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Il settore dei pavimenti interni sta vivendo una profonda trasformazione, favorendo le soluzioni che privilegiano la funzionalità senza sacrificare l’estetica.
In un tale scenario, i pavimenti resilienti sono la risposta più avanzata per chi cerca superfici in grado di adattarsi alle sollecitazioni di una vita quotidiana intensa.
I pavimenti resilienti si adattano ad ambienti molto vissuti - Gerflor
Nelle case vissute intensamente da famiglie con bambini e animali domestici, soprattutto se in campagna o dotate di grandi giardini esterni, i materiali tradizionali possono rivelare alcuni limiti limiti strutturali.
I pavimenti di resina o parquet sono infatti delicati e possono graffiarsi gravemente anche a causa di un sassolino incastrato nelle suole delle scarpe.
Viceversa, il cotto artigianale richiede una protezione superficiale a base di cera e una pulizia meticolosa e delicata per non macchiarsi in modo irreversibile.
Tuttavia anche materiali più robusti come il marmo, il clinker, la ceramica e il gres porcellanato possono scheggiarsi o fratturarsi dopo la caduta di un oggetto pesante.
Inoltre non favoriscono un uso dello spazio flessibile e dinamico, con frequente spostamento dei tramezzi.
Una vita intensa mette a dura prova i pavimenti - Pixabay
Scegliere un pavimento resiliente consente invece di investire in un supporto che accompagna il movimento.
Allo stesso tempo, attutisce gli imprevisti e trasforma l'ambiente domestico in un organismo reversibile che risponde attivamente alle pressioni esterne.
Il tutto, mantenendo inalterata la propria integrità visiva e strutturale per decenni.
In fisica, la resilienza indica la capacità di un materiale di ritornare alla propria forma originale dopo aver subito sollecitazioni tali da deformarlo.
I materiali resilienti sono dunque elastici, deformabili e flessibili.
Una superficie resiliente si flette quindi impercettibilmente sotto il peso di un carico, per poi riassumere la propria configurazione iniziale quando questo viene rimosso.
Il lineoleum è un ottimo materiale per pavimenti resilienti - Tarkett
Nell’architettura d'interni, tale proprietà si traduce in un’ottima resistenza ai graffi e alle abrasioni.
Il che, una pavimentazione che non si scheggia ma mantiene un aspetto uniforme nel tempo.
Tuttavia non si deve confondere la resilienza con la durezza superficiale.
Un materiale semplicemente duro resiste infatti alla penetrazione superficiale.
Un resiliente invece, dissipa una parte dell’energia cinetica dell’impatto grazie alla propria elasticità interna.
La differenza risulta cruciale perché un pavimento resiliente riesce spesso ad autocorreggersi, assorbendo le micro-sollecitazioni senza trasformarle in danni permanenti.
Pavimento resiliente di linoleum - Tarkett
In questo modo il pavimento mostra i segni del tempo in modo più graduale, integrando i piccoli difetti come i graffi o l’usura superficiale all’interno della propria texture, anziché evidenziarli come difetti estetici.
Ciò costituisce una caratteristica assai vantaggiosa soprattutto negli spazi in cui gli arredi vengono spostati di frequente o dove il calpestio si concentra in zone specifiche.
I pavimenti resilienti sono un insieme vasto, che comprende sia materiali artificiali d’avanguardia, che materie prime naturali di antica tradizione.
Una prima categoria sono i pavimenti in pvc, attualmente disponibili anche in varianti d'alta gamma come l'LVT (Luxury Vinyl Tile) proposto ad esempio da Gerflor.
Si tratta anzi del materiale più diffuso nei pavimenti resiliente grazie alla sua straordinaria capacità di replicare i materiali nobili come il legno o il marmo.
Il PVC è uno dei materiali più diffusi nei pavimenti resilienti - Getty Images
Il linoleum, disponibile in un’ampia gamma di varianti nel catalogo dell’azienda Tarkett, è invece più tradizionale e ha ormai più di un secolo di vita.
Risulta inoltre più ecologico, essendo costituito da olio di lino, farina di legno, farina di sughero e resine naturali, materiali che conferiscono alla superficie proprietà batteriostatiche naturali e un'impronta carbonica minore.
Negli ambienti dove invece si richiedono il silenzio e una grande resistenza all'usura per calpestio, un’ottima soluzione sono i pavimenti in gomma.
La gomma per pavimenti presenta un’ottima capacità di assorbire il rumore dei passi e gli urti più violenti.
Ciò la rende adatta soprattutto agli spazi comuni dei condomini con molti appartamenti, in cui l’abbattimento acustico tra i piani facilita una serena convivenza.
Tali soluzioni risultano ideali anche nelle piccole palestre ed angoli fitness all’interno degli appartamenti, nei quali la caduta accidentale di pesi o attrezzi pesanti risulta assai comune.
Le soluzioni antiscivolo, normalmente caratterizzate da una texture di bolli o righe a rilievo, si prestano invece maggiormente agli ambienti condominiali molto frequentati e bagnati dalla pioggia, come androni, scale e porticati.
Pavimento resiliente in sughero - Biosughero
Il sughero, disponibile in un’ampia gamma di pavimenti ideati ad esempio dall’azienda Biosughero, è infine un materiale completamente naturale ed ecosostenibile.
Garantisce ottime prestazioni di isolamento termo-acustico e riduzione della forza cinetica in caso di urti o cadute.
Tuttavia, rispetto ai materiali descritti in precedenza, può assorbire i liquidi più facilmente.
Le sue applicazioni più indicate riguardano dunque gli spazi in cui la consumazione di cibi e bevande risulta poco frequente, come un angolo fitness, la camera da letto o lo studio per lo smartworking.
Come abbiamo visto, i vantaggi dei pavimenti resilienti sono numerosi.
I pavimenti resilienti consentono di camminare scalzi - Getty Images
Uno più tangibili (ma spesso sottovalutato) riguarda la risposta elastica al calpestio, che influisce direttamente sulla salute posturale.
Camminare su una superficie morbida, in particolare una pavimentazione in pannelli di sughero, riduce infatti lo stress sulle articolazioni e la colonna vertebrale.
I materiali resilienti migliorano tuttavia anche la qualità dell'aria interna e la salubrità ambientale grazie alla propria natura ipoallergenica e alla resistenza alla proliferazione di muffe e batteri.
La superficie compatta e non porosa impedisce inoltre la penetrazione degli allergeni e l’accumulo di polvere, rendendo l'ambiente ideale per chi soffre di asma o riniti allergiche.
L’assenza di fughe profonde o soluzioni di continuità garantisce inoltre la facile pulibilità di tali pavimenti.
La gestione dei pavimenti resilienti risulta semplice e veloce rispetto a quelli tradizionali.
Questo perché non richiede l’applicazione di cere, olii protettivi o trattamenti complessi che sottraggono parecchio tempo.
I pavimenti resilienti si puliscono facilmente - Getty Images
Basta infatti un detergente neutro o delicato e un panno umido per rimuovere prontamente i rovesciamenti di cibi o bevande, le impronte di scarpe sporche favorendo la massima libertà e comodità nell’uso dello spazio.
La resistenza chimica dei pavimenti resilienti permette inoltre di disinfettare le superfici con maggiore libertà rispetto ai materiali naturali sensibili ai solventi.
Tuttavia, nonostante la loro versatilità e le molte caratteristiche positive, i pavimenti resilienti presentano anche alcune criticità intrinseche che richiedono una progettazione scrupolosa.
Un massetto perfetto per i pavimenti resilienti è fondamentale - Getty Images
La posa di un pavimento resiliente immediatamente sopra a una pavimentazione tradizionale preesistente con fughe profonde ed evidenti risulta sconsigliata.
Un massetto non perfettamente planare o con granuli residui può dunque compromettere la resa estetica e la durabilità della pavimentazione soprastante.
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