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Quando si parla di scompensi nella pressione dell'acqua che arriva a casa, non c'è una sola causa: le responsabilità possono essere diverse.
La pressione collegata al contatore (il punto di consegna) può essere diversa da quella che arriva ai rubinetti di casa dopo aver attraversato colonne montanti, riduttori, filtri intasati e tratti con perdite o tubazioni datate.
Può quindi accadere che chi vive al piano terra non si accorga di nulla, mentre chi vive più in alto (ad esempio al quinto) si ritrovi con docce intermittenti e lo scaldabagno che va in blocco.
Problemi impianto idraulico - Pexels
Il punto è proprio capire da dove arriva il problema: se la pressione è carente già al punto di consegna (quindi la responsabilità è del gestore) oppure se il problema è cllegato a perdite, autoclave centralizzata assente o altri difetti strutturali (un problema del condominio).
Non tutti però sanno che la pressione si può misurare, e questo aiuta a capire maggiormente l'entità del problema, evitando discussioni prive di informazioni tangibili.
Vediamo un esempio pratico: un appartamento si trova al quinto piano di un condominio degli anni '70, con due bagni e una caldaia che richiede una pressione minima per funzionare bene.
Chi ci abita registra che in alcune fasce orarie, come la sera e la mattina, l'acqua corrente arriva più lentamente, la doccia passa repentinamente da calda a fredda, la lavatrice segnala un errore di carico.
Autoclave soluzione pressione rubinetto - Pexels
Molti risolvono la situazione con una scorciatoia, ovvero l'autoclave domestica nel ripostiglio, installata per emergenza.
Il problema è che senza una verifica seria rischi di spendere soldi per un impianto che non risolve la situazione a monte.
Il tutto senza contare che possono arrivare proteste da parte dei vicini a causa di rumore, vibrazioni, allacci e ritorni di pressione provocati dall'autoclave di emergenza.
Questa scelta, priva di una verifica ufficiale, genera contenziosi e spese inutili, bisogna quindi capire da dove arriva il problema e risolverlo alla fonte.
Un'autoclave è un sistema che permette di mantenere una pressione adeguata, tramite una pompa con serbatoio d'espansione, spesso con pressostato o un inverter.
Nelle case isolate, ad esempio per le villette, può essere una soluzione valida, ma non si può dire del condominio, in cui la scelta deve essere collettiva.
Se al piano terra l'acqua corrente arriva normale, mentre ai piani alti ci sono dei problemi, bisogna fare una valutazione impiantistica e, dove serve, installare un impianto centralizzato ben dimensionato.
La soluzione dell'autoclave individuale va presa con cautela, e deve essere installata solo da chi sa dove mettere le valvole di non ritorno, per gestire rumori e vibrazioni e rispettare le regole condominiali.
Senza contare che un impianto installato male può rovinare ulteriormente componenti come raccordi e rubinetti.
Se pensi che il problema sia legato alla fornitura, puoi chiedere al gestore la verifica del livello di pressione, valutando quali sono le tempistiche stabilite dalla legge:
Il passaggio della verifica della pressione è fondamentale anche per portare ordine a eventuali discussioni, spostando il confronto da semplici sensazioni e opinioni ad un riscontro tecnico certo.
Bisogna però fare attenzione ad un fattore: se la pressione è a norma di legge, il gestore può addebitare agli inquilini i costi dell'intervento.
Questo passaggio deve però essere trasparente, ovvero l'importo va comunicato in bolletta, nel regolamento dell'utenza e sul sito.
Problema impianto idraulico cosa fare - Pexels
La stessa informazione deve essere anche ricordata al momento della richiesta, se c'è un canale di comunicazione immediato (come un telefono o uno sportello online o fisico).
Questo non vuol dire che non devi mai chiedere la verifica per paura dei costi, ma devi richiederla nel modo giusto.
Se il problema può essere interno (come filtri, riduttori, valvole mezze chiuse o perdite) conviene fare prima un controllo minimo all'impianto idraulico.
Non tutti sanno che ogni gestore pubblica una Carta dei Servizi in cui, oltre agli standard ARERA, sono indicati molto spesso i dettagli tecnici come la pressione dell'acqua minima e massima vicino al contatore.
Ad esempio, nella Carta del Servizio Idrico Integrato di MM (ovvero Milano) si indica una pressione minima vicino al contatore di 2 atmosfere e una massima di 6 atmosfere.
A cosa serve conoscere questi valori?
Nella pratica, se la pressione del contatore risulta inferiore ai livelli minimi dichiarati nella Carta, la contestazione è più lineare, perché c'è un evidente problema.
Se invece il contatore è a posto, ma in casa comunque ci sono carenze di pressione dell'acqua, il problema è da ricondurre all'impianto interno e quindi condominiale, con eventuali interventi di adeguamento (che non sono quasi mai a carico del gestore).
Anche se un problema alla pressione dell'acqua può portare a del disagio a casa, una contestazione efficace non ha bisogno di toni forti, ma di richieste precise.
Nel concreto, puoi descrivere nel dettaglio il problema, con date e fasce orarie (ad esempio specificando che la pressione è insufficiente in orari serali), inserendo l'indirizzo e il codice utenza, con la richiesta formale di verifica della pressione e di comunicazione dell'esito in forma scritta.
Pressione acqua e blocco - Pexels
Se hai già un tecnico che ha misurato la pressione a valle del contatore, è consigliato allegare anche quel riscontro: una relazione sintetica aiuta a far prendere sul serio la pratica, senza che diventi uno scontro.
Un altro accorgimento utile è quello di descrivere l'impatto nello specifico, per comunicare che il fastidio non è marginale.
Puoi spiegare ad esempio che la caldaia va in blocco, che non puoi usare elettrodomestici, che c'è un'evidente difficoltà nel riempimento delle cassette WC e dei serbatoi.
Nei condomini un problema di bassa pressione dell'acqua può diventare subito di interesse collettivo, per cui l'autoclave è una soluzione che deve essere portata in assemblea, senza andare "a sensazione".
Una verifica precisa del gestore e una relazione tecnica di un idraulico esperto permettono all'amministratore di condominio di parlare dell'argomento in assemblea con numeri reali e soluzioni pratiche, accantonando le opinioni.
In questo modo anche la questione dei costi è più lineare.
Un impianto centralizzato ben fatto, se necessario, spesso costa meno rispetto a tanti interventi con autoclave singoli, che provocano rumori e necessitano di regolazioni diverse.
Hai fatto tutti i passi correttamente, ma il gestore non risponde o la risposta non ti convince?
In questi casi ARERA ti offre la possibilità di attivare il Servizio Conciliazione, per cui il gestore può essere tenuto a partecipare rientrando tra i soggetti obbligati.
Impianto idraulico verbale tecnico - Pexels
Oppure puoi rivolgerti allo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente, quando applicabile.
La conciliazione è utile sia per avere un percorso con tempi definiti sia per disporre di un verbale finale con impegni scritti, come interventi, verifiche ed eventuali riconoscimenti economici, al posto di semplici telefonate dispersive.
Quindi, se la pressione bassa dell'acqua è ricorrente, l'ordine degli step da seguire fa la differenza nel trovare una soluzione.
Prima si devono fare le dovute verifiche tecniche, mettendole a verbale, e poi decidere qual è l'intervento più adatto.
Questa è la sequenza che, nella pratica, ti evita di comprare un impianto “tampone” in via indipendente, che non risolve o che può creare attriti con i vicini e il gestore.
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