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Di notte, quando i rumori ambientali prodotti dal traffico e dalle attività umane risultano sensibilmente inferiori, si possono sentire schiocchi, scrosci, tonfi o scricchiolii non identificati provenienti dalle viscere dell’edificio.
I rumori notturni emessi dagli edifici sono comuni - IStock
É un fenomeno normale, sebbene più caratteristico degli edifici storici, e può avere tre macro-cause principali: l’assestamento degli elementi costruttivi (ad esempio i solai o le coperture in legno), gli impianti o gli animali nocivi come roditori e insetti xilofagi.
Le dilatazioni termiche del legno emettono scricchiolii notturni- IStock
Se infatti il rumore ha una causa nociva i danni tenderanno a peggiorare costantemente nel tempo, rendendo via via più gravosa dal punto di vista economico e logistico la soluzione definitiva.
Prima di pensare subito al peggio bisogna escludere le cause fisiche legate all’edificio e ai suoi impianti.
Una causa benigna e del tutto fisiologica dei rumori notturni, soprattutto gli scricchiolii, sono le dilatazioni termiche e gli assestamenti strutturali, da non confondere con i dissesti.
É un fenomeno che riguarda soprattutto le strutture e gli elementi costruttivi in legno degli edifici storici.
I componenti più soggetti sono in particolare le coperture, le centine di sostegno delle false volte e le orditure dei solai.
Parquet tradizionali generano scricchiolii notturni - Getty Images
Questi ultimi, in particolare, se posati con il sistema tradizionale dei listelli inchiodati a correntini di sostegno a loro volta fissati all’impalcato del solaio, tendono anzi a scricchiolare al semplice calpestio.
Il legno, essendo un materiale vivo, tende inoltre a variare il proprio contenuto di umidità in base ai cambiamenti stagionali o giornalieri.
I tetti in legno scricchiolano di notte - Pixabay
I rumori notturni caratteristici di tali fenomeni sono appunto gli scricchiolii.
Le canne fumarie metalliche emettono schiocchi e rumori - Getty Images
Inoltre, anche nel caso di semplici rumori fisiologici, si può mitigare notevolmente il disturbo generato installando un isolamento acustico adeguato.
In altri casi i rumori notturni sono prodotti dagli impianti tecnologici, in particolare gli scarichi e dall’impianto idraulico.
Un fenomeno comune è ad esempio lo scroscio prodotto dallo sciacquone, che in assenza di un adeguato isolamento acustico può risultare particolarmente intenso e disturbante.
Le tubazioni dell'acqua possono causare tonfi e rumori - IStock
Un rumore sordo e improvviso che si avverte alla chiusura di un rubinetto è invece dovuto al cosiddetto colpo d’ariete.
Si tratta di un fenomeno idraulico che si verifica quando un fluido in movimento si ferma bruscamente, producendo un’onda d’urto che si propaga lungo le tubature.
Questa a sua volta provoca rumori forti e vibrazioni, che nel lungo periodo possono danneggiare gli impianti.
Per prevenire il fenomeno di solito è sufficiente usare valvole a chiusura lenta e monitorare periodicamente le tubazioni con la video-ispezione per individuare i punti a rischio o debolezze strutturali.
Un rubinetto che perde genera rumori notturni - Pixabay
Uno scroscio o uno sgocciolio costante segnalano infine una perdita d’acqua, che può avere due origini diverse.
Il guasto si ripara velocemente sostituendo gli elementi danneggiati, normalmente le guarnizioni.
Anche le infiltrazioni d'acqua possono causare rumori - Istock
Anche le prestazioni termiche tendono inoltre a peggiorare a causa della maggior conducibilità termica di un materiale saturo d’acqua.
Un’altra causa di rumori notturni piuttosto frequente sono le infestazioni da animali nocivi.
I tarli si riconoscono dal rumore e dai fori di sfarfallamento - IStock
Uno dei più comuni sono i roditori (topi, ratti o ghiri), che occupano tipicamente i sottotetti, i vespai e le intercapedini di pareti e controsoffitti.
I roditori provocano molti rumori notturni - IStock
Il rumore tende inoltre a scomparire in inverno, perché il ghiro, diffuso soprattutto nelle zone rurali o vicino ai boschi, va in letargo nei mesi freddi.
Spesso i roditori tendono anche ad annidarsi all’interno dei materiali isolanti come la lana di roccia o i pannelli di polistirolo delle pareti di cartongesso, che offrono un ambiente caldo e riparato: in tali casi il rumore è ammortizzato ma persistente.
Altri animali nocivi degli edifici storici sono gli insetti xilofagi, in particolare tarli e termiti, che possono costituire anche un serio rischio per la stabilità delle strutture lignee.
Gli insetti xilofagi creano rumori notturni - IStock
Sono generalmente silenziosi, ma alcune specie emettono suoni caratteristici identificabili da un esperto del settore.
Un nido di vespe può causare rumori notturni - Pixabay
Talvolta anche vespe e calabroni infestano le case producendo rumori notturni: i loro nidi si collocano normalmente nei cassonetti delle tapparelle, nei sottotetti non abitati e nelle intercapedini di soffitti e false volte.
Un picchio può causare rumori notturni - Pixabay
Abbastanza consueto risulta anche il picchio, che scava i serramenti e gli elementi lignei col becco producendo un ticchettio veloce vagamente simile a una mitraglietta.
Una volta percepiti i rumori notturni, occorre cercare di stabilirne la causa approssimativa, in modo da rivolgersi al consulente più adeguato.
Un rubinetto o uno sciacquone che perde si rileva facilmente, mentre le infiltrazioni all’interno della muratura si manifestano con aloni e macchie di umidità o proliferazione di muffe.
Se tuttavia i rumori da impianti e animali nocivi possono essere esclusi, bisogna considerare i rumori da assestamento o i dissesti strutturali.
Oltre che di approfondite ispezioni visive, un tecnico specializzato si avvale anche di strumenti e indagini diagnostiche avanzate.
La termocamera aiuta a individuare la causa dei rumori notturni - IStock
Una termocamera riesce infatti a individuare i roditori o le colonie di insetti (che emettono calore), o eventuali perdite d’acqua, che risultano invece più fredde dell’ambiente circostante.
Si possono inoltre mappare i giunti di dilatazione termica, incrociandoli con i punti di origine dello scricchiolio e con ispezioni visive mirate, necessarie per individuare ad esempio la rottura di una trave.
Un endoscopio, formato piccoli fori e fratture preesistenti per esaminare punti inaccessibili come le gallerie degli insetti xilofagi o le tubature del sistema di aerazione.
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