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L’intonaco deumidificante, come quello di Arcane Industries, in seminterrato serve quando le pareti sono umide, degradate o segnate dalla presenza di sali, ma non quando c’è acqua che entra in modo continuo o in pressione.
Applicazione intonaco per coprire umidità di risalita - Arcane Industries
È una soluzione utile per favorire la traspirazione della muratura, migliorare la durata della finitura e ridurre fenomeni come rigonfiamenti, sfarinamenti, efflorescenze e pitture che si sfogliano.
Prima di applicarlo, però, bisogna capire se l’umidità dipende da risalita capillare, infiltrazioni laterali, condensa, scarsa ventilazione o ristagni d’acqua all’esterno.
In un seminterrato infatti, queste cause possono anche sovrapporsi.
Se ci sono perdite, crepe, drenaggi assenti, muri controterra bagnati dopo la pioggia o acqua sul pavimento, l’intonaco da solo non basta: prima va eliminata o almeno ridotta la causa dell’umidità.
I seminterrati sono ambienti più esposti all’umidità rispetto alle stanze fuori terra.
Le pareti possono essere a contatto con il terreno, ricevere acqua lateralmente, rimanere fredde per molte ore o avere un ricambio d’aria insufficiente.
Per questo non tutti i problemi visibili sull’intonaco hanno la stessa origine.
Macchie, distacchi, pittura che si sfoglia, odore di chiuso e sali bianchi in superficie sono segnali da leggere con attenzione.
L’intonaco deumidificante può migliorare la situazione, ma non deve essere scelto solo perché il muro è bagnato.
La domanda corretta è: da dove arriva quell’umidità?
Un intervento efficace parte dalla diagnosi.
Se si lavora solo sulla finitura, si rischia di coprire il problema per qualche mese e ritrovarsi poi con gli stessi difetti.
L’intonaco deumidificante è un intonaco macroporoso e traspirante, studiato per favorire l’evaporazione dell’umidità presente nella muratura.
Funzionamento intonaco deumidificante - Daniele F. Toscana
La sua struttura interna permette al vapore di migrare verso l’esterno e ai sali di cristallizzare all’interno del materiale, invece che affiorare subito in superficie.
Quando l’acqua attraversa il muro, porta con sé sali minerali.
Se questi cristallizzano vicino alla finitura, possono provocare rigonfiamenti, sfarinamenti, polveri bianche e distacchi.
Un intonaco comune, più compatto e meno adatto a queste condizioni, tende a degradarsi più velocemente.
L’intonaco deumidificante non elimina l’acqua dal muro come farebbe una barriera impermeabile.
Lavora invece in modo diverso: aiuta la parete a respirare e rende la finitura più resistente all’umidità residua.
L’intonaco deumidificante è utile quando il seminterrato presenta umidità moderata, sali superficiali e vecchie finiture degradate, ma non è soggetto a infiltrazioni attive.
Parete di pietra - Getty Images
Può essere una buona soluzione in cantine, lavanderie, taverne e locali di servizio dove l’intonaco tradizionale si gonfia o si stacca nella parte bassa delle pareti.
È indicato anche nelle murature vecchie o miste, dove è importante non chiudere il muro con rivestimenti troppo compatti.
In questi casi un ciclo traspirante può aiutare a mantenere una superficie più stabile e meno soggetta a distacchi.
Il risultato è migliore se prima sono stati corretti i problemi esterni: ristagni d’acqua vicino alla parete, pendenze sbagliate, pozzetti ostruiti, gronde difettose o locali sempre chiusi e senza aerazione.
L’intonaco deumidificante non basta quando c’è acqua che entra dalla parete, soprattutto dopo piogge intense.
Se compaiono gocce, colature, zone bagnate localizzate o acqua sul pavimento, il problema non è solo di traspirazione perché in questo caso bisogna capire da dove arriva l’acqua.
Le cause possono essere diverse:
In queste situazioni l’intonaco può migliorare l’aspetto per un periodo, ma non fermare l’ingresso d’acqua.
Il suo limite è proprio questo, ovvero che gestisce l’umidità residua e i sali, ma non sostituisce impermeabilizzazioni, drenaggi, riparazioni impiantistiche o interventi strutturali sulla muratura.
Prima di scegliere un intonaco deumidificante, di qualità come quello di Mapei, bisogna, come detto, distinguere le principali cause di umidità.
Intonaco deumidificante - Mapei
La risalita capillare parte dal basso e spesso interessa una fascia limitata della parete, con aloni, sali e intonaco che si sgretola fino a una certa altezza.
L’infiltrazione laterale è più tipica dei muri controterra.
Può comparire in punti precisi oppure su superfici più ampie, soprattutto dopo temporali o lunghi periodi di pioggia.
La condensa, invece, dipende dall’aria interna umida che incontra superfici fredde.
In un seminterrato le cause possono anche sommarsi.
Una parete può avere un po’ di risalita, ricevere acqua lateralmente durante le piogge e sviluppare condensa in inverno.
Per questo applicare un unico prodotto senza valutare il contesto porta spesso a risultati parziali.
I sali sono uno dei motivi principali per cui gli intonaci nei seminterrati si rovinano.
L’acqua presente nella muratura li scioglie e li trasporta verso la superficie.
Quando l’umidità evapora, i sali cristallizzano e possono creare pressioni interne sufficienti a rompere la finitura.
Le efflorescenze bianche sono il segnale più evidente, ma non sempre il fenomeno è subito visibile.
A volte i sali restano sotto la pittura o sotto la rasatura, causando bolle, distacchi e rigonfiamenti.
Ridipingere sopra il problema, senza rimuovere gli strati danneggiati, serve a poco.
L’intonaco deumidificante offre più spazio interno alla cristallizzazione dei sali.
Questo aumenta la durata del sistema rispetto a un intonaco tradizionale, ma non significa che possa resistere a quantità illimitate di acqua e sali.
La preparazione del supporto è fondamentale per una buona riuscita del lavoro.
Il vecchio intonaco ammalorato va rimosso fino alla parte sana della muratura, senza lasciare strati friabili, pitture chiuse, rasature incompatibili o residui superficiali di sali.
Se il nuovo intonaco viene applicato sopra una base instabile, il difetto tornerà.
Locale seminterrato - Getty Images
La parete deve essere pulita, spazzolata e valutata.
Nei seminterrati si trovano spesso supporti diversi: pietra, laterizio, cemento, vecchie malte e riprese fatte in tempi differenti.
Ogni materiale può reagire in modo diverso all’umidità e richiedere una preparazione specifica.
Bisogna evitare di applicare l’intonaco deumidificante sopra pitture impermeabili, rivestimenti plastici o prodotti antiumido non compatibili.
Il ciclo deve essere coerente dall’inizio alla fine, non una semplice sovrapposizione di materiali.
Lo spessore dell’intonaco deumidificante non è un dettaglio secondario.
Se viene applicato troppo sottile, può non avere volume sufficiente per gestire umidità e sali.
I cicli di risanamento prevedono spesso passaggi precisi: rinzaffo, intonaco macroporoso, eventuale rasatura e finitura traspirante.
Controllo umidità in cantina - Getty Images modificata con IA
Saltare le fasi, ridurre gli spessori o accelerare l’asciugatura può compromettere il risultato.
Nei locali seminterrati, dove l’umidità è spesso più alta e l’aria circola meno, i tempi di maturazione vanno rispettati con particolare attenzione.
Anche la pittura finale conta molto. Una pittura plastica, lavabile molto chiusa o poco permeabile al vapore può vanificare l’intervento.
Meglio orientarsi su finiture minerali e traspiranti, compatibili con il sistema scelto.
Un intonaco deumidificante ha bisogno di un ambiente che permetta al vapore di uscire.
Cantina poco aereata - Getty Images
Se il seminterrato resta chiuso, senza ricambio d’aria, l’umidità evaporata dalla parete può ristagnare nel locale.
Il rischio è avere odore di chiuso, condensa, muffa o asciugatura molto lenta.
La ventilazione può essere naturale, con finestre, griglie e bocche di lupo, oppure meccanica, se il locale non dispone di aperture sufficienti.
In lavanderie, taverne e stanze usate spesso, un ricambio d’aria corretto può fare la differenza.
Dopo l’intervento bisogna evitare di coprire subito le pareti con armadi, scatole o scaffali profondi.
Gli arredi dovrebbero restare distanziati dal muro, così da lasciare circolare aria e non creare zone fredde e umide nascoste.
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