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Intonaci e finiture alla calce stanno tornando al centro dell'attenzione negli ultimi anni, soprattutto nelle ristrutturazioni di edifici esistenti.
Posa intonaco a base di calce idraulica- Getty Images
Il motivo è semplice perché si cercano materiali più traspiranti, compatibili con le murature tradizionali e meno “rigidi” rispetto alle soluzioni cementizie moderne.
La calce viene spesso presentata come soluzione universale, quasi naturale quindi sempre migliore ma in realtà, non è così.
Funziona molto bene in alcune situazioni, mentre in altre può rivelarsi inefficace o addirittura controproducente.
La differenza, come spesso accade in edilizia, sta nel contesto in cui viene applicata.
Chi ha avuto a che fare con edifici in muratura piena, magari in centri storici o in abitazioni anni '50-'60, sa che i materiali moderni non sempre dialogano bene con le strutture esistenti.
Ed è proprio in questi casi che la calce torna ad avere senso.
La caratteristica più citata dei prodotti alla calce è la traspirabilità.
Ma ridurla a uno slogan rischia di banalizzare un aspetto tecnico più interessante.
La malta di calce permette il passaggio del vapore acqueo attraverso la muratura, evitando che l'umidità resti intrappolata all'interno degli strati.
Questo comportamento è fondamentale negli edifici dove l'umidità è già presente o tende a formarsi.
In questi contesti, utilizzare materiali troppo chiusi significa bloccare il vapore e favorire fenomeni come distacchi, muffe o degrado degli intonaci.
In una casa con murature in mattoni pieni ad esempio, applicare un intonaco cementizio molto compatto può creare una barriera che impedisce all'umidità di evaporare.
Il risultato, nel tempo, è un peggioramento delle condizioni interne.
Con la calce, invece, si lavora in modo più compatibile con il comportamento naturale della parete.
Gli intonaci alla calce si utilizzano sia come strato di fondo sia come finitura e sono particolarmente indicati negli interventi di recupero.
Il loro punto di forza è la capacità di gestire l'umidità senza trattenerla.
Lavori di ristrutturazione - Foto Getty Images
In un'abitazione al piano terra con murature datate, dove l'umidità non è completamente eliminabile, un intonaco alla calce può contribuire a stabilizzare la situazione.
Non risolve la causa, ma riduce gli effetti visibili e migliora il comportamento della parete nel tempo.
Va però chiarito un aspetto importante ovvero che la calce non è un sistema deumidificante in senso stretto.
Se c'è una risalita capillare significativa, serve comunque un intervento strutturale.
L'intonaco alla calce aiuta, ma non sostituisce una barriera chimica o un sistema specifico.
Anche nelle finiture la calce ha un ruolo interessante, soprattutto in ambienti dove la gestione dell'umidità è critica.
Calce viva in cantiere - Sora
Le pitture a base di calce, ad esempio, hanno una naturale resistenza alla formazione di muffe, grazie al loro pH elevato.
Questo le rende adatte a cucine, bagni o ambienti poco ventilati.
In una stanza esposta a nord, con pareti fredde e tendenza alla condensa, una finitura a calce può ridurre il rischio di muffa rispetto a una pittura tradizionale più filmogena.
Attenzione perché questo non vuol dire che uccide la muffa ma crea condizioni meno favorevoli alla sua formazione.
Anche dal punto di vista estetico, la calce offre una resa materica particolare, meno uniforme rispetto alle pitture sintetiche.
È un effetto che viene spesso cercato nelle ristrutturazioni dove si vuole mantenere un certo carattere dell'edificio.
I prodotti alla calce sono generalmente meno resistenti meccanicamente rispetto a quelli cementizi.
Questo significa che possono essere più delicati in ambienti soggetti a urti o usura.
Inoltre, richiedono una posa più attenta.
Non sono materiali tolleranti, infatti se applicati su supporti non adeguati o senza preparazione corretta, possono dare problemi di adesione o durata.
Un altro aspetto riguarda i tempi.
La calce ha cicli di presa e asciugatura diversi rispetto ai materiali moderni, e questo può influire sulla gestione del cantiere.
In interventi dove servono tempi rapidi o prestazioni meccaniche elevate, non sempre è la scelta più pratica.
I prodotti a base di calce andrebbero evitati in presenza di infiltrazioni attive.
Utilizzare un intonaco alla calce senza risolvere prima il problema alla fonte porta a risultati deludenti visto che parete continuerà a bagnarsi, indipendentemente dal materiale utilizzato.
Meglio sistemare prima i problemi di umidità e muffa - Getty Images
Allo stesso modo, su supporti molto compatti o poco assorbenti, la calce può avere difficoltà ad aderire correttamente.
Un errore che si vede spesso è l'applicazione su vecchi intonaci cementizi non rimossi.
In questi casi si crea un sistema incoerente, dove il nuovo strato non lavora in continuità con il supporto.
La calce funziona bene quando è parte di un sistema compatibile, non quando viene inserita come soluzione isolata.
Il ritorno dei prodotti alla calce non è solo una tendenza, ma una risposta a esigenze reali legate al recupero edilizio e alla qualità degli ambienti interni.
Problemi di umidità su una parete - Getty Images
La differenza la fa sempre il contesto: tipo di muratura, presenza di umidità, condizioni ambientali, obiettivi dell'intervento.
Nelle ristrutturazioni consapevoli, la calce trova spesso il suo spazio proprio perché si inserisce in un approccio più attento ai materiali e al comportamento dell'edificio.
Quando viene scelta per questo motivo e non per moda o semplificazione, i risultati sono generalmente più stabili nel tempo.
La calce non è una scorciatoia, ma uno strumento.
E come ogni strumento, funziona solo se usato nel modo giusto.
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