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Chi deve ristrutturare casa lo sa: spesso nei condomini un intervento apparentemente semplice può essere rallentato, specialmente se ci sono vecchie irregolarità edilizie.
Ad esempio una difformità nel vano scala, una modifica del prospetto, una chiusura non documentata, un locale comune trasformato nel tempo o una differenza tra stato di fatto e titoli edilizi depositati.
Decreto Salva Casa edilizia - Pexels
Il problema emerge soprattutto quando si devono avviare lavori con una pratica edilizia, oppure con accesso a specifici bonus, per manutenzioni straordinarie, rifacimenti di facciata, interventi sulle coperture o opere impiantistiche che coinvolgono parti comuni.
A quel punto il tecnico deve ricostruire lo stato legittimo dell'edificio e può trovarsi davanti a difformità vecchie, magari mai contestate, ma ancora rilevanti.
Una soluzione introdotta di recente è il Decreto Salva Casa, che ha apportato delle semplificazioni soprattutto sullo stato legittimo degli immobili e sulla distinzione tra parti comuni e singole unità.
Il Decreto Salva Casa non deve essere visto come una sanatoria automatica per qualsiasi irregolarità condominiale.
Il Ministero delle Infrastrutture ha pubblicato nel gennaio 2025 le linee guida sull'attuazione del D.L. 69/2024, convertito dalla legge 105/2024, chiarendo che si tratta di indirizzi interpretativi a supporto degli enti territoriali, non di un “liberi tutti” edilizio.
In un condominio degli anni Settanta, ad esempio, il rifacimento dell'androne può far emergere una difformità nella posizione di una porta di accesso a un locale comune.
Se quella difformità riguarda solo la parte comune interessata dai lavori, non c'è problema, se invece l'irregolarità coinvolge una singola unità privata, che non è coinvolta dall'intervento, il Salva Casa può aiutare a non bloccare automaticamente l'intero condominio.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la verifica dello stato legittimo.
Prima, nella pratica, le difformità presenti in una singola unità immobiliare potevano creare difficoltà anche per lavori sulle parti comuni, perché il tecnico era spesso portato a ricostruire una regolarità complessiva molto ampia dell'edificio.
Condominio lavori casa - Pexels
Con il Salva Casa viene rafforzata una distinzione più operativa per i lavori condominiali: per gli interventi sulle parti comuni non contano, ai fini della dimostrazione dello stato legittimo, le difformità presenti nelle singole unità immobiliari.
Allo stesso modo, per interventi su una singola unità, non contano le difformità delle parti comuni dell'edificio.
Facciamo qualche esempio pratico: se il condominio deve intervenire sul tetto, sulle facciate, sul vano scala o sull'impianto comune, una veranda abusiva realizzata da un singolo condomino nel proprio appartamento non dovrebbe bloccare automaticamente la pratica relativa alla parte comune.
Questo però a patto che non ci siano collegamenti diretti con l'intervento o altri profili urbanistici e amministrativi specifici.
Questo è il punto in cui il Salva Casa può sbloccare molte situazioni: non perché cancella l'abuso, ma perché evita che una difformità estranea all'intervento paralizzi lavori che riguardano un'altra porzione dell'edificio.
Avere a disposizione una norma che va a semplificare i lavori, non vuol dire che le irregolarità passino sempre in secondo piano.
Se il problema riguarda proprio la parte comune oggetto dei lavori, il tecnico deve comunque valutarlo, ad esempio:
Si può dire che il Salva Casa non sia un condono generalizzato: ha solamente introdotto strumenti per semplificare lo stato legittimo, gestire alcune difformità e ampliare il perimetro delle tolleranze e delle sanatorie in casi specifici.
Restano quindi esclusi gli abusi non compatibili con la disciplina edilizia, urbanistica, paesaggistica o con i requisiti richiesti dalle procedure applicabili.
Le linee guida del MIT chiariscono che il decreto opera dentro il quadro del Testo Unico Edilizia e non elimina la necessità di verifiche tecniche e amministrative caso per caso.
Assemblea condominiale ristrutturazione - Pexels
Questo aspetto è importante nei condomini, dove una irregolarità comune può coinvolgere molti proprietari.
Se il vano scala, il prospetto, il sottotetto comune o un locale condominiale presentano difformità sostanziali, non basta invocare il Salva Casa.
Bisogna capire se quelle opere rientrano nelle tolleranze, se sono sanabili, se richiedono una pratica specifica o se restano non regolarizzabili.
Un altro punto spesso frainteso riguarda le tolleranze edilizie: il Salva Casa ha modificato la disciplina delle tolleranze costruttive ed esecutive, prevedendo in alcuni casi percentuali differenziate in base alla superficie dell'unità immobiliare.
Questo può aiutare a gestire piccole differenze dimensionali, lievi scostamenti o irregolarità esecutive che non alterano in modo sostanziale la struttura edilizia.
Vanno sempre valutati, anche in assemblea condominiale, i casi specifici: c'è differenza tra piccole difformità e situazioni più complesse come la realizzazione di un nuovo volume, la chiusura stabile di una parte comune o un cambio di destinazione non autorizzato.
La valutazione richiede sempre un tecnico, perché la stessa difformità può avere conseguenze diverse a seconda dell'epoca di costruzione, del titolo originario, del regolamento edilizio locale, della presenza di vincoli e della documentazione disponibile.
La distinzione tra parte comune e singola unità è utile, ma non sempre immediata.
Il vano scala, la facciata, il tetto, i muri maestri, le fondazioni, i cortili, alcuni impianti e altri elementi indicati dall'art. 1117 del Codice Civile rientrano normalmente tra le parti comuni, salvo titolo contrario.
Devi però considerare che in molti edifici esistono situazioni ibride: balconi, verande, sottotetti, locali tecnici e terrazzi possono generare dubbi pratici.
Il Salva Casa può evitare che la difformità interna di un appartamento impedisca un intervento sulle parti comuni, ma non risolve automaticamente i problemi di qualificazione della parte interessata.
Se un elemento è comune o incide sul decoro, sulla struttura, sulla facciata o sulla sicurezza dell'edificio, la questione non è solo edilizia: può diventare anche condominiale.
Per esempio, una veranda realizzata da un singolo sul balcone può essere una difformità della sua unità, ma può anche incidere sul prospetto dell'edificio.
In un intervento di facciata, questo aspetto non può essere ignorato solo perché l'opera è stata fatta dal privato.
Il Salva Casa può essere utile quando il condominio deve intervenire su una parte comune regolare, ma nell'edificio esistono difformità private non pertinenti.
In questi casi, la nuova impostazione dello stato legittimo consente di separare meglio il perimetro dell'intervento e ridurre gli ostacoli burocratici.
Può aiutare anche quando le irregolarità comuni sono minori e rientrano nelle tolleranze o in procedure di regolarizzazione ammesse.
Salva casa interventi ammessi - Pexels
Una piccola difformità esecutiva nel vano scala, una misura non perfettamente coincidente con il progetto originario o lievi scostamenti non sostanziali possono essere gestiti più facilmente rispetto al passato, se ricorrono le condizioni previste dalla normativa.
Il beneficio maggiore si ha nei condomini datati, dove la documentazione storica è spesso incompleta e lo stato di fatto presenta piccole differenze stratificate nel tempo.
I lavori possono restare bloccati quando l'irregolarità riguarda direttamente la parte comune oggetto di intervento e non è qualificabile come tolleranza, né sanabile con le procedure disponibili.
Lo stesso vale quando sono presenti vincoli paesaggistici, storico-artistici, sismici, antincendio o urbanistici che richiedono verifiche ulteriori.
Un esempio ricorrente riguarda le facciate: se nel tempo sono state aperte finestre, chiusi balconi o modificati prospetti senza titolo, il problema può diventare rilevante per un intervento sulla stessa facciata.
Ricorda quindi che il Salva Casa non consente di ignorare quelle modifiche solo perché sono datate.
Alcuni casi in cui i lavori restano bloccati sono:
Quando l'irregolarità riguarda le parti comuni, la gestione non può essere lasciata al singolo condomino.
Serve una decisione presa in assemblea condominiale, perché l'intervento di regolarizzazione, la pratica edilizia, le eventuali sanzioni e le spese coinvolgono i beni comuni.
L'assemblea deve essere messa nelle condizioni di deliberare su basi chiare, per cui Il tecnico incaricato dovrebbe distinguere le difformità rilevanti da quelle irrilevanti per l'intervento, indicare se esistono margini di tolleranza, spiegare se serve una sanatoria e chiarire quali costi possono derivarne.
Decreto Salva Casa novità - Pexels
Un errore frequente è portare in assemblea una questione generica di abuso edilizio, senza specificare con informazioni tecniche di cosa si tratta.
È molto più utile una relazione che separi le difformità private da quelle comuni, le irregolarità sanabili da quelle non sanabili e le questioni edilizie da quelle condominiali.
Un altro fattore a cui bisogna fare attenzione è quello dell'accesso a detrazioni, bonus edilizi o pratiche che richiedono attestazioni tecniche.
In questi casi, lo stato legittimo e la corretta qualificazione dell'intervento sono ancora più importanti, perché incidono su autorizzazioni, sicurezza e rispetto delle normative.
La semplificazione introdotta dal Salva Casa può agevolare la ricostruzione dello stato legittimo, ma non elimina la responsabilità del tecnico che presenta la pratica e non autorizza dichiarazioni generiche.
Se un'irregolarità è direttamente collegata all'intervento, va gestita quindi prima di procedere.
In un condominio questo significa evitare due estremi: bloccare ogni lavoro per difformità private, ma anche procedere ignorando problemi sulle parti comuni che potrebbero emergere in fase di controllo.
Il tecnico, come puoi intuire, ha un compito decisivo: definire il perimetro dell'intervento e delle verifiche.
In un condominio, questa distinzione può cambiare completamente l'esito della pratica:
Questa impostazione è coerente con il principio di semplificazione introdotto dal Salva Casa, ma richiede comunque prudenza.
La relazione tecnica dovrebbe indicare in modo trasparente quali documenti sono stati esaminati, quali difformità sono state rilevate e perché alcune risultano non rilevanti per l'intervento.
Un altro punto da considerare sono gli interessi in gioco, ovvero le situazioni che possono generare conflitti tra inquilini del condominio.
Spesso chi vuole procedere accusa gli altri di bloccare tutto, chi teme spese o responsabilità elevate chiede verifiche più ampie, chi ha realizzato modifiche private teme che vengano messe in discussione.
Il modo migliore per ridurre le tensioni è separare le diverse questioni:
Il Salva Casa aiuta proprio quando permette questa separazione, perché riduce l'effetto domino tra problemi diversi.
Non serve però a cancellare responsabilità o a far passare opere non conformi.
Prima di aprire un cantiere condominiale, conviene quindi chiedere al tecnico una verifica mirata, non generica.
Bisogna quindi chiedersi non solo se il condominio è conforme, ma anche se le parti comuni interessate dai lavori sono in uno stato legittimo sufficiente a procedere e se ci sono difformità da regolarizzare.
Lavori condominiali regolari - Pexels
In questo modo si evita di bloccare degli interventi necessari per irregolarità che non c'entrano, ma si impedisce anche di sottovalutare le difformità più grandi.
Il Salva Casa può sbloccare i lavori in condominio quando ci sono piccole difformità e semplifica la dimostrazione dello stato legittimo.
Non sblocca invece lavori su parti comuni abusive, non sanabili o soggette a vincoli non rispettati.
La differenza sta nel perimetro dell'irregolarità: se è estranea all'intervento, i lavori possono non essere bloccati.
Se riguarda direttamente la parte comune su cui si lavora, il problema va affrontato prima, con una valutazione tecnica e condominiale chiara.
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