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Purtroppo quando si sceglie una casa in cui vivere in affitto, possono emergere problemi che inizialmente non si vedono, ma che incidono sull'utilizzo quotidiano dell'appartamento.
Pensiamo a infiltrazioni, impianti non funzionanti, umidità persistente, spazi non utilizzabili come previsto.
Ma nel frattempo il canone di locazione resta invariato.
Affitto immobile e canone di locazione - Pexels
La domanda sorge spontanea: si può chiedere una riduzione dell'affitto?
La risposta è affermativa, ma solo in determinate condizioni, e ci sono delle precisazioni importanti da fare.
Il punto centrale non è solo capire che la casa ha un problema, ma controllare se riduce realmente il godimento dell'immobile.
Anche se talvolta è possibile, non tutti i problemi danno diritto automatico a una riduzione del canone, perché la legge distingue tra difetti minori e vizi rilevanti:
Facciamo un esempio pratico: una tapparella che non funziona bene è un difetto, ma difficilmente giustifica una riduzione del canone di affitto dell'immobile.
Un'infiltrazione d'acqua che rende inutilizzabile una stanza invece cambia completamente la situazione.
Riduzione canone locazione cause - Pexels
In questi casi si parla di veri e propri vizi dell'immobile, ovvero di problemi che riducono in modo significativo il valore e l'utilizzo della casa, per cui se ti trovi in una situazione di questo tipo, puoi intervenire.
La riduzione dell'affitto è possibile solamente quando il problema:
Nella pratica, se paghi per un immobile che ha determinate caratteristiche, e con il tempo queste vengono meno, puoi chiedere una riduzione del canone di locazione.
Un esempio pratico della giurisprudenza recente è quello di un appartamento affittato come abitabile su due stanze, ma per cui si è poi rivelata utilizzabile sono una camera, a causa di infiltrazioni persistenti.
In questo caso, la riduzione del costo del canone mensile è stata accolta e riconosciuta.
Si può riassumere la regola in questo modo: si paga per ciò che si può usare concretamente.
Uno degli errori più frequenti è quello di pensare di poter ridurre l'affitto in modo totalmente autonomo, pagando meno oppure saltando delle mensilità.
Anche se si ha ragione sul problema, questo non si può fare.
Se ci sono i presupposti per pagare meno, la riduzione deve essere concordata con il proprietario, oppure riconosciuta formalmente (nel caso di disaccordo).
Canone affitto regole contratto - Pexels
Smettere di pagare una parte del canone senza accordo espone infatti l'inquilino a rischi legali, anche se il problema è reale.
Il passaggio corretto è sempre quello di segnalare il difetto e avviare quindi un confronto.
Ricordiamo che in ogni caso il proprietario ha l'obbligo di consegnare e mantenere l'immobile in condizioni tali da essere utilizzabile per l'uso previsto dal contratto di affitto.
Questo include:
Se questi requisiti vengono meno, non si tratta solo di un disagio, ma di un mancato rispetto del contratto.
Spesso queste situazioni nascono quando il proprietario di casa non interviene concretamente a risolvere una problematica e per cui l'inquilino decide di "fare giustizia" da solo, non pagando più il canone, cadendo così a sua volta in errore.
Devi sapere che se ti trovi in una situazione di questo tipo, segnalare subito il problema è fondamentale, perché il momento esatto può fare la differenza.
Se ci sono difetti evidenti fin dall'inizio, che non sono stati contestati, è poi difficile in un secondo momento far valere le proprie ragioni.
Al contrario, può capitare che i problemi emergano con il tempo, per cui devono essere comunicati tempestivamente.
In un'altra situazione concreta, un'infiltrazione segnalata dopo mesi ha reso più complessa la richiesta di riduzione, perché il problema è stato tollerato a lungo.
La tempestività è quindi parte integrante della tutela.
Devi sapere che la riduzione del canone non è l'unica strada: in diversi casi, il proprietario può intervenire per risolvere il problema evitando in toto la revisione del canone di affitto dell'immobile.
E spesso è la soluzione più semplice per entrambe le parti.
Contratto affitto errori canone - Pexels
Inoltre, quando il difetto è temporaneo, si può anche optare in accordo tra le parti per una riduzione del canone limitata nel tempo, almeno fino a quando il problema a monte sarà risolto.
Nei casi più gravi, invece, si può arrivare alla risoluzione del contratto.
La scelta dipende sempre al tipo e dalla durata del problema in casa.
Quando ci si trova in una situazione così delicata, spesso l'emotività non aiuta, e l'inquilino commette errori che possono altrimenti essere evitati.
Come quello di agire senza una documentazione, ovvero senza prove concrete del problema: in questi casi la richiesta di riduzione al proprietario diventa difficile da sostenere.
Un altro errore riguarda la gestione del pagamento: ridurre autonomamente il canone può creare problemi legali, anche in presenza di difetti reali, e una sentenza recente del Tribunale di Bologna lo dimostra.
Anche il dialogo in molti casi viene trascurato.
Ricorda che una gestione tempestiva e documentata evita escalation più complesse.
Infine, spesso si tende a confondere disagi soggettivi con problemi oggettivi: non tutto ciò che non funziona come previsto, giustifica una revisione del canone.
Come possiamo procedere allora, trovandoci in una situazione di questo tipo?
Il principio da tenere in considerazione è semplice: l'affitto deve essere proporzionato a ciò che viene realmente utilizzato.
Se l'immobile presenta problemi che ne riducono il valore o l'uso, è legittimo chiedere un adeguamento, ma accertati che si tratti di situazioni concrete, documentabili e rilevanti.
Taglio canone affitto regole - Pexels
In molti casi, la differenza non sta nel problema, ma nel modo in cui viene gestito.
Intervenire correttamente significa tutelarsi senza creare ulteriori complicazioni, e questo passa sempre da una valutazione lucida della situazione, non da una reazione immediata e emotiva.
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