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Protocollo ITACA

Il protocollo ITACA è un sistema di valutazione della sostenibilità ambientale di edifici di varie destinazioni, tra cui quella residenziale, sin dalla progettazione.
27 Marzo 2014 ore 00:53 - NEWS Bioedilizia
protocollo , certificazione , sostenibilità , ambientale

Che cos'è il Protocollo ITACA?


Il protocollo ITACA è un sistema di valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici di varie destinazioni, tra cui quella residenziale, messo a punto dalla Confederazione delle Regioni italiane, in accordo con l'Associazione ITACA (Istituto per l'innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale) nel 2004 e poi aggiornato nel corso degli anni.

Si tratta di un progetto in linea con le direttive dell'Unione Europea che ha lo scopo di far sì che si possa certificare la sostenibilità di una costruzione sin dalla sua progettazione .

protocollo ITACALe Regioni italiane hanno scelto come sistema di certificazione quello definito dal Green Building Challenge.
Il referente principale in Italia per questo protocollo è l'iiSBE, un'associazione no profit che si occupa appunto di incoraggiare e diffondere le politiche di sostenibilità ambientale.

Ad oggi questo protocollo è stato adottato da numerose Regioni per la certificazione delle qualità ambientali degli edifici. Ad esempio la Regione Marche l'ha adottato per la certificazione ambientale degli edifici, in Piemonte viene utilizzato come criterio di valutazione nell'ambito del Piano Casa, in Toscana, Friuli Venezia Giulia e Basilicata per valutare la sostenibilità ambientale, in Lombardia viene utilizzato per valutare le caratteristiche di edifici bioclimatici oggetto di incentivazione.

Il protocollo è anche utilizzato da diverse amministrazioni pubbliche per valutare la sostenibilità degli edifici pubblici in progetto .

Sono nati anche diverse forme di finanziamenti e agevolazioni per chi costruisce rispettando i criteri di sostenibilità prescritti dal protocollo, per cui può essere utile informarsi presso il proprio tecnico o gli enti locali se ne esistono nella propria zona, quando si intende costruire o ristrutturare con particolari criteri di edilizia sostenibile.


Come funziona il Protocollo ITACA?


Il processo di certificazione del protocollo ITACA ha inizio con una fase di auto-valutazione da parte del progettista o del gruppo di progettazione, effettuata sulla base di specifici criteri. Successivamente quest'autovalutazione viene sottoposta ad analisi e convalida di enti certificatori come IMQ, per poi essere certificata come protocollo ITACA.

progettare con protocollo ITACAI progettisti hanno a disposizione una serie di schede monotematiche divise in varie aree e categorie.
Tali schede si differenziano a seconda della destinazione d'uso dell'edificio, in particolare si distinguono 4 differenti categorie: residenziale, uffici, edifici industriali ed edifici commerciali.
Le schede si differenziano anche a seconda che si tratti di un intervento di nuova costruzione o di ristrutturazione.

L'approccio del protocollo è teso a misurare la sostenibilità dell'edificio a 360 gradi, quindi valutandone tutte le implicazioni dal punto di vista ambientale, economico e sociale, considerando i cicli di vita di materiali ed opere e le loro possibili interazioni con il territorio.

La prima area tematica valuta la Qualità del sito, quindi analizza le caratteristiche dell' ambiente in cui sarà inserito l'edificio, considerando anche l'impatto delle infrastrutture esistenti, che possono avvantaggiarlo o penalizzarlo.

La seconda area analizza il Consumo di risorse, quindi tiene conto sia dei consumi che l'edificio potrà avere nel corso della sua vita, che della sua efficienza energetica.

La terza area prende in esame i Carichi ambientali dell'edificio, e quindi misura rifiuti, reflui, uso delle acque e interazione con il terreno.

Le ultime due aree tematiche sono Qualità dell'ambiente indoor e Qualità del servizio e prendono in considerazione il confort abitativo delle residenze e la qualità delle loro strutture ed impianti.


Ognuna di queste aree presenta poi dei sottocriteri:
- Qualità del sito: Selezione del sito; Progettazione dell'area.
- Consumo di risorse: Energia primaria non rinnovabile richiesta durante il ciclo di vita; Energia da fonti rinnovabili; Materiali eco-compatibili; Acqua potabile; Prestazioni dell'involucro.
- Carichi ambientali: Emissioni di CO2 equivalente; Rifiuti solidi; Acque reflue; Impatto sull'ambiente circostante.
- Qualità dell'ambiente indoor: Ventilazione; Benessere termoigrometrico; Benessere visivo; Benessere acustico; Inquinamento elettromagnetico.
- Qualità del servizio: Ventilazione; Benessere termoigrometrico; Benessere visivo; Benessere acustico; Inquinamento elettromagnetico.

Per ogni criterio o sottocriterio, in base alle caratteristiche, sono assegnati dei punti che vanno da -1 a 5. Il punteggio 0 è considerato la performance minima accettabile, in base alle norme tecniche italiane, alla legislazione vigente e agli standard costruttivi più diffusi.

Per favorire il lavoro dei progettisti è stato messo a punto anche un software gratuito disponibile sul sito di ITACA, grazie al quale si può valutare automaticamente la qualità della sostenibilità ambientale dell'edificio progettato, mediante un sistema di punteggi pesati.

Oltre ai protocolli di carattere nazionale sono stati messi a punto anche dei protocolli specifici per varie regioni, che tengono conto delle peculiarità di ciascuna.
Infatti il territorio italiano è alquanto frammentario dal punto di vista climatico e presenta anche delle differenze dal punto di vista delle tecniche costruttive più diffuse, per cui è giusto tener conto di pesi differenti in fase di calcolo.

riproduzione riservata
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