Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, Leggi l'informativa.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Indagini diagnostiche preliminari per restauro intonaci di pregio

NEWS Facciate e pareti25 Agosto 2014 ore 01:08
Nel restauro di un intonaco di pregio le indagini diagnostiche preliminari sono fondamentali allo scopo di stabilire le corrette metodologie di intervento.

Indagini diagnostiche e restauro di intonaci di pregio


Misurazioni su un affresco bisognoso di restauro.Nel restauro architettonico non è possibile codificare regole fisse e valide per ogni intervento, perché ciascun edificio ha delle caratteristiche uniche e irripetibili.

È comunque possibile delineare alcune strategie di intervento che, con i dovuti adattamenti, risultano quasi sempre valide.

Il restauro di un intonaco segue generalmente questa sequenza:
a) Indagini diagnostiche;
b) Prove di laboratorio sugli eventuali campioni prelevati;
c) Pre-consolidamento delle parti distaccate e/o gravemente danneggiate;
d) Pulitura;
e) Consolidamento;
f) Trattamento delle lacune;
g) Protezione.
Data la rilevanza e vastità dell'argomento, in questa sede mi occuperò solamente delle indagini diagnostiche preliminari, rimandando a futuri articoli l'approfondimento delle tecniche di pulitura, consolidamento, trattamento delle lacune e protezione.


Indagini visive e diagnostiche


Il materiale necessario per l'esecuzione di alcune indagini diagnostiche visive su un intonaco di pregio.

Questa fase è estremamente delicata, perché dati errati o incompleti possono compromettere l'efficacia dell'intervento o addirittura peggiorare la situazione.
È quindi consigliabile – se l'importanza dell'intervento lo richiede - prevedere un'attenta campagna di sopralluoghi e indagini visive e strumentali.

Esecuzione di una fotografia di dettaglio su un intonaco decorato.I migliori strumenti del restauratore sono infatti gli occhi e la propria esperienza: con sopralluoghi ravvicinati e semplicemente osservando e toccando le superfici si possono ad esempio individuare le tracce di decorazioni o particolari lavorazioni e inoltre catalogare numerose forme di degrado.

Le indagini visive risultano facilitate da un'illuminazione particolare come ad esempio la luce radente, che evidenzia perfettamente qualsiasi discontinuità della superficie, oppure lampade a raggi ultravioletti, che permettono di individuare particolari sostanze.

Invece per riconoscere le parti di intonaco distaccato il sistema migliore consiste nel percuotere delicatamente la superficie a intervalli regolari con le nocche delle dita:
il suono prodotto e l'esperienza dell'operatore permettono di delimitare con precisione le aree distaccate, che poi vanno segnate direttamente sull' intonaco con un gessetto.

Alcuni tipi di indagini strumentali, definite non distruttive perché non danneggiano fisicamente l'oggetto da analizzare, consentono di penetrare sotto la superficie visibile, ma sono molto costose, e risultano praticabili solo negli interventi su edifici di pregio.

Un'indagine molto utile è l'endoscopia, che facendo penetrare una piccola telecamera a fibre ottiche all'interno di fori e lesioni già esistenti, permette di conoscere ad esempio la composizione del paramento murario o di esplorare piccole intercapedini altrimenti inaccessibili.

Con la termografia è invece possibile individuare lesioni, cavità o discontinuità della muratura non visibili a occhio nudo, i vani di porte e finestre tamponati e successivamente intonacati, o infine eventuali tiranti metallici nascosti nel paramento murario.
Il sistema si basa infatti sulla misurazione del calore emanato dai corpi, e i dati vengono schematizzati in un'immagine in falsi colori: perciò, dopo avere scaldato adeguatamente la superficie (o analizzandola di notte dopo una prolungata esposizione al sole) si ottiene la mappa termica dell'intero fronte, perché ogni materiale assorbe e rilascia il calore in misura diversa, rendendo perfettamente riconoscibili anche particolari invisibili a occhio nudo.

Al contrario le indagini distruttive danneggiano l'oggetto da analizzare, e quindi andrebbero usate con parsimonia, sebbene siano spesso indispensabili.

Un tipo di indagine distruttiva particolarmente importante sono i saggi stratigrafici, fondamentali per scoprire ed esaminare direttamente piccole porzioni delle stratificazioni più antiche.
La loro esecuzione è abbastanza semplice, ma è consigliabile affidarla a un restauratore esperto: si tratta infatti di delimitare una superficie quadrata o rettangolare di dimensioni non troppo estese (ad esempio 50 centimetri di lato), che va ulteriormente divisa in settori più piccoli numerati. Il settore numero 1 si lascia tal quale, mentre a partire dal numero 2 si procede con un bisturi alla progressiva asportazione di uno strato per volta (uno per ogni settore) fino a scoprire la muratura.

È necessario prevedere i saggi stratigrafici ogni volta in cui si sospetti o sia apertamente visibile la presenza di più stratificazioni sovrapposte di intonaci o tinteggiature, mentre il loro numero e posizione dipendono dal tipo e datazione della decorazione di cui si sospetta l'esistenza, e soprattutto dalla superficie da analizzare: ad esempio, in una facciata sarà opportuno prevedere dei saggi stratigrafici nelle zone dei cantonali, vicino agli stipiti delle finestre, al livello dei solai o dei davanzali delle finestre, nelle finestre tamponate, tra due finestre e infine nel sottogronda.

Queste zone sono le più indicate anche per il prelievo di campioni di intonaco, che vanno accuratamente catalogati e mappati. Il prelievo di campioni, estremamente utile per l'alto numero di informazioni che è possibile ottenere analizzandoli, se possibile andrebbe eseguito in qualsiasi intervento di manutenzione o restauro di un intonaco di pregio.


Prove di laboratorio sui campioni prelevati



Dai campioni prelevati è anzitutto possibile capire l'esatta composizione fisica e chimica di un intonaco, in modo da produrre malte dello stesso tipo da usare nelle stuccature, nelle integrazioni delle lacune e nel ripristino delle parti mancanti.
È inoltre possibile analizzare accuratamente le finiture superficiali eventualmente presenti, studiare l'esatta successione degli strati e capire con precisione la composizione chimica di ciascuno di essi.

A partire dalla composizione chimica di una certa finitura è quindi possibile dedurre con sicurezza l'esistenza di antichi trattamenti superficiali (ad esempio olii o cere), la composizione dei colori e la tecnica di esecuzione di un dipinto murale (infatti l'esistenza di sostanze organiche suggerisce generalmente una realizzazione a tempera).

Una delle prove più utili è l'osservazione di sezioni stratigrafiche, cioè di piccoli campioni di intonaco inglobati in uno strato di resina perfettamente trasparente: grazie a un microscopio ottico si possono quindi compiere osservazioni sulla malta , l'aspetto dei clasti, il rapporto fra la quantità di legante e di aggregato, e infine il numero, la colorazione e lo spessore dei vari strati.

Per stabilire inoltre gli elementi di cui sono composti legante e aggregato o eventuali finiture superficiali si possono compiere una serie di analisi chimiche mirate (ad esempio sciogliendo completamente il legante per studiare meglio gli aggregati), che di solito comportano la distruzione del campione, oppure di osservazioni strumentali che permettono di recuperarlo per analisi successive.

A questo secondo tipo di indagini – da svolgere presso laboratori specializzati - appartiene ad esempio l'uso di un microscopio elettronico a scansione (SEM) corredato da una microsonda elettronica (EDS), con cui si ottengono immagini e/o macrofotografie estremamente ingrandite (fino a 200.000 volte) del campione da analizzare, mentre con la microsonda si possono compiere analisi chimiche qualitative e/o quantitative sfruttando i raggi X emessi per fluorescenza dal campione.

riproduzione riservata
Articolo: Indagini diagnostiche preliminari per restauro intonaci di pregio
Valutazione: 4.38 / 6 basato su 8 voti.

Indagini diagnostiche preliminari per restauro intonaci di pregio: Commenti e opinioni


Nome visualizzato nel commento

Indirizzo E-Mail da confermare
ACCEDI, anche con i Social
per inserire immagini
NON SARANNO PUBLICATE RICHIESTE DI CONSULENZA O QUESITI AGLI AUTORI
Alert Commenti
REGISTRATI COME UTENTE
313.792 Utenti Registrati
REGISTRAZIONE AZIENDE
Quanto costa, dove lo trovo? Sei un Azienda ? Pubblica i tuoi Prezzi Quì !
  • Ristrutturazioni di pregio
    Ristrutturazioni di pregio...
    500.00
  • Ristrutturazioni complete interni di pregio
    Ristrutturazioni complete interni...
    400.00
  • Pavimenti pavè
    Pavimenti pavè...
    30.00
  • Rasante cementizio webercem RasaZero
    Rasante cementizio webercem...
    5.31
Notizie che trattano Indagini diagnostiche preliminari per restauro intonaci di pregio che potrebbero interessarti


Consolidamento e protezione degli intonaci di pregio

Restauro edile - Nel restauro di un intonaco di pregio le tecniche di consolidamento e protezione sono fondamentali per garantirne la conservazione e non aggravare il degrado.

Pre-consolidamento e pulitura degli intonaci di pregio

Facciate e pareti - Nel restauro di un intonaco di pregio le tecniche di pulitura e pre-consolidamento sono fondamentali allo scopo di garantire una corretta prosecuzione dell'intervento.

Indagini diagnostiche per facciate

Ristrutturazione - Quando si decide di recuperare o restaurare un edificio storico, ci sono una serie di indagini da effettuare, che aiutano nell'individuare dissesti, degradi e colori.

Restaurare un intonaco antico o di pregio

Restauro edile - Spesso gli intonaci antichi sono il supporto di pregevoli decorazioni realizzate ad affresco o sgraffito. Per questo vanno restaurati con le procedure corrette.

Catalogare il degrado delle superfici con il lessico Normal

Materiali edili - Il lessico Normal - usato correntemente negli interventi di restauro - permette di catalogare con precisione le forme di degrado delle superfici dell'architettura.

Malte compatibili per i restauri

Restauro edile - Per non favorire situazioni di degrado, nella manutenzione degli edifici storici è necessario servirsi di prodotti compatibili con le materie prime tradizionali.

Restauro conservativo esistente

Ristrutturazione - Un'analisi di ciò che significa restaurare l'esistente in modo conservativo, senza danneggiare i segni e gli elementi storici e architettonici di un edificio.

Le indagini strutturali sugli edifici

Ristrutturazione - Indagini strutturali sugli edifici.

Restaurare le false volte

Restauro edile - Anche se le false volte sono prive di qualsiasi funzione statica, per il loro valore storico e testimoniale è comunque importante restaurarle con le tecniche giuste.
Discussioni Correlate nel Forum di Lavorincasa
Img -cinzia76-
Salve a tutti, stiamo cercando il conforto di qualcuno che abbia dimestichezza con il recupero funzionale di vecchi camini.In casa abbiamo un camino, o meglio la struttura ...
-cinzia76- 02 Novembre 2014 ore 17:56 2
Img vichingodalsud
Ciao a tutti, ho di recente acquistato un immobile in cui nelle camere da letto è presente un parquet in condizioni discrete ma con evidenti segni di allagamento di fronte...
vichingodalsud 16 Gennaio 2020 ore 13:05 1
Img jaku80
Buonasera, sono nuovo del forum e vi ringrazio in anticipo per i consigli utili. In pratica ho un tavolo in ciliegio massello di cui allego foto fatte con il cellulare quindi non...
jaku80 16 Marzo 2017 ore 21:06 3
Img godeas78
Ciao a tutti, ho il dubbio che il mio tecnico abbia trasmesso al comune di Roma una pratica errata.Ho acquistato un appartamento (in un condominio) completamente da ristrutturare...
godeas78 06 Giugno 2015 ore 15:12 1
Img godeo
Salve a tutti. Ho acquistato una casa del 1991 con infissi in legno e doppi vetri. Ne sono soddisfatto perché sono molto belli ma se viene un temporale forte e piove a...
godeo 16 Settembre 2019 ore 21:04 3