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Con l'arrivo dei primi giorni caldi, si accende il condizionatore rimasto inutilizzato durante l'inverno e dall'unità interna fuoriesce un odore sgradevole, simile a muffa o aria stagnante.
In alcuni casi, questo fenomeno dura solo pochi minuti, mentre in altri tende a persistere più a lungo rendendo meno confortevole l'utilizzo del sistema di condizionamento.
Il comfort dell'aria condizionata senza cattivi odori - Getty Images
Nella maggior parte dei casi, non si tratta di malfunzionamento dell'impianto di climatizzazione o di un problema legato al gas refrigerante, bensì dell'umidità che rimane all'interno dell'unità.
Se la macchina rimane ferma per settimane o mesi senza asciugarsi completamente, all'interno si crea un ambiente ideale per la formazione di cattivi odori a causa dei filtri che trattengono l'umidità durante il periodo di inutilizzo.
Durante il loro funzionamento i condizionatori producono naturalmente acqua di condensa.
Una parte viene scaricata all'esterno, ma piccole quantità possono restare nella vaschetta o nelle superfici interne dell'unità.
Per questa ragione, è opportuno non spegnere immediatamente il sistema dopo il raffreddamento, ma lasciarlo in funzione per qualche minuto per consentire la ventilazione finale.
In assenza di ventilazione, con il passare del tempo, si crea un ambiente chiuso e costantemente umido che favorisce:
Questo problema interessa soprattutto i sistemi utilizzati intensamente durante l'estate e poi spenti improvvisamente con l'arrivo dell'autunno, rimanendo inutilizzati per diversi mesi fino alla successiva stagione calda.
I filtri hanno un ruolo molto importante: durante l'anno raccolgono polvere, pollini, grassi presenti nell'aria e piccole particelle organiche.
Di conseguenza, in assenza di un'accurata pulizia durante il periodo di inattività, questi residui restano fermi all'interno dell'unità per tutto l'inverno.
Con l'umidità residua, il materiale accumulato inizia lentamente ad alterarsi e ciò provoca gli odori sgradevoli che si manifestano una volta che si riattiva il condizionatore, perché l'aria li spinge all'esterno.
Fondamentale mantenere sempre puliti i filtri del condizionatore - Getty Images
Nelle abitazioni dove le finestre restano spesso aperte in primavera, il fenomeno può diventare ancora più evidente per la presenza di pollini e polveri sottili che si depositano rapidamente nei filtri.
A volte quel fastidioso odore di umido compare solo nei primi minuti di funzionamento.
In altri, soprattutto se l'accumulo di sporco è importante, può restare costante ogni volta che il sistema viene acceso.
Molti problemi nascono nella parte meno visibile del sistema: la vaschetta della condensa e il relativo scarico.
In questi punti possono ristagnare piccole quantità d'acqua anche per molto tempo, soprattutto quando:
In alcune abitazioni il cattivo odore si intensifica proprio dopo alcuni minuti di funzionamento, quando la nuova condensa inizia a muoversi nello scarico e riattiva gli odori accumulati.
Dopo la pulizia, lasciare l'unità accesa in modalità ventilazione - Getty Images
Il disagio provocato dal cattivo odore non influisce sul buon funzionamento della macchina dal punto di vista del raffreddamento, tuttavia, non va trascurato per una questione di salubrità dell'aria nella stanza.
Dopo alcuni giorni di utilizzo continuo, il flusso d'aria tende ad asciugare gradualmente le superfici interne, pertanto, il problema dei cattivi odori può attenuarsi.
Infatti, è il lungo periodo di fermo a creare le condizioni peggiori.
La primavera, inoltre, combina due fattori critici:
L'umidità mista agli sbalzi termici agevola la formazione di odori stagnanti all'interno delle unità interne, soprattutto se l'abitazione non è ben ventilata.
Anche gli ambienti dove il condizionatore viene usato saltuariamente tendono a manifestare più facilmente questo fenomeno, in quanto le parti interne del sistema non riescono mai ad asciugarsi completamente.
Spesso si interviene con spray profumati con l'intenzione di eliminare l'odore.
Oppure si ricorre a detergenti troppo aggressivi applicati direttamente sulle bocchette.
Si tratta di interventi inefficaci che, in realtà, restituiscono solo un risultato provvisorio.
Evitare detergenti aggressivi che possono aumentare i depositi - Getty Images
Infatti, in questo modo si copre l'odore senza eliminare i residui e l'umidità presenti all'interno della macchina.
Utilizzando prodotti inadeguati si può persino peggiorare la situazione, aumentando i depositi all'interno dell'unità.
Il consiglio è quello di intervenire in modo mirato per eliminare la fonte del cattivo odore.
Non è opportuno ignorare il problema, pensando che 'passerà da solo', soprattutto se l'odore resta intenso per diversi giorni.
La prima operazione da effettuare è una pulizia accurata dei filtri, accompagnata dal controllo dello scarico della condensa e delle zone facilmente accessibili.
Dopodiché, è utile mettere in funzione il condizionatore per qualche minuto impostando la sola ventilazione, perché aiuta ad asciugare meglio l'unità interna, riducendo l'umidità residua.
Manutenzione eseguita da un tecnico specializzato - Getty Images
Se il cattivo odore continua a comparire anche dopo vari utilizzi, potrebbe esserci un accumulo più importante nelle parti interne non raggiungibili facilmente.
In queste situazioni, è bene rivolgersi a un tecnico specializzato prima che muffe e residui si stabilizzino ulteriormente.
È importante provvedere a questa manutenzione prima che il problema peggiori con conseguente maggior disagio all'aumento delle temperature.
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