Calcolo dei termini per la presentazione del rendiconto condominiale

NEWS DI Amministratore di condominio12 Febbraio 2015 ore 17:24
Il rendiconto condominiale è il documento con cui l'amministratore relaziona sull'anno di gestione trascorso. Come calcolare i termini di presentazione di legge?

Rendiconto condominiale


RendicontoIl rendiconto, lo dice la parola stessa, è quel documento con cui chi lo redige rende conto di un determinato avvenimento, soprattutto delle spese effettuate.

In ambito condominiale il rendiconto è quel documento attraverso il quale l'amministratore relaziona all'assemblea della gestione della compagine e quindi chiede l'approvazione dello stesso, che a quel punto diviene formalmente atto assembleare.

Prima dell'entrata in vigore della legge n. 220/2012, la così detta riforma del condominio, il codice civile non diceva nulla in merito alle modalità di redazione del rendiconto condominiale sicché era toccato alla giurisprudenza specificare che lo stesso non doveva seguire le rigorose forme indicate per i bilanci societari, ma che comunque era necessario che risultasse trasparente ed intellegibile (cfr. Cass. 23 gennaio 2007 n. 1405).

L'art. 1130-bis c.c., attualmente vigente, specifica che il rendiconto si compone:

a) del registro di contabilità;

b) del riepilogo finanziario;

c) della nota illustrativa.

In sostanza, l' amministratore con il rendiconto redatto seguendo le indicazioni legislative deve dar conto della gestione annuale (il registro di contabilità è documento riferibile ai singoli anni di gestione, cfr. art. 1130 n. 7 c.c.), della situazione finanziaria complessiva della compagine (a questo serve il riepilogo che quindi può riguardare anche più anni) anche con una nota che spieghi il tutto.


Termini per la presentazione del rendiconto


Prima dell'entrata in vigore della riforma del condominio , la legge specificava semplicemente che al termine dell'anno di gestione l'amministratore doveva rendere il conto del proprio operato (art. 1130, secondo comma, c.c. vecchia formulazione) e che se non lo faceva per due anni poteva essere soggetto alla revoca anche da parte dell'Autorità Giudiziaria (art. 1129, primo comma, c.c. vecchia formulazione).

La legge n. 220/2012 ha sensibilmente cambiato le carte in tavola. Ai sensi dell'art. 1130 n. 10 c.c., infatti, l'amministratore è tenuto a rendere il conto della propria gestione convocando l'assemblea al massimo entro centoottanta giorni.

Rendiconto condominialeEsattamente l'articolo appena citato afferma che l'amministratore deve redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l'assemblea per la relativa approvazione entro centottanta giorni.

Avete letto bene e non abbiamo troncato la frase. Entro centottanta giorni che decorrono da quale momento?

Sembra strano ma la legge non dice nulla in merito: un particolare di non poco conto che, vedremo, sta portando già a qualche problema applicativo.

Partiamo dal dato, a nostro avviso, certo. I centottanta giorni di cui parla l'art. 1130 n. 10 c.c. devono essere conteggiati dalla data di chiusura dell'esercizio di riferimento. Vediamo perché.

L'amministratore, dice la legge, dura in carica un anno. Egli, ai sensi dell'art. 1130 e comunque delle norme sul mandato (art. 1713 c.c.), al termine di questo periodo di tempo deve rendere il conto della gestione.

Supponiamo che l'anno di gestione vada dall'1 gennaio al 31 dicembre; supponiamo quindi che l'ultimo esercizio contabile si sia aperto l'1 gennaio 2014 e chiuso il 31 dicembre 2014.

In questo contesto l'amministratore dovrà convocare l'assemblea per la discussione sul rendiconto entro centottanta giorni dal 31 dicembre 2014, ossia entro il 30 giugno 2015.

Si badi: l'assemblea dev'essere convocata entro tale data. Ciò vuol dire che si può tenere anche successivamente. L'adempimento necessario, quindi, è la convocazione e non lo svolgimento.

Quella prospettata pare essere la soluzione più logica rispetto all'intero contesto normativo: si chiude un periodo di gestione rispetto ad esso calcolo i termini entro i quali devo renderne conto.

Non è così per il Tribunale di Udine, almeno non è così stando ad un decreto di questo ufficio giudiziario.

Nel caso di specie il giudice adito ha ritenuto di dover revocare l'amministratore condominiale in quanto non ha reso il conto della propria gestione entro centottanta giorni dall'approvazione dell'ultimo rendiconto (così Trib. Udine 25 marzo 2014). Com'è possibile? Ahinoi nel decreto si dice proprio così!

Nel testo del provvedimento si legge più volte che il computo del termine dei centottanta giorni dev'essere fatto riferendosi all'ultimo rendiconto approvato.

Si tratta, ad avviso di chi scrive, di un errore in quanto è impossibile rendicontare una gestione annuale prima della sua scadenza naturale. Spieghiamoci meglio.

Si supponga che a gennaio 2015 l'amministratore convochi l'assemblea per l'approvazione del rendiconto 2014. Secondo il Tribunale di Udine il rendiconto del 2015 dovrà essere approvato entro il mese di giugno del 2015 pena la revoca dell'amministratore.

Ma com'è possibile? È impossibile ed infatti, ad avviso di chi scrive, il decreto è ampiamente censurabile.

Certo, se il legislatore avesse precisato, all'art. 1130 n. 10 c.c. come calcolare il termine di centottanta giorni non lasciando monca quella frase, questa soluzione un po' originale non sarebbe mai stata adottata. Forse!

riproduzione riservata
Articolo: Rendiconto condominiale: quando va presentato?
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  • Tury62
    Tury62
    Lunedì 19 Marzo 2018, alle ore 19:59
    Ho da poco acquistato appartamento in condominio (sei mesi), ho chiesto il rendiconto dell'anno 2017 ed il preventivo di spesa per il 2018 all'amministratore che mi ha risposto tramite email che lo poteva rilasciare dopo 180 giorni termini di legge!
    Nel frattempo in data 19 febbraio 2018 mi e' arrivata una raccomandata con all'interno i bollettini postali per il pagamento delle quote condominiali con relativo aumento (pagavo 79 euro ogni 2 mesi ) adesso 86 euro!É normale ?
    Posso rifiutarmi di pagare l'aumento ?
    Come regolarmi ?
    rispondi al commento
  • Corsarino
    Corsarino
    Sabato 1 Aprile 2017, alle ore 17:00
    "...nel testo del provvedimento si legge più volte che il computo del termine dei centottanta giorni dev'essere fatto riferendosi all'ultimo rendiconto approvato..."
    Se la frase é scritta veramente così, significa che si dovrebbe fare un rendiconto ogni sei mesi! O sbaglio?
    Infatti, approvato un rendiconto, decorrerebbero i nuovi 180 giorni e via di seguito.
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Corsarino
      Lunedì 3 Aprile 2017, alle ore 16:56
      Infatti l'avv. che scritto l'articolo specifica che dev'essersi trattato di un errore.
      rispondi al commento
  • Cor4sarino
    Cor4sarino
    Martedì 7 Marzo 2017, alle ore 13:17
    Appare evidente a chi non volesse cavillare che il rendiconto annuale và presentato entro centottanta giorni dalla chiusura della gestione annuale di esercizio che, per ogni normale attività, è quella che và dal 01/01 al 31/12 di ogni anno solare.
    rispondi al commento
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