Le conifere

NEWS DI Giardino13 Ottobre 2012 ore 15:59
La messa a dimora delle conifere deve essere programmata esteticamente, anche le giovani piante hanno caratteristiche cromatiche e decorative di tutto rispetto.

La messa a dimora delle conifere deve essere programmata per ottenere un boschetto esteticamente accettabile. Anche se le piate sono giovani presentano , infatti, caratteristiche cromatiche e decorative di tutto rispetto per la maggior parte dell'anno. Le conifere nel corso della storia dei giardini italiani hanno subito momenti di successo e momenti di declino, questo in parte è legato al loro aspetto statico e pesante. Aspetto che deriva dal fatto che le foglie sono pressocchè immobili anche in presenza di forti venti.

aghi e foglie conifereTali limiti oggi sono facilmente superabili grazie alla disponibilità in commercio di piante dall'aspetto più dinamico e vivace e spesso anche dalle dimensioni contenute. Tali piante possono essere collocate in grandi vasi per poi essere spostate in caso di restyling del giardino. Inoltre, le conifere riescono sempre a vivere tranquillamente in zone del giardino o aree deleterie per altre piante.

Tipicamente le zone esposte a nord costituiscono una buona collocazione per le conifere. La perdita del fogliame è molto lenta e graduale, impercettibile per gli osservatori poco attenti. La perdita del fogliame è difficilmente rilevabile se non per gli aghi che si accumulano sul terreno. Inoltre le foglie perse sono prontamente sostituite da foglie nuove.

Aghi e foglie conifere


Gli aghi e le foglie di tali piante, foto sopra, spesso possono creare non poche difficoltà se si accumulano su terrazze e balconi in prossimità di pluviali e sistemi di smaltimento delle acque piovane. Gli stessi aghi e le stesse foglie sono deleterie anche per il prato al di sotto delle conifere. Aghi e foglie rendono infatti il terreno sul quale cadono particolarmente acido e ciò costituisce un notevole ostacolo allo sviluppo del manto erboso ivi presente, analoga cosa accade per altre specie di piante. È quindi opportuno scegliere piante che si adattano facilmente ai terreni in ombra e con un significativo tasso di acidità.

In Italia esistono sostanzialmente due generi di conifere. I larici, il cui riferimento principale è il Larix decidua e gli esemplari del genere Taxodium. Questi ultimi si sviluppano in modo particolare sui terreni stagnanti e paludosi, mentre i primi prediligono i climi freschi di montagna.

Entrambi gli esemplari perdono, lentamente, le foglie in autunno dopo che tutta la vegetazione ha avuto una vivace e splendida manifestazione cromatica. In questo caso le tinte dei colori sono variabili dal rosso tipico delle fogliame autunnale alle diverse intensità bronzee ed auree. Nei giardini mediterranei è facile in¬contrare anche l'abbinamento di co¬nifere con alberi sempreverdi.

conifere con ridotte dimensioniTra questi ultimi ci sono i lecci, gli ulivi, le magnolie, gli eucalipti, le mimose, e innumerevoli e variegate specie di agrumi. Tali particolari combinazioni sono possibili grazie alla presenza quasi perenne delle foglie.

Nelle più fredde regioni settentrionali conifere e aghifoglie possono essere accompagnati da essenze sempreverdi, più adatte al clima rigido. Tra tali piante la magnolia grandiflora è uno dei principali riferimenti. Inoltre, è bene osservare che è scarsa o quasi nulla, la adattabilità delle conifere alpine ai climi marini.

Tuttavia le specie sempreverdi cui appartengono anche le conifere sono dotate di robusti meccanismi di difesa. L'abito xerofilo ne è l'esempio più lampante. Il tipico rivestimento di tali piante è capace di un notevole adattamento alla siccità. Siccità che può derivare sia da effettiva carenza idrica sia dall'impossibilità di assumere acqua dal terreno gelato.

Tali caratteristiche sono comuni ad un tipo di piante totalmente diverse dalle aghiformi e dalle conifere, le piante grasse, notoriamente abituate ad ambienti caratterizzati da siccità. In maniera analoga alle piante grasse anche le conifere e le sempreverdi, in generale, presentano caratteristiche de fogliame che limitano le perdite di acqua. La nota consistenza della lamina tipica delle conifere, permette di limitare molto le perdite idriche per evaporazione.

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