Conoscere i fattori che determinano l'inquinamento indoor per evitarlo

NEWS DI Bioedilizia02 Novembre 2018 ore 15:56
L'inquinamento indoor è un nemico invisibile che fa ammalare la nostra casa. Parliamo di come si può scovare e quali comportamenti adottare al fine di combatterlo

Come riconoscere le principali fonti di inquinamento in casa


Mai sentito parlare di Sick Building Syndrome?
É il nome che alcuni studiosi americani hanno dato ad una condizione patologica determinata dalla presenza di inquinamento domestico, traducibile come sindrome da edificio malato.
Quanti conoscono questo fenomeno? Cercheremo in questo breve articolo di capire, con parole semplici, cosa vuol dire inquinamento indoor, come si manifesta e come contrastarlo.

Da una statistica dell’Istituto Superiore di Sanità risulta che la popolazione europea trascorre circa il 90% del suo tempo in ambienti chiusi, per lo più in casa .


Inquinamento domestico e sindrome da edificio malato

Inquinamento domestico e sindrome da edificio malato

Inquinamento domestico e sindrome da edificio malato
Aerazione degli ambienti come soluzione all'inquinamento indoor

Aerazione degli ambienti come soluzione all'inquinamento indoor

Aerazione degli ambienti come soluzione all'inquinamento indoor
Antenne che producono inquinamento fisico

Antenne che producono inquinamento fisico

Antenne che producono inquinamento fisico
La bioedilizia, alleata contro l'inquinamento domestico

La bioedilizia, alleata contro l'inquinamento domestico

La bioedilizia, alleata contro l'inquinamento domestico

Il problema nasce nel momento in cui, stando tra pareti a noi familiari, crediamo di stare al sicuro, mentre non è proprio così perché è qui che si annidano dei nemici subdoli e silenziosi, causa di quello che viene detto inquinamento domestico.

Di questo il Ministero della Salute ha fornito una definizione ben precisa:

la modificazione della normale composizione o stato fisico dell’aria atmosferica interna, dovuta alla presenza nella stessa di una o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell'aria stessa e tali da costituire un pericolo ovvero un pregiudizio diretto o indiretto per la salute dell'uomo.


Spesso siamo affetti da disturbi che ci appaiono banali, di cui non riusciamo a comprendere la provenienza: raffreddore, mal di testa, colpi di tosse, irritazioni cutanee, irritazioni oculari, disturbi nervosi, disturbi dell’olfatto e del gusto, nausee, spossatezza, allergie, difficoltà di attenzione e di concentrazione ed altri problemi di salute più seri, che possono derivare dalla cattiva qualità dell’aria indoor.
Lo stesso Istituto Superiore di Sanità ha attivato da diversi anni un Gruppo di Studio Nazionale (GdS) su questa tipologia di inquinamento e ciò è indice dell’importanza data al caso.


Quali sono i nemici che ci possiamo ritrovare in casa


Gli inquinanti si possono raggruppare in tre categorie: agenti chimici, fisici e biologici.

Gli agenti chimici sono presenti sotto forma di gas inorganici; tra questi vi sono il monossido di carbonio, l’ossido di zolfo, la formaldeide, i composti organici volatili - da cui l'indice cov.
La loro presenza si può rilevare nel caso in cui negli ambienti ci siano stufe e radiatori, camini, caldaie a gas, elementi per la cottura dei cibi, fumo di tabacco passivo, particolari materiali da costruzione, arredi, stampanti e fotocopiatrici, materiale didattico e cancelleria, particolari prodotti tessili. Sotto accusa per la diffusione di questi agenti sono anche i detergenti per la pulizia e alcuni deodoranti per la casa.

Gli agenti biologici, origine dell'inquinamento biologico, sono legati ai bio-effluenti umani e ai microrganismi - funghi, batteri, virus - allergeni come gli acari e la muffa.

Infine, gli agenti fisici, causa dell’inquinamento fisico di cui fanno parte il rumore, le vibrazioni, l’inquinamento luminoso, i campi elettromagnetici, le radiazioni ultraviolette e le radiazioni ionizzanti, il cosiddetto inquinamento da radon. Quest’ultimo è uno degli agenti inquinanti che si trovano nel terreno e attraverso il suolo sale negli ambienti, in particolare lo troviamo nelle costruzioni in tufo.

Inquinamento biologico umidità e muffe
I campi elettromagnetici spesso vengono sottovalutati, ma essi, che si diffondono anche attraverso le emissioni di cordless, router wi-fi e telefoni cellulari, incidono sui ritmi biologici e riducono la quantità nell’organismo di un ormone regolatore del sonno e anticancerogeno come la melatonina.

I fattori appena descritti determinano la qualità dell’aria, ma per valutare correttamente il microclima complessivo, va considerato anche il clima indoor, legato a: ventilazione, temperatura, umidità e luce naturale. Alla combinazione di questi due fattori è legata la sensazione di comfort in un ambiente confinato.


Come possiamo fare un primo screening della nostra casa?

Il primo passo da seguire per sapere se la nostra casa è interessata da inquinamento indoor è un’analisi dei materiali da costruzione.
La tabella che segue ci dà indicazioni in merito agli elementi secondo cui valutarne la qualità biologica.

AccumulazioneCapacità di trattenere il calore prodotto
CoibenzaCapacità di non disperdere il calore accumulato
TemperaturaTemperatura misurabile sulla superficie di un materiale
IgroscopicitàCapacità di assumere vapore acqueo dall’aria e di cederlo
DiffusionePassaggio non convettivo di gas e fluidi
VentilazioneMovimento d’aria in dipendenza di differenza di temperatura, pressione e densità di materiale
AssorbimentoCapacità di filtrazione, accumulazione e rigenerazione delle sostanze volatili


Fonte tabella: Allen G., I materiali per la bioedilizia: valutazione, selezione e certificazione.

Una domanda che ci dobbiamo porre riguarda il modo in cui questi materiali possono influire sulla qualità dell’abitare e come Come da essi può scaturire una situazione di inquinamento domestico.

Riprendendo quanto detto in precedenza, essi possono influire sul microclima (umidità relativa, temperatura e movimenti d’aria), sul clima elettrico (elettromagnetismo ed elettrostaticità), sulla qualità dell’aria (odori, tossicità, radioattività, cariche batteriche) e, infine, sul clima psicofisico.

Facciamo un esempio. Prendiamo l’intonaco, un materiale che tutti conoscono e che si trova in tutte le nostre case. Come facciamo a capire se è nocivo per la nostra salute?
Bene, rifacendoci alla tabella, le sue qualità biologiche sono:

  • Buona coibenza

  • Resistenza agli sbalzi termici

  • Assorbimento dell’umidità superficiale delle pareti interne

  • Fonoassobimento


Oltre a ciò, questo materiale è fatto di materie prime presenti in natura e aumenta la resistenza al fuoco delle parti in legno; tuttavia, nel caso in cui l’intonaco sia a base di resine sintetiche, diventa tossico. Pertanto, quest'ultimo è un fattore discriminante da valutare con attenzione.
Senza fare terrorismo psicologico, si deve dire che purtroppo nei vecchi edifici è più facile trovare materiali come questo tipo di intonaco sintetico, così come anche le vernici a base di sostanze chimiche e sintetiche, che hanno gradi più o meno elevati di tossicità.

Vi farà stare sereni sapere che le nuove tecnologie ci vengono in aiuto, producendo dei materiali che sono sempre meno tossici e sempre più naturali. Sta al progettista scegliere e proporre i prodotti migliori sul mercato sensibili alle problematiche dell'inquinamento ambientale, al fine di garantire una buona base di partenza per una casa sana.

Vernice attiva Fassa Bortolo
Un esempio è Green VOCation di FASSA BORTOLO una linea di vernici formulate con un basso livello di VOC (sostanze organiche volatili); tra queste vernici ce ne sono anche di attive, cioè tipologie di vernici che addirittura ci aiutano a ridurre l’inquinamento, come POTHOS, una vernice mangia formaldeide.

Oltre ad esaminare i materiali di cui è fatta la nostra casa, è bene fare una serie di ulteriori valutazioni, in quanto il rischio legato all’inquinamento domestico è rapportato alla durata e all’intensità di esposizione agli inquinanti cui si è sottoposti, ma anche al tipo di comportamento adottato da ciascuno.


Inquinamento domestico e analisi dello stato di fatto degli ambienti


Il secondo passo da fare per lo screening della nostra casa è esaminare cosa, oltre ai materiali di cui è fatta, potrebbe farla ammalare, generando inquinamento domestico.
Per semplicità procederemo per ambienti e ci porremo delle domande.

Ecco alcune domande valide per tutti gli ambienti.

  • C’è una corretta ventilazione o è esposto troppo o troppo poco ai venti?

  • C’è una corretta illuminazione?

  • I condizionatori sono impostati in modo corretto?

  • I filtri sono puliti?

  • C’è un corretto livello di umidità?

  • I mobili sono costituiti di materiali che contengono sostanze nocive, tipo colle, formaldeide o simili?

  • Sono presenti apparecchi, tv, stereo, e simili, che riducono la ionizzazione dell’aria?

  • Si sentono rumori continui e fastidiosi?

  • I colori scelti per le pareti sono riposanti o a lungo andare stancano?

  • Gli infissi sono chiusi ermeticamente non garantendo una buona microventilazione?

  • C’è buona probabilità che vi siano particelle di fumo di tabacco?

  • Sono presenti stufe, camini o simili nell’ambiente e in caso affermativo è stata prevista una bocchetta di aerazione?

  • Ci sono delle piante ad aiutare la qualità dell’aria?

Ora andiamo più nello specifico di alcune parti della casa e vediamo cosa possiamo chiederci ancora per esse.

Ingresso casa e fattori di inquinamento

Il nostro ingresso di casa dà un senso di soffocamento o è ben proporzionato?

Non solo si deve pensare alla salute fisica ma anche a quella psichica dell’uomo.

Inquinamento domestico - ingresso

Benessere ambientale nel living


Nel living passiamo una buona parte del nostro tempo in casa. Ecco quali sono i primi punti di domanda ai quali rispondere per fare un check delle condizioni ambientali della nostra zona giorno.

Inquinamento domestico - zona living

  • I tessuti utilizzati per tendaggi e tappezzerie sono sintetici?

  • Ci sono dei profumatori per ambiente molto forti?

Imquinamento in cucina



Inquinamento domestico - ambiente cucina

  • Quando si cucina si tiene accesa la cappa aspirante?

  • Sono stati utilizzati tessuti o materiali che trattengono gli odori del cibo?

Camera da letto a prova di inquinamento indoor


Inquinamento domestico - camera da letto

  • L’antenna tv è posizionata sopra la camera?

  • Sotto la camera ci sono delle grosse strutture metalliche?

  • È stato utilizzato un coprimaterasso di lana che aiuti a isolare dai campi elettromagnetici?

  • I tessuti utilizzati per tendaggi e tappezzerie sono sintetici?

Bagno e inquinamento domestico


Inquinamento domestico - ambiente bagno

  • Ci sono dei profumi molto forti?

  • Ci sono delle piante come correttivi del livello di umidità?

L'ufficio in casa


Inquinamento fisico - Zona studio

  • Sono stoccati materiali di cancelleria?

  • Viene aerato con frequenza l’ambiente?


Inquinamento indoor, eliminarlo a partire dagli stili di vita


Il terzo e ultimo passo è farsi un esame di coscienza, vale a dire esaminare attentamente l’uso che facciamo degli ambienti e gli stili di vita di chi fruisce dello spazio in esame.

In un certo senso abbiamo già affrontato una parte di questo passo nel punto precedente, ma proviamo a ricapitolare e a portare fuori dei semplici consigli pratici su cosa fare per combattere l’inquinamento indoor.

  • Aerare i locali spesso e preferendo le aperture lontane dalle strade più trafficate
  • Non fumare in casa: le particelle da fumo di tabacco, infatti, restano per molto tempo sui tessuti, gli arredi e le tende

  • Accendere la cappa aspirante quando si cucina

  • Spolverare spesso: la polvere è composta per lo più di sostanze chimiche artificiali tossiche.

  • Leggere attentamente le etichette dei detersivi che utilizziamo per la pulizia della casa

  • Preferire i detersivi a base saponosa e senza profumazione. Spesso più è profumata più si pensa che la casa sia pulita, eccedendo così nell’uso di detergenti e profumatori per ambiente e invece si dovrebbero preferire prodotti molto naturali e poco profumati come aceto e bicarbonato di sodio.

  • Mantenere puliti i filtri dei sistemi di condizionamento

  • Scegliere, il più possibile, mobili e oggetti in legno massello rifiniti con vernici all’acqua o ad olio.

Soluzioni inquinamento - aerazione
E ancora, per quanto riguarda l’inquinamento elettromagnetico:

  • Isolare la parte sotterranea dell’edificio.

Per ridurre l’inquinamento da radon:

  • Limitare l’uso di apparecchi elettrici, spegnendoli quando non occorrono, soprattutto nelle camere da letto

  • Areare ancora più spesso lì dove, come negli studi, c’è la necessità di tenere accessi pc, stampanti e fotocopiatrici.

  • Utilizzare molto le piante come ottime alleate contro l’inquinamento indoor sotto vari aspetti.


Esistono vari studi su come e quanto le piante abbiano affetti positivi sull’equilibrio psico-fisico.
A proposito di questo ultimo punto, oltre alle piante ora anche i vasi diventano delle valide soluzioni. È un esempio Clairy un vaso intelligente che purifica l’aria, potenziando la capacità filtrante delle piante.

Soluzioni inquinamento - vaso intelligente
Vi abbiamo esposto un modo rapido per scoprire innanzitutto se e quali nemici abbiamo in casa e per ottenere da subito grossi benefici, attuando semplici comportamenti virtuosi. Si tratta, comunque, di rimedi che diminuiscono il rischio, ma se si vuole andare oltre, si può contare sull’aiuto di personale qualificato.

La Bioedilizia è nata proprio nel tentativo di migliorare le cose, realizzando costruzioni che possano influire positivamente sulla salute dell’uomo, che siano come una terza pelle, con cui possiamo proteggerci, isolarci e continuare comunque a respirare e traspirare, in perfetta armonia con l’Ambiente che ci circonda.

riproduzione riservata
Articolo: Inquinamento indoor: riconoscere le cause ed evitarlo
Valutazione: 5.71 / 6 basato su 7 voti.

Inquinamento indoor: riconoscere le cause ed evitarlo: Commenti e opinioni


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  • Michele19
    Michele19
    Domenica 4 Novembre 2018, alle ore 16:40
    Posso testimoniare che la cosa di cui si parla meno di tutti (non è nemmeno detraibile come manutenzione straordinaria!) sono gli intonaci, ed è degli intonaci che si dovrebbe parlare prima di tutto.
    Se sono di bassa qualità e non si fa asciugare ciascun strato quanto necessario, ci si ritroverà con una casa muffita e non è il tipo di muffa di cui ci si libera con una mano di antimuffa passata sulle pareti.
    Gli intonaci biologici costano molto, ma è la cosa piú importante in una nuova va casa.
    Si tratta semplicemente di intonaci naturali "come una volta", grazie ai quali si risparmierà in trattamenti antimuffa, dispositivi aereazione forzata e deumidificatori, eccetera. 
    rispondi al commento
    • Caterina_78
      Caterina_78 Michele19
      Martedì 6 Novembre 2018, alle ore 10:10
      Il solo rifacimento degli intonaci effettivamente rientra tra gli interventi di manutenzione ordinaria, non ammessi alle detrazioni nel caso di abitazioni singole, ma diverso è il caso in cui si tratti di parti condominiali. Inoltre, se tale rifacimento fa parte di un più ampio intervento che riguarda tramezzature, murature, etc, quindi identificabile come intervento di manutenzione straordinaria, l'insieme dei lavori è ammesso alle detrazioni fiscali. Per quanto riguarda la questione dei materiali, devo concordare con Lei, purtroppo c'è ancora scarsa attenzione a questi argomenti, non si è ancora ben diffuso il pensiero secondo cui spendere qualcosa in più all'inizio per i materiali da impiegare in una casa nuova ci fa risparmiare nel lungo termine, soprattutto in salute! 
      rispondi al commento
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