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Quando le lastre di un rivestimento esterno in pietra cominciano a staccarsi dalla parete, il primo impulso è quello di pensare a un problema di colla o di posa.
In realtà, nella maggior parte dei casi, la causa va cercata più in alto: infiltrazioni d'acqua provenienti da cornicioni, davanzali, giunti di dilatazione o balconi mal sigillati.
L'acqua scende, si insinua dietro le lastre e, ciclicamente, congela e si espande nei mesi freddi.
Pavimento in pietra - Gemini
Questo ciclo di gelo e disgelo è sufficiente a spingere verso l'esterno anche lastre posate correttamente.
Prima di procedere con qualsiasi intervento di ripristino, quindi, è indispensabile identificare e risolvere la fonte dell'infiltrazione.
L'acqua che arriva dall'alto non bagna semplicemente la superficie del rivestimento: si infiltra nei giunti, raggiunge il supporto e rimane intrappolata nello strato di adesivo o nella malta di allettamento.
Una volta lì, lavora lentamente, ammorbidendo il legante e riducendo progressivamente la presa delle lastre sul supporto.
Il problema è che questo processo può richiedere mesi o addirittura anni prima di diventare visibile.
Quando le prime lastre iniziano a mostrare segni di distacco, suono vuoto alla percussione, piccoli rigonfiamenti, bordi sollevati,il danno al supporto è spesso già esteso.
Intervenire solo sulle lastre, senza risolvere la fonte dell'acqua, equivale a rimettere mano allo stesso lavoro nel giro di una stagione.
L'ispezione va fatta dall'alto verso il basso.
I punti da controllare con priorità sono cornicioni e gronde: una gronda mal dimensionata o intasata da foglie e detriti può far traboccare l'acqua direttamente contro la parete, anziché convogliarla verso il basso.
Anche un cornicione senza sgocciolatoio è un elemento a rischio.
Bisogna poi controllare davanzali e soglie.
Se non hanno una pendenza sufficiente verso l'esterno o se il sigillante nei giunti laterali è deteriorato, l'acqua scorre verso la parete anziché allontanarsi da essa.
Perdita d'acqua sul pavimento - Gemini
Attenzione a balconi e terrazze sovrastanti: la pavimentazione e il raccordo con la parete verticale devono essere perfettamente impermeabilizzati.
Una bolla nella guaina o un giunto aperto sono sufficienti a far passare l'acqua verso il rivestimento sottostante.
Di per sè, un giunto rigido si apre e si chiude con le variazioni termiche, aprendo varchi per l'acqua.
Nelle zone con inverni rigidi, il ciclo di gelo e disgelo è il principale responsabile del distacco delle lastre in pietra.
Quando l'acqua penetrata nel supporto gela, aumenta di volume di circa il 9%.
Questa espansione esercita una pressione verso l'esterno che può superare la resistenza dell'adesivo.
Questo meccanismo è particolarmente aggressivo nei rivestimenti esterni posati con adesivo cementizio di bassa qualità o con spessore insufficiente.
Lastre del pavimento staccate - Gemini
Una posa a piena aderenza, cioè senza vuoti tra la lastra e il supporto, riduce lo spazio disponibile per l'acqua e di conseguenza il rischio di distacco.
Chi si trova in zone montane o comunque soggette a gelo deve prestare attenzione anche alla scelta della pietra.
Non tutte le pietre naturali hanno la stessa resistenza all'assorbimento d'acqua e ai cicli termici.
Rimuovere le lastre di una pavimentazione in pietra è solo il primo passo.
Quello successivo è la verifica del supporto.
Il supporto deve essere innanzitutto asciutto: lavorare su un supporto ancora umido significa condannare il nuovo intervento.
Poi deve essere pulito: la vecchia malta o l'adesivo residuo vanno rimossi meccanicamente.
Posa di un pavimento in pietra - Gemini
Deve inoltre essere integro: se il supporto mostra lesioni, spaccature o zone in fase di distacco, è necessario consolidarlo prima della nuova posa.
In alcuni casi può essere necessario raschiare e trattare l'intonaco sottostante.
Solo dopo aver risolto la causa dell'infiltrazione e verificato lo stato del supporto ha senso procedere con la nuova posa del rivestimento.
Per i rivestimenti esterni in pietra naturale, l'adesivo cementizio deve essere di classe C2 almeno.
Meglio se con la specifica S1 o S2 che indica la capacità di deformarsi leggermente senza rompersi.
Questa flessibilità è importante perché i rivestimenti esterni sono soggetti a movimenti termici che un adesivo rigido non è in grado di assecondare.
Per pietre particolarmente assorbenti o di grandi dimensioni, si raccomanda la tecnica del "doppio incollaggio": si stende l'adesivo sia sul supporto che sul retro della lastra.
Questo garantisce la piena aderenza e riduce al minimo i vuoti d'aria, che come detto sono uno dei principali alleati dell'acqua.
Anche la sigillatura dei giunti tra le lastre è un punto critico spesso trascurato.
Una stuccatura rigida nelle fughe esterne è destinata a fessurarsi con i movimenti termici, diventando un'ulteriore via d'accesso per l'acqua.
Sigillatura giunti del pavimento - Gemini
Per i rivestimenti in pietra naturale in esterno è preferibile usare fuganti elastici o, in alternativa, disporre giunti di dilatazione ogni 3-4 metri quadrati di superficie, riempiti con sigillante siliconico neutro compatibile con la pietra.
Questo piccolo accorgimento in fase di posa può evitare problemi significativi negli anni successivi.
Va detto con chiarezza: individuare la fonte di un'infiltrazione non è sempre semplice, e in molti casi ci si illude di averla trovata quando invece il percorso dell'acqua è ben diverso da quello ipotizzato.
L'acqua è capace di spostarsi lateralmente anche per diversi metri prima di emergere, rendendo difficile risalire al punto di ingresso reale.
Affidarsi a un operatore esperto nella diagnosi delle infiltrazioni è una spesa che nella maggior parte dei casi risulta conveniente rispetto al costo di un secondo intervento mal indirizzato.
Il rischio di un approccio approssimativo è quello di spendere due volte: la prima per un lavoro inutile, la seconda per il lavoro corretto.
Se i distacchi non si limitano a poche lastre isolate ma interessano porzioni ampie del rivestimento, il problema è quasi certamente strutturale.
In questi casi può essere necessaria una verifica dell'intera stratigrafia della parete: supporto, eventuale intonaco, strato di adesivo e lastra.
Non è raro che in edifici con qualche decennio di vita il supporto originale sia ormai incompatibile con i materiali moderni di posa, richiedendo un intervento di consolidamento o addirittura la sostituzione dell'intonaco sottostante.
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