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In molti casi, il piano di una casa al Catasto non coincide con il piano indicato in condominio.
A esempio, un immobile, da visura catastale, risulta al primo piano, ma nella documentazione condominiale si trova al piano rialzato.
Si tratta di situazioni tutt’altro che isolate e che possono incidere su tanti aspetti anche molto importanti, quali la ripartizione delle spese condominiali (vano ascensore) o anche compromettere l’intera istruttoria per la concessione del mutuo, se si sta comprando casa.
Piano catastale e piano condominiale - Getty Images
In queste situazioni, è fondamentale sapere che, per determinare il piano corretto tra Catasto e condominio, occorre partire sempre dalla posizione reale dell’immobile nell’edificio.
Il piano di un immobile può essere catastalmente diverso rispetto al piano reale.
Il piano catastale è la riproduzione ufficiale dell’immobile registrata presso il Catasto e serve a identificare il bene ai fini fiscali e amministrativi.
Si tratta di un documento che fotografa una situazione dichiarata, ma non necessariamente aggiornata in tempo reale.
Piani condominio da determinare sul dato reale - Getty Images
Il piano reale, invece, è ciò che esiste fisicamente.
Una eventuale differenza fra piano catastale e piano reale diventa cruciale quando si verifica una difformità, perché non si tratta solo di una questione formale, ma può bloccare o, in casi estremi, addirittura invalidare un atto notarile, come la compravendita, ove è richiesta la conformità catastale.
La differenza fra una diversa individuazione del piano è essenzialmente dovuta alla differente funzione che la legga attribuisce alla rappresentazione grafica fiscale e identificativa del dato catastale, rispetto alla indicazione in condominio che, invece, serve a organizzare la gestione pratica dell’edificio.
Perché Catasto e millesimi condominiali non coincidono - Getty Images
Il Catasto, infatti, assegna i piani con un criterio tecnico-standard: piano terra, primo, secondo, e così via, partendo dal livello stradale o da quello considerato principale.
È una classificazione uniforme, utile per identificare l’immobile dal punto di vista fiscale e amministrativo.
Il condominio, invece, può adottare una numerazione interna, che nasce da esigenze pratiche o storiche.
In altri termini, la differenza tra piano catastale e piano effettivo nasce dal fatto che uno è una rappresentazione tecnica e amministrativa, mentre l’altro è una descrizione fisica.
Se emerge una discordanza nella indicazione del piano fra il catasto e il condominio, occorre correggere la divergenza.
Ignorare un disallineamento non è mai la scelta migliore.
La discrepanza tra piano catastale e piano effettivo diventa rilevante soprattutto in contesti ufficiali, come compravendite o pratiche tecniche.
Una descrizione non coerente può generare dubbi sull’identificazione dell’immobile o richiedere verifiche aggiuntive per chiarire la situazione e invalidare eventuali atti.
Per questo motivo è importante non fermarsi al dato scritto, ma verificare sempre la corrispondenza con la realtà.
Per risolvere la difformità, il primo passo è capire come si determina il piano corretto tra catasto e condominio.
Erroneamente si è indotti a considerare il Catasto come il primo e indiscutibile dato a cui rifarsi in caso di dubbi: in realtà non è così, anzi l’esatto contrario.
La soluzione, infatti, non è scegliere il dato più “ufficiale”, ovverosia l’indicazione Catastale, ma partire da un criterio oggettivo.
Il piano effettivo si considera dal piano strada - Getty Images
In altri più specifici termini, occorre avere riguardo al dato fisico, alla realtà materiale ed effettiva dell’immobile.
Il criterio oggettivo impone un approccio tecnico e concreto.
Si osserva l’immobile nella sua realtà fisica e si utilizzano i documenti solo come supporto di verifica e non come elemento determinante assoluto.
Ne consegue che il piano corretto deve essere individuato nel piano, che corrisponde alla posizione reale dell’unità rispetto al suolo e all’ingresso principale dell’edificio.
Quando il piano indicato al Catasto o nei documenti condominiali non risulta corretto, è necessario attivare una procedura di aggiornamento per riallineare la situazione catastale alla realtà dell’immobile.
Le procedure da seguire cambiano però in ragione della natura dell’errore, che può essere esclusivamente catastale, oppure derivare da irregolarità edilizie più profonde.
In entrambi i casi, un ruolo decisivo è svolto dall’amministratore di condominio, perché conserva la documentazione ufficiale dell’edificio e può fornire indicazioni utili per chiarire eventuali incongruenze.
Nel caso in cui si tratti di un “semplice” errore catastale, la procedura è relativamente più semplice.
In tal caso, infatti, l’immobile è regolare dal punto di vista urbanistico, ma il piano riportato risulta non corretto o il dato non aggiornato.
Disallineamento del piano per mero errore catastale - Getty Images
In questi casi il primo passo consiste nel rivolgersi a un tecnico abilitato, come un geometra, architetto o ingegnere, che effettua un sopralluogo e verifica lo stato di fatto dell’unità immobiliare rispetto alle planimetrie depositate.
Successivamente il professionista predispone una pratica di aggiornamento catastale, solitamente tramite procedura DOCFA, che viene trasmessa all’Agenzia delle Entrate – Catasto per correggere i dati errati relativi al piano e agli identificativi dell’immobile.
Diverso è il caso in cui la difformità derivi da irregolarità edilizie o modifiche non autorizzate, a esempio, variazioni interne, che hanno comportato un cambio di distribuzione o una modifica non dichiarata.
In questo caso, un mero aggiornamento catastale non è sufficiente.
Nei casi in cui la difformità deriva da modifiche edilizie non regolarizzate, può essere necessario presentare anche una pratica edilizia in Comune, come una CILA o una SCIA in sanatoria, al fine di regolarizzare eventuali variazioni interne o errori pregressi, oppure avviare eventuali procedure di accertamento di conformità.
Solo dopo la regolarizzazione urbanistica e catastale è possibile procedere all’aggiornamento catastale, così da allineare definitivamente i dati del Catasto alla situazione reale dell’immobile, evitando problemi in caso di compravendita, successione o controversie condominiali.
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