Stile, manutenzione e restauro dei pavimenti in cotto antico

NEWS DI Pavimenti e rivestimenti02 Gennaio 2016 ore 13:47
In molti palazzi gentilizi e ville di campagna si trovano dei pregevoli pavimenti in cotto con decorazioni geometriche o figurative meritevoli di cura e restauro
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Arch. Elena Matteuzzi

Pavimenti antichi di cotto: stili e tipologie


I pavimenti di cotto sono oggi considerati di assoluto pregio.
Fino a non molto tempo fa non era così: nei saloni di rappresentanza delle dimore nobiliari si preferiva infatti ostentare preziosi pavimenti in marmo o alla veneziana, relegando il cotto agli ambienti di servizio o alle stanze private.
Tuttavia, non mancano splendidi esempi contrari, come i bellissimi pavimenti di cotto del palazzo Doria Pamphilj a Roma, risalenti al XVII secolo.

Le tipologie documentate sono ovviamente molto diverse e piuttosto variabili per il loro pregio.

Negli ambienti più semplici (ad esempio la cucina) e nelle abitazioni rurali è infatti diffuso un semplice ammattonato di tavelle rettangolari con le stesse dimensioni dei mattoni comuni.
Gli esemplari leggermente più raffinati prevedono invece una disposizione delle tavelle a spina di pesce, magari racchiuse da una cornice in corrispondenza dei bordi delle stanze.

Pavimento in cotto a decorazioni modulari. Firenze, Palazzo Davanzati.
Negli ambienti di rappresentanza si trovano invece esemplari assai più curati, formati generalmente da una decorazione modulare nella parte centrale, circondata da una cornice lungo i bordi della stanza per uniformare lo spazio (molto utile in ambienti decisamente irregolari).
Questo pavimento di Palazzo Davanzati a Firenze, ad esempio, presenta un tappeto di piccoli quadrati alternati a ottagoni regolari, con una cornice a losanghe entro due fasce di bordatura; lo spazio compreso tra la cornice e le pareti perimetrali è invece campito con semplici tavelle rettangolari.
Pavimento in cotto rosso e giallo; Urbino, Palazzo Albani. Fotografia di Virginia Cangini.
I motivi più ricorrenti, talvolta formati da tavelle alternate in cotto giallo e rosso mattone, sono losanghe, esagoni, ottagoni, scaglie, cerchi, spicchi e rombi variamente assemblati, magari alternati a elementi figurativi come blasoni di famiglia o imprese araldiche.

In un pavimento del Palazzo Albani a Urbino si notano infatti diversi elementi figurativi in cotto giallo (monti araldici, un unicorno e così via), probabilmente imprese araldiche di vari membri della famiglia; mentre in un'altra pavimentazione bicroma di notevole pregio compare lo stemma della famiglia Albani racchiuso in un rettangolo con motivi floreali, e un bellissimo motivo a intreccio come sfondo.


Restaurare un pavimento di cotto


Il restauro di una simile pavimentazione è un'operazione delicata, sia per le caratteristiche del materiale, decisamente fragile e poroso, sia per il suo pregio documentale.
Naturalmente, anche se le operazioni da seguire sono in linea di massima le stesse per tutti i casi, la loro effettiva sequenza dipende dallo stato di conservazione della pavimentazione e del solaio sottostante.
Pavimento in tavelle di cotto con disposizione a spina pesce e cornice di bordatura. Firenze, Palazzo Davanzati.
Per prima cosa, è dunque assolutamente necessario un accurato rilievo in una scala molto dettagliata (1:20, oppure, per le decorazioni più complesse anche 1:10), che può avvenire:

- nel caso di decorazioni geometriche e modulari, con il rilievo diretto per ascisse e ordinate; per le pavimentazioni geometriche o con evidenti simmetrie, è inoltre sufficiente rilevare una porzione della stanza;

- per i motivi figurativi come stemmi o animali, con il rilievo a contatto, cioè ricalcando in scala 1:1 il disegno su un foglio di plastica trasparente, che successivamente può essere riprodotto (anche con una semplice fotocopiatrice) in scala adeguata, digitalizzato e inserito nel rilievo generale della pavimentazione;

- con la fotogrammetria, se si dispone di una fotocamera adeguata, oppure raddrizzando digitalmente e sovrapponendo una serie di fotografie scattate da una posizione elevata, come ad esempio una scala, per ottenere un fotopiano. Naturalmente questa seconda opzione risulta decisamente più laboriosa.

Pavimentazione in cotto con elementi araldici; Urbino, Palazzo Albani. Fotografia di Virginia Cangini.Oltre al rilievo geometrico, può essere necessario:

- costruire un abaco dei vari elementi della pavimentazione, soprattutto nel caso di decorazioni particolarmente complesse;

- indicarne i colori (generalmente giallo, rosato e rosso mattone) sulla planimetria;

- numerarli, se la pavimentazione dev'essere temporaneamente smontata e rimossa per consolidare il solaio o il massetto di sottofondo;

- campionare i materiali, nel caso di pavimentazioni in pietra e cotto.

Successivamente, sulla base del rilievo e se il pavimento presenta molte lacune, si può tentare la ricostruzione ipotetica dell'intero disegno, in modo da predisporre i pezzi per le reintegrazioni.

L'intervento sul cotto prevede invece per prima cosa l'eliminazione di eventuali integrazioni in materiali incongrui, come cemento o scaglie di pietra: in questa operazione è necessario prestare molta attenzione a non danneggiare le piastrelle limitrofe.

Occorre inoltre rimuovere gli eventuali elementi irrecuperabili, cioè con numerose lesioni o uno stato di consunzione troppo elevato: le piastrelle lievemente scheggiate o con una sola lesione possono invece essere lasciate al proprio posto, purché adeguatamente stuccate.

Pavimentazione in cotto con corona araldica. Urbino, Palazzo Albani. Fotografia di Virginia Cangini.Le integrazioni delle lacune vanno eseguite con tavelle di cotto di forma e colore simili a quelle originali, possibilmente sagomate a mano da artigiani specializzati.

Per le stuccature si può invece utilizzare una malta di calce idraulica naturale, la cui colorazione sarà realizzata con pigmenti o inerti di timbo e tono adeguato.
Da evitare invece l'utilizzo del cemento perché, contenendo sali solubili, potrebbe causare efflorescenze saline in grado di degradare rapidamente il cotto con macchie, scagliature, disgregazioni e polverizzazioni.

Per la pulizia (da affidare a un esperto restauratore) ci si può invece avvalere di:

- prodotti deceranti per rimuovere i vecchi prodotti protettivi e gli strati di cera da pavimenti, a volte pigmentati di un colore rosso vivo in grado di nascondere i dettagli delle cromie originarie;

- impacchi di acqua distillata o prodotti utilizzati anche nella pulitura dei paramenti murari: in questo secondo caso si devono ovviamente eseguire alcune prove preliminari su una porzione di pavimentazione di scarso pregio e poco visibile, e inoltre procedere con cautela e per piccole zone.

Anche la protezione risulta fondamentale perché il cotto, essendo un materiale decisamente poroso, può macchiarsi con grande facilità. Anticamente si procedeva dunque a periodiche spalmature di olio di lino crudo o cera d'api, mentre oggi si possono utilizzare gli appositi prodotti per cotto.
Occorre inoltre salvaguardare le zone più delicate, ad esempio evitando di posizionare mobili pesanti nei punti più lesionati, recintando le parti con tarsie decorative e se necessario adottando passerelle (possibilmente trasparenti) nei punti più trafficati.

Particolare di una pavimentazione con unicorno in cotto giallo. Urbino, Palazzo Albani. Fotografia di Virginia Cangini.
Molto importante è infine la manutenzione ordinaria, consistente in una periodica pulizia mediante spazzatura con una scopa morbida e successivo lavaggio con detergenti specifici per il cotto, e spalmature di apposite cere (meglio se naturali) almeno due o tre volte all'anno.

riproduzione riservata
Articolo: Pavimenti in cotto antico: manutenzione e restauro
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