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Ci sono case in cui spegnere l'impianto di riscaldamento, anche solo per poco tempo, ha un effetto immediato.
Nel giro di mezz’ora l’ambiente cambia, l’aria diventa meno accogliente e si avverte una sensazione di freddo diffuso.
La temperatura sul termostato è corretta ma si sente freddo - Getty Images
Non è una percezione vaga, ma un passaggio netto in alcune abitazioni in cui lo spegnimento del riscaldamento diventa evidente nel giro di poco tempo, mentre in altre risulta quasi impercettibile.
La differenza non è casuale e racconta molto del modo in cui la casa gestisce il calore.
Un caso tipico è quello di chi abbassa il riscaldamento la sera con l'intento di risparmiare e il mattino seguente trova la casa praticamente svuotata del calore.
Anche se il termostato segna pochi gradi in meno, la sensazione è molto più marcata.
Situazioni di questo tipo sono comuni soprattutto nei mesi centrali dell’inverno e spesso portano a dubitare dell’efficacia dell’impianto, quando in realtà il problema è legato alla capacità dell’edificio di trattenere energia.
Quando il riscaldamento è acceso, una parte dell’energia scalda l’aria e una parte viene assorbita da pareti, pavimenti e soffitti.
Se queste strutture hanno una buona capacità di accumulo, il calore viene rilasciato lentamente anche dopo lo spegnimento del riscaldamento.
Le strutture della casa non trattengono il calore - Getty Images
Una casa che si raffredda subito significa che questo meccanismo non funziona, quindi, le strutture non trattengono energia e il calore immesso viene disperso rapidamente verso l’esterno.
L’aria in casa si raffredda perché perde calore verso superfici che restano fredde o che si raffreddano molto velocemente.
Il corpo umano percepisce questo fenomeno in modo diretto e, anche se la temperatura dell’aria scende di poco, la perdita di equilibrio tra aria e superfici rende l’ambiente immediatamente meno confortevole.
Inerzia termica insufficiente ci fa sentire freddo anche con il riscaldamento acceso - Getty Images
Qui entra in gioco l'inerzia termica che è la capacità di un edificio di accumulare calore e rilasciarlo nel tempo.
Gli edifici aventi bassa inerzia si comportano come involucri leggeri: reagiscono rapidamente sia al riscaldamento sia al raffreddamento.
Questo fenomeno può sembrare un vantaggio quando il riscaldamento si accende, ma diventa un problema serio quando si spegne.
Questo perchè la casa non ha una riserva di energia e torna velocemente ad essere un ambiente freddo a causa della dispersione termica.
A gennaio e febbraio, nel pieno della stagione invernale, le strutture dell’edificio si presentano raffreddate dopo diverse settimane di basse temperature.
Questa circostanza riduce ulteriormente la loro capacità di trattenere calore.
Pertanto, è normale che in questo periodo dell'anno lo spegnimento del riscaldamento, anche per periodi molto brevi, si manifesti con effetti più evidenti.
La casa, infatti, parte da una condizione di equilibrio precaria.
Molti associano la rapidità di riscaldamento a una casa “facile da scaldare”.
In realtà, spesso accade il contrario: una casa che si scalda in fretta è anche una casa che si raffredda in fretta.
Questo comportamento indica che il calore non viene assorbito dalle strutture, ma resta concentrato nell’aria, quindi, non appena la fonte di calore si interrompe, l’energia si disperde rapidamente.
In una casa che perde calore velocemente, spegnere e riaccendere spesso il riscaldamento porta a cicli poco efficienti.
Va sottolineato, infatti, che per ogni riaccensione l'impianto si trova a dover compensare una perdita significativa di calore, senza mai raggiungere una vera stabilità.
Alzare la temperatura aumenta i costi ma non garantisce comfort - Getty Images
Questo schema porta spesso a consumi elevati e a una sensazione costante di rincorsa del comfort, soprattutto nelle ore più fredde.
Di fronte a un raffreddamento rapido, la reazione istintiva è aumentare la temperatura impostata.
Questo produce un riscaldamento più intenso, ma non modifica il comportamento dell’edificio.
Il risultato è un aumento dei consumi senza un miglioramento duraturo in termini di comfort termico, infatti, la casa continua a perdere calore allo stesso ritmo, solo partendo da un livello più alto.
È importante distinguere tra produzione di calore e capacità di trattenerlo.
Nella maggior parte dei casi, il riscaldamento funziona correttamente, ma lavora in un contesto che disperde energia troppo velocemente.
Decidere di sostituire o potenziare l’impianto di riscaldamento senza occuparci dell'isolamento termico della casa, può restituire risultati deludenti e a un senso di inefficienza generale.
Osservare come la casa reagisce allo spegnimento del riscaldamento è uno dei modi più semplici per capire il suo comportamento termico.
Dispersioni termiche: come testare efficienza termica - Pinterest
Queste informazioni sono preziose perché mostrano il funzionamento reale dell’edificio.
Il raffreddamento rapido si avverte soprattutto quando si è seduti o fermi, in quanto in assenza di movimento il corpo produce meno calore e lo squilibrio con le superfici fredde diventa più evidente.
Per questo motivo, anche in presenza di differenze di temperatura minime, la sensazione di freddo può essere intensa.
Una casa confortevole non è quella che reagisce più in fretta, ma quella che mantiene il calore nel tempo.
La stabilità termica è più importante della rapidità di riscaldamento.
Quando una casa si raffredda subito allo spegnimento, sta mostrando una mancanza di stabilità che incide direttamente sul comfort quotidiano.
Il modo in cui una casa perde calore è uno dei suoi tratti più rivelatori, poichè non si tratta di un difetto occasionale ma di una caratteristica strutturale che emerge soprattutto in inverno.
Imparare a osservare questo comportamento permette di comprendere meglio come funziona davvero l’abitazione.
In inverno, una casa che si raffredda subito non chiede più calore, ma maggiore equilibrio.
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