Tari, come fare ricorso alla richiesta di pagamento

L'ingiunzione di pagamento della Tari può essere contestata dal contribuente attraverso un'istanza di autotutela o con ricorso al giudice tributario.
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Tari, come fare ricorso ad una richiesta di pagamento


È possibile contestare la richiesta di pagamento Tari, solo quando la tassa relativa a quell'anno è già stata pagata, con un'istanza di autotutela direttamente presso il Comune, oppure presentando un ricorso al giudice tributario.

Tari, i bidoni della raccolta differenziata - PexelTari, i bidoni della raccolta differenziata - Pexel

L'autotutela ha uno scopo ben preciso: si chiede agli uffici comunali di annullare in parte o completamente la richiesta di pagamento. In altre parole si chiede di essere esentati dal versamento che è stato appena richiesto.

Nel caso in cui gli uffici preposti dovessero accogliere l'istanza appena inoltrata, lo stesso comune provvederà ad inviare all'Agenzia delle Entrate Riscossione, o altre società terze, di annullare il debito, quindi di effettuare il cosiddetto sgravio.

Un'altra strada da percorrere potrebbe essere quella, per esempio, di chiedere all'agente per la riscossione esattoriale di sospendere le procedure.


Tari, come compilare l'istanza di autotutela


Quando si vuole contestare una richiesta di pagamento Tari ritenuta errata, è necessario presentare l'istanza di autotutela direttamente all'ufficio tributi del Comune di residenza e indicare:

  • nome, cognome, indirizzo e codice fiscale;

  • dichiarare di aver ricevuto una richiesta di pagamento Tari. Deve essere indicata correttamente la data della notifica;

  • spiegare i motivi per i quali si chiede la rettifica o l'annullamento della richiesta;

  • si deve formalizzare ufficialmente la richiesta di annullamento o rettifica;

  • si devono elencare i documenti che vengono allegati all'istanza, che generalmente sono una fotocopia della carta d'identità e della richiesta di pagamento;

  • il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003;

  • data e firma.


Motivi di presentazione dell'istanza di autotutela


Nel momento in cui si riceve una richiesta errata di pagamento della Tari, sono diversi i motivi per i quali si può pensare di fare un'istanza di autotutela:

  • l'immobile è stato venduto;

  • gli estimi catastali risultano essere sbagliati;

  • non sono state applicate in maniera corretta le detrazioni;

  • c'è stato un banale ma fastidioso errore di calcolo;

  • è sbagliato il destinatario della richiesta di pagamento della Tari.


Il legislatore non ha previsto un termine entro il quale è necessario presentare l'istanza di autotutela, ma ad ogni modo meglio farlo il prima possibile.

La preparazione di un'istanza - PexelLa preparazione di un'istanza - Pexel

È possibile presentare la richiesta anche dopo aver versato la Tari: nel caso in cui l'autotutela dovesse andare a buon fine si riceverà il rimborso.


Cosa sapere sull'istanza di autotutela


È importante sottolineare che l'istanza di autotutela non sospende i termini per effettuare il pagamento e nemmeno quelli per presentare un ricorso al giudice tributario, difatti il contribuente deve effettuare il ricorso al giudice contro la richiesta di pagamento entro 60 giorni dal ricevimento della cartella di pagamento.

Questo strumento permette al contribuente di autotutelarsi: non si riesce ad ottenere una dispensa dall'obbligo di pagare le tasse entro i termini che sono stati fissati.

Nel caso in cui si dovesse aspettare troppo si corre il rischio di non poterlo più fare in un secondo momento.


Ricorrere al giudice per non pagare la Tari


Tra le alternative per contestare una richiesta di pagamento della Tari, troviamo il ricorso al giudice tributario, ossia alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado, così da dare inizio ad un procedimento giudiziale, il quale porterà ad una sentenza emessa dal giudice.

All'interno della richiesta di pagamento della Tari i diretti interessati possono trovare le indicazioni per presentare il ricorso relative al giudice a cui è necessario rivolgersi: per quanto riguarda i tributi, la competenza è della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado.

Un giudice che analizza un'istanza - PexelUn giudice che analizza un'istanza - Pexel

Presentando il ricorso si darà inizio ad un procedimento giudiziale, dove il contribuente avrà la possibilità di chiedere alla Corte di Giustizia Tributaria di sospendere l'esecuzione della richiesta di pagamento fino a quando non verrà emessa la sentenza dal giudice.

Ricordiamo che il ricorso deve essere effettuato entro 60 giorni dalla notifica della richiesta di pagamento, o dal momento nel quale è stata ricevuta la cartella di pagamento dell'agente della riscossione esattoriale.


Sospendere il pagamento Tari presso l'agente della riscossione


È possibile presentare l'istanza di sospensione del pagamento presso l'agente della riscossione solo e soltanto nel caso in cui:

  • è stato effettuato il pagamento prima della consegna del ruolo;

  • è stato emesso un provvedimento di sgravio dal Comune;

  • sono intervenute la prescrizione o la decadenza prima della data nella quale il ruolo è diventato esecutivo;

  • arriva una sospensione amministrativa dal parte del Comune o una giudiziale;

  • una sentenza abbia annullato in parte o completamente le pretese del Comune. La sentenza deve essere emessa in un giudizio nel quale l'ente esattore non ha preso parte.


È bene precisare che l'istanza di autotutela e il ricorso al giudice non hanno alcun effetto sull'obbligo di pagamento del contribuente, quindi, anche se sono stati avviati questi rimedi, chi ha ricevuto la notifica di pagamento della Tari deve pagare.

Però è possibile chiedere la sospensione del procedimento di riscossione dall'esattore di turno, almeno fino a quando gli enti preposti non avranno verificato la situazione ed abbiano appurato se le richieste inoltrate sono corrette o meno.

Il contribuente deve presentare una richiesta entro 60 giorni dalla notifica dell'atto di riscossione, e deve essere effettuata direttamente presso gli sportelli dell'ente esattore.

L'istanza, in alternativa, può essere presentata accedendo direttamente al sito dell'agente della riscossione utilizzando la posta elettronica certificata, appoggiandosi all'indirizzo indicato nel modulo, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.


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Come contestare una richiesta di pagamento Tari
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  • Nando96
    Nando96
    Mercoledì 3 Luglio 2024, alle ore 12:45
    Ho avuto la residenza nel mio nuovo appartamento da circa un anno e non mi arrivata ancora la richiesta di pagamento della TARI.
    Mi consigliate di autodenuciarmi all'ufficio tributi del comune di residenza o aspettare?
    In questo caso dovrò pagare una sanzione e gli interessi?
    rispondi al commento
    • Pierpaolo Molinengo
      Pierpaolo Molinengo Nando96
      Mercoledì 3 Luglio 2024, alle ore 13:20
      Le consiglio di recarsi all'ufficio tributi del comune di residenza e capire cosa sia accaduto.
      Eventuali sanzioni o interessi risultano essere più contenute se sana la sua posizione velocemente.
      Difficile dire, comunque, se nel suo caso ci siano realmente delle sanzioni o meno.
      Per questo è meglio che cerchi di capire cosa stia accadendo.
      rispondi al commento
  • Roberta
    Roberta
    Mercoledì 3 Luglio 2024, alle ore 12:34
    L'avviso di pagamento della TARI mi arriva sempre in ritardo, anche perchè inviato per posta ordinaria e non per raccomandata.
    Infatti la prima scadenza del pagamento è già scaduta rispetto alla data di ricevimento dell'avviso.
    In questo caso rischio di ricevere un avvisto di pagamento anche se il pagamento è stato effettuato in ritardo , ma non per colpa mia?
    rispondi al commento
    • Pierpaolo Molinengo
      Pierpaolo Molinengo Roberta
      Mercoledì 3 Luglio 2024, alle ore 13:16
      Purtroppo è una situazione che accomuna molte persone.
      A Roma ad esempio lo scorso anno molte persone sono state multate perché hanno pagato la Tari in ritardo, proprio perché non arrivava loro il bollettino del comune.
      Purtroppo la soluzione per non avere problemi molte volte è necesario fare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria, perché, sempre riportando l'esempio di Roma, lautotuela non sembra essere sufficiente a far annullare le sanzioni.
      rispondi al commento
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