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Pertinenze di un'abitazione: cosa sono e modalità di accatastamento

NEWS Proprietà19 Giugno 2018 ore 15:50
Cosa sono le pertinenze e quali sono le modalità di accatastamento. Vediamo in cosa consistono e quali sono le regole per la loro circolazione in caso di vendita

Cosa sono le pertinenze?


Nel linguaggio comune il termine pertinenza viene impiegato per fare riferimento a elementi connessi alla propria abitazione. Il codice civile ci dà una definizione di pertinenze.
Si tratta, ai sensi di quanto disposto all’articolo 817, delle cose, mobili o immobili destinate in modo durevole, al servizio o all’ornamento di un’altra cosa, mobile o immobile.

L’autorimessa è, ad esempio, una pertinenza dell’abitazione principale. La legge precisa che la destinazione della pertinenza deve essere effettuata dal proprietario della cosa principale o da chi ha un diritto reale sulla medesima.

Di frequente ci si chiede se debba esistere necessariamente un collegamento fisico tra la pertinenza e la cosa principale. Molte persone sono proprietarie di garage o altri locali che non si trovano nelle immediate vicinanze dell’abitazione e per questo nasce il dubbio circa il vincolo pertinenziale con l’abitazione.

Box auto, una pertinenza dell'abitazione
I box auto e i ripostigli lontani da casa rientrano tra le pertinenze?

Chiarire questo aspetto è rilevante dal punto di vista fiscale e, in caso di compravendita, ai fini della esatta individuazione dei beni costituenti oggetto dell’atto di alienazione.
La questione è stata di recente chiarita dalla Corte di Cassazione con un' importante sentenza.

I giudici di legittimità hanno stabilito che, per definirsi pertinenza, il bene non deve necessariamente essere strutturalmente e fisicamente collegato alla cosa principale, potendo trovarsi anche molto distante da esso. Il legame tra bene principale e pertinenza è di tipo economico funzionale e può sussistere anche da lontano.

Pertinenze e abitazione principale

Quali sono i requisiti per un rapporto di pertinenza?



  • Elemento oggettivo, dato dalla destinazione della cosa (la pertinenza) al servizio o all’ornamento di un’altra (la cosa principale), caratterizzato da durevolezza; non deve trattarsi di un rapporto meramente occasionale;

  • elemento soggettivo, ossia la volontà del proprietario o del titolare di un diritto reale sulla cosa principale di operare tale destinazione.


Risulta così evidente che la pertinenza assume il carattere dell’accessorietà rispetto al bene principale al quale è connesso, in forza di una relazione di complementarietà.

La pertinenza è uno strumento tendente a conservare o accrescere le qualità intrinseche della cosa principale. Pensando a un'abitazione, la pertinenza è un istituto che presuppone la separabilità rispetto alla cosa principale e in questo va tenuta distinta dalla parte che, avendo funzione costitutiva essenziale presenta il carattere dell’inseparabilità.


Modalità di circolazione delle pertinenze


Quando si vende o si acquista un'abitazione è fondamentale sapere come si trasferiscono le sue pertinenze. Qual è il regime giuridico delle pertinenze?

Esso è disciplinato dall’articolo 818 del codice civile, in base al quale gli atti giuridici aventi ad oggetto la cosa principale (appartamento) comprendono anche le pertinenze (box, cantine), se non è diversamente disposto. L’aspetto assume particolare rilievo in materia di compravendita immobiliare o di donazione.

Che succede dunque se nell’atto di vendita o di donazione manca una esplicita informazione in merito alle pertinenze?

Il vincolo pertinenziale, anche in assenza di precisazione, si presume esistente.
Si presume che il proprietario che ha trasferito la proprietà dell'abitazione principale abbia volute includere anche le sue pertinenze.

Esse vengono dunque trasferite con il bene principale come sostenuto dalla Corte di Cassazione con ordinanza n. 8277/16 del 27.04.2016.

Poco prima abbiamo detto che, secondo quanto disposto dal legislatore, il rapporto pertinenziale può essere costituito unicamente dal proprietario del bene principale o dal titolare del diritto reale. Non occorre che egli sia anche il proprietario della pertinenza, la quale potrà appartenere ad altri. Il proprietario, dunque, nell’atto di alienazione, potrà includere anche le pertinenza che non gli appartengono.


Quali sono le tutele a favore dell’effettivo proprietario delle pertinenze?

L’effettivo proprietario della pertinenza potrà invocare a protezione dei suoi interessi, quanto stabilito all’articolo 819 del codice civile, in base al quale la destinazione di una cosa a servizio o ornamento di un’altra non pregiudica i diritti preesistenti a favore di terzi.

A questa regola c’è tuttavia un’eccezione: prevale l’acquisto della cosa principale e della pertinenza a favore dell’acquirente in buona fede. Ciò significa che solo in caso di mala fede dell’acquirente della cosa principale, il rapporto pertinenziale viene meno.

I principi sopra esposti non trovano applicazione nel caso in cui la pertinenza sia un immobile o bene mobile iscritto nei pubblici registri, in quanto il suo proprietario può rivendicarla anche nei confronti dell’acquirente di buona fede, a condizione che il suo diritto sulla pertinenza risulti da atto avente data certa anteriore rispetto al trasferimento.


Cessazione del rapporto pertinenziale


Il rapporto pertinenziale può venire meno al verificarsi di determinate situazioni:

- il perimento di uno dei due beni considerati;

- inidoneità del bene strumentale a svolgere la sua destinazione rispetto al bene principale;

- la volontà del proprietario del bene principale: la pertinenza può avere sorte autonoma ed essere oggetto di atto separato. Il proprietario, per esempio, trasferisce a terzi la proprietà dell'abitazione principale e si riserva la proprietà della pertinenza (ad esempio il box auto) o viceversa, cede il garage e resta proprietario della casa.


Le pertinenze dell'abitazione e modalità di accatastamento



Quali sono le pertinenze dell’abitazione principale?


Si considerano pertinenze della casa le cantine, i box auto, le soffitte, ovvero gli immobili rientranti nelle seguenti categorie catastali:

  • C/2, magazzini e locali di deposito, cantine, soffitti, solai;

  • C/6, stalle, scuderie, rimesse, posti auto, autorimesse (senza fine di lucro);

  • C/7, tettoie chiuse o aperte.


Cantina e ripostiglio pertinenze abitazione
Bisogna innanzitutto capire cosa si intende per accatastamento.

Con questo termine si fa riferimento ad una pratica che risulta obbligatoria in due situazioni:

- qualora si effettuino interventi di variazione su un’unità immobiliare già esistente, tali da modificare la rendita catastale;

- quando vengono ultimati i lavori di costruzione di un nuovo immobile.

A cosa serve l'accatastamento?



  • serve per presentare la pratica di fine lavori;

  • per ottenere l’agibilità di un immobile e determinare la rendita, indispensabile per calcolare le imposte dovute sull’immobile.

Come è stata modificata di recente la normativa relativa all’ accatastamento delle pertinenze?

Nel 2016 la normativa catastale è stata oggetto di modifica; ne è conseguita l’introduzione di alcune novità in merito all’accatastamento delle pertinenze di fabbricati di nuova costruzione che ha determinato maggiori spese per le parti interessate. Vediamo di cosa si tratta.

Le novità concernono le pertinenze classificate nella categoria C2, ovvero quelle aventi accesso autonomo rispetto all’abitazione principale. Si pensi alle cantine e soffitte cui si accede dalla strada o da parti comuni dell’immobile, escluse quindi cantine e soffitte con accesso diretto dall’abitazione.

Prima della riforma evidenziata, le cantine e soffitte assegnate a un alloggio venivano rappresentate sulla stessa planimetria dell’abitazione principale, come vano accessorio.
L'aggiornamento normativo riguarda esclusivamente le nuove costruzioni.

Nessuna variazione per le abitazioni esistenti; in caso di nuove costruzioni invece si dovrà accatastare cantine e solai nella categoria C2 come unità a sé stanti.
L'impatto della novità sarà sulla rendita catastale che, in questa maniera, sarà più elevata rispetto al precedente modo di procedere. Se prima le pertinenze, rappresentate come vano accessorio, avevano un’incidenza minima sulla rendita generale dell’alloggio, oggi la situazione è cambiata, costituendo vano principale del proprio specifico subalterno.

È fondamentale sapere a che categoria catastale appartiene un immobile, in quanto, ad esempio non è possibile abitare in un immobile accatastato come C2.


Accatastamento catastale e pagamento IMU


La legge che ha istituito l'IMU ha limitato il numero delle pertinenze dell'abitazione principale che possono fruire delle agevolazioni fiscali, per ciò che concerne il pagamento dell'Imu.
Il primo punto è che possono considerarsi pertinenze dell'abitazione principale solo le unità immobiliari rientranti nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7.

La seconda regola da seguire è che per ciascuna abitazione principale si potranno avere al massimo tre pertinenze, ognuna accatastata in una delle categorie sopra riportate.
Quindi un'unità pertinenziale per ciascuna categoria catastale.

Ad esempio, per ciascuna casa, soltanto un box può essere classificato pertinenza a fini fiscali.
Nel caso in cui il contribuente abbia due box, dovrà decidere quale dei due considerare pertinenza, tenendo distinto l’altro ai fini dell'esclusione dal pagamento Imu.

In conclusione, le unità immobiliari che eccedono rispetto al numero massimo previsto dalla legge per l'assimilazione all'abitazione principale ai fini Imu, saranno soggette al pagamento dell'imposta municipale, pur essendo giuridicamente come pertinenze.

riproduzione riservata
Articolo: Pertinenze dell'abitazione
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Pertinenze dell'abitazione: Commenti e opinioni


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  • Gigavanni
    Gigavanni
    Sabato 20 Luglio 2019, alle ore 09:24
    Se un proprietario nel corso degli anni (più di 20anni) non ha mai utilizzato né occupato con suppellettili anche un minimo spazio di una pertinenza, che risulta bene comune o diviso, scatta il principio dell'usucapione?
    rispondi al commento
  • Manuelamargilio
    Manuelamargilio
    Giovedì 18 Aprile 2019, alle ore 19:01
    Per essere una pertinenza deve essere titolare di un bene rispetto al quale il c6 è a servizio. 
    rispondi al commento
  • Oinac
    Oinac
    Giovedì 4 Aprile 2019, alle ore 10:49
    Sono proprietario di un locale C/6 ma abito in affitto.
    Lo si può considerare pertinenza?
    rispondi al commento
  • Giuseppe24
    Giuseppe24
    Mercoledì 30 Gennaio 2019, alle ore 12:00
    Sono proprietario di un appartamento complessivamente di 100 mq dove abito, ho successivamente acquistato di fronte alla stessa strada, un immobile di  2 piani e mq 250 da ristrutturare.
    Posso creare delle pertinenze di garage e cantine da annettere all'appartamento in cui abito ?
    Esiste la convenienza ?
    rispondi al commento
  • Vito5
    Vito5
    Mercoledì 19 Dicembre 2018, alle ore 21:01
    Sono proprietario di una cantina.Sto acquistando una casa con agevolazioni prima casa, posso ammettere la cantina di mia proprietà come pertinenza alla nuova casa che sto comprando?
    rispondi al commento
  • Roberto
    Roberto
    Domenica 20 Maggio 2018, alle ore 19:35
    Ho comprato appartamento nel 2006, le due finestre delle cameretta e camera da letto affacciano su un cortile condominiale che poi è stato considerato cortile di pertinenza di un magazzino confinante con il mio appartamento poi venduto il magazzino con il cortile figurando cortile di pertinenza.
    Io ho fatto dei controlli non risultante sin atto che il cortile è di pertinenza del magazzino, posso chiedere la mia pertinenza  del perimetro del mio appartamento dove affacciano  le finestre ?
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Roberto
      Lunedì 4 Giugno 2018, alle ore 11:41
      L'affaccio su una cosa altrui non dà diritto alla proprietà. O forse non ho capito la domanda?
      rispondi al commento
  • Giovanni
    Giovanni
    Venerdì 28 Ottobre 2016, alle ore 09:09
    Ho acquistato 2 anni fa un box dal costruttore legandolo alla prima casa con vincolo di pertinenzialità per fruire dei vantaggi fiscali.
    Dalla visura catastale però le 2 unità sembrerebbero separate, non trovo nessuna nota o riferimento al vincolo.
    E' corretto che sia cosi?
    Faccio questa domanda perchè non vorrei trovarmi in difficoltà con un possibile acquirente qualora dovessi vendere i 2 immobili (tassativamente insieme).
    rispondi al commento
  • Federico66
    Federico66
    Mercoledì 13 Maggio 2015, alle ore 12:08
    Buon giorno sto per procedere all'acquisto di un immobile distante circa due chilometri da casa mia. Tuttavia per funzione di utilizzo si potrebbe considerare pertinente. Dati gli sgravi fiscali nel caso di acquisto di un immobile di pertineza posso e dato art. 817 c.c. posso effetuare l'acquisto in tal senso senza incorrere in sanzioni o problemi di alcun genere? grazie F.
    rispondi al commento
  • Andreagagliardo
    Andreagagliardo
    Martedì 25 Novembre 2014, alle ore 16:32
    Buongiorno, vi scrivo perché un mio parente ha ereditato un appartamento, un tempo abitato e molto piccolo (circa 50 m.q.), attaccato al suo. Questo mini appartamento, che viene considerato come un'abitazione secondaria, è in realtà accessorio rispetto all'abitazione principale perché viene per lo più usato come lavanderia e/o dispensa. Sarebbe possibile dichiararlo come pertinenza (eventualmente trasformandolo)? Grazie per la risposta.
    rispondi al commento
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