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Come si fa a ottenere il domicilio digitale con l'INAD

L'INAD, ovvero l'indice nazionale dei domicili digitali, permetterà di ricevere le comunicazioni di pubblica amministrazione direttamente sella propria PEC
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Domicilio digitale: cos'è e come ci si iscrive


La transizione digitale passa anche dalla pubblica amministrazione e, anche se a piccoli passi, sta in qualche modo guadagnando posizioni.

Con il digitale si potrà dire addio alle scartoffieCon il digitale si potrà dire addio alle scartoffie

Sicuramente il covid ha aiutato molto tutto questo. Costringendo milioni di persone a casa infatti si è dovuto in qualche modo, permettere a tutti di interagire con gli uffici pubblici.

Il primo passo è stato lo SPID, ovvero l'identità digitale. Ma un grosso passo in avanti è stato fatto con l'INAD, ovvero l'indice nazionale per il domicilio digitale, che permette di snellire notevolmente le pratiche della pubblica amministrazione.


Che cos'è l'INAD


Tramite l'iscrizione all'INAD, registrandosi tramite la propria PEC sarà possibile ricevere su di essa, tutte le comunicazioni della PA, che normalmente arrivano in formato cartaceo, direttamente tramite raccomandata.

Domicilio digitale pec e comunicazioni tutte su un tabletDomicilio digitale pec e comunicazioni tutte su un tablet

Stiamo quindi parlando di multe, comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate e di tutti i documenti appunto, normalmente inviati per posta dalla PA.

Preme sottolineare che questa iscrizione non è assolutamente obbligatoria.
Chi non si iscriverà continuerà a ricevere regolarmente tutto quanto in formato cartaceo al proprio domicilio fisico.

Chi può avere un domicilio digitale?


Possono accedere a questo servizio tutte le persone fisiche con almeno 18 anni, i professionisti che svolgono una professione non organizzata in ordini, albi o collegi e gli enti di diritto privato non tenuti all'iscrizione dell'INIPEC.


I vantaggi del domicilio digitale


Eliminando le raccomandate in formato cartaceo si potrà evitare di recarsi alla posta nel caso in cui il postino non abbia trovato nessuno.

Mai più, quindi, avvisi di giacenza smarriti e contestazioni su eventuali raccomandate non consegnate (situazione non bella soprattutto in caso di multe).

Tutto arriverà sulla propria PEC e non ci saranno più problemi di sorta.

Con il domicilio digitale si potrà dire addio alle file
Con il domicilio digitale si potrà dire addio alle file

Sarà quindi un risparmio personale (non i saranno più spese di notifica) ma anche lo Stato italiano ne avrà di che guadagnare.

Anche le tempistiche per tutto l'iter verranno abbattute, senza considerare infine il contributo ambientale per via del minor uso di carta.


Quanto costa il domicilio digitale?


Altra buona notizia, perché l'iscrizione all'INAD è totalmente gratis.

Basterà infatti andare sul sito del governo www.domiciliodigitale.gov.it, nella sezione Domicilio Digitale, ed effettuare l'accesso tramite SPID, CIE o CNS.

L'iscrizione all'INAD è gratisL'iscrizione all'INAD è gratis

Una volta entrati bisognerà semplicemente indicare la propria PEC che, da quel momento, diventerà il proprio domicilio digitale.

tablet
Purtroppo a questo punto c'è un ma. Non esiste un sevizio di casella PEC gratuita.
Per chi ha una partita IVA o un'impresa non sarà un problema perché è obbligato per legge ad aprirne una. Questo servizio però fortunatamente, costa molto poco.


Principali provider PEC


Quindi per avere la propria identità digitale servirà una PEC. Ecco qui i principali provider che ne offrono una:

  • aruba.it

  • register.it

  • sicurezzapostale.it

  • poste.it

  • sugei.it

  • infocert.it

  • notariato.it

  • twt.it

  • unina.it

  • it.net

  • intesigroup.com

I costi sono variabili ma, in linea di massima, non si tratta di spese troppo esose. Aruba ad esempio offre il primo anno a 5 euro (9,90 euro al successivo) mentre Register la offrirà gratuita per i primi 6 mesi ma passerà a 38,85 euro annuali subito dopo.

La PEC ha un costo che verrà subito ammortizzatoLa PEC ha un costo che verrà subito ammortizzato

C'è da dire comunque che,, questi costi, anche quelli più alti, verranno ammortizzati in poco tempo. La PEC in ogni caso può anche essere utilizzata per altre cose, avendo lo stesso valore legale di una raccomandata o di una comunicazione via FAX.

Chi può consultare INAD


Il database INAD è consultabile da chiunque anche senza autenticazione; verrà utilizzato dalle PA per aggiornare i recapiti dei cittadini. Si potrà cercare il domicilio digitale di una persona effettuando semplicemente una ricerca tramite il codice fiscale.


Perché bisogna utilizzare per forza la PEC per il domicilio digitale?


Spieghiamo ora perché esiste questo obbligo di avere una PEC per il domicilio digitale. La posta elettronica digitale certificata è decisamente più sicura di una email normale.

Per il domicilio digitale è necessaria una PECPer il domicilio digitale è necessaria una PEC

Ha innanzitutto un valore legale, al contrario delle email standard, che non garantiscono l'identità del mittente nè tantomeno, l'integrità del contenuto.

Ergo, tutti i documenti ricevuti e inviati alla pubblica amministrazione saranno anche firmati digitalmente riducendo sensibilmente la possibilità di essere vittime di truffa.

Per aprire le comunicazioni inviate al proprio domicilio digitale, ci sarà bisogno semplicemente di Acrobat reader (o di un corrispettivo programma open source).


Quale provider PEC scegliere per il domicilio digitale


Arriviamo infine a vedere quale provider è meglio scegliere facendo due veloci esempi.

Aruba, come visto, è quello che costa di meno ma avrà solamente 1 GB di spazio espandibile al massimo a 2 gb totali e non ha un servizio di notifica SMS.

Ragister che risulta essere quello più esoso, parte da uno spazio di archiviazione di 2 GB ed un servizio di notifica incluso. Non bisogna assolutamente sottovalutare l'importanza del servizio di notifica.

Stop alle raccomandate cartacee con il domicilio digitaleStop alle raccomandate cartacee con il domicilio digitale

A differenza della classica email, infatti, che tendiamo ad aprire tutti i giorni, sulla PEC invece di riceveranno solamente poche comunicazioni l'anno. Senza le notifiche potrebbe essere facile dimenticarsi di aprirla, non facendo conseguentemente caso a comunicazioni importanti, arrivate al proprio domicilio digitale.

Per un privato cittadino infine, uno spazio da 1 GB sarà più che sufficiente mentre, per imprese e professionisti, consigliamo un servizio un pochino più costoso con uno spazio di archiviazione maggiore.


Come consultare indice INAD


Per consultare l'indice INAD ovvero, il domicilio digitale di un'impresa o di un professionista, è possibile utilizzare diverse risorse online in modo professionale e accurato.

Il portale "registroimprese.it" offre una ricerca gratuita denominata "Trova Impresa" che fornisce, tra le altre informazioni, il domicilio digitale o l'indirizzo PEC dell'impresa attiva.


Il servizio "Telemaco, Ricerca Imprese" permette di ottenere i dati cercando per denominazione o codice fiscale/partita IVA (0,60 €) e visualizzare il domicilio digitale dell'impresa.

Sempre tramite il servizio "Telemaco," selezionando "Visure e blocchi" e poi "Sede e unità locali" (al costo di 1€), si ottiene un documento dettagliato sulla sede legale, unità locali e domicilio digitale dell'impresa.

Infine, il portale INI-PEC del MISE offre gratuitamente l'accesso al registro dei domicili digitali / indirizzi PEC di imprese e professionisti.

riproduzione riservata
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