Riqualificazione energetica di un edificio, costi e ricavi

NEWS DI Isolamento termico06 Dicembre 2013 ore 15:16
Informazioni su costi effettivi per un intervento di riqualificazione energetica e a quanto corrisponde il risparmio per un miglioramento di classe energetica.

Consumo energetico degli edifici


Riqualificazione energetica di un edificio, costi e ricavi: classi energetiche di un edificio/appartamentoL'urgenza di ridurre i consumi dei fabbricati nel nostro Paese e di adeguare agli standard europei il livello della nostra edilizia ha portato all'obbligatorietà per i proprietari, di far redigere ad un tecnico un attestato di prestazione energetica che accompagni tutte le transazioni che verranno eseguite sull'immobile.

Da tale attestato si evince la classe energetica di appartenenza di un immobile, cioè quanto consuma in un anno. Le classi di catalogazione vanno dalla A, che assicura i consumi minori, alla classe G, secondo la tabella in alto.

Numerose sono le fonti che informano sul tipo di intervento da realizzare per ridurre i consumi di un fabbricato e migliorare la classe energetica di appartenenza.
Quello che invece risulta spesso poco chiaro è capire quale siano i costi effettivi per fare un intervento di riqualificazione energetica e soprattutto a quanto corrisponde, in moneta, l'effettivo risparmio per un salto di classe.


Risparmiare attraverso la riqualificazione energetica


Uno spunto interessante per trovare una risposta al quesito lo fornisce il portale Eurima, che lo scorso Maggio 2012 ha pubblicato una interessante indagine relativa all'inquinamento prodotto dagli edifici italiani sulla base delle emissioni di Co2 imputabili ad usi energetici dei fabbricati.

In base a questi dati il Mip, Politecnico di Milano, ha valutato che il fabbisogno medio di un'unità residenziale in Italia, si attesta intorno ai 180 kWh/mq di energia primaria, il valore più alto nell'Ue.
Dall'esame dei dati che emergono da tali studi risulta chiaro come sia assolutamente urgente intervenire per portare gli standard italiani alla pari di quelli europei, ma si comprende anche come un intervento di riqualificazione energetica del patrimonio esistente si tradurrebbe anche in risparmio economico per i proprietari, come dimostrano gli esempi europei.

Si è calcolato infatti che una riduzione dei consumi che consenta il salto di classe energetica, ad esempio da una F a una E, può tagliare i costi del 25 per cento.
Quando parliamo di costi, naturalmente, facciamo riferimento a quelli relativi ai consumi di combustibile utili a raggiungere il comfort dei locali interni.

Facendo degli esempi per confermare il dato, si può prendere dunque come riferimento il costo medio di un kWh termico tradizionale per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria, pari a 0,98 euro per metro quadrato.

Esempio: Per un appartamento in classe F di 100 mq con fabbisogno di energia primaria annuo pari a 130 kWh/mq (cioè 12,74 euro per riscaldare un metro quadro), costruito con muri di mattoni forati, senza doppi vetri e senza coibentazione, si spendono 1274 euro annui.

In questo caso si può arrivare a certificare l'immobile in classe E, ipotizzando di raggiungere i 95 kWh/mq all'anno, cioè 9,31 euro per metro quadro. Si spenderebbero, dopo l'intervento di riqualificazione, 931 euro annui, con un risparmio di 343 euro annui, pari al 26,9% sui consumi (sostituendo ad esempio la vecchia caldaia istantanea con una nuova a condensazione e isolando le superfici).

Risulta chiaro da tali indicazioni come la riqualificazione energetica di un edificio, sia esso un edificio oppure un singolo appartamento, anche solo risalendo la scala delle classi energetiche di una posizione, sia comunque più conveniente che non intervenire affatto.

Una ulteriore indicazione a supporto di tale tesi sono le percentuali di risparmio fornite dall'Enea e riguardanti gli interventi più usuali e semplici ai fini della riqualificazione stessa: La sostituzione degli infissi può tagliare i consumi del 10%, a cui si può aggiungere un risparmio del 24% applicando un sistema a cappotto sulla facciata, oppure del 12% isolando la copertura: l'intervento rivaluta l'immobile più delle spese sostenute. E i risparmi possono anche superare il 50% se l'intervento globale (involucro e impianti) è capace di incidere anche sulla climatizzazione estiva.


Costi della riqualificazione energetica


I costi per riqualificare energeticamente la propria abitazione sono superiori del 3% - 20% rispetto al costo di lavori eseguiti in maniera tradizionale. Naturalmente la percentuale è in funzione dell'entità dei lavori, del tipo di immobile o del fabbricato su cui si interviene, della classe energetica di partenza e di quella che si vuole raggiungere.

Per il tipo di interventi si può spaziare dalla sostituzione degli impianti, istallandone di più efficienti e meno energivori, ai miglioramenti o integrazioni tecnologiche dell'involucro, dalla introduzione dei giusti isolanti termici alla sostituzione delle superfici vetrate e degli infissi in generale, fino alla installazione di impianti da fonti energetiche alternative come pannelli fotovoltaici, solari o impianti eolici.

Si può ipotizzare un ritorno della spesa nel giro di qualche anno, almeno dai 5 ai 10 anni per considerare l'intervento conveniente (stima effettuata rispetto al risparmio in bolletta nel corso della gestione dell'immobile), questo perchè l'importo delle bollette del gas e dell'energia elettrica diminuirà notevolmente.

Per esempio una famiglia che abita in una casa di 100 metri quadri potrà risparmiare fino a 2000 euro all'anno per il riscaldamento e fino a 1000 euro per il condizionamento estivo apportando i giusti interventi di isolamento termico e riduzione dei ponti termici alla propria abitazione.

I vantaggi economici, inoltre, saranno più consistenti se si usufruirà della detrazione Irpef 65% per la realizzazione di interventi e l'acquisto di materiali e componenti tecnologici che apportino un miglioramento energetico.

Il miglioramento ottenuto potrà essere stimato sulla scala del fabbisogno energetico: più basso sarà il consumo di energia, più alti saranno i requisiti di efficienza e, pertanto, la classe di appartenenza dell'abitazione salirà in vetta alla scala con consequenziale incremento del valore commerciale dell'immobile.
Sempre secondo l'Enea, proprietari, affittuari e condomini sono tutti interessati ad intervenire.

Edificio costruito prima del 1991

Prima di questa data non esisteva in Italia una normativa specifica per il contenimento dei consumi energetici, per cui è proprio in questi casi che è importante intervenire, magari approfittando delle agevolazioni fiscali in vigore.

Edificio costruito dopo il 1991 e prima del 2006

In questo caso l'edificio è stato costruito rispettando i criteri della Legge n.10/91, la legge sul contenimento dei consumi energetici allora in vigore.
Ma anche per questi edifici è opportuno intervenire.

Edificio costruito dopo l'8 ottobre del 2005

L'edificio deve rispettare sia la Legge 10/91 che la nuova normativa sul contenimento dei consumi energetici, il DLgs 19 agosto 2005 n. 192.
Queste leggi pongono dei limiti alle dispersioni di calore in inverno ed all'ingresso di calore in estate, limiti ai consumi energetici degli impianti, requisiti di inerzia termica delle pareti e solai di copertura per evitare fenomeni di surriscaldamento estivo degli ambienti, e favoriscono il ricorso alle fonti rinnovabili.

Si tratta di edifici che dovrebbero essere quindi ben isolati, favorire l'apporto di energia solare in inverno ed impedirlo in estate, ed utilizzare impianti di riscaldamento e condizionamento il più possibile efficienti, progettati e realizzati con il ricorso alle tecnologie più attente al risparmio energetico.

In caso di dubbi, comunquRiqualificazione energetica di un edificio, costi e ricavi: contabilizzazione del caloree, è possibile far effettuare un controllo da parte di un tecnico.

Proprietari di immobili con impianto di riscaldamento autonomo

È consigliabile effettuare lavori che porteranno ad un risparmio sui consumi di energia per il riscaldamento che permetterà di pagare bollette meno care e al contempo di valorizzare l'immobile.


Condominio con riscaldamento centralizzato

Spesso succede che per soddisfare le esigenze energetiche del primo e dell'ultimo piano si riscaldano eccessivamente gli appartamenti nei piani intermedi, con il conseguente spreco di combustibile e di denaro.

Oggi, questo può essere impedito effettuando un risanamento energetico dell'impianto attraverso l'uso di valvole termostatiche da installare sui singoli radiatori e un sistema di contabilizzazione del calore.

Locatori di un immobile

È opportuno intervenire sul proprio edificio con lo scopo di ridurre le spese di riscaldamento, anche se saranno gli inquilini che ne godranno i vantaggi, perchè l'immobile acquisterà più valore, in ogni caso, anche in considerazione dell'attestato di prestazione energetica che accompagnerà tutte le transazioni che verranno eseguite su di esso.

Dunque è ciasucno di noi che, insieme agli altri proprietari del nostro edificio, deve prendere la decisione per intraprendere dei lavori di risparmio energetico.

Tutti possiamo proporre questi interventi nella riunione di condominio: per l'attuazione sono valide le decisioni prese a maggioranza delle quote millesimali.

riproduzione riservata
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  • Ivar Ernesto Scarpin
    Ivar Ernesto Scarpin
    Mercoledì 18 Maggio 2016, alle ore 13:18
    Ho acquistato un immobile con classe energetica G (in realtà l'impianto esiste compreso i termosifoni ... ma senza la vecchia caldaia a gasolio).Sto affrontando i lavori per portare il metano quindi con nuova caldaia a condensazione.Posso usufruire di qualche detrazione abbinandola magari al bonus mobili 2016, in quanto devo acquistare la cucina ?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Ivar Ernesto Scarpin
      Mercoledì 18 Maggio 2016, alle ore 17:17
      La conversione del vecchio impianto di riscaldamento a gasolio in uno a metano, Le dà la possibilità di accedere ai benefici fiscali detraendo il 50% della spesa sostenuta in 10 anni. Inoltre le apre le porte al "bonus mobili" da acquistarli, però, entro il 31/121/2016, salvo proroghe dell'ultimo momento. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Ivar Ernesto Scarpin
        Ivar Ernesto Scarpin Pasquale
        Giovedì 19 Maggio 2016, alle ore 08:03
        Grazie Pasquale della Sua risposta.
        In effetti è così ... solo che nel mio caso, visto che la caldaia era stata rimossa precedentemente alla vendita, l'APE risulta classe G quindi è stata fatta una simulazione per effettuare il calcolo in quanto "sistema assente".
        Questo mi pone il dubbio se nel mio caso posso o meno usufruire della detrazione, mi pongo il quesito se qualcuno può a questo punto dire che in realtà "essendo come se non ci fosse stato alcun sistema di riscaldamento" risulterebbe a tutti gli effetti come se fosse un nuovo impianto ... anche se installo solo una nuova caldaia a metano (tant'è vero che il serbatoio a gasolio c'è ancora.
        Grazie ancora.
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Ivar Ernesto Scarpin
          Giovedì 19 Maggio 2016, alle ore 18:31
          La Guida dell'AdE ed. Marzo 2016, alla pag. 26, riguardo alla caldaia dell'impianto di riscaldamento esistente ed exnovo, riporta come segue "Sostituzione o riparazione con innovazioni" Quindi ha facoltà di beneficiare delle detrazioni fiscali e del "bonus mobili". Cordialmente.
          rispondi al commento
  • Rosarios81
    Rosarios81
    Venerdì 17 Ottobre 2014, alle ore 16:54
    Salve,mi appresto a sostituire tutti gli infissi di casa entro Dicembre 2014.Oltre ad eseguire il bonifico secondo le indicazioni previste (con tutti i dati miei e del venditore) vorrei sapere se:1 devo necessariamente procedere con la comunicazione all'ENEA?2 nel prossimo 730 dovrò indicare e documentare qualcosa a riguardo?Cordiali saluti.
    rispondi al commento
    • Anonymous
      Anonymous Rosarios81
      Lunedì 20 Ottobre 2014, alle ore 10:32
      Sì, deve presentare comunicaizone Enea e i dichiarare i dati catastali nella dichiarazione dei redditi.
      rispondi al commento
      • Rosarios81
        Rosarios81 Anonymous
        Giovedì 30 Ottobre 2014, alle ore 08:53
        Anche se leggo sul sito dell'agenzia delle entrate:Pertanto, la presente comunicazionenon deve essere inviatanelle seguenti ipotesi:? per lavori iniziati e conclusi nel medesimo periodo d?imposta;GRAZIE
        rispondi al commento
        • Anonymous
          Anonymous Rosarios81
          Giovedì 30 Ottobre 2014, alle ore 10:18
          Forse lei si riferisce a qualche altra comunicazione. Potrebbe cortesemente indicarmi il link della pagina dove ha trovato questa affermazione? Grazie.
          rispondi al commento
          • Rosarios81
            Rosarios81 Anonymous
            Giovedì 30 Ottobre 2014, alle ore 10:59
            Certo:http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Agevolazioni/Detrazione+riqualificazione+energetica+55/Scheda+informativa+riqualificazione+55/Come+e+quando+Riqualificazione+energetica55/"...Non occorre, quindi, presentare alcuna comunicazione all?Agenzia quando i lavori iniziano e si concludono nello stesso periodo d?imposta."
            rispondi al commento
            • Anonymous
              Anonymous Rosarios81
              Giovedì 30 Ottobre 2014, alle ore 12:01
              "Non occorre, quindi, presentare alcuna comunicazione all'Agenzia quando i lavori iniziano e si concludono nello stesso periodo d'imposta": sì, infatti non occorre presentare alcuna comunicazione all'AdE. Ma io le ho parlato della comunicazione da presentare all'Enea, entro 90 gg dalla fine lavori.
              rispondi al commento
              • Rosarios81
                Rosarios81 Anonymous
                Giovedì 30 Ottobre 2014, alle ore 12:22
                Ok grazie, e scusi per il fraintendimento.
                rispondi al commento
  • Rosarios81
    Rosarios81
    Lunedì 6 Ottobre 2014, alle ore 16:42
    Sono residente in un appart X di mia proprietà acquistato quest'anno usufruendo di agevol. prima casa.Posso effettuare a mio carico lavori di riqualif. energetica nell'appart Y di mio padre in quanto futuro ereditario ed usufruire della detrazione al 65%? Valutavo la possibilità di registrare presso un contratto di comodato d'uso gratuito ma questo comporterebbe la perdita dei diritti di agevol. prima casa di cui mi sono avvalso?Cordiali saluti
    rispondi al commento
    • Anonymous
      Anonymous Rosarios81
      Martedì 7 Ottobre 2014, alle ore 09:31
      Sì, la sua interpretazione è corretta.
      rispondi al commento
      • Rosarios81
        Rosarios81 Anonymous
        Martedì 7 Ottobre 2014, alle ore 10:17
        Ringraziandola innanzitutto per l'attenzione le chiedo se cortesemente può indicarmi se il SI è riferito alla prima domanda o alla seconda.cordiali saluti.
        rispondi al commento
        • Anonymous
          Anonymous Rosarios81
          Martedì 7 Ottobre 2014, alle ore 10:24
          La sua interpretazione è corretta nel senso che per usufruire della detrazione 65% deve registrare un contratto di comodato, che però le farebbe perdere le agevolazioni prima casa.
          rispondi al commento
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