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La fioriera con panca permette di riunire vegetazione, seduta e organizzazione dello spazio in un unico elemento.
Può delimitare la zona pranzo, schermare una visuale, arredare il bordo di un terrazzo oppure creare un angolo di sosta all’interno del giardino senza aggiungere molte strutture separate.
La composizione più semplice prevede due fioriere laterali unite da una seduta.
Esistono poi soluzioni lineari con il vano di coltivazione alle spalle della panca, moduli angolari, elementi curvi e strutture nelle quali il verde circonda parzialmente la zona di sosta.
Il progetto deve però tenere separate le funzioni dal punto di vista costruttivo.
Il terreno deve trattenere la quantità d’acqua necessaria alle piante ma smaltire quella in eccesso; la seduta deve rimanere asciutta e stabile; il peso complessivo deve essere compatibile con il supporto; i materiali devono poter asciugare e ricevere manutenzione.
Una fioriera capiente non è soltanto un contenitore decorativo.
Quando viene riempita di substrato bagnato, piante, acqua di riserva e strati drenanti, può raggiungere un peso considerevole.
Panca con fioriera seduta esterno integrata - iStock
La struttura che la collega alla panca deve sostenere anche le persone senza deformarsi e senza trasferire carichi imprevisti al rivestimento del terrazzo.
In giardino il peso può essere trasferito direttamente al terreno attraverso appoggi o piccole fondazioni.
Il problema principale consiste nel creare una base stabile, evitare il contatto prolungato dei materiali sensibili con il suolo e gestire l’acqua senza formare ristagni attorno alla seduta.
Sul terrazzo, invece, l’elemento appoggia sopra una soletta e una stratigrafia che può comprendere isolamento, massetto delle pendenze, impermeabilizzazione e pavimentazione.
Il carico non deve essere valutato soltanto in base alla resistenza della piastrella visibile.
Le Norme tecniche per le costruzioni definiscono i criteri generali di sicurezza e le azioni da considerare nel progetto delle strutture.
La verifica di una fioriera pesante su balconi e terrazze deve quindi riguardare il solaio esistente, la distribuzione del carico e la posizione rispetto a travi, sbalzi e bordi, non una generica capacità attribuita a ogni superficie esterna.
Una composizione adatta a un patio appoggiato sul terreno può essere eccessiva su un terrazzo a sbalzo.
Al contrario, un modulo leggero progettato per una copertura può richiedere ancoraggi o appoggi più ampi quando viene posato su un terreno cedevole.
Il progetto deve partire dal luogo di installazione.
Su un terrazzo vanno verificati soletta, stratigrafia, impermeabilizzazione, pendenze e scarichi; in giardino bisogna conoscere consistenza del terreno, drenaggio e stabilità della base.
Il peso viene calcolato nella condizione di massima saturazione, considerando vegetazione adulta e riserva idrica.
Gli appoggi devono distribuire i carichi senza bloccare l’acqua e senza danneggiare il rivestimento.
La vasca di coltivazione dovrebbe essere separata dalla struttura della seduta, dotata di drenaggio, filtro e troppo pieno ispezionabili.
Il substrato e la profondità devono invece essere scelti per le piante previste, non per riempire un volume stabilito dall’aspetto esterno.
Le fioriere con panca integrata devono mantenere una quota comoda, un bordo sicuro e materiali capaci di asciugare, mentre la vegetazione non dovrebbe invadere la seduta né trasformare il mobile in uno schermo instabile.
Il risultato più affidabile non è infatti la composizione nella quale terra, panca e rivestimento sembrano un blocco unico ma quella in cui ogni parte può svolgere la propria funzione, essere controllata e, quando necessario, venire riparata senza smontare l’intero spazio esterno.
Nella progettazione di una seduta con fioriera, il primo errore è valutare il peso della fioriera vuota e non quello di substrato, piante e acqua nella condizione più gravosa.
Il secondo errore è collocare una composizione pesante sul bordo di un terrazzo senza verificare il solaio e la distribuzione dei carichi.
Ancora, è sbagliato fissare la struttura perforando casualmente pavimentazione e impermeabilizzazione.
Così come lo è coprire bocchettoni, canalette e percorsi dell’acqua con una base continua.
Ulteriore errore è lasciare che il drenaggio scarichi sotto la seduta o nella zona in cui si appoggiano i piedi, ma anche costruire fioriera e panca come un unico vano, mantenendo terreno umido a contatto con legno, cuscini o contenitori.
Lo stesso vale per la scelta di piante soltanto per l’aspetto iniziale, ignorando dimensioni adulte, radici, vento e manutenzione.
Il peso della fioriera deve essere calcolato considerando la condizione più gravosa prevedibile.
Oltre alla struttura esterna occorre includere rivestimenti, contenitore interno, strato drenante, substrato, vegetazione adulta e acqua trattenuta dopo piogge o irrigazioni.
Il terriccio asciutto osservato durante il montaggio non rappresenta la condizione reale di esercizio.
Dopo un temporale il substrato aumenta di peso, mentre un serbatoio di accumulo può rimanere pieno per un periodo prolungato.
Anche la crescita delle piante modifica il carico.
Arbusti, piccoli alberi e rampicanti aumentano massa e superficie esposta al vento.
Le radici occupano progressivamente il volume del substrato e possono ridurre la capacità di drenaggio se la fioriera è sottodimensionata.
Il terreno bagnato, inoltre, pesa più del progetto disegnato a secco.
Per questo la stima deve essere effettuata prima di scegliere posizione e dimensioni definitive.
Panca con fioriera fai da te - iStock
Su un terrazzo il tecnico deve quindi valutare non soltanto il carico totale, ma anche la superficie sulla quale viene distribuito.
Piedini piccoli, ruote o telai molto stretti possono concentrare le pressioni in pochi punti e danneggiare pavimentazione, massetto o isolamento sottostante.
Una base continua o più appoggi ben distribuiti riducono le pressioni concentrate.
La soluzione deve comunque lasciare defluire l’acqua e permettere l’asciugatura sotto il mobile.
Appoggiare una fioriera pesante su quattro piedini molto piccoli può provocare rotture delle piastrelle o impronte nei supporti sottostanti.
Il rischio aumenta sulle pavimentazioni sopraelevate, dove ogni lastra poggia su sostegni collocati secondo una maglia definita.
Su un pavimento galleggiante è necessario conoscere posizione e portata dei supporti.
La fioriera non dovrebbe gravare casualmente al centro di una lastra senza una verifica del sistema.
Le basi metalliche possono utilizzare piastre di ripartizione o profili continui protetti dal contatto diretto con la finitura, mentre i materiali di interposizione devono resistere all’acqua e non trattenere sporco o umidità contro il pavimento.
Nel giardino, un sottofondo in ghiaia stabilizzata, lastre o piccoli plinti può evitare cedimenti differenziati.
Appoggiare la struttura direttamente sul terreno vegetale espone a inclinazioni e movimenti, soprattutto dopo piogge prolungate.
Fissare la panca alla soletta può sembrare il modo più semplice per impedirne lo spostamento, ma ogni perforazione di un terrazzo può attraversare pavimentazione, massetto e membrana impermeabile.
Una vite sigillata soltanto in superficie non garantisce una tenuta durevole, visto che i movimenti della struttura, la corrosione e le variazioni termiche possono aprire progressivamente il contatto.
Quando l’ancoraggio è indispensabile, deve essere progettato insieme all’impermeabilizzazione mediante elementi di raccordo, flange o supporti predisposti e l’intervento non dovrebbe essere deciso dopo la posa del pavimento.
Nei casi in cui peso e forma rendono la composizione già stabile, può essere preferibile un sistema semplicemente appoggiato, purché sia verificato rispetto a ribaltamento, scorrimento e vento.
Le norme tecniche sulle coperture continue considerano impermeabilizzazione, protezioni, drenaggio e altri strati come parti coordinate dello stesso sistema; la UNI 8178-2:2019 fornisce indicazioni per progettare e scegliere questi elementi, mentre la UNI 11345 tratta i controlli nelle fasi di progetto, esecuzione e gestione.
La fioriera non deve interrompere il percorso dell’acqua verso bocchettoni, canalette e pluviali.
Una base chiusa disposta trasversalmente alla pendenza può formare una barriera e creare ristagni dietro il mobile.
Prima del posizionamento occorre osservare dove scorre l’acqua durante la pioggia.
Non basta individuare lo scarico: bisogna mantenere libero il percorso che lo alimenta.
I bocchettoni devono rimanere raggiungibili per la pulizia e l’ispezione.
Collocare una fioriera pesante sopra uno scarico significa dover svuotare o smontare l’intera composizione per rimuovere foglie e sedimenti.
Una distanza dal pavimento favorisce il passaggio dell’acqua, ma lo spazio non deve essere così ridotto da diventare impossibile da pulire.
Piedini regolabili o basamenti arretrati possono migliorare accessibilità e asciugatura.
La manutenzione dell’impermeabilizzazione non dovrebbe essere impedita dagli arredi.
La UNI 11540 indica la necessità di pianificare uso e manutenzione ordinaria delle coperture continue realizzate con membrane flessibili.
La soluzione più controllabile prevede un contenitore di coltivazione separato dalla struttura esterna, in cui la scocca visibile sostiene o riveste la panca, mentre una vasca interna contiene substrato e acqua.
Questa separazione limita il contatto tra terreno umido e materiali della seduta.
Permette inoltre di sostituire la vasca, controllare eventuali perdite e intervenire sul drenaggio senza smontare tutto il mobile.
Il contenitore interno può essere realizzato in materiale plastico, metallo protetto, vetroresina o altri prodotti dichiarati adatti alla coltivazione e all’esposizione esterna.
La scelta dipende da dimensioni, temperatura, tipo di piante e modalità di scarico.
Rivestire direttamente l’interno di una struttura in legno con una pellicola sottile può offrire una protezione iniziale ma presenta punti vulnerabili in corrispondenza di pieghe, viti e angoli.
Una piccola lacerazione mantiene bagnato il legno in una cavità non visibile.
La vasca non dovrebbe appoggiarsi alla seduta.
Una separazione fisica e una camera ventilata riducono il trasferimento di umidità e facilitano l’asciugatura.
Per scegliere la fioriera più adatta alla panca che stiamo progettando è possibile rivolgersi a rivenditori specializzati, anche online.
Per chi preferisce il legno, ad esempio, su Amazon è disponibile una vasta gamma di fioriere in ogni essenza.
La fioriera in bambù rialzata, ad esempio, offre un materiale naturale, flessibile e durevole insieme a un contenitore ampio e profondo che permette di ospitare una grande quantità di terreno e un grande spazio per erba, fiori e verdure.
Per ci invece preferisce dare alla panca un tocco di eleganza, sul sito di Maisons Du Monde e IKEA è presente una vasta scelta di fioriere di design.
Il modello Livadia, realizzata in fibre di argilla e disponibile in un colore neutro come il bianco sporco, coniuga perfettamente estetica e solidità.
La finitura leggermente lavata, infatti, dona al vaso un aspetto affascinante mentre il design robusto assicura resistenza alle temperature variabili e ai raggi UV.
Sul fondo della fioriera deve essere previsto un sistema capace di raccogliere e allontanare l’acqua in eccesso.
I semplici fori non sono sufficienti se vengono coperti dal substrato o se scaricano su una superficie priva di pendenza.
Uno strato drenante mantiene libero un volume di passaggio, mentre un elemento filtrante impedisce alle particelle più fini del terreno di ostruirlo.
Il tipo e lo spessore dipendono dalla fioriera, dal substrato e dalla vegetazione.
Le coperture a verde rappresentano sistemi più estesi e complessi rispetto a una fioriera isolata, ma la UNI 11235:2015 conferma l’importanza di progettare in modo coordinato substrato, filtrazione, drenaggio, controllo e manutenzione in funzione del contesto climatico ed edilizio.
L’acqua drenata deve avere un recapito conosciuto.
Lasciarla uscire liberamente sotto la panca, infatti, può produrre macchie, alghe e ristagni nel punto in cui si appoggiano i piedi.
Su un terrazzo lo scarico può essere convogliato verso una zona drenante, senza collegamenti improvvisati che ostacolino le pendenze, mentre in giardino può disperdersi in un sottofondo permeabile, purché non mantenga bagnati legno, metallo e fondazioni.
Il foro di drenaggio ordinario può non smaltire rapidamente un temporale intenso, soprattutto quando foglie e radici riducono la sezione disponibile.
Un troppo pieno limita la quota raggiunta dall’acqua all’interno della vasca.
L’uscita deve essere collocata in una posizione osservabile e raggiungibile.
Un tubo nascosto dietro la seduta può ostruirsi senza mostrare segnali fino alla fuoriuscita dell’acqua dall’alto.
Il troppo pieno non deve dirigere l’acqua sui cuscini, sulle gambe di chi è seduto o contro una parete: è preferibile portarlo sul lato esterno o verso una zona di raccolta.
Nei modelli con riserva idrica, il livello massimo deve rimanere separato dal substrato secondo il sistema previsto, poiché una riserva sempre piena non è adatta a tutte le piante e può favorire asfissia radicale.
Dopo l’installazione è utile eseguire una prova riempiendo gradualmente la vasca e controllando drenaggio, troppo pieno e percorso dell’acqua prima di mettere a dimora la vegetazione.
L’acqua che esce dalla fioriera può trasportare particelle fini, sostanza organica e fertilizzanti.
Senza filtrazione, questi materiali si depositano sulle piastrelle e raggiungono bocchettoni e canalette.
Il tessuto filtrante deve separare il substrato dallo strato drenante senza impedire il passaggio dell’acqua e deve risalire correttamente sui bordi ed essere posato senza ampie discontinuità.
Non è opportuno avvolgere completamente le radici in un sacco impermeabile o usare teli non previsti per questa funzione. Il drenaggio deve rimanere continuo.
La superficie del terreno può essere protetta con una pacciamatura adatta alle piante e all’esposizione.
Questo strato limita infatti l’erosione prodotta dalla pioggia e riduce la dispersione di terriccio sul pavimento.
Infine, foglie secche e residui devono essere rimossi anche dalla zona inferiore della fioriera poiché accumulandosi possono bloccare i fori esterni pur lasciando apparentemente libero l’interno.
La terra prelevata dal giardino è spesso troppo pesante e compatta per una fioriera.
Può trattenere eccessivamente acqua, ridurre l’ossigenazione delle radici e aumentare inutilmente il carico sul terrazzo.
Un substrato per contenitori deve mantenere una combinazione equilibrata tra ritenzione idrica, drenaggio, porosità e stabilità nel tempo.
La composizione varia in funzione delle specie vegetali e dell’esposizione.
Materiali molto leggeri riducono il carico iniziale, ma devono conservare volume e struttura dopo ripetuti cicli di irrigazione.
Un substrato che si assesta eccessivamente, infatti, lascia scoperte le radici e richiede continui rabbocchi.
La profondità utile deve essere coerente con lo sviluppo radicale.
Erbe aromatiche, erbacee ornamentali, arbusti e piccoli alberi, ad esempio, non richiedono lo stesso volume.
Inoltre, aumentare la profondità senza necessità comporta più peso, maggiore consumo di materiale e un fondo che può rimanere umido a lungo.
Per questo, è preferibile scegliere il volume in funzione delle piante, anziché adattare le piante a una vasca definita soltanto dall’estetica.
Un terrazzo esposto a sud, circondato da pareti chiare e pavimenti che accumulano calore, presenta condizioni molto diverse da un patio ombreggiato o da un giardino umido.
Devono essere valutati durata dell’irraggiamento, vento, temperatura, disponibilità d’acqua e protezione invernale.
Le piante collocate alle spalle della panca devono inoltre tollerare la vicinanza delle persone e non avere spine o rami rigidi nelle zone di passaggio.
Le specie con frutti, foglie o fiori che cadono abbondantemente richiedono pulizia frequente della seduta e degli scarichi e le piante resinose o soggette a infestazioni possono rendere meno confortevole l’uso della panca.
Gli arbusti sempreverdi offrono una schermatura costante, ma non dovrebbero diventare una parete troppo densa che impedisce la circolazione dell’aria.
Le erbacee ornamentali, poi, producono un effetto più leggero, ma possono richiedere potature stagionali, mentre i rampicanti necessitano di supporti dimensionati e resistenti al vento.
In questo caso, un grigliato aggiunto sopra la fioriera aumenta l’altezza dell’insieme e può modificare la stabilità.
La panca abbassa il baricentro della composizione, ma piante alte, schermi e grigliati aumentano la superficie esposta al vento.
Per questo motivo, la verifica deve considerare la vegetazione nella sua dimensione adulta.
Una fioriera lunga e poco profonda può risultare stabile in condizioni ordinarie ma vulnerabile alle spinte trasversali.
Il rischio cresce quando il modulo viene collocato vicino al bordo di una terrazza o in un angolo esposto.
Il peso del terreno contribuisce alla stabilità, ma non dovrebbe essere utilizzato come unico criterio: il substrato può asciugarsi e alleggerirsi, mentre la chioma rimane esposta.
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Eventuali ancoraggi devono essere collegati a supporti resistenti e coordinati con l’impermeabilizzazione.
Zavorre interne, basi più ampie e geometrie ad angolo possono ridurre la necessità di perforazioni, ma richiedono comunque una verifica.
Le ruote, invece, facilitano lo spostamento, ma alzano la struttura e riducono la base di appoggio e devono avere portata adeguata, sistemi di bloccaggio e resistenza all’esterno.
La quota della panca finita può essere avvicinata a quella di una normale sedia.
Indicativamente si colloca spesso intorno a 43-47 centimetri, includendo l’eventuale cuscino, ma va adattata alla funzione e agli utilizzatori.
Una seduta poco profonda è sufficiente per soste brevi; per leggere o conversare a lungo serve un appoggio più ampio e, quando possibile, uno schienale.
La profondità deve essere verificata senza sottrarre troppo spazio ai passaggi.
Il bordo anteriore non dovrebbe premere dietro le ginocchia mentre un leggero arrotondamento o una smussatura migliora il comfort e riduce il rischio di urti.
Quando la vegetazione è collocata alle spalle, è utile lasciare una distanza che impedisca a terra, acqua e foglie di cadere direttamente sulla seduta.
Un piccolo bordo o una fascia di separazione aiuta a mantenere pulito il piano.
L’altezza della fioriera rispetto alla testa deve essere valutata con piante adulte.
Una chioma inizialmente leggera, infatti, può diventare ingombrante e obbligare chi è seduto a spostarsi in avanti.
Lo schienale della panca con fioriera può essere formato da doghe, pannelli metallici, elementi in legno oppure dalla stessa parete esterna della fioriera, dal momento che deve sostenere la spinta delle persone senza deformare la vasca.
È preferibile separare strutturalmente il supporto della schiena dal contenitore interno, visto che appoggiarsi direttamente alla parete sottile di una fioriera può aprire giunti e sigillature.
La sommità dello schienale deve allontanare l’acqua mentre profili orizzontali privi di pendenza trattengono pioggia e sporco, soprattutto negli angoli.
Le doghe distanziate favoriscono asciugatura e riducono la superficie esposta al vento.
Gli spazi non devono però creare punti nei quali dita, abiti o piccoli oggetti possono rimanere incastrati.
Uno schienale molto alto, infine, trasforma il mobile in uno schermo e richiede una verifica più accurata degli ancoraggi.
In molti terrazzi una panca bassa con vegetazione moderata offre protezione senza produrre un elemento eccessivamente rigido.
Il legno è frequentemente utilizzato per la panca perché rimane più confortevole al contatto rispetto a metallo e pietra esposti al sole.
Deve però essere protetto attraverso il disegno costruttivo prima ancora che con la finitura.
Le doghe non dovrebbero toccare il substrato né chiudere cavità nelle quali l’acqua rimane intrappolata.
Piccoli distacchi permettono drenaggio e ventilazione.
Le superfici orizzontali devono avere una geometria che non trattenga pioggia.
Anche una pendenza poco percepibile può infatti limitare il ristagno sul piano della seduta.
Le teste delle tavole e i fori di fissaggio sono punti sensibili e devono essere protetti e mantenuti accessibili, evitando di inglobarli in sigillanti che trattengono umidità.
Il legno, poi, non dovrebbe scendere fino al pavimento del terrazzo.
Piedini, telai metallici o basi distanziatrici lo separano da acqua di lavaggio e ristagni.
Non tutti i legni reagiscono nello stesso modo all’esterno.
Durabilità naturale, stabilità dimensionale, qualità delle tavole e trattamento influenzano il comportamento.
Una finitura filmogena crea una pellicola superficiale che richiede preparazione accurata e rinnovi prima che inizi a sfogliarsi.
Un trattamento non filmogeno è più semplice da ripristinare, ma può richiedere applicazioni più frequenti.
Le superfici sotto i cuscini asciugano più lentamente e ricevono meno sole.
Se i tessuti vengono lasciati per lunghi periodi, possono formarsi differenze cromatiche e zone umide.
Dettaglio fioriera in bambù - Amazon
Viti e piastre devono essere compatibili con il legno e con l’ambiente esterno, mentre alcune essenze e alcuni trattamenti possono accelerare la corrosione di connettori non adeguati.
La manutenzione deve essere possibile senza svuotare la fioriera poiché doghe removibili e fissaggi accessibili permettono di sostituire soltanto gli elementi più esposti.
Acciaio zincato, acciaio inossidabile e alluminio consentono di realizzare strutture sottili e rigide.
La protezione dalla corrosione deve essere scelta in base a pioggia, atmosfera marina, irrigazione e contatto con i fertilizzanti.
Le superfici metalliche scure possono scaldarsi molto sotto il sole.
È preferibile evitare che il piano di seduta sia costituito da una lamiera continua priva di rivestimento o ventilazione.
Il metallo può formare la struttura portante, mentre doghe in legno o altri materiali più confortevoli realizzano la seduta.
I due materiali devono essere separati o collegati in modo da consentire le rispettive dilatazioni.
All’interno della fioriera, il contatto continuo con substrato umido richiede una vasca o una protezione specifica.
Una semplice verniciatura decorativa può non essere sufficiente nelle zone non ispezionabili.
Angoli e saldature devono evitare tasche di ristagno.
Un tubo apparentemente chiuso può ricevere acqua attraverso piccoli fori e corrodersi dall’interno se non dispone di drenaggio.
Fioriere e panche in muratura o calcestruzzo offrono stabilità e possono integrarsi con pavimenti e pareti del giardino.
Il loro peso le rende però poco adatte a molte terrazze senza una verifica strutturale.
Una struttura realizzata direttamente sul terrazzo non dovrebbe bloccare giunti della pavimentazione o coprire risvolti impermeabili.
L’adesione al pavimento non garantisce stabilità e può rendere distruttiva una futura rimozione.
Il contenitore deve essere impermeabilizzato internamente, mantenendo un drenaggio controllato.
Blocchi, malte e rivestimenti non dovrebbero rimanere saturi durante l’inverno.
Sul terreno, poi, la base deve evitare cedimenti e risalita di umidità.
Una piccola fondazione o una soletta può essere necessaria secondo dimensioni e condizioni del suolo.
La seduta in pietra o calcestruzzo può risultare fredda in inverno e molto calda in estate.
Doghe, cuscini removibili o superfici ombreggiate migliorano il comfort.
I materiali compositi e plastici riducono alcune esigenze di manutenzione e possono offrire fioriere leggere.
Non sono però privi di deformazioni, dilatazioni e invecchiamento.
Pareti sottili possono flettersi sotto la spinta del substrato, soprattutto in contenitori lunghi.
Rinforzi interni e telai devono sostenere la vasca senza creare punti che ostacolano il drenaggio.
Il colore può cambiare con l’esposizione e le superfici scure possono riscaldare il substrato.
Le radici poste vicino alle pareti sono le più esposte agli sbalzi.
Il materiale deve essere dichiarato idoneo all’esterno e alle temperature previste e una struttura leggera progettata come semplice portavaso non dovrebbe essere utilizzata automaticamente per sostenere una panca.
Anche in questi sistemi è preferibile che la seduta abbia una propria struttura.
Il bordo superiore della fioriera non deve diventare un appoggio portante se non è stato dimensionato per questo uso.
L’irrigazione manuale richiede accesso a tutta la superficie del substrato.
Fioriere molto profonde o collocate dietro uno schienale alto possono costringere a salire sulla panca o a bagnare i cuscini.
Un impianto a goccia distribuisce l’acqua in modo controllato e può essere nascosto sotto la pacciamatura.
In questo caso, però, tubazioni, raccordi e regolatori devono rimanere ispezionabili.
La linea non dovrebbe attraversare punti sottoposti al peso delle persone.
Un tubo schiacciato o perforato sotto la seduta può perdere a lungo in una cavità non visibile.
Panca con fioriera rotonda - iStock
Se la fioriera dispone di serbatoio, è utile prevedere un indicatore o un accesso per controllare il livello.
Riempire senza sapere quanta acqua rimane aumenta il rischio di troppo pieno.
In inverno l’impianto può richiedere svuotamento o protezione dal gelo, secondo il clima e i componenti, per cui valvole e raccordi devono essere raggiungibili senza rimuovere il substrato.
I cuscini rendono più comoda la seduta ma trattengono umidità se rimangono esposti alla pioggia.
I tessuti devono essere adatti all’esterno e facilmente removibili.
La struttura dovrebbe prevedere un luogo asciutto nel quale riporli.
Per questo, inserire un contenitore sotto la panca può essere utile, ma il vano deve essere separato dalla fioriera e ventilato.
Una cassapanca completamente chiusa, posta accanto al terriccio bagnato, può sviluppare condensa e odori.
Le guarnizioni impediscono l’ingresso diretto della pioggia, ma non eliminano l’umidità introdotta con cuscini già bagnati.
I tessuti non dovrebbero coprire le aperture previste per l’asciugatura del legno o della struttura, ad esempio i cuscini realizzati esattamente da bordo a bordo possono chiudere le fughe posteriori.
Nelle giornate ventose, tutti i tessuti devono poter essere fissati o rimossi.
Un sistema di trattenuta non dovrebbe complicare la pulizia o lasciare elementi rigidi sulla superficie quando il cuscino non viene utilizzato.
La panca deve essere disegnata insieme ai percorsi, non aggiunta dopo la disposizione del tavolo e degli altri arredi. Nel fare questo, occorre considerare lo spazio occupato dalle gambe, dai cuscini e dalla vegetazione adulta.
Vicino a una portafinestra deve rimanere una zona sufficiente per apertura, passaggio e trasporto di oggetti, per cui le piante non dovrebbero invadere l’anta o impedire la manutenzione del serramento.
Una fioriera utilizzata come separazione non deve restringere eccessivamente le vie di transito e la crescita laterale degli arbusti può sottrarre ulteriore spazio rispetto all’ingombro iniziale.
Inoltre, sul bordo del terrazzo la composizione non dovrebbe facilitare l’arrampicata sul parapetto, soprattutto in presenza di bambini.
Una panca collocata immediatamente davanti alla ringhiera riduce l’altezza protettiva percepita e rende più facile raggiungere la sommità.
La posizione deve poi lasciare accessibili giunti, scossaline, parapetti e punti di scarico e il verde non dovrebbe impedire di osservare le parti più esposte alle infiltrazioni.
Una fioriera alta può schermare la vista, ma non diventa automaticamente una barriera di sicurezza.
Spinta delle persone, vento, urti e rischio di ribaltamento richiedono requisiti differenti rispetto a quelli di un semplice arredo.
Se viene collocata davanti a un bordo, il parapetto esistente deve continuare a svolgere la propria funzione e non dovrebbe essere rimosso confidando nel peso della fioriera.
La presenza della panca modifica, inoltre, il rapporto tra quota della seduta e sommità della protezione.
Una ringhiera adeguata rispetto al pavimento può risultare più facilmente scavalcabile quando davanti viene collocato un elemento sul quale salire.
Fissare la fioriera al parapetto può trasferire azioni non previste, mentre ringhiera e struttura devono essere verificate prima di aggiungere schermi, grigliati o moduli pesanti.
Quando la composizione deve partecipare alla protezione dal vuoto è necessario un progetto specifico, distinto da quello dell’arredo e della vegetazione.
Una luce sotto la seduta o tra le piante può rendere più fruibile e senza dubbio più gradevole lo spazio nelle ore serali.
Per questo, apparecchi, cavi e connessioni devono essere adatti all’installazione esterna e alla vicinanza con acqua di irrigazione.
Gli alimentatori devono restare accessibili e non essere inseriti nel substrato o in cavità umide.
La manutenzione non dovrebbe richiedere lo svuotamento della fioriera.
Fioriera in argilla Livadia - Maisons Du Monde
Le linee possono passare all’interno della struttura portante, ma vanno protette da viti, spigoli e parti mobili mentre i cavi non devono attraversare i fori di drenaggio.
Le prese per piccoli apparecchi o ricarica devono essere collocate lontano dagli scarichi della vasca e la protezione dell’impianto e la scelta dei componenti devono essere affidate a un elettricista qualificato.
Infine, una luce rivolta verso l’alto può valorizzare le piante, ma deve evitare abbagliamento per chi è seduto.
È preferibile illuminare indirettamente vegetazione e pavimento, mantenendo schermata la sorgente.
In un terrazzo rettangolare si vuole creare una zona di conversazione lungo la parete più riparata inserendo una seduta con fioriera.
La prima ipotesi prevede una grande fioriera in muratura dietro una panca lunga, addossata al bordo esterno.
La verifica evidenzia tre problemi: il peso si concentrerebbe nella parte a sbalzo, la composizione coprirebbe un bocchettone e la seduta ridurrebbe la protezione offerta dal parapetto.
Il progetto viene quindi spostato verso la zona sostenuta da una parete sottostante.
La composizione viene realizzata con un telaio metallico e vasche interne removibili, suddividendo il peso in più moduli.
La base rimane sollevata e lascia libero il percorso verso lo scarico.
Il lato rivolto al parapetto non è utilizzabile come gradino, mentre la panca si apre verso il centro del terrazzo.
Il substrato viene scelto in base ad arbusti di sviluppo moderato e l’irrigazione a goccia è accessibile da un pannello laterale, mentre le doghe della seduta possono essere rimosse singolarmente per la manutenzione.
Il volume di terra è inferiore rispetto alla prima soluzione, ma la composizione rimane controllabile e compatibile con la struttura e l’impermeabilizzazione.
Nei terrazzi, il modulo più grande non è necessariamente quello che offre più verde nel tempo.
All’interno di un giardino, la panca viene inserita tra due fioriere destinate a piccoli arbusti. Il terreno superficiale è morbido e tende a trattenere acqua dopo la pioggia.
Appoggiare direttamente la struttura provocherebbe cedimenti e manterrebbe umidi i piedi in legno.
Viene quindi realizzata una base drenante con elementi di appoggio indipendenti, leggermente rialzati rispetto al terreno circostante.
Le vasche scaricano in una fascia di ghiaia che disperde l’acqua lontano dalla seduta mentre il legno rimane separato dal suolo mediante staffe e i collegamenti sono accessibili.
La vegetazione viene mantenuta più bassa vicino alla panca e più alta sui lati esterni. In questo modo si ottiene una schermatura senza chiudere la visuale di chi è seduto.
La soluzione non richiede una fondazione continua, ma la stabilità viene comunque controllata.
La manutenzione riguarda contemporaneamente piante, substrato, drenaggio, struttura e seduta.
Trascurare uno solo di questi aspetti può danneggiare gli altri.
La composizione dovrebbe consentire di raggiungere ogni parte soggetta a controllo: la vasca perfettamente nascosta è utile soltanto finché non compare la prima perdita.
Periodicamente occorre verificare che l’acqua esca regolarmente, che il troppo pieno non sia ostruito e che non compaiano ristagni sotto il mobile.
Una diminuzione della velocità di drenaggio, inoltre, può indicare radici o particelle accumulate.
Le piante devono essere potate prima che rami e foglie invadano la seduta o aumentino eccessivamente la superficie esposta al vento, mentre le radici possono rendere necessario un rinvaso o la sostituzione parziale del substrato.
Doghe, viti, saldature e giunti, invece, vanno controllati cercando movimenti, corrosione, fessure e zone che rimangono umide.
Una variazione di allineamento può indicare il cedimento della base o il rigonfiamento di un elemento.
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