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In molte abitazioni il disagio invernale non è immediatamente collegato alle pareti o agli infissi, ma a una sensazione più sottile e difficile da spiegare.
Stare in una stanza che sembra perfettamente chiusa, senza spifferi, ma al contempo che risulta poco accogliente, è sinonimo di un calore che non riesce a stabilizzarsi.
Il soffitto freddo può essere la fonte dello squilibrio termico - Pinterest
Spesso il problema proviene dal soffitto che, essendo una superficie che non si tocca direttamente come pavimenti e pareti, passa inosservato.
In realtà, ha un impatto rilevante sulla percezione del comfort e sul modo in cui la casa reagisce al riscaldamento.
Un caso frequente riguarda gli appartamenti all’ultimo piano di un condominio, soprattutto se trattasi di edilizia tra gli anni ’60 e ’90.
Il riscaldamento è acceso, l’aria raggiunge la temperatura desiderata, ma l’ambiente risulta poco confortevole.
Ci si sente meglio vicino ai radiatori, peggio al centro della stanza, e la sensazione di freddo aumenta restando fermi.
In questi contesti, il soffitto gioca un ruolo determinante, anche quando non presenta segni evidenti di problemi.
Il soffitto è una superficie estesa e spesso sottovalutata, ma quando è freddo, assorbe calore dall’aria e dal corpo umano attraverso lo scambio radiativo.
Questo processo silenzioso avviene in modo continuo.
Trovare il comfort termico solo vicino al termosifone - Getty Images
Anche con un’aria sufficientemente calda, un soffitto freddo abbassa la temperatura media percepita e questo spiega perchè una stanza può risultare fredda pur rispettando i valori impostati sul termostato.
In inverno, e in particolare tra gennaio e febbraio, le strutture superiori dell’edificio sono sottoposte a un raffreddamento costante.
La copertura disperde calore verso l’esterno e, in assenza di un buon isolamento termico, trasmette il freddo agli ambienti sottostanti.
Con il passare delle settimane, il soffitto può raggiungere temperature molto più basse rispetto all’aria interna, diventando un punto critico del comfort abitativo.
Un errore comune è confondere la sensazione di soffitto freddo con correnti d’aria o spifferi.
Spesso si imputa la sensazione di freddo a spifferi o correnti d'aria mentre proviene dal soffitto - Getty Images
Il disagio deriva dallo scambio radiativo durante il quale il corpo cede calore verso una superficie più fredda, anche in assenza di contatto diretto.
In presenza di un soffitto freddo, l’aria calda tende a salire e a raffreddarsi rapidamente a contatto con la superficie superiore.
Questo crea un ciclo continuo in cui il calore viene prodotto, sale e viene disperso, senza stabilizzarsi nell’ambiente.
Il risultato è un impianto di riscaldamento che lavora più a lungo, con una resa percepita inferiore rispetto all’energia immessa.
Gli appartamenti posti all’ultimo piano dello stabile sono i più esposti a questo fenomeno.
Il solaio di copertura è spesso la parte più sollecitata dell’involucro e, se poco isolata, diventa una grande superficie fredda.
Il freddo proveniente dal soffitto è più marcato all'ultimo piano - Getty Images
In questi casi, il soffitto non solo disperde calore, ma condiziona l’intero equilibrio termico della stanza, rendendo più difficile raggiungere e mantenere il comfort.
Un soffitto con bassa inerzia termica si raffredda rapidamente e resta freddo a lungo.
Anche dopo ore di riscaldamento, la superficie può non accumulare abbastanza calore da contribuire positivamente al comfort.
Questo spiega perché, in alcune case, il disagio persiste anche dopo una giornata intera con il riscaldamento acceso.
Un soffitto freddo non è solo una fonte di disagio, ma un indicatore del comportamento termico dell’edificio.
Infatti, segnala che il calore prodotto fatica a essere trattenuto e che una parte importante dell’energia viene dispersa verso l’alto.
Osservare questo fenomeno aiuta a capire perché alcune abitazioni risultano costose da riscaldare senza offrire un comfort adeguato.
Di fronte a un soffitto freddo, molti pensano subito a potenziare l’impianto o a modificare le impostazioni del termostato.
Se il soffitto continua a comportarsi come una superficie fredda, l’aumento della temperatura dell’aria produce benefici limitati e temporanei.
Aumentare la temperatura alzando i gradi dal termostato - Getty Images
Il comfort termico è il risultato di un equilibrio tra aria e superfici.
Quando una superficie così estesa come il soffitto è fredda, tale equilibrio si rompe e il corpo perde calore verso l’alto.
Gli effetti di un soffitto freddo non interessano solo la stanza in cui si manifesta il problema.
Spesso ci si trova dinanzi a una dispersione di calore che riguarda l'intero involucro superiore dell'edificio.
Questo squilibrio, nel tempo, influisce su consumi, comfort e stabilità termica della casa.
In inverno si tende a osservare ciò che succede a livello delle pareti o dei pavimenti e il soffitto, invece, viene raramente considerato.
Eppure è proprio dall’alto che spesso arrivano i segnali più chiari di una casa che fatica a trattenere il calore.
Capire perché il soffitto è freddo permette di leggere meglio il comportamento dell’abitazione e come reagisce al freddo intenso.
In una casa davvero equilibrata, anche il soffitto contribuisce al comfort anzichè ostacolarlo.
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