Far brillare la casa al buio con materiali fotoluminescenti

NEWS DI Materiali edili12 Novembre 2015 ore 13:40
La casa può acquisire un'atmosfera brillante e suggestiva mediante alcuni manufatti che vivono di luce propria al buio, materiali detti appunto fotoluminescenti

La fotoluminescenza


Immagine di mosaico fotoluminescenteDopo aver terminato i lavori di ristrutturazione della propria casa ed essersi concentrati principalmente sugli elementi strutturali, funzionali e tecnici, è bene deliziarsi con l’aspetto più creativo volto ad aggiungere quegli arredi e complementi dall’estetica intrigante.

Tra i manufatti presenti in commercio, ve ne sono alcuni che per le loro proprietà foto luminescenti attirano lo sguardo, conferendo una sensazione piacevole e sviluppando ambienti surreali, dall’incanto fiabesco e dunque romantici.

La fotoluminescenza è un processo attraverso il quale alcuni materiali assorbono dei quanti di luce concernenti una radiazione elettromagnetica, per poi restituirli e diffonderli nuovamente in tutte le direzioni.

L’emissione di luce può essere di tipo fluorescente o fosforescente a seconda che il fenomeno si esaurisca nell’immediato, rispetto alla ricezione dell’illuminazione, piuttosto che dopo un rilevante intervallo.

L’origine della fotoluminescenza è alquanto remota; difatti, tracce di realizzazioni artistiche sono state rilevate già nell’antica Cina, come ad esempio coppe, bicchieri e altri complementi ornamentali costituiti da pietre fosforescenti quale appunto la giada.

Vi è la testimonianza di una pittura luminescente raffigurante una mucca, ai tempi dell’imperatore cinese Zhao Tai Zhong della dinastia Song, intorno al 960-1279, realizzata con pitture speciali a base di conchiglie di mare.

L’interesse verso la materia è stato coltivato in seguito anche in Europa, soprattutto quando s’iniziarono a compiere ricette a base di lucciole distillate e seccate, con il risultato di una polvere luminosa utile in ambito teatrale e inerente all’argomento della bioluminescenza.

Lo stesso Michelangelo Merisi da Caravaggio utilizzò dei materiali fotosensibili, come l’argento, lo zolfo, il magnesio, lo iodio all’interno delle sue pitture per riuscire a tracciare alcune linee su tela, di notte e al buio.

Sviluppo sostanzioso si ha con la Pietra di Bologna nel 17° secolo, materiale fosforico scoperto da un calzolaio bolognese di nome Vincenzo Casciarolo durante una passeggiata a Paderno: una pietra raccolta lungo il sentiero, fatta cuocere e sistemata al buio ad auto illuminare l’ambiente.

Altri studi proseguirono sull’argomento e nuovi risultati tentarono di eliminare sostanze radioattive così da ottenere, oggi, materiali non nocivi e sicuri.


Prodotti fotoluminescenti


I manufatti foto luminescenti che, dopo aver immagazzinato una certa quantità di energia, rilasciano, essi stessi, luce propria, derivano da semilavorati in vetro, ceramica, plastica, vernici, pitture decorative e resine.

Oggi in commercio sono presenti in svariate forme e tipologie, dai pigmenti alle polveri, graniglie vetrose, canne di vetro, resine, silicone, mosaico, piastrelle, ciottoli, vasi per giardino, polimeri plastici, masterbatches che sono sostanze solide o liquide aggiunte alla plastica per colorarla.

Immagine dei masterbatches
I vantaggi offerti da questa tipologia di materiale sono diversi, tra cui quella di distribuire energia pulita, facilmente rinnovabile e durevole nel tempo.
Gli oggetti con queste caratteristiche difficilmente sono intaccati da acqua, fuoco, interventi chimici o meccanici e tendono a ricaricarsi con qualsiasi fonte di luce sia naturale sia artificiale.

I pigmenti fosforescenti, spesso utilizzati nei processi industriali, emettono luce per mezzo di una stimolazione luminosa e, dunque, acquisiscono energia durante l’esposizione a una sorgente luminosa, solare, elettrica o UV, rilasciandola per un tempo determinato.

Di giorno, la polvere è incolore mente di notte l’intensità luminosa varia al variare della grandezza del pigmento e della sua colorazione.

La graniglia luminescente rientra nei materiali vetrosi, si può cuocere come i rivestimenti sulla superficie di ceramica e si può utilizzare anche per gli esterni, essendo di natura stabile e resistente alle intemperie.

Interessanti sono i mattoni in vetro luminescente, dotati di cristalli illuminanti fosforescenti, utili a creare delle mura scenografiche, adeguati anche per allestire sentieri esterni e per l’illuminazione d’emergenza.

Nell’immagine sottostante è rappresentato un corridoio caratterizzato da porzioni di muro in vetro mattoni, superfici auto illuminanti che acquisiscono energia luminosa durante tutto il giorno e di notte la rilasciano lentamente.

Disegno di un corridoio con materiali fotoluminescentiOltre che armonizzare le pareti del percorso da un punto di vista estetico, questa soluzione è funzionale ad accompagnare l’utente senza accendere il sistema d’illuminazione artificiale e dunque utile a risparmiare energia elettrica.

Le combinazioni formali possono essere svariate, secondo i gusti personali, il ritmo di pieno e vuoto che si vuole raggiungere, l’intensità luminosa desiderata.

Ad aggiungere un tocco di brillantezza sono il pavimento, pensato in resina bianca con additivi luminescenti per la notte, la pittura del soffitto sempre con pigmenti speciali e pareti laterali di tono bianco, per conferire spazialità visiva anche di giorno.

Le pitture luminescenti sono impiegate prevalentemente per gli interni, per decorare le camerette dei bambini o comunque ambienti da rendere luminosi e dall’impatto fiabesco e romantico, magari ricreando un cielo stellato.

Sono vernici all’acqua che richiedono un fondo di tono bianco e, per ottenere un risultato evidente, vanno scelte di colore verde o al più turchese e cosparse sul muro per tre volte consecutive.

Schizzo di cameretta con muro stellato fotoluminescente
Anche le resine possono essere rese luminescenti mediante l’aggiunta di pigmenti additivi che fanno brillare ed evidenziare specifici dettagli del disegno globale scelto.

I vasi da giardino, spesso utilizzati anche per gli interni, s’impostano come elementi di grande fascino diurno e di notevole attrazione visiva notturna.
Sono costituiti da pigmenti specifici che attivano il processo di fotoluminescenza e sono atossici, ecocompatibili, di differenti forme dal design contemporaneo e dalle dimensioni variabili.

Altri prodotti con queste determinate caratteristiche sono i sassi luminosi, piccole pietre che è possibile distribuire in vari modi, in differente dimensione e tonalità creando dei suggestivi percorsi sia all’interno dell’abitazione sia all’esterno, come decorazione perimetrale di viali.

Insomma, qualsiasi materiale può essere reso luminescente attraverso l’aggiunta di specifici pigmenti e additivi, realizzando progetti e soluzioni davvero spettacolari da assaporare di notte, in fase relax, al termine di una intensa giornata lavorativa.

riproduzione riservata
Articolo: Materiali fotoluminescenti per l'arredo
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