|
La scelta dei rivestimenti per il bagno viene spesso fatta in modo rapido, guidata dall’impatto visivo e dal senso di appagamento delle visite in showroom.
I rivestimenti bagno vanno scelti andando oltre all'effetto in showroom - Adobe Stock
Il problema va ben oltre il materiale e riguarda il contesto.
Un rivestimento che fa bella figura nella vetrina di un negozio può rivelarsi poco pratico e difficile da gestire una volta installato in un bagno reale, soprattutto quando la metratura non è generosa o nei casi in cui l'illuminazione è scarsa.
Bagno di un appartamento in condominio, cieco o con una sola finestra, spesso piccola: ecco un caso tipico da citare quando si parla di rivestimenti che lasciano con l'amaro in bocca.
A ristrutturazione completa l'aspettativa è altissima: si punta molto sull'effetto del rivestimento, pregustando l'effetto fortemente caratterizzante.
Finché ci si limita alla fase di progetto, tutto funziona, dalla texture delle piastrelle al formato, perfettamente in linea con i trend contemporanei. Dopo qualche mese di utilizzo, ecco emergere i primi problemi pratici.
I rivestimenti bagno scenografici non sempre sono adatti alla vita reale - Adobe Stock
Si va dalla pulizia delle superfici, tutto tranne che facile, alle fughe che si notano eccessivamente, senza dimenticare i riflessi, che esaltano anche la minima imperfezione, facendo svanire l'entusiasmo iniziale per il bagno nuovo.
La scelta casuale del formato delle piastrelle è uno degli errori che più compromettono l'atmosfera dei bagni appena ristrutturati.
Le soluzioni di grande formato sono amate per il loro mood moderno e per la superficie (quasi) continua.
Richiedono spazi adeguati e una posa estremamente accurata. In bagni piccoli o irregolari, il risultato lascia spazio a forti delusioni.
Il grande formato per i rivestimenti del bagno è una scelta rischiosa - Adobe Stock
Tagli complessi, fughe posizionate dimenticando l'armonia e lastre che devono adattarsi a nicchie di dimensioni ridotte fanno dimenticare l'incanto vissuto in showroom o sfogliando le riviste.
La gestione quotidiana dei rivestimenti del bagno è un altro aspetto spesso sottovalutato, erroneamente.
Alcuni di essi, dietro all'impatto visivo scenografico, nascondono una scarsa capacità di tollerare gli effetti dell'utilizzo quotidiano del bagno.
Bastano poche settimane per trovarsi davanti a inestetismi giustamente odiati come le tracce di calcare e gli aloni di umidità.
La texture è un fattore a cui porre attenzione per il rivestimento bagno - Adobe Stock
Tra i fattori specifici che, nel momento in cui si opera concretamente, permettono di notare criticità troviamo le superfici dalla texture materica e consistente, che trattengono i residui di sporco.
Le odiatissime fughe finiscono spesso al centro della scena, rovinandosi, nel giro di breve tempo, a causa dell'eccesso di umidità.
Queste peculiarità sono deleterie a livello estetico e sono tutto tranne che vantaggiose per chi vuole ottimizzare i tempi dedicati alla pulizia.
Il colore del rivestimento scelto per il bagno ha un impatto diretto sulla percezione. Se l'ambiente è ben illuminato, c'è margine per osare.
Non vale lo stesso quando, invece, la metratura è ridotta o il bagno è cieco.
A peggiorare la situazione ci pensano i toni scuri, la prevalenza delle superfici opache e le texture marcate.
Un errore commesso spesso consiste nel sottovalutare l'effetto combinato di tinte, luce artificiale e dimensioni reali del bagno.
L'effetto dei rivestimenti del bagno dipende dall'equilibrio tra vari fattori - Adobe Stock
La resa visiva finale, come quella dei prodotti dell'azienda iGuzzini Illuminazione è un gioco di equilibri che coinvolge diversi fattori.
In effetti, va ben oltre al livello di qualità delle ultime piastrelle proposte dal brand di design di grido (e fotografate con le luci giuste sulle riviste di settore).
Se la posa è superficiale e non studiata sulla base dello spazio, anche il rivestimento più affascinante perde il suo appeal.
Schemi altamente complessi, allineamenti forzati delle piastrelle o fughe che stonano rispetto alle proporzioni del bagno rovinano l'insieme generale.
Quasi sempre, alla base della mancata riuscita del progetto c'è la scelta di adottare un approccio standard alla posa.
Quando questa viene tarata sulla base delle dimensioni reali delle pareti, si riduce il rischio di buttare i soldi in rivestimenti costosi, che si rivelano poi non adatti al bagno che si ha in casa.
La magia di un rivestimento è, come già detto, qualcosa che va ben oltre al prodotto e all'eccellenza dei materiali con cui è realizzato.
Il bagno è uno spazio che viene usato ogni giorno, più volte al giorno e dove sono frequenti problematiche fastidiose come l'umidità
Questi fattori vanno sempre tenuti presente quando si sceglie il rivestimento.
Ecco perché è sempre bene scegliere lasciandosi guidare dalla coerenza con le dimensioni dell'ambiente, il suo uso quotidiano e la disposizione dei sanitari.
Si tratta delle basi per evitare di avere a che fare con un rivestimento che, a lungo andare, stanca e risulta difficile da tenere pulito.
Una scelta di qualità si vede sul lungo termine, non sull'incanto che è capace di generare sul momento.
Il successo di un rivestimento per il bagno parte sempre dall'osservazione delle carateristiche effettive dello spazio.
L'obiettivo è sempre quello di minimizzare i difetti.
Quando, per citare un esempio fatto più volte, si ha a che fare con un bagno piccolo, può avere senso una soluzione come la superficie continua in gres porcellanato effetto marmo, perfetta per eliminare il rischio di accumuli di umidità nelle fughe.
Il richiamo elegante alla pietra naturale può essere enfatizzato scegliendo lavabi di materiali come il vero marmo o il granito, tipici della cifra stilistica di aziende come BOFFI.
Il bagno è un ambiente vivo: questo aspetto dovrebbe sempre guidare le decisioni relative ai rivestimenti (e non solo).
|
|
|
|
||||
Testata Giornalistica online registrata al Tribunale di Napoli n.19 del 30-03-2005 | ||||
|
Copyright 2026 © MADEX Editore S.r.l. |
||||