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Una grondaia che durante la stagione asciutta non presenta problemi può iniziare a gocciolare quando arrivano le prime precipitazioni intense, soprattutto in corrispondenza dei raccordi tra due tratti.
Sezione di una grondaia impermeabilizzata - Daniele F. Toscana
Il fenomeno può sembrare improvviso, ma spesso dipende da un deterioramento progressivo delle guarnizioni, dei sigillanti oppure da piccoli movimenti che hanno modificato l'allineamento dei componenti.
I giunti rappresentano punti particolarmente delicati perché devono mantenere la tenuta all'acqua anche quando la grondaia subisce variazioni di temperatura.
Durante i mesi caldi i materiali tendono a dilatarsi, mentre con il raffreddamento si contraggono.
L'entità dei movimenti dipende dal materiale utilizzato, dalla lunghezza dei tratti e dalle caratteristiche del sistema di fissaggio.
Alcuni raccordi sono progettati per assorbire questi spostamenti, mentre altri richiedono specifici accorgimenti durante la posa.
Le prime piogge possono inoltre trascinare nella grondaia foglie, polvere e residui accumulati sulla copertura, rallentando il deflusso dell'acqua.
Quando il livello sale, un raccordo già deteriorato può iniziare a perdere anche se nelle precipitazioni leggere non manifesta alcun problema.
Per individuare la causa occorre quindi verificare non soltanto il punto da cui cade l'acqua, ma anche le condizioni del sistema di raccolta, la pendenza del canale e l'efficienza degli scarichi.
Una goccia che si forma sotto un raccordo non dimostra necessariamente che la giunzione sia danneggiata.
L'acqua può provenire da una zona superiore della grondaia, scorrere lungo la superficie esterna e staccarsi proprio in corrispondenza del giunto, facendo apparire quest'ultimo come il responsabile della perdita.
Questo comportamento può verificarsi quando l'acqua supera il bordo posteriore del canale, quando il deflusso proveniente dalla copertura viene indirizzato in modo anomalo oppure quando una deformazione crea un percorso lungo la parte inferiore della grondaia.
Anche un pluviale parzialmente ostruito può provocare un innalzamento del livello dell'acqua e favorire traboccamenti che vengono confusi con una perdita del raccordo.
Durante la pioggia è utile osservare da una posizione sicura dove si forma effettivamente la prima goccia, senza tentare di raggiungere il canale dall'esterno.
Quando il sistema torna asciutto, eventuali aloni, depositi di sporco o strisce sulla superficie possono aiutare a ricostruire il percorso dell'acqua.
Bisogna inoltre distinguere un gocciolamento localizzato da una fuoriuscita distribuita lungo il bordo della grondaia.
Nel primo caso può essere presente un difetto di tenuta, mentre nel secondo è opportuno controllare soprattutto il deflusso e l'eventuale presenza di ostruzioni.
Questa verifica preliminare evita di applicare sigillante su un raccordo ancora integro, lasciando irrisolta la causa effettiva del problema.
Nelle grondaie prefabbricate, soprattutto in alcuni sistemi in PVC, i raccordi possono essere dotati di guarnizioni elastiche che garantiscono la tenuta tra due elementi.
Sigillatura di un giunto della grondaia - Daniele F. Toscana
Questi componenti devono adattarsi alle superfici di contatto e, quando previsto dal sistema, mantenere la propria funzionalità anche durante piccoli movimenti dovuti alle variazioni termiche.
Con il passare degli anni le guarnizioni possono perdere elasticità, deformarsi oppure rimanere schiacciate nella stessa posizione.
Quando il materiale non riesce più a recuperare la forma iniziale, il contatto tra le superfici diventa discontinuo e possono comparire piccole infiltrazioni.
Anche la presenza di sabbia, polvere o residui vegetali può compromettere la corretta aderenza, soprattutto quando lo sporco si accumula nella sede della guarnizione.
Altri sistemi utilizzano invece giunzioni di vari tipi:
In questi casi l'esposizione ai raggi solari, i cambiamenti di temperatura e i movimenti dei componenti possono provocare fessurazioni, perdita di adesione o deterioramento del materiale di tenuta.
Un vecchio cordolo può apparire ancora integro, pur essendosi staccato da uno dei bordi.
L'acqua riesce così a passare dietro il sigillante attraverso una fessura nascosta, difficilmente individuabile con una semplice osservazione frontale.
Quando il materiale è screpolato o parzialmente sollevato, aggiungere un nuovo strato sopra quello esistente non garantisce una riparazione duratura.
Occorre verificare le condizioni delle superfici e scegliere una soluzione compatibile con il tipo di giunzione, evitando di utilizzare sigillanti aggiuntivi nei raccordi progettati per funzionare esclusivamente con guarnizioni o sistemi meccanici.
Le grondaie sono continuamente esposte alle variazioni di temperatura e possono subire movimenti dimensionali anche significativi, soprattutto quando sono costituite da tratti lunghi.
Grondaia Danneggiata - Daniele F. Toscana
Il comportamento cambia in funzione del materiale:
Questi materiali presentano caratteristiche differenti e richiedono modalità di posa compatibili con le rispettive dilatazioni.
Se un componente viene bloccato eccessivamente oppure i supporti impediscono i movimenti previsti dal produttore, le sollecitazioni possono concentrarsi nei raccordi.
Nel tempo una guarnizione può spostarsi, un sigillante può lacerarsi oppure i due elementi possono perdere il corretto accoppiamento.
Anche una grondaia non sufficientemente trattenuta può scorrere oltre i limiti previsti e provocare problemi analoghi.
Un'altra possibile causa riguarda le staffe che sostengono il canale.
Se un fissaggio si allenta oppure un supporto si deforma, la grondaia può abbassarsi localmente, modificando sia la pendenza sia l'allineamento tra i tratti.
Non sempre lo spostamento è evidente osservando il tetto da terra, perché possono bastare deformazioni contenute per aumentare il ristagno e sollecitare una giunzione vicina.
Quando una perdita compare ripetutamente nello stesso punto, diventa quindi importante verificare la stabilità dei supporti e la capacità del sistema di assorbire i movimenti termici.
Sostituire la guarnizione o applicare nuovo sigillante senza correggere il disallineamento può eliminare temporaneamente il gocciolamento, ma lasciare inalterata la causa che ha provocato il deterioramento.
Una grondaia deve raccogliere l'acqua proveniente dalla copertura e accompagnarla verso gli scarichi, evitando accumuli eccessivi lungo il percorso.
Quando la pendenza è insufficiente, presenta avvallamenti oppure è stata modificata dalla deformazione dei supporti, alcune zone possono rimanere piene molto più a lungo del previsto.
Un raccordo normalmente attraversato dall'acqua soltanto durante la precipitazione può così rimanere immerso per un periodo prolungato, rendendo evidente un piccolo difetto di tenuta.
La presenza di una quantità residua d'acqua non indica necessariamente un'anomalia, ma ristagni persistenti e localizzati richiedono una verifica dell'andamento del canale.
Le prime piogge dopo un periodo asciutto possono aggravare il problema, perché trascinano dal tetto foglie, aghi, polvere e altri residui.
Se questi materiali si accumulano vicino all'imbocco del pluviale, la sezione di passaggio diminuisce e l'acqua defluisce più lentamente.
Lo stesso può accadere quando l'ostruzione si trova all'interno di una curva o in un tratto inferiore del tubo di scarico.
Durante una precipitazione intensa il livello dell'acqua può quindi raggiungere parti del raccordo normalmente meno sollecitate, favorendo gocciolamenti localizzati oppure veri e propri traboccamenti.
Occorre inoltre considerare che una grondaia può avere problemi di smaltimento anche senza ostruzioni, qualora il canale o gli scarichi siano sottodimensionati rispetto alla superficie di copertura e alle condizioni di pioggia considerate in progetto.
La UNI EN 12056-3 costituisce un riferimento tecnico per il dimensionamento dei sistemi di evacuazione delle acque meteoriche dagli edifici.
Per la corretta posa e la pendenza occorre inoltre considerare la configurazione dell'impianto e le indicazioni del produttore, senza applicare indiscriminatamente un unico valore a qualsiasi sistema.
Si consideri una grondaia che durante le piogge leggere funziona regolarmente, ma che nel corso del primo temporale autunnale comincia a gocciolare da un raccordo vicino al pluviale.
Dopo la precipitazione viene individuato un accumulo di foglie davanti all'imbocco dello scarico, mentre la guarnizione del giunto mostra segni di invecchiamento.
In questa situazione sono presenti due problemi distinti: l'ostruzione rallenta il deflusso, mentre il deterioramento della guarnizione permette all'acqua di attraversare il raccordo quando il livello sale.
La pulizia può ripristinare lo scarico regolare, ma non necessariamente eliminare il difetto della guarnizione.
Allo stesso modo, riparare il giunto senza liberare il pluviale lascerebbe il sistema esposto a nuovi accumuli e possibili traboccamenti.
Nelle grondaie metalliche, soprattutto in corrispondenza delle giunzioni, possono accumularsi acqua e residui che favoriscono fenomeni di corrosione.
Grondaia che perde a causa della corrosione - Daniele F. Toscana
Il deterioramento dipende dal materiale, dalle condizioni ambientali e dall'eventuale presenza di rivestimenti protettivi danneggiati.
Nelle superfici ferrose possono comparire tracce di ruggine, mentre rame, zinco e alluminio manifestano processi corrosivi differenti.
Alterazioni del rivestimento, rigonfiamenti, bordi deteriorati o piccole perforazioni possono indicare una perdita dovuta al degrado del metallo, anziché a una guarnizione difettosa.
Un'altra situazione delicata si verifica quando, durante precedenti riparazioni, sono stati collegati elementi di materiale o profilo differente.
I componenti possono avere coefficienti di dilatazione diversi, geometrie non perfettamente compatibili oppure superfici sulle quali il sigillante non aderisce correttamente.
In alcune combinazioni metalliche, inoltre, il contatto elettrico tra materiali differenti in presenza di umidità può favorire fenomeni di corrosione galvanica.
Anche le giunzioni in corrispondenza degli angoli interni ed esterni richiedono attenzione, perché devono raccordare tratti che possono subire movimenti termici in direzioni differenti.
La geometria dell'angolo può modificare localmente il deflusso, soprattutto quando convergono più tratti di gronda o quando la copertura concentra l'acqua in quella zona.
Se una perdita compare sempre nello stesso spigolo, è quindi opportuno controllare l'allineamento dei rami, la stabilità dei supporti e le condizioni del raccordo.
Quando i materiali risultano incompatibili oppure il componente è deteriorato, può essere necessario utilizzare un raccordo di transizione adeguato o sostituire gli elementi compromessi, evitando riparazioni improvvisate.
Una prima verifica delle condizioni della grondaia può essere effettuata senza nemmeno salire su una scala, osservando sa sotto il sistema durante una precipitazione oppure dopo che la pioggia è terminata.
Vecchia grondaia in metallo - Getty Images
È importante individuare eventuali tratti abbassati, raccordi spostati, deformazioni del canale o zone nelle quali il gocciolamento continua a lungo.
Quest'ultimo comportamento può indicare la presenza di acqua rimasta all'interno della grondaia, anche se non dimostra da solo che il giunto sia danneggiato.
Le macchie sulla facciata, le strisce di sporco e gli aloni sotto i raccordi possono inoltre suggerire che il problema si ripresenti da tempo.
Quando le condizioni di accesso lo consentono, una prova controllata con acqua può aiutare a distinguere una perdita effettiva dal traboccamento provocato da un deflusso insufficiente.
L'acqua deve essere immessa gradualmente, evitando getti concentrati o quantità eccessive che potrebbero produrre condizioni diverse dal normale funzionamento.
Se il raccordo gocciola immediatamente anche con un flusso moderato, è probabile che presenti un difetto di tenuta.
Se invece la fuoriuscita compare soltanto quando il livello aumenta, diventa necessario verificare anche pendenza, scarichi e capacità di smaltimento.
La prova deve essere eseguita senza utilizzare scale instabili, sporgersi da finestre o raggiungere parti della copertura non accessibili in sicurezza.
Gli interventi che richiedono lavori in altezza devono essere affidati a personale competente, con attrezzature e protezioni adeguate. Per le attività lavorative, il D.Lgs. 81/2008 disciplina anche i lavori in quota, con particolare riferimento agli articoli 107 e 111.
La riparazione dipende dal materiale della grondaia, dal sistema di giunzione e dalle condizioni effettive del raccordo.
Quando gli elementi sono integri e il problema riguarda esclusivamente una guarnizione deteriorata, può essere sufficiente sostituire il componente elastico, pulire accuratamente le superfici e ripristinare il corretto inserimento dei due tratti.
Nei sistemi che prevedono l'utilizzo di sigillanti, il vecchio materiale deteriorato deve essere rimosso secondo le indicazioni applicabili, evitando di sovrapporre un nuovo strato a superfici instabili o sporche.
La scelta del prodotto deve tenere conto della compatibilità con il materiale della grondaia, dell'esposizione agli agenti atmosferici e dei movimenti che interessano il raccordo.
Non tutti i giunti, tuttavia, devono essere sigillati: alcuni sistemi prefabbricati utilizzano esclusivamente guarnizioni e raccordi meccanici, mentre altri prevedono incollaggi, saldature o specifiche modalità di assemblaggio.
Applicare indiscriminatamente un prodotto elastico può compromettere il funzionamento originario della giunzione o ostacolare i movimenti previsti.
La sostituzione del raccordo diventa generalmente preferibile quando il componente presenta rotture, deformazioni importanti, corrosione o non riesce più a mantenere il corretto accoppiamento.
Nei sistemi più vecchi, dove i ricambi possono essere difficili da reperire, è necessario valutare soluzioni compatibili con il profilo esistente.
Se il metallo è perforato oppure il supporto è fortemente degradato, una semplice sigillatura superficiale non ripristina la resistenza del materiale, ergo può quindi essere necessario sostituire il tratto interessato.
Dopo la riparazione bisogna verificare il deflusso e l'assenza di ristagni anomali.
Occorre inoltre ricordare che una perdita persistente può bagnare intonaci, cornicioni e rivestimenti della facciata, contribuendo nel tempo al degrado delle superfici e, in determinate condizioni, a fenomeni di infiltrazione.
La prevenzione delle perdite richiede controlli periodici dell'intero sistema di raccolta delle acque meteoriche, senza limitarsi ai raccordi che hanno già manifestato problemi.
Manutenzione della grondaia - Getty Images
Prima dei periodi più piovosi è opportuno verificare la presenza di foglie, piccoli rami, accumuli di sporco e altri materiali che potrebbero ridurre la capacità di scarico.
Le verifiche sono particolarmente utili dopo settimane asciutte oppure quando la copertura si trova vicino ad alberi che possono depositare fogliame all'interno della grondaia.
Anche i dispositivi parafoglie, quando installati, richiedono manutenzione perché possono trattenere residui sulla superficie e ostacolare il passaggio dell'acqua.
Se una giunzione è già stata riparata, conviene controllarne periodicamente le condizioni, prestando attenzione a guarnizioni deformate, vecchi strati di sigillante e disallineamenti.
Una perdita che ricompare nello stesso punto può indicare un problema più ampio, legato alla pendenza, ai supporti oppure alla gestione delle dilatazioni termiche.
È inoltre importante verificare che il pluviale scarichi correttamente e che non siano presenti deformazioni evidenti del canale.
Quando numerosi raccordi risultano deteriorati contemporaneamente, può essere conveniente valutare le condizioni complessive della grondaia prima di procedere con ulteriori interventi localizzati.
Una manutenzione regolare, accompagnata da riparazioni compatibili con il sistema installato, permette di ridurre il rischio di nuovi gocciolamenti e di individuare tempestivamente le anomalie prima che provochino danni alla facciata o agli elementi della copertura.
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