Iva agevolata al 10% per ristrutturazione edilizia

NEWS DI Detrazioni e agevolazioni fiscali11 Febbraio 2019 ore 09:54
Come funziona l'applicazione dell'Iva quando di intendono eseguire dei lavori di recupero del patrimonio edilizio. Cosa sono i beni significativi e loro regime

Che cos'è l'IVA agevolata?


Quando ci si appresta a effettuare dei lavori di ristrutturazione nell’ambito della propria abitazione è bene avere chiaro quale sia l’ammontare dell’IVA che deve essere applicata dall’impresa esecutrice. Al fine di non avere spiacevoli sorprese e conseguire il risparmio dovuto, si rende necessario conoscere cosa dice la legge in materia.

Per questo, nel proseguo dell’articolo, illustreremo i casi in cui l’IVA applicata deve essere pari al 10% e non pari al 22% come in caso di Iva ordinaria. In riferimento a lavori di recupero del patrimonio edilizio, l’impresa che esegue le opere deve applicare l’IVA sul materiale utilizzato e sulle prestazioni di manodopera. L'IVA agevolata si applica sia sulle prestazioni di servizi che sulle cessioni di beni nel momento in cui i lavori vengono svolti nell'ambito di un contratto di appalto.
Ricordiamo che l'applicazione dell'IVA ridotta costituisce una misura volta a sostenere il settore dell'edilizia.

Iva agevolata al 10%
Prima di entrare nel merito del discorso relativo all'IVA ridotta edilizia, facciamo una dovuta premessa, ovvero spieghiamo brevemente quali siano gli interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio che determinano il trattamento fiscale agevolato.

Inoltre cercheremo di chiarire cosa si intende per beni significativi, questione di estrema importanza nel momento in cui si deve effettuare il controllo della fattura rilasciata dalla ditta esecutrice.

Iva agevolata e beni significativi

In quali categorie rientrano i lavori di recupero del patrimonio edilizio?



  • Interventi di manutenzione ordinaria, intendendosi per tali le opere di riparazione e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle finalizzate a mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;

  • interventi di manutenzione straordinaria, intendendosi per tali le opere volte a rinnovare e sostituire parti anche strutturali dei fabbricati, oppure realizzare servizi igienico sanitari e tecnologici, purché non determinino un aumento della volumetria complessiva dell’edificio o una modifica della sua destinazione d’uso;

  • interventi di restauro e risanamento conservativo, ovvero quegli interventi destinati ad assicurare funzionalità dell’edificio e a conservarlo, mediante consolidamento, rinnovo e ripristino degli elementi costitutivi;

  • interventi di ristrutturazione edilizia: si tratta di quegli interventi finalizzati a dare luogo ad una struttura edilizia in tutto o in parte diversa da quella precedente. Si porta ad esempio il caso della demolizione e ricostruzione dell’immobile con mantenimento della stessa volumetria.


IVA agevolata e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria


Sulla base di quanto disposto dall’articolo 7 c 1 lett b) della legge 488/1999 i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria comportano l’applicazione di un’aliquota ridotta pari al 10%. Requisito necessario è che i predetti lavori vengano eseguiti su immobili a prevalente destinazione abitativa privata.

L’agevolazione del 10% si applica sulle cessioni di beni solo qualora la loro fornitura da parte della ditta esecutrice faccia parte del contratto di appalto. Un regime a parte vige per i beni cosiddetti significativi dei quali ci occuperemo qui di seguito.


Beni significativi


Abbiamo detto che in caso di contratto d'appalto l'Iva pari al 10% si applica anche ai beni ceduti se è l'impresa a fornirli. Nel caso in cui l’appaltatore, per ottemperare agli obblighi presi, debba fornire dei cosiddetti beni di valore significativo, l’ IVA agevolata potrà applicarsi solo fino a concorrenza del valore della prestazione dell’appaltatore, al netto del valore dei beni stessi.
Si dovrà applicare il 10% sulla differenza tra la prestazione complessivamente considerata e l’importo dei beni significativi.

Facciamo come esempio quello riportato dall’Agenzia delle Entrate che ha affrontato l’argomento con la circolare del 23 novembre 2018.

Ipotizziamo che il costo totale della prestazione sia di 10.000 euro e che il costo della manodopera si pari a 4000 euro. Qualora il valore dei beni significativi che la ditta dovrà fornire sia pari a 6000 euro, ad esempio per rubinetteria e sanitari), l’Iva al 20% dovrà essere applicata su 4000 euro, ovvero sulla differenza tra 10000 euro (costo complessivo) e 6000 euro (beni significativi).
Sul valore residuo dei beni significativi, cioè le restanti 2000 euro, l’Iva dovrà essere applicata nella misura ordinaria, ovvero il 22%.

I beni significativi sono beni individuati dalla normativa in materia. In riferimento ad essi la legge li descrive come quelli che abbiano una certa rilevanza rispetto alle altre forniture offerte con le altre prestazioni agevolate.

Il Decreto delle Finanze del 29 12 1999 riporta il seguente elenco dei beni di valore significativo:

  • ascensori e montacarichi;

  • infissi esterni e interni;

  • caldaie;

  • video citofoni;

  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;

  • sanitari e rubinetteria da bagni;

  • impianti di sicurezza.


Le parti staccate dei beni significativi


La regola generale è che l’applicazione dell’IVA agevolata quando vi siano beni significativi riguarda i soli beni considerati nella loro interezza e non le singole parti o i pezzi staccati che li compongono.

Manutenzione ordinaria
Un aspetto da esaminare, per completare l'esame fin qui effettuato, è dunque quello relativo alle parti staccate dei beni significativi, che vengono fornite insieme a questi ultimi dalla ditta esecutrice dei lavori.

Per capirne il regime fiscale si dovrà in questo caso appurare se esse abbiano o meno rilevanza autonoma. Qualora si ritengano componente essenziale del bene significativo, ne seguiranno le sorti anche dal punto di vista fiscale con effetti sull'aliquota applicabile.

Sul punto l’Agenzia delle Entrate fa dei veri e propri esempi a chiarezza dei dubbi che possono sorgere sulla questione. Poniamo l'attenzione ad esempio sulle tapparelle.
Esse si ritengono funzionalmente autonome rispetto agli infissi. A differenza degli infissi che consentono l’isolamento e il completamento degli immobili, le tapparelle hanno funzione diversa e sono installate allo scopo di proteggere dagli agenti atmosferici e per tutelare le parti interne della casa dalla luce e dal calore. Vista tale autonomia funzionale rispetto agli infissi esterni, il valore delle tapparelle deve essere considerato a parte rispetto al costo degli infissi ( beni significativi).
Ne consegue che le tapparelle sono comprese nel valore della prestazione di servizio al quale si applica l'IVA agevolata pari al 10%.


I casi in cui non spetta iva agevolata edilizia


Vi sono dei casi in cui l'Iva agevolata non potrà mai essere applicata.

Quali sono i casi in cui non è possibile applicare l’IVA al 10%?



  • Ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori;

  • ai materiali o ai beni che vengano direttamente acquistati dal soggetto committente;

  • alle prestazioni professionali, pur se realizzate nell’ambito degli interventi di recupero del patrimonio edilizio;

  • alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di contratti di subappalti.
    In quest'ultima ipotesi, la ditta subappaltatrice deve rilasciare fattura con Iva ordinaria pari al 22% nei confronti dell'impresa appaltatrice la quale, successivamente, fatturerà la prestazione al committente con l’Iva al 10%, sempre che ne sussistano i requisiti necessari.


Le regole per poter beneficiare dell'agevolazione fiscale


L'ultima questione che trattiamo nel presente articolo consiste nelle regole che devono essere rispettate affinché si possa fruire del regime fiscale agevolato.

Per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale che prevede una riduzione dell’IVA applicata al 10% è necessario seguire determinate regole, in fase di compilazione della fattura e ricevuta fiscale.

Il prestatore d’opera o l’impresa appaltatrice dovranno compilarla in modo corretto provvedendo a riportare il valore complessivo della prestazione (la manodopera) e il valore dei beni significativi. Solo in questo modo si potrà determinare con esattezza l'importo preciso sul quale verrà applicata l’Iva al 10% e quello invece soggetto all’aliquota ordinaria.

A far data dal 1° gennaio 2018, chi esegue l’intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria è tenuto ad indicare nella fattura rilasciata al cliente la differenziazione suddetta, affinché il cliente possa verificare la correttezza dell'Iva applicata.

riproduzione riservata
Articolo: IVA agevolata per lavori di ristrutturazione
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IVA agevolata per lavori di ristrutturazione: Commenti e opinioni


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  • Cristian
    Cristian
    Mercoledì 19 Luglio 2017, alle ore 17:36
    Sono gia in possesso della prima casa, che è una nuova costruzione, ma ho acquistato io dei sanitari una stufa e dei mobili da bagno presso un rivenditore.
    Posso farmi fare la fattura al 4% ?
    Per il pagamento c'è bisogno per forza del bonifico?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Cristian
      Sabato 22 Luglio 2017, alle ore 22:17
      Se la casa è stata dichiarata ultimata e quindi depositata la relativa documentazione per la richiesta di agibilità/abitabilità, non può più beneficiare dell'iva al 4%. Tutti gli acquisti fatti direttamente da Lei dal rivenditore di fiducia, graveranno dell'iva al 22%.  Sul tipo di pagamento lo può fare come meglio crede, in quanto il lavoro non rientra tra le detrazioni fiscali. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Renato
    Renato
    Mercoledì 24 Maggio 2017, alle ore 13:18
    Dovrei eseguire un rifacimento intonaco su pareti esterne di un fabbricato di civile abitazione.
    Per poter usufruire dell'IVA agevolata al 10% bisogna fare delle domande in Comune tipo CIL o CILA oppure non serve e basta solo una autocertificazione da dare all'impresa che eseguirà i lavori?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Renato
      Giovedì 25 Maggio 2017, alle ore 10:43
      Se i fabbricato non ricade in zona sopposta a vincoli di natura paesaggistico ambientali, può bastare anche una semplice comunicazione al comune (Cil). Oltre all'iva al 10% sui lavori a farsi, può beneficiare delle detrazioni fiscali (50%) se il fabbricato è composto da 2 o più unità abitative. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Deddo001
    Deddo001
    Sabato 13 Maggio 2017, alle ore 15:41
    Buonasera.ho una pratica di ristrutturazione e ampliamento. L'esistente era collegato per gli scarichi delle acque nere ad una imhoff. A causa dell'ampliamento, si è dovuto modificare il percorso dello scarico facendolo correre all'esterno e imponendo uno scavo con smantellamento della pavimentazione esterna. So che la nuova pavimentazione in questo caso beneficia della detraibilita 50%, ma non dell'iva agevolata. A meno che non la si consideri opera di urbanizzzione primaria. Ma non è così...o sbaglio? 
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Deddo001
      Martedì 16 Maggio 2017, alle ore 08:25
      Nell'ambito dello stesso contratto se la fornitura della nuova pavimentazione è fatta direttamente dall'impresa esecutrice dei lavori, l'aliquota iva rimane al 10%. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Fiorelladzimidzik
    Fiorelladzimidzik
    Giovedì 29 Dicembre 2016, alle ore 00:54
     La sostituzione delle vecchie porte interne in appartamento residenziale viene considerato intervento di manutenzione ordinaria ? Se fornitura e posa vengono affidate alla stessa ditta , come viene calcolata l' iva ? Grazie.
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Fiorelladzimidzik
      Martedì 3 Gennaio 2017, alle ore 08:43
      La semplice sostituzione delle porte interne è un intervento di manutenzione ordinaria. Riguardo alla fatturazione è preferibile affidare allo stesso produttore/installatore in quanto si amplia la possibilità di avere l'applicazione dell'aliquota ridotta al 10% anche su materiali che altrimenti andrebbero tutti al 22%. Nello specifico avrà una doppia aliquota: il 10% sulla manodopera ed il 22% sui beni finiti. Cordiali saluti. 
      rispondi al commento
  • Laurav73
    Laurav73
    Lunedì 12 Dicembre 2016, alle ore 08:24
    Buongiorno,ho sovrapposto un nuovo pavimento nella mia abitazione (categoria A3).Volevo sapere se il lavoro di posa può godere dell'IVA agevolata al 10%.Ho visto la normativa di settore (DPR 633/72, legge 457/78, legge 488/1999 e circolare dell'agenzia delle entrate) e ritengo di si, ma la ditta che ha eseguito i lavori sostiene il contrario.Grazie
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Laurav73
      Martedì 13 Dicembre 2016, alle ore 17:14
      L'Iva agevolata è una misura permanente al 10% e non deve essere richiesta.
      Non è neanche necessario pagare con bonifico se non si usufruisce di detrazioni fiscali. Sono due note estratte dal nostro articolo che conferma la risposta affermativa. Cordiali saluti. 
      rispondi al commento
  • Luca
    Luca
    Martedì 12 Marzo 2013, alle ore 12:02
    Gentile Architetto, la frase che ho letto in rete mi suscita un forte dubbio: "Le nuove norme non obbligano più a distinguere in fattura per i serramenti la manodopera dal materiale. Quindi tutta la fattura godrà dell'Iva al 10% come indicato dalla Circolare n. 12/E del 19 febbraio 2008."
    E' vero? Se acquisto infissi da una ditta che li produce posso richiedere l'applicazione di IVA al 10% sull'importo totale della fattura?
    Grazie mille.
    rispondi al commento
    • Anonymous
      Anonymous Luca
      Martedì 12 Marzo 2013, alle ore 12:26
      Per Luca: l'agevolazione si applica sia per l'acquisto di beni che per le prestazioni d'opera. Ma per maggiori chiarimenti su quando è possibile richiederla, può leggere questo articolo.
      rispondi al commento
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