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Quando compaiono le prime macchie scure negli angoli delle pareti o dietro un armadio, la prima reazione è quasi sempre la stessa: si pulisce, si arieggia di più, magari si acquista un deumidificatore.
Per qualche settimana il problema sembra risolto, poi la macchia si ripresenta.
Questo succede perché si interviene a rettificare l'effetto visibile, ma senza agire sulla causa.
Macchia di muffa nell'angolo delle pareti - Getty Images
L'umidità domestica non è un fenomeno unico e uniforme: può avere origini completamente diverse, e ognuna richiede un approccio specifico.
In molti appartamenti, soprattutto quelli costruiti tra gli anni '60 e '90, si verifica una combinazione data da isolamento insufficiente con sostituzione dei serramenti senza intervenire sull'involucro.
A tutto ciò si aggiungono alcune abitudini quotidiane che aumentano la produzione di vapore in casa.
Il risultato è un ambiente molto più esposto alla formazione di condensa ed è proprio questo il problema.
La muffa si genera perché l'aria interna, carica di umidità, incontra superfici più fredde e rilascia acqua sotto forma di condensa.
Questo avviene spesso negli stessi punti: angoli delle stanze, pareti esposte a nord, zone dietro i mobili.
Contrariamente a quanto si possa pensare, in un'abitazione con infissi nuovi questo fenomeno, anziché ridursi, può accentuarsi.
Infatti, i nuovi serramenti, di per sè più performanti quindi ben sigillati, chiudono eccessivamente un ambiente privo di un'adeguata ventilazione.
Muffa in corrispondenza di superfici fredde e serramenti - Getty Images
Di conseguenza, la casa trattiene meglio il calore, ma anche l'umidità prodotta da attività quotidiane come cucinare o fare la doccia.
Il risultato è una costante presenza di muffa negli angoli delle stanze, ma questo non significa che gli infissi siano inadeguati, semplicemente, manca un equilibrio complessivo.
Il deumidificatore, in questi casi, può aiutare a gestire il sintomo ma non è in grado di eliminare la fonte del problema.
Se l'intonaco si gonfia o si sfalda nella parte inferiore della parete, se compaiono macchie irregolari fino a circa un metro da terra o depositi biancastri, è molto probabile che si tratti di umidità di risalita.
Qui il problema non è l'aria, ma la muratura stessa che assorbe acqua dal terreno.
Quando è il muro a trattenere acqua si forma l'umidità di risalita - Getty Images
È una condizione tipica delle abitazioni ai piani terra, nonché dei seminterrati e degli edifici datati che, nella quasi totalità dei casi, sono sprovvisti di adeguate barriere contro l'umidità.
Anche in questi casi spesso si interviene, anche ripetutamente, applicando sulle superfici interessate pitture traspiranti e prodotti antimuffa.
I risultati, seppur buoni, sono inevitabilmente temporanei, perché se l'umidità continua ad agire è naturale che il problema torni a ripresentarsi.
Una macchia sul soffitto è quasi sempre la conseguenza di infiltrazioni d'acqua legate a coperture, terrazzi o impianti.
Soffitto con intonaco danneggiato da infiltrazione d'acqua - Getty Images
In un appartamento all'ultimo piano, ad esempio, la presenza di aloni dopo un temporale è un segnale piuttosto chiaro.
L'acqua sta entrando dall'esterno, e continuerà a farlo finché non si interviene sull'impermeabilizzazione della superficie sovrastante.
In questi casi, l'intervento corretto non è deumidificare casa, ma occorre urgentemente bloccare l'ingresso dell'acqua.
Il deumidificatore è uno strumento utile, ma spesso sopravvalutato.
Spieghiamo il perché.
Funziona bene riducendo la sensazione di aria pesante in ambienti dove l'umidità è prodotta dall'uso quotidiano: bagni senza finestra, l'attività in cucina, locali poco ventilati.
Tuttavia, non può fungere da soluzione strutturale, in quanto non può fermare l'umidità che risale dai muri, né eliminare un'infiltrazione d'acqua.
La ricetta semplice ma vincente, anche se sottovalutata, è il costante ricambio d'aria.
Le abitazioni moderne, soprattutto dopo interventi di efficientamento energetico, tendono a essere sempre più ermetiche.
Questo migliora le prestazioni termiche, ma riduce la capacità naturale di smaltire l'umidità interna.
Areare regolarmente gli ambienti per eliminare l'umidità interna - Getty Images
Aprire le finestre è sempre una buona abitudine e aiuta, ma non è sempre sufficiente ed è più difficile da mettere in atto nei mesi invernali.
Anche per questa ragione, stanno prendendo sempre più piede i sistemi di ventilazione meccanica controllata.
Si tratta di dispositivi che gestiscono in modo continuo lo scambio d'aria, mantenendo al contempo sotto controllo il livello di umidità nelle stanze.
Quando la persistenza di umidità, e quindi di condensa, in casa nasce da superfici fredde, la soluzione non può che essere strutturale e l'unico intervento risolutivo è l'isolamento termico dell'involucro.
Può essere fatto con un cappotto esterno, ma anche con interventi interni o mirati su elementi critici quali cassonetti, pilastri e nodi strutturali.
Isolamento esterno dell'edificio - Getty Images
Un errore frequente è quello di decidere di intervenire solo parzialmente isolando solo una parete: in questo modo spesso si ottiene solo lo spostamento delle macchie di muffa in un altro punto della casa.
Guardando diversi interventi nel tempo, emerge un elemento ricorrente: si vuole applicare una soluzione rapida a un problema che invece richiede una lettura più profonda.
Prodotti antimuffa, pitture specifiche, dispositivi portatili come i deumidificatori possono apportare un contributo efficace solo se inseriti in una strategia coerente.
Applicare sulle pareti prodotti antimuffa e pitture specifiche - Getty Images
L'umidità non va considerata come un difetto della casa: è il chiaro segnale di uno squilibrio tra struttura, ventilazione e utilizzo.
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