi per migliorare sensibilmente il comfort.
Ipotizziamo uno studio ricavato in una stanza rettangolare con una finestra su una delle pareti corte; la scrivania è collocata inizialmente in fondo alla stanza, mentre vicino alla finestra si trovano un armadio alto e una libreria.
Durante il giorno la postazione rimane poco luminosa e l’utente accende quasi sempre una lampada.
Quando apre la finestra, inoltre, l’aria rimane concentrata soprattutto nella parte anteriore della stanza.
Soluzione: spostando la scrivania più vicino all’apertura, lateralmente rispetto al vetro, e trasferendo i mobili alti sulla parete opposta, la luce raggiunge più direttamente il piano di lavoro e la zona della finestra rimane libera.
Questo è un esempio di come è possibile utilizzare meglio la quantità di luce e la qualità di ventilazione di cui si dispone senza fare interventi strutturali.
Se un cambio di questa entità non è sufficiente, ha senso valutare un sistema di ventilazione meccanica controllata.
Quando sono previsti lavori più importanti, conviene affrontare il problema in modo integrato.
La sostituzione degli infissi, ad esempio, tende a migliorare la tenuta all’aria dell’involucro, vantaggio energetico ma anche prezioso contributo per contrastare le infiltrazioni involontarie.
Dopo l’installazione di finestre più ermetiche può quindi diventare ancora più importante ventilare correttamente.
Se la ristrutturazione riguarda anche la dimensione delle finestre, è opportuno valutare anche l’effetto sulla luce e sul comportamento termico.
Sequenza di tre finestre balcone - Velux
Aumentare l’altezza della parte vetrata può migliorare la penetrazione della luce più di un semplice ampliamento vicino al pavimento.
In mansarde e sottotetti può essere utile valutare l’integrazione tra finestre verticali e aperture in copertura, tenendo però conto del maggiore irraggiamento che può raggiungere i vetri inclinati.
Luce, ventilazione e isolamento devono procedere di pari passo: una stanza ben illuminata ma soggetta a forte surriscaldamento estivo non è adatta a una permanenza prolungata.
Anche una stanza ben progettata non dispone della stessa luce naturale in tutte le ore e in tutte le stagioni.
L’illuminazione artificiale deve quindi integrare quella proveniente dalle finestre senza creare forti contrasti.
Ad esempio, in uno studio è utile distinguere la luce generale della stanza da quella dedicata alla postazione di lavoro.
La soluzione migliore sono i sistemi regolabili che consentono di adattare l’apporto artificiale alla quantità di luce disponibile.
Anche la posizione delle sorgenti luminose è importante per evitare fastidiosi riflessi oppure ombre su monitor o TV.
Valutando il comportamento di luce naturale e artificiale nella stanza specifica si migliora il comfort e si riduce il ricorso all’illuminazione artificiale nelle ore diurne che incide anche sui consumi.
Il primo passo consiste nell’osservare come si comporta realmente l’ambiente durante una giornata standard: quante persone lo occupano, per quante ore, quanto frequentemente vengono aperte le finestre e quanto velocemente cambia la qualità dell’aria.
Un semplice monitoraggio di CO2, temperatura e umidità può aiutare a individuare i periodi più critici.
Poi va osservato il percorso della luce.
A questo punto si valutano innanzitutto gli interventi meno invasivi: spostamento degli arredi, riduzione degli ostacoli vicino alla finestra, installazione di schermature solari e miglioramento dei ricambi d’aria.
Quando queste misure non sono sufficienti, si può passare a interventi impiantistici o edilizi:
Una stanza utilizzata stabilmente dovrebbe essere organizzata partendo dalla posizione delle persone.
La postazione principale va collocata dove possa ricevere luce naturale senza esposizione diretta e continua al sole e senza riflessi fastidiosi sui monitor.
Davanti alle finestre conviene evitare mobili che riducano l’apertura, ostacolino il movimento dell’aria o creino ombre profonde.
Il sistema di ventilazione deve essere scelto considerando il tempo di permanenza e il numero di occupanti.
Se la stanza rimane occupata molte ore, le finestre vengono aperte raramente oppure il contesto esterno rende problematica la ventilazione naturale, una VMC può rendere più stabile la qualità dell’aria.
La luce naturale deve essere controllabile attraverso schermature che permettano di ridurre abbagliamento e apporti solari senza oscurare inutilmente l’ambiente.
Quando sono previsti lavori edilizi più importanti, forma e posizione delle aperture dovrebbero essere studiate insieme a isolamento, protezione solare e ventilazione.
Fondata in Danimarca nel 1941, VELUX è un'azienda leader a livello internazionale specializzata in soluzioni che migliorano la qualità degli ambienti interni grazie a luce naturale e ventilazione.
Il suo catalogo comprende finestre per tetti a falda e piani, tunnel solari, tende interne ed esterne, tapparelle, sistemi per la ventilazione e accessori domotici per il controllo automatico di aria e luce.
L'obiettivo è trasformare gli spazi abitativi in luoghi più salubri, confortevoli ed efficienti dal punto di vista energetico. Presente in Italia dal 1977 con sede a Colognola ai Colli (VR) e oltre 2.000 rivenditori, l'azienda unisce innovazione, sostenibilità e responsabilità sociale per portare benessere nelle case di tutto il mondo.